Sorridevano le Iene

nell'accerchiar Cerbiatto.

Di riflesso, sorrise anch'esso

seppur tremando -di sapere innato-.

Sorridevano al bambino

i cari amici di suo padre

nel chiamarlo.

Forse, simile, fu il tremore

tra i due Bamby...

nessuno lo può dire

né mai più trovarne traccia.

Sorrideva Dio che

-a sputi e fango- avea impastato

l'uomo suo, nel dirgli in faccia:

<< Ti ho fatto, a me, tale e quale>>.










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Profilo Autore: Ibla  

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Cerco nella memoria
un paesaggio a cui ispirarmi,
ma vi trovo solo il nero
di questa notte torbida;

acqua scura che si infrange
sugli scogli del mio cuore
levigando l’anima mia

attraversa un corpo privo d’energia.
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Profilo Autore: manny  

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Mi 
hai 

sedotto

una volta
ancora,
in un
batter
di ciglia:
col quel tuo
stupefacente
distillato segreto,
con la fragranza
di un atteso
nonsense.

Ma la luna
(mi immagino)

avrà visto troppo;
avrà udito e toccato.

E lo sapranno tutti, ora,

che la tua pelle chiara

è il vestito più bello
che c’è.
E 
che
il mio

poetare
non è cosa
da poeti,
ma
da chi
ha trovato
un’inesauribile
sorgente d’amore.




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Profilo Autore: Charlie  

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Io dicevo calore ma rispondeva male
così pensai a un tormento, mio, nello stomaco
una casa indigesta, primo, secondo piano 
capacità del particolare di demolire l’assoluto

 -Di sotto Gabriele deciso sull’ Eden
tra i rami la colpa dei figli.-

Io dicevo scarto ma un albero rispondeva malvagità
Così aprì il costato. Vidi il dolore solido, nemmeno sembianze di uomo
Ombre e freddo danzare, scricchiolare di bacini casualmente.

C’era la crudeltà di mezzo, una macchia nell’energia, 
bolla nera che stampava manifesti e li diffondeva.

Io dicevo natura ma rispondeva una frusta, un disservizio, 
un godere bambino del piede su topo.

Così capii l’universo, compresi il senso nel ripiego di mano
valeva la pena sbattere il polpo sullo scoglio.

Un assalto di gabbiani ad un pasto di colombi  era bastato.

Era giusto, avremmo condiviso le ragioni dello tzunami e l’uragano 
si sarebbe arreso all’evidenza del girare la schiena.
Emergenza tranquilla nella mente. Naufragio borghese senza dignità.

 Trascorre la notte di un pasto 
qualcuno mescola formule per quadrare avvenire e tradimento
-E’ possibile l’onnipotenza se si guariscono le parole

 Gli aguzzini pensano sempre al dopo\ alle statistiche dei piedi inchiodati
ma qui si spreme sangue di Cristo e con uno non c’è media che tenga.
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Profilo Autore: fintipa2  

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Mi fermerò a riposare
e a dormire se ci riesco
senza morire sotto quel pino
che buca il cielo.
Mi sveglieranno, dicono
le trombe del giudizio.
Dormirò un sonno curioso
nell'attesa di sentire si
le trombe, ma sopra tutto
per vedere i coraggiosi
che le suoneranno.
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Profilo Autore: francesco  

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Viaggi sul dorso della regina del mare

circumnavigare uno scoglio col faro in cima

la vaga luce della luna di notte

è la traccia di questo seguire le orme del fato.

Di quali rotte è fatto un percorso cieco

è il senso da scoprire di quest’anarchia

le carte nautiche a registrare la scia

di ogni nuova risposta. Mi tengo la mia

di faccia di scorta e ascolto l’aritmia

del cuore, se mi guardi di sbieco

socchiudendo gli occhi, scoprendo l’amato

nel residuo velo delle ciglia, vedo le lotte

e gli orizzonti aperti del destino, prima

del sorgere di una stella d’eterno splendore.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Ti guardavo da lontano, eri bellissima,
silenziosamente mi sono avvicinato ai tuoi sogni senza svegliarti,
volevo pensare d’essere io quello che li sapesse animare.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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cena-san-valentino-a-casa-596x373.jpg 

Stasera il sentimento mi cattura:
il soffio del vento
mi canta le melodie dell'amore...

ti guardo, incrocio il tuo sorriso
che scivola sul mio collo,
hai lo sguardo fiero
d'un predone guerriero.

Sento una musica che accarezza l'anima:
- liquida carezza -
a rimescolare
le mie emozioni

irradiate dalle lucciole
che accendono come lumini la calda notte.

Indicibile sospensione mi solleva
più dell'altra che è di stelle
e illumina il creato d’argentea luce.

