“Il miglior momento per piantare un albero era vent’anni fa; il secondo miglior momento è ora…”
(proverbio cinese)
Non importa
quello che dico,
se la radio echeggia
la tua lagna preferita,
o se le foglie secche
si sono accumulate
fra i mattoni rossi
e l'erba ingiallita.
E neppure a me,
se vuoi saperlo,
interesserà
sapere
cosa
dirai tu
quando
l'idea
sarà
già
un
dato
di fatto:
forse
un
altro
elegante
capolavoro,
forse il mio ultimo
e più sublime errore.
in tormento a calure d'atmosfera sgonfia
dove i nidi s'azzardano ad essere culla
e il vento lo tagliano lame di grano
dimezzi la fame
le travi nascoste
e fulmini intrisi a nebbia di boschi
d'illogiche cime
di lava che brulica
in terra che plasma
e non trovo piramidi o torri nè Icaro
ed ho solo stelle come medaglie
di guerre sepolte
mai morte
mai vinte
mai soli che ambrino
solo
l'acqua scorre
tra le pieghe della luna.
Senza parole
e gesti controllati
potrei capire
da un battito di ciglia
l'intenzione
e il moto perpetuo del mare.
Ma durante l'essenziale
vorrei carpire
il trambusto delle foglie
e l'odore del vento
che nell'omelia del cuore
mi porta quasi sempre
oltre quel crinale
che da qui è precipizio.
Volo così, senza quota,
sfiorando l'erba e i fiori.
Foglie morte galleggiano,
nella polvere, mosse
da scarpe, colme
di piedi affannati.
Strade buie e asfalto
bollente, accolgono
autoimmobili
nella graticola
di un giorno qualsiasi.
Via, via, via...
Scalo centimetri di cielo.
Dall'alto osservo
un mondo diverso,
accarezzando figure
evanescenti.
E di pioggia... piango.

Bello ti ritrovo
dopo anni di lontananza.
La mia anima
sente sciogliersi quel nodo
che da sempre le alberga dentro.
Il tintinnio della tua voce
scaturisce brividi sulla pelle
e di petali odorosi
m’investe il tuo profumo
riportandomi ai giorni magici
di allora.
ed ha un sogno nel cassetto,
che continua nel suo cuore a tener stretto;
lo culla con la mente, perché con esso vuol andare lontano,
da questa avida vita che si prende tutto
e in cambio non le dà purtroppo niente.
Nonostante la vita, il più delle volte, di gioie sia stata avara,
ha sempre continuato a creder nell’amore,
lasciandosi prender per mano da chi prometteva la luna,
ma puntualmente l’abbandonava lungo un’infida strada.
I suoi sorrisi facevan sorgere il sole.
Isabella si guarda allo specchio e si vede ancor ragazzina,
dagli occhi sognanti, ricolma di desideri che volan in cielo
e prendon la forma di un grande veliero
che, tra stelle, la porta a incontrar l’infinito, che si va a confonder col mare.
Un Angelo di periferia la guarda e le chiede:
"Questa notte non andartene via, non oltrepassar quelle stelle da sola!"
Sorridendo, lo guarda e risponde: "Questa notte con te voglio volar via, ad ali spiegate."
Così, spiccando il lor volo, se ne andaron senza mai più tornare,
in un posto dove i sogni si posson realizzare.
viene dalla pancia,
arriva fino al cuore.
E' un amore assoluto,
senza condizioni,
senza ripensamenti.
E'piu'importante dell'aria che si respira .
E'segnato sulla pelle.
L'amore per i figli e'per sempre.
Esiste prima che nascono,
E'senza tempo e luogo..
E'un amore puro,
tenero e forte allo stesso tempo.
Un amore che ci accompagna
lungo il corso della nostra vita e non ci abbandona mai.
fascista dove sei?
un grido di battaglia
erompe con baldanza
dal folto commando
all'avanguardia.
La caccia al nemico
riscuote buon profitto:
il giovane studente
è steso a terra,
dalla chiave trafitto.
Angelo Sergio,
pieno di virtù.
Un ardore giovanile
consacrato
al Fronte della Gioventù.
I vili aggressori
hai subito perdonato.
Langui in una bianca
cameretta,
con il cranio devastato.
quarantasette
giorni di passione.
Il sangue del martirio
non si è ancora prosciugato.
Il giorno in cui tutto fu possibile
deve ancora arrivare
sotto fitta nebbia si cela
come muro
nel grigio si nascondono
tutti i desideri
speranze che portano segni
e i sogni galleggiano.
ogni tanto fanno capolino
illuminandosi un poco
ma poi ritornano nel tuo gioco.
avvolta da queste braccia fumose
la vita prosegue, senza sorprese
incapace d'uscirne.
occhi non chiudete lo sguardo
penetrate la foschia
che ci sia un orizzonte di luce al di là
lungo la via e allora
il giorno del possibile...sarà
magia.

e la corrispondenza è scambio di emozioni,
emozioni che s'allineano alla speranza
di un percorso che non abbia mai fine.
I tuoi occhi mi cercano
come fari nella notte buia
e sono occhi nei miei occhi.
Scoprono ciò che ormai conosci, ciò che conosciamo
e aprono i cieli
a scrivere lo spartito quotidiano della nostra storia.
Sono la sorte e i vostri volti non li conosco
siete solo cromosomi, genomi combinati
in modo casuale. Nelle fitte trame del bosco
le date dell’apocalisse e flussi di stelle
nel percorso dell’evoluzione. E nella religione
del mio vagare, l’odissea nel ritorno
al caos da cui tutto ebbe inizio, il dazio
da pagare è la notte che risorge nel lampo
di un’esplosione di luce. Sarò col tempo
sino alla fine, separata solo dallo spazio
di un quark. E nel vostro procedere di giorno
in giorno- nel dispetto come nell’emozione-
vedrete nubi di fumo e strati di bolle
puzzle mai completati e fiori di pesco.
Pensate ad altro, a cosa non siete mai stati
un vento, un fiore o rami d’albero nel sottobosco.
Ciò che anima la tavola
evoca casa mia.
La tovaglia di pizzo ricamata
conserva ancora le pieghe del cassetto canforato,
i piatti bianchi rifiniti d’oro (in buono stato
fumano cose strane,
sono pensieri che si spandono come campi di margherite
scrutano l’orizzonte,
percorrono sentieri ,
ed lì che odo le voci: sono farfalle…
Ed è lì che sento i sospiri: sono anime…
Sono applausi e follie.
Mi spoglio da questo malinconico ricordo
incurante del tempo
lo conservo tra le pagine di un libro
è una cornice sbiadita,
è un'assenza che passa ,
un rifugio dell'Inverno, nostalgia.
Seduco la luce che quasi scompare
io che di luce
ho solo un cortile spoglio di sole.
( pensando Alda Merini)
I cavalli color latte di giumenta












