e dai suoi quindici anni se lo modellava.
Glielo portò la sorte e lei gli aprì le porte.
Snobbò tre figli e moglie, i sette lustri in più,
il logico effetto di gelosia e sospetto,
valor di gioventù, di libertà e diletto,
e che l’invaghirsi non era come amarsi
Se pur in gabbie d’oro fu magro que tesoro.
Per la giovinetta il tempo ebbe fretta,
a soli quarant’anni le strappò l’alloro.
Si ritrovò sbranata da nuda libertà,
ed ebbe l’impressione non fosse più realtà.
Meditò parecchio la voglia di rivalsa,
tutto da rifare, nessuna mossa falsa
e consultò lo specchio di tanto tempo fa:
ma non trovò la bella di quel tempo in là.
Si riscoprì disfatta, inutile, inservibile
le sembrò incredibile ma era verità.
La realtà passata l’aveva consumata
ormai il gioco dolce e il peso allor leggero
non le sembrava vero, ma era gravità.
Si rattristò, ne pianse, si ritirò per sempre,
da quel fatal settembre mai si perdonò.
Sequenza di un sogno che nasce da dentro
e apre uno squarcio nella realtà
gli occhi vedono film senza fine
dolci parole, amori intensi
battiti forti di cuore in sospensione
un mondo inventato
dove tu
sei il nucleo e da te partono
radici potenti
che crescono e si zavorrano come artigli
sei pura energia
sei potente e forte come la vita
che ti scorre accanto
un mondo parallelo dove
la felicità è vera
attraversano il mio orizzonte
ferite fulminee nel blu cupo
Le stelle congelate
nel loro splendore
sono mille occhi lontani
che mi fissano in notti
dal cuore plumbeo
Strane celestiali traiettorie
disegnano i miei sogni
su vie remote
lungo invisibili scale
Urgo piccoli paradisi
da rubare al candore della luna
per scacciare le tenebre infinite
Il mio cuore bambino
è alla finestra
Strane celestiali traiettorie
disegnano i suoi sogni
esprimendo il desiderio
di non invecchiare mai
alle porte dell'immenso

Questo mare d'inverno
mi riporta furore selvaggio d'allora
onde altissime spandono
odore aspro di salsedine
bruciando il volto
e facendo lacrimare gli occhi,
mettono il cuore in subbuglio
a risvegliare ricordi
d'un ieri latente.
Scendo veloce il sentiero,
capelli liberi al vento di maestrale
e mentre il mare urla il suo richiamo
una mano prende il mio cuore
donando tutto il calore che arde al momento:
ricordo una stretta, un caldo sorriso,
un bacio lontano
cullato dalla voce cavalcante delle onde.
L'arcana empatia fu la nostra magia
che ci catturò intensamente
ma come sortilegio
l'amore sbiadì tra le nebbie del tempo.
Solo un mormorio rimane
di quell'antico sentimento
ormai dissolvenza velata
dispersa dal vento.
granai di mute parole
fra portici astrali
d’inverni addizionali,
l’anima s’intreccia
a clessidre d’inchiostro
ed io inurbo scorze di cielo,
parafraso respiri di stelo.
Il giorno recide solitario,
sfibrati passi d’azzurro,
cravatte di luce sfocano
la quiete impronunciabile
d’un soffio di vento e di baci,
aprile rastrella svuotate valigie
in un paesaggio di nuvole grigie.
prigione la paura
e maledetto si presenta
al cospetto della luna
dell'ossesso sono il principe
forcipe della iattura
e chi mi fugge alle spalle invano
stuola di servi
l'amara figura
proni al supplizio
nelle mie convinzioni
di chi in fondo obbedisce
alle proprie pulsioni
e mai che si sottragga
in proferir sofferenze altrui
obbligati al cammino
di ciotoli taglienti
e trascorsi bui
ma in fondo li ascoltate
sette i segreti miei
che sordi amate
nel mondo sopra di poi
son soli e son mari
e terre desolate
fanciulle del tempio
speranze inarrivate
che sorprendono del sogno
in un mondo di pazzia
che solo la ragione può
spazzare forse via
Alle spalle un gigante dormiente che ci ricorda quanto poco governiamo questo mondo
Di fronte un prato blu che accoglie qualche pescatore
Dietro di me dolci colline create di proposito per dare un senso alla parola panorama.
È un privilegio essere un tuo figlio
Grazie Napoli!
continue
incessanti
impetuose e affascinanti
è la determinazione di una donna
quando decide di cambiare.
Quando decide di riprendere sé stessa
perché se ne era dimenticata per un lungo periodo.
Non c’è un tempo preciso e molto dipende
da quello che le è successo.
