Come un anfiteatro o un cuore rosso
nel buio della stanza, pendolari dell’amore
a ore, i minuti rubati a tutti, la circostanza
è di fronte, surreale a strati, un saluto
di ghiaccio a occhi discosti o un bacio
appassionato, lo dirà il vigile urbano
con la multa nel taschino o il capotreno
in minigonna della stazione lunare.
Il laccio è nella carrozza del batticuore
teso al braccio e il respiro che è meno
di un singhiozzo. Ti chiamo e ti stano
dai pensieri molesti, quando taccio
è perché sono dentro il tuo piacere assoluto.
Ci sarà il coprifuoco e sentirò la tua mancanza
forse vedrò l’estate dei tramonti sul mare
col soffio dello scirocco, nel cielo nessun rimorso.

Commenti
Non manca mai la vena ironica che trasporta nelle arterie la scrittura delle sensazioni.
Le tue, sono grandi composizioni di frammenti di vita quotidiana, che riesci a trasformare in grande poesia, DI QUELLA CHE VERAMENTE Dà CALORE ALL'ANIMA........... .........mi è piaciuta molto per la sua grande malinconia!......... ...........Lodevole