Arrivò un tempo, in cui minuziosamente costruii uno spazio bianco
tra le urla e le lacrime.
Bianco come il latte, offuscato appena da una patina trasparente di malinconia.
Così, cocchiere della mia imbarcazione, mi lasciavo cullare dalla volontà del fiume.
Non avevo meta. Questa è la malinconia: vagare senza vedere rive all'orizzonte.
Così, il vento leggero della nostalgia, carezzava i miei capelli,
ampliando il silenzioso scenario a cui mi ero dedicato giorno e notte.
Ero lì da poco, ma l'arredamento era così preciso e curato nei particolari,
esattamente come lo volevo, esattamente come lo avevo immaginato,
che non potevo non esserci già stato.
Uccelli disegnati, immobili sullo sfondo bianco, spezzavano quel candore.
Inciso nella mente avevo un pensiero: "Il mondo è una bugia."
Non una nota, non un sospiro, interrompevano quel laconico, secco silenzio.
Così mi innamorai della danza dei miei pensieri,
acquietai i battiti del cuore
e osservai il cielo bianco come latte
diventando lentamente parte di quel luogo.
Commenti
Quel silenzio che invade i pensieri e diventa spesso "rumoroso" perchè il mondo è una "bugia". Profonda e condivisa descrizione...
Buona giornata