Ma ad un certo punto una donna
Sempre
Guarda indietro un’ultima volta
Si rimette in piedi
Si aggiusta il vestito
Si tocca i capelli
Si fa una carezza sul viso mentre le esce un sorriso
e si incammina verso il futuro.
E allora succede di tutto.
Il mondo si riempie di lei
nuovamente
L’universo si accende di amore rinnovato
perduto e ritrovato
Come un figlio che torna dopo essersi perso
inesperto
nei labirinti delle occasioni della vita.
Poche cose nel mondo hanno quella forza.
Forse il primo bacio di una bambina a suo padre.
Forse.
E ritorna più bella di prima
E il luogo buio e sperduto
nel quale era caduta
sarà per sempre un serbatoio
di energie per continuare quel passo
diventando avvenire di sé stessa.
Il giullare del reame ha preso moglie
c’è una regina nel suo letto
non sarà una bellezza, ma di voglie
ne ha parecchie. E’ accaduto
quasi per caso, aveva l’anello al naso
e ora ha la fede al dito. Il vaso
della fanciulla che ha tanto amato
ora è rotto. Ricorda le trecce
della ragazza bionda col vaso
in testa e le frecce
della sua balestra e piange, il caso
o il destino li renderà amanti.
Nell’alba nebbiosa e vagabonda
si può vederli ancora a cavallo di un’onda.
La regina del paese dei crocicchi
l’ha sentito cantare e si è innamorata
nessuno pensa sia una fata
lui è un poeta con i fiocchi.
Può vestire ora alla moda dei ricchi
calzare scarpe eleganti
avere pure tante amanti
ed estrarle a sorte tra le cortigiane
del regno delle begonie
ma sogna ancora la ragazza onesta
con le trecce bionde e il vaso in testa.
Poi in un giorno di festa
s’è vestito di ruggine e con lei è fuggito
ora è ricercato da tutti come bandito.
Nell’alba nebbiosa e vagabonda
si può vederli ancora a cavallo di un’onda.
E’ scappato in un giorno di primavera
in sella al suo cavallo bianco ma di sera
con la ragazza delle trecce bionde
verso il borgo dei briganti di cera.
Le ha dedicato cento e mille canzoni profonde
prima di spogliarla delle vesti linde
e di fare l’amore tra covoni di fieno.
Poi l’ha tenuta per mano
nel borgo dei briganti di cera
proprio sul far della sera
dinanzi agli arcieri della regina
arrivati al galoppo, erano una decina
dal paese dei crocicchi per eseguire
la sentenza di morte all’imbrunire.
Nell’alba nebbiosa e vagabonda
si può vederli ancora a cavallo di un’onda.
Fiocchi di neve li hanno sepolti
il gelo e la brina li hanno vegliati
sino a primavera, ceste di fiori argentati
in ricordo sono stati lasciati
il vento li ha accarezzati
sino all’autunno, gli abitanti
del borgo dei briganti
hanno eretto un monumento per gli amanti.
C’è scritto: erano innamorati
e solo per un giorno furono felici.
Nell’alba nebbiosa e vagabonda
si può vederli ancora a cavallo di un’onda.
Sollevo una mano nell'aria
gioco con farfalle immaginate
sorrido
l'alchimia della terra mi penetra dentro
il cuore danza nel petto
e reclama un sussurro
occhi osservano il cielo
che ti imprime il suo stampo
il respiro si fa' pesante
e le narici respirano a fondo
sono viva
e la vita mi esplode dentro
Fermiamoci al mare
se non mi dai fretta
tenendo del tempo
nei nostri ciascuno
e andando alle cose
che dico e non taci
o a quelle che pensi
e non ho detto mai…
Coi silenzi scambiati
fra i respiri di sale
e gli occhi socchiusi
dai riflessi dell'acqua
noi potremmo magari
ritrovarci in dementi
e non uscire dai fuori
dove siamo nascosti...
Espianto labbra da prassie
Nei meandri lasciami
Giuntare
Orditi di spezie
Anca da mantice rosso è
Bocca foce al tenerti
Armonia di sale bruciante
Clavicordio il sospiro
Immobile a sponde poi
Ansante alla chiusa
Ressa d’acqua
Trema al viraggio
Iato in mercurio, fusione
tra oro e gioielli
è solo te che vorrei
Penso al tempo negli attimi
in tutti i secoli
per chi era destinato
Ora la tua anima è pura
di fronte ai miei sogni
non c 'è giorno che
non vivo nei tuoi sguardi
sorridi Amore mio
che il tuo Angelo non si perderà .
Ti amo
di un amore
mai vissuto
da nessuno !
Dedicata a chi sa cosa vuol dire Amare
Da Cinzia e Simone












