volgono al cielo e
scompigliano il vento.
Un soffio spira fresco e
scioglie il risveglio.
Carta increspata sovrasta il mare
di aliti giallognoli e arance mature.
È Inverno di voli accennati
e borbottii nei cuori...
Dimorano le civette .
Arde il sole sulle pietre
intrecciato di vita !
È finestra aperta
del mio quieto amare .
come arpe coralline
sui binari del cuore,
tempesta lunare
arena i nostri corpi
sulla tela dei giorni
ed una minestra di sguardi,
fazzoletto di brina sui campi,
è ellissi di stella fra i lampi.
Sceneggiatura d’anima
s’impiglia nei nostri occhi,
ed un’emorragia di cielo
sverna emozione d’aurore
fra questi abbracci spenti
come pulsazioni di dolore.
all'ora idonee della confessione
per graziare ogni trasgressione.
Presso la grata del confessionale
genufletteva prono il penitente:
un lesto absolvo, un'Avemaria,
e dei peccati non restava niente.
L’avvicendarsi or si diradava
da quella grata che ti perdonava,
e a capo chino ci si allontanava.
Pur se tardi, la luce assicurava
che il monsignore ancora confessava.
Ma, noncurante della tarda ora,
la gonna mini, le calze a rete,
ecco prestante una signora,
andar spedita verso il sacerdote.
Senza confiteor e genuflessione
presso il graticcio varcò la porticina
e poco dopo poco si spense la lucina.
Prendendo atto della circostana
pensai a quanti fossero i peccati
per necessitare d’una intera stanza!
semmai ambire
al perdono oltre
facile pensar
di essere migliori
nel crogiolo
buttare i pensieri
che non fanno poi male
siamo tutti uguali
nella sofferenza
ancora di più
che nella gioia
tutti per se stessi soli
ma arriva seria
la parola fine
e dal guado esclude
chi non ha più voce
è 'o tiempo ca se và cunnulianne ll'ore,
songo 'e minute ca passanne e vulanne:
lassene straschiche 'ncoppa a llancette d'oro.
'Ncuntrannese se passene 'na lettera,
'na lacrema, 'a scarda 'e 'nu penziero,
o cocche vaso ca pe fui' 'e pressa,
è stato lassato a 'nu core furastiero.
Sonene 'e ccampane e a ogni rintocco,
'o batacchio se va vattenne 'o tiempo.
Facce nove e vvecchie se salutene:
se rincorrene fra gioie, vita e turmiente.
Mentre 'o tiempo scorre, pure 'o mare,
se mette a cunta' 'nu fatto e llà s'attarda.
Vo' chiacchieria' 'e 'na figliola ca chiagne,
pe n'amante traditore e assaje buciardo.
Squillene 'e ccampane p'ô paese,
'e ssiente suna' 'a luntano alleramente:
Scampaneano for'ê pporte e dint'ê cchiese,
p'ê ppiazze e mmiezo 'e cchiacchiere d'â ggente.
'Mpruvvisamente se nne vanno lente lente
hanno sentuto chiagnere 'a luntano.
'O campanaro affievulisce 'e suone:
'npreghiera se raccogliene 'e crestiane.
Prianne s'auniscene 'nsilenzio,
'nun se sape si ciento o mille mane,
a ll'intrasatto fra lummine e 'ncienso:
lieve se sente 'o chianto d'ê ccampane.
Giovanna Balsamo
Traduzione
Quando suonano le campane
Quando le campane fanno din don dan
è il tempo che va cullando le ore.
Sono i minuti che passando volano:
lasciando strascichi su lancette d'oro.
incontrandosi si scambiano una lettera,
una lacrima o un pezzo di pensiero,
o qualche bacio che per la fretta,
è stato lasciato da un cuore forestiero.
Suonano le campane e ad ogni rintocco,
il batacchio va battendo il tempo.
