Son naufrago d’amore,

anima senza indirizzo,

scampolo di cielo in affitto

in questo temporale di parole

ed il cuor è un meridiano spezzato,

ala di granaio lunare infuocato.

 

Muto è il petalo del ricordo,

grigio stelo la bocca del pensiero,

lacrima l’acquerello del mio sé,

ed io son naufrago d’amore,

anima senza indirizzo,

cicatrice d’immenso infinito.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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mail bombing 
verso la segretaria accidiosa, 
team building 
fra preti, custodi 
e diaconi in prova. 

Stai bene così, davvero 
minigonna rosso fiamma 
sull'altare di san paolo 
buca per le lettere
in forma apocrifa
ipocrita, già egotica. 

E quando prega 
lo squadrone 
delle comari scarafaggio :
un euro e mezzo 
a candelina 
per tenersi buono il santo,
squacquerone  su piadine 
per fulminare ogni donnina 
con la rabbia verso 
i figli, le badanti e i cristi negri. 
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Profilo Autore: cordaccia  

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Dio ti aveva dato bellezza

non tralasciando il vigore.

Intrepido, vincente

-sfrecciando al vento-

sogni aurei cullavi

nei fulgidi giorni.

Anche l'amore

volle starti vicino,

a nutrirsi di vento

e di fuoco, raccolto

sull'asfalto straziato.

La musica anch'essa

correva al tuo lato

Poi maliarda ti prese,

riempì ogni tuo spazio.

Il ritmo batteva

dall'orecchio al cuore

e dal cuore agli occhi.

Maledetti! Si fecero rapire.

Uno STOP non visto.

Alla tua luce fu dato tramonto.
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Profilo Autore: Ibla  

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Arpioni le stelle
e raccogli dalla terra le origini,
come strega alla stregua di un angelo
ed io stratega
di un pensiero alato a lato
dei tuoi sorrisi beffardi
assaggio gocce del tuo veleno
che ora è ristoro,
che ora è sconforto.
Mentre sedotto dalle tue mani
che distillano pozioni di senno,
mi chiedo se dotto è il mio dire di te,
che ora è l’antidoto,
che ora è l’inferno.
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Profilo Autore: emanuele  

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Ormai nulla più mi meraviglia,

illustre maestro




si potrebbe,

ma spoglia, vuota noto la voglia

di vedere ben oltre quel sì




là dove non giungon,

d'insensato stregati,

la brama e il fare




e la battaglia del sì,

ancor prima del suo iniziare,

si ferma nel dire




e perennemente

nemmeno più serve il mentire

al no del fare




maraviglia, illustre maestro

illuminerebbe ... ad ampio spettro
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Quanti, in balia dell’onda

deflagrata nel cielo d’agosto 

ignari che il sole possa precipitare

mentre crediamo solo di girare

fiduciosi del viaggio

-mattino su sera, estate poi inverno.

Cade la notte improvvisa

diluvia, lucentezza scura

orribile macchia, unica su ognuno

la tunica incandescente.

Vortice, schiarisce il volto alla Terra

già piena di ceneri che hanno amato la vita,

corpo su corpo, humus all’uranio.

Neanche la morte osa svegliare

dai loro polmoni la luce

scavare il sonno di case e respiri,

l’età del bronzo.

L’abbiamo vista la vergogna salvare

la scienza dal suo male?

Negli ossari di Amleto rivolta il buio

avanza, tra pace e follia.

 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Andiamo andiamo
In un manicomio di stelle
Magari il loro distante pulsare
Mi farà dimenticare
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Da ragazzo

pensavo che la morte

non fosse una cosa seria

comunque, non mi riguardava

pensavo che i grandi

fossero troppo grandi

per essere stati un tempo

come me bambini

non credevo che gli aerei

potessero cadere

non credevo che le guerre

fossero storie vere

e credevo che il Natale

fosse una festa

senza distinzione di colore

pensavo alla tristezza

come a un gioco dei poeti

alla vita come al più bello

dei sogni più segreti

poi ho capito che cos’è il dolore

che l’uomo finge di essere buono

e invece mente, senza alcun pudore.

