Chissà se a casa tua distinto signore col panama
ti sorprenderebbe così una lucertola -
l'hai vista appena adesso guizzare
veloce sotto l'arco di un tacco bianco
Vedi la poesia com'è poetica, mi dico -
annunciavano soglie
sudore saguigno,
sull'acqua galleggia

che non hanno bisogno di commenti
poesie tristi
piegate ai sentimenti
poesie da smarrire gli occhi
da trafugare l'anima e poi scappare.
Ci sono poesie
che non hanno bisogno di applausi
una lacrima, due sospiri
e mille liturgie del cuore
sono poesie solitarie
dimenticate già domani.
Ci sono poesie
che non hanno bisogno di spiegazioni
sono avvolte nella malinconia
di poeti sbandati
vittime e carnefici
sono preghiere di poeti falliti.
Ci sono poesie avvolte nel silenzio
come foglie al vento
nel viale degli illusi.
Ci sono poesie noiose
come questa mia
che non cercano consenso
ma muoiono nel cuore
come la luce in un amore eterno.
E' cosa mia,
d'archi
ginestre
roseti in tempi arcani
Pietre ad osservare un rio
che di montagna veste teli matriarcali
nei quali, riconosco
sguardo, immagine,
peccato di chi di morte non sa morire
E' gioco d'acacia
al quale han dato nome
ma qual sia non so
è ballo.
Fallo con me
prima che assorba notte il fiato
e molli carne molle la catena.
L’ultimo giro d’occhi
e torni per un lampo verde madre.
Io terrò insieme membra e mani
come tamponi sulle piaghe
di baci a guance nude.
L’ultimo giro d’occhi
per veder l’orto ridere di fiori
di zagare e zampilli d’acqua luce.
Il libro rosso, un sogno di scintille
che odorano di pane.
L’ultimo giro d’occhi
sui pampini d’estate
ai corvi nelle stoppie.
M’arrampico sul ramo
di fico - sembra carezzi casa.
L’ultimo giro d’occhi
e scende a terra
l’ombra che peschi l’acqua
alla correggia, fresca
per le due prugne colte.
L’ultimo giro d’occhi
e tu sei stanca
nel vuoto verderame.
Da solo ballo
e perdo un’altra madre.
che i miei sogni volli adagiare
sulle dorate ali degli angeli.
Con lo sguardo di bambina
a lungo li ho seguiti. -Ma ora
che stanchi sono gli occhi
fuggono gli angeli in altri cieli.
Il mio sguardo sgomento, da qui
e per sempre, vedrà un cielo nero.
non lontano dai riflessi sede del cammino
l’angelo accorda l’arpa al vento del mattino
ormeggia presso l’ora dell’arrivo.
Traghettatore di sogni, orbo da condannare
travisa generoso il voler Reale:
“liberami adesso, sarai il mio signore, liberami domani e sarai mio servitore”.
Nulla la sua voce non la può ascoltare
il servitore salpa a bordo col Reale,
a lungo le sue gesta saran da raccontare
accanto al servitore nel suo viaggio verso il mare
“liberami adesso io sono il tuo signore, liberami domani e sarai il mio salvatore”.
Ma nulla la sua voce non la sa ascoltare
è come il frastuono delle onde in riva al mare,
a lungo le sue gesta saran da raccontare
cocchiere, predicatore, suddito e giullare.
Invece hai preso
una decisione più grande di te.
Una decisione
che ti ha cambiato la vita.
Forse era quello che volevi,
troppo presto sei diventata grande.
Una piccola donna
diventata mamma.
La più bella
mamma del mondo.
Una decisione importante
anche adesso
che le tue creature
sono diventati tre,
sei sempre quella
dolce e bella
bambina di un tempo,
nonostante tutte le avversità
della vita.
Un rapporto importante fra noi
legate forse dagli eventi,
un rapporto bello e sincero
ci capiamo, siamo unite,
ci vogliamo un bene immenso.
Sei una piccola donna
molto paziente
e desideri goderti la vita.
Affronti il mondo intero
con la tua grinta.
I troppi pensieri
affollano la tua mente,
ma non ti darai mai per persa
anzi...
Sei una vincitrice.
Una piccola donna
grande abbastanza
per reagire a tutto.
La tua vitalità
ti dà l'energia
che ti serve
per affrontare e sconfiggere
il dolore.
io vedo il buio.
Non voglio alzarmi e vivere,
voglio dormire.
Sento delle voci ma sono lontane,
parole senza senso,non sono importanti,
voglio il mio vuoto.
Non capisco la parola aiuto.
Voglio essere nulla,chiudere gli occhi e sparire.
Il mio corpo non e'il mio,non lo voglio.
Il mondo va avanti.
Non riesco ad uscire a cambiare.
Domani e'faticoso,
non riesco a pensare
nemmeno a dopo.
Sono stanca,stanca di niente.
La scocca, il cielo, quella freccia dalla punta bianca
vi compra sia la miseria che la nobiltà
e chi al suo banco la va comprare ...
presentandosi al suo cospetto da adulatore
esaltandone il suo splendore
essa si vende a tutti senza distinzione sociale.
Invitando a esibirsi gli esseri umani,
con parvenze da pavoni materiali
che pur di apparire vanno sin contro al rispetto
del loro intelletto,
per farsi vedere quanto sono belli,
mostrando dei corpi che invecchieranno
diventando agli occhi altrui banali.
affastagliati colori
si schiudono al sole nascente
che a poco a poco
fiero troneggia
nel puro cielo estivo.
Sulla battigia
un allegro brulichio
di fantasiosa infanzia, s'ode.
Navigano le emozioni..
e, inesorabile,la Vita scorre.
Al Crepuscolo
la memoria si adagia
ma il mare,"or spoglio",malinconico è.
Mesto pensiero vagante
che si dissolve al chiaror della luna.
Trepidante attende l'Aurora
per assaporare la candida fanciullezza
e della vita che si desta, la Sublime Essenza.
o si annuvola il cielo
ed invece eri tu
che lanciandoti nel vuoto
mi copristi il sole
e ti ritrovai
esanime
sorridendo
in quel lago di sangue
mentre il sole
adagiato in un angolo
lasciò alla pioggia
tutto il dolore
della tua felicità
Vivrò forse senza di te
senza i tuoi arrovelli
non più statua rotta
dei miei dilemmi
delle mie incertezze
il suono del vuoto si riempirà
le tue parole chiuse in gola
come ago e filo senza la spola
sarò leggera come una vela
sarò creta e bulino
sarò frizzante come vino.
di questi anni senza parole
solo coperte stese al sole
senza più sogni forse rimarrò
sulle mie labbra da dea
di nettare sarò ebbra
speranze ancora arriveranno
nel mare del silenzio
finalmente parleranno.












