Un filtro da cui guardare in controluce
le figure in movimento nell’arena di sabbia
e il sentimento che muove i suoi passi
sull’orizzonte delle opportunità
che se è chiuso, nega la vista al cuore.
In caso di scelta libera non avrei dubbi
sui passi da fare, sino a quando i bulbi
degli occhi potranno vedere e il sapore
potrà sostare sulla lingua, sarai la verità
che inseguo, la strada diritta di sassi
levigati dalle acque, nessuna gabbia
a impedirmi di arrivare sino alla tua foce.
ti aspetto e non arrivi.
Mai, ti ho ascoltato,
tanto, mi hai aspettato.
Raccontami papà.
Ti ricordi...
Petin-petote
e Gallo gastaldo,
le tue favole,
davanti al fuoco?
Io si!
Ma non ascoltavo.
Raccontami papà,
racconta adesso
che so ascoltare!
i minuti, le ore...
i giorni.
È così fragile
il tempo!
E non mi accorgo
degli istanti,
via via perduti
e calpestati.
Cocci di tutta
una vita, mai raccolti,
abbandonati nell'immenso
contenitore dei ricordi.
Svuotato, ogni tanto,
nei momenti
di nostalgia.
Tra un breve racconto,
una lacrima
e una poesia.
E rotola, anche
la mia vita,
tra salti e balzi,
fermate e affanni.
E insieme a lei,
rotolano via...
anche gli anni!
quelle ore che digrignano i denti quando il battacchio chiama
costellano cori i "DAN" -pizzichio d'aria al naso-
Cammina basso il vento del ciglio a neve bianca
sotto la stanza dei "SE" che intorpidisce il dolo
Ricca è la spiaggia delle comete morte
dei figli assenti
dei baci appesi agli aghi
Ricca è la morte
d'angoli e spigoli
espande
piatta regione
e senza varchi
di mezzo al giorno
respiro solo evade
i pori in traccia.
La sera
ripreso corpo
ricuce strati esangui
rifiata ai moti
delle strozzate cisti
placa lo strazio
di sbuffi e il sonno esausto
e dopo esonda.
a stento sussurrano, e piano si spengono.
Come lacrime d’inchiostro scorrono
pallide, sbiadite,
ormai senz’anima.
Sul letto bianco sfatto già dal tempo,
cadono una ad una perdendo il senso
e affogano nel mare antico del pianto.
Muoiono le parole stanche,
lasciano confuse tracce accartocciate,
grumi di pensieri mai avverati
persi per sempre in un letto distratto
in un silenzio eterno e insoddisfatto.
Tu profumavi come il tempo passato
nelle notti di tempesta,
arrivavi come un temporale d’agosto
con quel profumo d’estate che stava finendo.
Ti vedevo riflettere con le luci sull’asfalto bagnato,
emananti una leggera nebbia, che salendo al cielo
rapiva le mie fantasie.
Ora la mia mente conserva solo lontani ricordi
ma sempre abiti nella mia memoria.
Vivevo quei momenti come una sigaretta che si consuma
lentamente e come il fumo te ne andavi via
sparendo alla mia vista,
come un temporale d’agosto.
Mani clandestine
coprono visi attoniti
sguardi abbacinati
e alienata vita.
strappata dal cuore la speranza
trascendono fiumi e lacrime
del viaggio lontano
rimane il ricordo.
in balia di uno scoglio
ti appigli e rimane il futuro incerto
di un sogno che gronda
sangue e sudore.
e tra i lampioni costernati di silenzio
fiori coltivati, vetri, porte chiuse, pietre
sul salice la luna l’ho vista immensa
col viso degli afflati intatti.
Era la stessa giunta or ora
ho steso un velo su uno squarcio
stavo sulle punte
non c’era bisogno forse
ma sai, sono salita su una scala
con il gradino d’oro
chissà da dove era spuntata.
Ora che leggo echi colgo il senso
poggio la fronte dove sì vorrei
non sono amara né confusa
ora, sento una canzone
muoversi sull’altura.
globo di cuore infuocato,
orchestra d’amore
albera cristalli di cielo,
inzuppa briciole di sguardi,
arroventa giorni di quiete distratti.
E manchi fra i pensieri
come alla luna i suoi raggi,
come abbraccio di parola
stretto al petto del silenzio
e planano romantiche geografie
su questo scoglio d’universo acceso:
sei tu quel respiro scomodo
che s’intreccia al tramonto
in questa solitaria sera d’inverno.
per sminuire il dolo di questo gelido volto
Ora non mi risponde nulla se non
ma tu dov'eri?
Dove sei?
Vorrei tra le mie mani il tuo destino ma nemmeno il mio posso tenere
ed ho le mani nude
Tu
tu che nel grembo ti volli
tu
Ti sogno e non ci sei perchè sei ali
e stai sopra me e la mia mente contorta di stella
ma io cambio il respiro
e di te ne faccio un quadro -nel mio soggiorno-
accendi gli animi
Dove i bambini, teneri esserini, vedan
Lì, dove cadaveri malamente uccisi...
sconosciuti
Han tagliato il ramo che dava il tramonto
in orbita trasversale
fatto d'una mezza patata
che pure mi guarda
come fanno i ciechi -
indovinano nel fuoco dell'aria
quali sono i giorni belli che se ne vanno.