Da ragazzo

avevo tanti sogni

ma non si sono avverati

e il mondo che ora vivo

non è proprio quello che avevo sognato

avevo tanti sogni, non si sono avverati

comunque. erano bei sogni

e io, li ho avuti.
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Profilo Autore: Sandrino Aquilani  

Questo autore ha pubblicato 27 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Son qui solo tra mille rumori,
con un bicchiere vuoto tra mani,
che ascolto una canzone alla radio;
la mente è a palla e implora il silenzio,
in questa stazione di treni che non ha orario
ed è rimasta senza biglietti…
Ma, dopotutto, non saprei dove andare.
Una sirena urla al suo passaggio,
diretta all’inferno o in Paradiso,
con sopra chi fa il suo ultimo viaggio.
Non c’è mai silenzio in questa città,
non dorme nemmeno di notte,
seppur tu chiuda finestre e porte,
ti vive nelle vene, rubandoti il cervello
e facendoti divenir un drogato assuefatto.
Fumo nel cielo e asfalto bagnato,
non consolano un uomo affamato;
che specchiandosi nelle vetrine,
vede solo un vecchio mendicante abbandonato,
che chiede ad un passante una sigaretta,
quattro parole, un po’ di compagnia.
Non c’è alcuna differenza tra il giorno e la notte,
la gente passa di corsa nella totale apatia.
Tra i mille rumori, i sogni la mia città se li porta via.
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Profilo Autore: Horion Enky  

Questo autore ha pubblicato 369 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Veleggio su mari d'azzurro
dove nulla può

sostenuta dal soffio
del libeccio che mi circonda bonario
mi accarezza viso e mani
come tenero amante
e accompagna i miei sogni
piccoli , intensi
dove io protagonista attraverso.
solitudini e malie non esistono
sorreggono il fardello
di un cuore incompreso
dove il peso e' piuma impercettibile.
veleggiò con le vele tese
gonfie d'aria salmastra
e respiro nel profondo
dove l'anima può ancora
una volta provare a volare.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Appena fu creato

Il mondo era quadrato.

Un giorno il padreterno

(onde evitare spigoli

e divergenze varie)

pensò di farlo tondo.

Lo fece riportare

nell'officina universale

lo mise sotto tornio

poi tutto soddisfatto

lo pose delicato

al centro del creato

bello e rotondo.

Ma visto il risultato

a parer mio 'sto mondo

poteva rimaner quadrato.

E tu, Sommo Architetto Caro

risparmiavi tempo e fiato.
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Profilo Autore: francesco  

Questo autore ha pubblicato 148 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Eclissi di luna si interpone
tra la coscienza e il divino.
Fase primordiale,risulta stentorea
di forza bruta.
Ciascun barlume di coscienza
risulta annerito.
Il ruolo della ragione
miseramente sguarnito.
Controverse emozioni
si ripropongono in un abito rosso.
Esplodono i desideri repressi;
infieriscono turpi oltraggi;
si riaccendono antichi rancori
che sembravano assopiti.
Eclissi: un nero sipario calante,
ad epilogo di un noioso spettacolo
di periferia,
scarsamente affollato.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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L’oscillazione è lenta,
ma è sempre tardi.
    Suona l’ansietà crescente
nel non trovarti.
La clessidra è spaventosa
  e il suo scorrere è possente.
   Si scioglie il candelabro con le sue candele;
ancora per un po’ l’odore acre 
di un liquefarsi resistente,
  poi,un lampo che si spegne.


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Profilo Autore: Hera  

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Ora
 che bendata
 bestemmi il tempo.
 
 Troppo breve
 per averti dentro,
 troppo amaro
 per sudarti tra le ciglia.

 E l'eterno
 è un cancro che
 ha paura
 della fine.
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Profilo Autore: Frida  

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Non è ancora sera ma
Vedo che sono già accese
Le luci blu del nuovo bar di fronte
Si sono ispirati a un'astronave
Perciò non vedo i tavolini
Inerti con altri inerti con le loro gambe.
I tre alberi della mia compagnia
Di tre verdi a un passo dall'oscuro
Non hanno polmoni
(non respirano movimento)
Siamo in attesa 
(s'aggiungono stelle rosate al soffitto)
Di un ospite gentile dal cielo






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Profilo Autore: Alberto Automa  

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