Alfabeto d’angelo,

bucce d’alba sul selciato.


Palafitte di cielo arroventato

brucano rastrelli d’ombre

e nevicano frammenti di luce,

granelli di piume e parole,

cortecce stonate di baci lunari

che il giorno solitario scuce.


S’accoccolano fra i narcisi

cocci ghiacciati d’un temporale,

il respiro aggrovigliato di una nuvola  

li attraversa quieta:

son arpe dipinte d’infinito,

briciole di stelle cadute sulla terra.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Commenti  

Giancarlo Gravili*
+1 # Giancarlo Gravili* 29-12-2016 21:56
Raffinato verseggio a suon d'arpa che accompagna l'osservazione della natura resa metafora dell'io come spesso si evince dal tuo scrivere, ricercato e originalissimo, molto apprezzata.
Rocco Michele LETTINI
+1 # Rocco Michele LETTINI 30-12-2016 09:01
STRABILIAR E' STATO IL TUO VERBO COSTANTE NEL CORSO DEL TUO ANNO POETICO... I MIEI ELOGI E LE MIE LODI, VALENTINA.
LIETO 2017.
*****
Hera
# Hera 30-12-2016 14:31
Non finirò mai d'inebriarmi........ .......Quanta magia!

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