Ristori il mio corpo
e il mio cuore
s'appaga dell'energia sublime
che tu elargisci
e a cui con gioia m'abbandono...

chiudo gli occhi ascoltando la tua voce
e la bellezza s'irradia nell’universo
a riempirmi di gioia la vita...
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Profilo Autore: Grace D  

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Cercatemi pure

sapete dove trovarmi

e dove abita il mio cuore

non sono troppo lontane

le nostre case

e non sono diversi

i nostri figli

nutriamo speranze

usciamo dai nascondigli

della paura

scriviamo pagine folgoranti

solo così

non cresceranno mai

i semi piantati sulla roccia.
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Profilo Autore: Sandrino Aquilani  

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I miei occhi bellissimi
I miei bellissimi occhi
Non guardano più nessun volto, nessuna
Stanza delle torture nella quale
Perdermi e divertirmi
 
I miei occhi vedono la miseria
Negli altri occhi e sulle labbra
I miei occhi mordono la pietra
Se ne cibano in un battito di ciglia
Gli occhi non devono restare chiusi
Né ora né mai
Potrebbero perdersi
La felicità
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Coi dovuti ritocchi
saresti nata già via
e portati altrove 
divano, Cristo 
e ogni croce.
e ogni lago disumano
sublime metafora accantonata 
anitra zoppa per i ghignosi
Un altro modo di dirsi: "Adieu!"
o rivederci alti fra le tombe
d'un immolato campo santo
all'ombra del cipresso 
discutendo allora
di ciò che fu 
mio e tuo lasciato alacre
in scatole di laghi marci
o solinghi abituri
o in canali inquinati di zolfo e d'ogne specie di scarto
un pò cozze viandanti
rumorosi intrugli
da soddisfarsi tra silenti,
vocati piano paradisi
d'oceanica miseria.
Onde tu gia sguazzi
onde tu provi a volteggiare
a inzuppare le zampe in pozzanghere
luminose
eppur bagnata io esco dall'acqua
e la mia piuma zampilla
Ché appartenere è povero,
quanto stagioni compassate
a professarsi il rema
su chissà che scriverebbe 
Salinger di noi anitre
rimaste via dal lago di ghiaccio
e dai tumulti del chiedersi,
appena tramonti l'ombra,
un aporico dubbio,
alle catene del vasto grave
tombato tra le fronde
del tuo corvino e d'altri spazi
capillari e cigliari.
Ma il tattile è un arbitrio di scommesse,
passante vetri sulle mani;
taglia e stanca quanto l'ultima sconfitta
o la prima volta che decidi il tuo rumore,
silenziando la densità spenta
e destando sospetti
a quell'ingrata finitura d'identità sparse.
Ma poi una ad una ci specchiamo
nel lago narcise 
decise
anime fragili 
pennuti volatili a metà
del mondo ch'io 
ho vissuto gia.
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Profilo Autore: fgl  

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Vorrei la dolcezza dei sapori

la malleabilità d'un panetto

lo sguardo che non brucia in tizzoni di vita




Vorrei quelle sere calde di non clima

ove il camino è acceso nelle proprie ceneri

dove anche il nero si svende in saldo

offrendo stagioni che mi ramingano alla testa




Un fiore

il suo colore

la sua parola

lo sguardo




Non voglio strette di mano nè lumi accesi

la pena

la pietà

il non





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Profilo Autore: Aita Carla  

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Io e Te,
involontariamente complementari

artisti che muovendosi creano giochi d’ombra,

sul sottile filo che divide la realtà dal sogno.


Siamo gli ipotetici estremi dello stesso lato;


increspature su uno specchio d’acqua,

telepati ciechi ed affamati di emozioni piacevoli.

Siamo fatti di languidi sospiri,

frasi arcaiche e profonde,

giochi di sguardi ed involontarie carezze.

Alimentati da desiderio e passione

creiamo turbini di stupore

quando proviamo a spiegare al resto del mondo

il nostro funzionamento,

con la nostra iper-logica,

che supera l’istinto predatorio in perfezione.

Ed i nostri motori emozionali ruggiscono

nello sforzo di muovere le sensazioni

sospese nell’abisso emozionale.

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Profilo Autore: StrayCat  

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L'antica materia,
casa in affitto.
Profonda vastità blu,
immersione dello spirito,
parvenza di infinito.
Verdi labirinti del pensiero,
sentirsi persi proprio quando ne siamo fuori.
Senza scopo.
Deserti di fuoco,
sabbia che da forma alle onde invisibili del vento, 
smaschera solitudini immense.
Inghiotti e oblii, antica casa.
Ed io errante,
immobile coscienza,
sboccio nel sangue.
Vite da fiore.
Strappato dal fuoco della mia interpretazione.
Torno ad alimentare ciò che non so,
ma che sono.
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Profilo Autore: edoardo  

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Che peccato!
La tua amicizia (Caspita!)
Un addio silenzioso,
solitario e gelido (non si ode).
 Un lutto in atto (da intuire),
Purgatorio
miserabile
d’effetto angusto e vasto.
 Storia malfamata
senza storia,
 e felicità puerile, senza vittoria.
E’ incredulo il mio cuore,
come un buon cristiano e il suo martirio,
  per il ridicolo timore e il tuo delirio.
  Giurami quanto sei stato mentitore!
Amico vano.
Sventurato.
Che peccato!
 

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Profilo Autore: Hera  

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