Facce nuove e vecchie si salutano:
si rincorrono fra gioia, vita e tormento.
Mentre il tempo scorre, pure il mare,
vuole narrare una storia e lì s'attarda.
racconta di una fanciulla che piange,
per colpa di un amore traditore e bugiardo.
Squillano le campane per il paese,
le senti suonare allegramente.
Scampanellano fuori alle porte delle chiese,
fra le piazze e tra le chiacchiere della gente.
Improvvisamente vanno lente lente:
hanno sentito piangere da lontano.
Il campanaro affievolisce i suoni:
in preghiera si raccoglie ogni cristiano.
Pregano e si uniscono in silenzio,
non si sa se cento o mille mani.
Improvvisamente fra lumini e incenso,
lieve si ode il pianto delle campane.
Pietre antiche
dove ogni angolo parla lingue diverse
dove piedi stanchi
hanno camminato trascinando vite
pietre che hanno visto volti
e respirato umanità
vecchie rimembranze di un passato
che a noi pesa
ma ci fa grandi
di ricordi senza età....
Roma caput mundi
di un' era,
un' epoca
e poca forza di volontà
non basteranno
a lasciarsi tutto alle spalle,
non è bastato nemmeno
il mio dare
da re
ma manterrò la promessa
di dimenticarti ogni giorno ...
anche il sole
muore e risorge
e una stella è caduta dal cuore.
Ma la terra
la terrà
per se,
per me ...
cara gente,
nel aiutarci tra di noi .
Non ci facciamo piu` una carezza ,
o riscaldarci con consigli giusti ,
La sincerita` sta in crisi ,
in una crisi di verita`
e sentimenti positivi.
Siamo in crisi tutti quanti
Grazie alla societa`....
La sola luce in questo buio pesto
che mi avvolge e mi circonda,
l'unico lumino che io accenda
in questa tremenda
selva oscura da cui vorrei fuggire al più presto
Il mio migliore sfogo,
e in questo mare in cui affogo
tu sei il mio salvagente,
mi culli amorevolmente,
come una madre
col suo piccolo in grembo,
come quando il tempo
si fa minaccioso di pioggia,
tu sei il mio rifugio,
l'imponente loggia
dove mi riparo
Tu sei il faro
che mi conduce alla salvezza,
allontani la mia morbosa fiacchezza
restituendomi vigore,
ti considero la compagna migliore,
nessuno sarà mai alla tua altezza
Mi fai battere il cuore
come un defibrillatore
accappatoio di bacio
planato sulla terra,
reciso è il ricamo
d’un cuor che sverna
come gomitolo di luce
che aratro di mar riluce.
Buccia di spiaggia calante,
sei neve di bocca che tace
come sutura di stella
fra petalo d’orizzonte ardente
lacrimato sulla terra.
Da sempre ti sei presa cura di me
Mi hai visto crescere, cadere e rialzarmi;
ed anche quando la vita sembra crudele mi tenevi per mano.
Ad una madre non puoi dire grazie, è una parola troppo piccola per tutto ciò che ella per te ha fatto e fa.
Ad una madre puoi solo dire ti voglio bene e te ne vorrò sempre
Due cuori che si sono ascoltati mai staranno l'uno lontano dall'altro.
Nel mare di spalle
che so non vedere
di sterminati confini
mi infrango alle onde
degli incauti respiri
risalendo con gli occhi
la tua spina dorsale
disorientato di luce
per i colpi di grazia
delle tue vertebre emerse
e non mi azzardo a cercare
il piu' bel punto di affogo…
e vorticosi pensieri
opprimono
il corpo mortale
che nelle notti deliranti
alla ricerca vaga
d'un benevolo volto.
Impresso e' il sigillo!
Colpito,
rinnegato,
alla morte lentamente si avvia
Un anelito...
ridesta il corpo ammalato
che il perbenismo
di un'ambigua societa'
ha conclamato pazzia











