Obelisco nome strano
Quante volte mi sono interrogato sui perché
Sapete cosa ho trovato?
Nulla
I perché nascono dalla scarna pietra del Nulla
Il loro disfarsi, il deperimento dei loro gusci
Dà risultato alla materia di cui sono fatti
E allo stesso tempo non fatti
[Epitaffio obelisco piazza (CIV/n)]
Un uomo corre su un pianeta
Un uomo corre su un pianeta
Né stelle, né stralci di giallo, rosso, blu
Solo oscurità
Un uomo si è costruito un orticello
Nel suo campo germogli
Lame di luce schiena di terra soffice
Un uomo ha dato vita ad un ruscello
Gli zampilla dal capo una nuova galassia
Si scorge il suono del silenzio, la taciuta astromachia
Un lampione ha gli occhi raggelanti chini
Un lampione ha gli occhi raggelanti chini
Sul marciapiede e sul parabrezza di auto
Un'auto due auto tre auto
E la notte si disperde così
Ma c'è di più non è finita qui
Una puttana due puttane tre puttane
Insomma la vita di un lampione è variegata
Insonnia~Quante volte mi hai aiutato, amica mia
Insonnia~Quante volte mi hai aiutato, amica mia
Il tuo corpo duro e accogliente
Il sopraffare i miei occhi con la tua pelle
Il bacio di sabbia sui miei occhi e le tue
Braccia di raggrinzita passione
Ah quante volte mi hai aiutato
Quante e quante volte lo farai ancora
Tu, pasticca dal cuore ipnotico
Chiederò a tuo padre, il dottore-Dio
Di darti a me in sposa, con altre tue sorelle
Di darti a me in sposa, con altre tue sorelle
Per il mio farmaceutico harem che tanto
Mi ha aiutato di notte in notte di sofferenza in sofferenza
Un incredibile ogivalità
Una ragazza scava con le unghie intrise di secoli
Tra gli incendi, i sali cartaginesi, i platonici cataclismi
Trova un corpo carbonizzato
Un cane sembra
Un cane sembra
Un angelo che rischiara il cielo che il Demonio ha irrigidito dice uno
Una spazzola, un idraulico dice un altro
Una lolitica scoperta ancora uno
UFO (Uomini Facinorosamente Ostentanti)
Rischiamo, tanto
Più di morire non possiamo
Da una battaglia un re tornava
Il ciambellano dal lessico arcaico
Vide il suo padron che arrivava
Vide il suo padron che arrivava
Si dimenò tosto nel verso trocaico
Scacco matto
Sono pazzo
Ma una pazzia sublime
Da psicofarmaci pesanti
Ed ora non è l'alba né il tramonto
Un terzo e tremendo crepuscolo
In cui ritrovo un volto amico
Commenti
Mi è piaciuto moltissimo : il tuo harem farmaceutico, ha dato buoni frutti; davvero tanti complimenti......... .....HERA