se non un attimo
nella ruota che gira
e poi si capovolge con il mondo
facendoti tornare santino a intermittenza
E quanta ipocrisia nelle parole
se non un dare per avere - il tuo -
impregnato di disgusto - il mio -
restando prepotente il bisogno di segnare il territorio
documentare l’esistenza, credendosi immortali
sui passaggi brevi, o forse duraturi, ma difficilmente lievi
Cos’è, la voglia di gridare
sottolineare monologhi, annerire il bianco
e rendere figure sconosciute accenni evanescenti?
- Illusione d'Esserci -
per poi sparire
e ritornare
chissà
(se qualcuno avrà tenuto ogni carico di pensieri e l’avrà letto senza averlo amato… in vita)
gli anni confondono
sogni e ricordi
e in questa nebbia
io non ti vedo
sdraiato che piangi
ai piedi del letto,
forse l'ho solo sognato.
Però mi dicesti
è inutile
non cercherò un'altra mamma,
nessuna sarà come lei.
Resteremo così.
Questo ricordo,
o del ricordo
è questo
che io voglio che sia,
perchè in quelle parole
ci sta tutta la vita.
Il motivo.
E di quelle parole
io ti ringrazio.

Luci fantastiche e suoni
Eclatanti
Mi risplendono negli occhi
Eccelsi baluginii
Ridenti ed avvolgenti
A irretire l'anima
Velando
insicurezze.
Genesi nuova
Libera e scattante promuove
Indipendente
Energia vitale
Di liberi sentimenti
Eccelsi in morbidezze accarezzanti il cuore
Ludico gioco di magie d'amore.
Mi muove un'energia nuova
Ondivaga di sentimenti contrastanti
Nuove fioriture di germogli latenti donano
Desiderio, passione ed emozioni
Origami in movimento regalano intimi turbamenti...
del soliloquio d'acqua chiara
di una sorgente
e subito mi resi conto
di quanto bello
fosse il mondo.
Ero un bambino, allora
e non avevo ancora capito
quanto, poco dopo,
lo stesso mondo
mi avrebbe stordito.
Giunto agli estremi
della sopportazione
tornai in quel posto
per riequilibrare la ragione.
L'acqua chiara
ancora gorgogliava
e nasceva pulita,
era tutto intorno
che era cambiata la vita.
lascia il passo al malinconico autunno
che dentro se' racchiude
scrigni di rubini rossi e gialli topazi
sei prezioso come gemme lucenti
e prepari il terreno al gelido inverno
che duro come ghiaccio raffredda gli animi
ma si addolcisce sotto manti di neve
candida e pura che rigenera
poi il tempo della rinascita arriva
con la tiepida primavera
dove esplosioni di fiori e verdi brillanti
innalzano e calmano spiriti portando
un nuovo vento che che sa' d'estate..
nascosti nell'ombra
oltre motivi e visioni
disperdersi
e sopravvivere
in una lacrima
ma si soffre
o si muore
nel senso
che vorrei scordare
e sento quel tiepido vento
e mi dico da solo
sordo ignorante il percorrere
le mie stesse inclusioni
all'ignoto si muove
e che vista avrò
ora che te ne sei andata
e non ho più scuse
Una vita per diventare il nome che abbiamo per realizzare il Tuo sogno su di noi;
Una vita è fatta di anni, un anno di giorni un giorno di istanti.
È in ogni " adesso" che scolpiamo la nostra storia;
Ogni mio istante voglio sia un noi
Se tengo fede a questo credo la mia sarà una bella storia.
La luce delle candele vibrava
riflessa sulle finistre di una cattdrale
gotica
le navate fornivano lo sfondo
a questa danza di luce
mentre fuori l'inverno sferzava
le mura immutate nella loro devozione
antiche rimanevano inflessibili
all'avanzare della bufera
una vecchia litania risuonava
discreta all'interno della chiesa
senza tempo nè età, anziane memorie
animavano le preghiere innalzate
verso l'abside che sfumava la sua ombra
sopra un altare di pietra
bagliori accarezzavano gli occhi
di anziani seduti sul legno antico
lento fuoco scioglieva la cera del passato
scaldava dalla tempesta presente
perseverava nella ricerca di futuro.
le tue mani segnate,
cosi' vere,
cosi' operose;
virgulti d'amore
nelle terre assolate.
Vecchio contadino
rimembri beata gioventù.
Quel canto..
e meraviglioso incontro inatteso.
Nell'aria profumo di viole
e un sorriso ti ammalia.
Timidamente avanza la giovinetta
e mentre il vento scompiglia i lunghi capelli corvini,
il tuo cuore decide...
Vecchio contadino
che rimpiangi la sposa bambina
rallegrati!
Il suo canto,
pura essenza d'amore,
compagno per l'eternità.
Il volo di uno stormo d’uccelli, il mago
col flauto lo segue con gli occhi, è sul lago
che le ombre son fitte e le luci
sembrano croci, tanto son truci.
Stenderà il suo verdetto, le carte
i tarocchi, ogni segno è di parte
e ogni parte è meno dell’intero
che se esiste, se è vero, è nero
come la pece. Lei c’è stata
poi è svanita in una bolla dorata
firmata dallo stilista del cuore
la rosa nera, è questo il fiore
amato, quando è sera. Il mago è bollito
in sugo di noci, è il dito
che punta la luna e si sbaglia
col disco del sole, è chi raglia
al canto del gallo, chi si scaglia
a voce contro gli dei, brutta gentaglia.
Giove e Giunone dallo psichiatra
poi dall’avvocato, la faretra
di Diana è vuota, la caccia
è stata abolita, è carta straccia
la canzone di Ulisse l’astuto
Ilio resiste e Omero, il cieco, è muto.
Il teatro di corte è crollato
un terremoto o un frullato
di sostanze proibite, è deciso
che sarà l’antidoping a dirlo, il viso
dei presenti sembra disteso
tutti innocenti è chiaro e sottinteso
sino a prova contraria. L’assemblea
plenaria è stata un fiasco, la dea
dagli ormoni da maschio è stata
colta in flagranza di reato
il mago col flauto sarà incatenato
è stato stabilito alla cena con l’aragosta
e lei cambierà sesso a stretto giro di posta.










