nelle mie preghiere;
per lei supplicherò
la misericordia di Cristo,
prostrandomi a Lui
tutte le sere.
Proclamo una consapevolezza:
di avere sorpassato
la sua giovinezza;
portare addosso
un tetro e abietto mostro,
che ho sconfitto
nel Padre Nostro.
Perché no? L’eco del tuo nome
qualche secondo appena per la scelta
giusta, gennaio col suo rigido gelo
e quel sorriso che non conoscevo
ancora. Poi la tua voce perfetta
a scandire la giornata, il mattino
del nuovo anno e la notte
che richiama le ombre del passato.
Le foto a chiudere il cerchio
dello scambio di fiati, il primo stadio
del viaggio dentro di noi. Il quadrato
delle parole, di quelle interrotte
dal dolore e poi quelle di Aladino
cascate d’acqua benedetta.
L’incontro sul lago - il medio evo
è finito- la matematica nel cielo
dei versi, quel giorno ti ho accolta
candela spenta che diventa lume.
è un amore che si placa
un lamentola pace di un momento
un sospiro, un’illusione
un canto
è la voce più alta di un cielo
che intona note di tristezza
un fiume
dove scorre dolce l’amarezza
è l’aria che si infiamma
una sorgente …
un volo libero
è cadere … risalire …
è una sconfitta
una speranza
il sonno nella sua accoglienza
è la felicità che si consuma
un sogno
che lentamente sfuma …
è la madre di ogni tempo
è la misura colma di una notte
dove danza un’anima scolpita
è un pianto, un dolore
una ferita
è un paesaggio, una città
è un abbandono
una fatica
O il senso vero della vita?
Trovarsi sospesi sul mare
accarezzando la brezza della sera
la stessa che con mani invisibili
accarezza i capelli;
Vedere il sole che lentamente si annega,
tingendo con il suo sangue l'acqua salmastra
e noi inermi spettatori degli indelicati eventi
che la natura ama dedicarci,
mentre dà lezioni gratuitamente sulla sua filosofia.
Una grande esperienza che non ha prezzo;
Una grande domanda,
la cui risposta tende ad infinito.
bene” se ci s’incontra presuppone
norma esitante e che sia proprio il lutto
a esprimere tendenza nell’azione.
Quel bene è un picco in cima eppure ha il fondo
ricco di limo - vecchio sotto sale -
è auspicio instabile di specchio al mondo
sporto nel vuoto a tangere un crinale.
Questo ci lascia amore quando tace
curva anelastica, più orizzontale
del mare senza anelito, la pace
che non minaccia più castigo o male
l’indifferenza a un fiore o alla vorace
malizia d’un virgulto che ci assale.
i cromosomi
il nucleo dei pensieri
gelo di capelli corti che scuce i “sono”
e vesto indiano di acchiappasogni a pendenti
-Artide in Antartide-
di fiori incorono viso, tempie
e righi di chitarra scorrono fra mani e il quando
La gazza ladra ha rapito il mio diamante
nell'ultimo conflitto di mercato
La corsa è a perdifiato,

“Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: "Oh, è terribile quel che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda". Poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz'anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avranno fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa.”
(Charles Bukowski)
Hola Chapo
querido amigo
“El rey del barrio”
“La vieja escuela”
¿A dónde vas?
¿Cómo estás?
Espérame.
También
de mí
un
poco
de cosas.
No no no no,
no no no no no.
Non è più il sogno
che sublima lento,
questo lungo ago
che non punge
ma uccide.
◦“Ogni tipo di dipendenza è cattiva, non importa se il narcotico è l’alcol o la morfina o l’idealismo.”
(Carl Gustav Jung)
non ancora compiutamente modellato.
Aurora:tempo nitido che illumina di vermiglio
un giorno ancora da scoperchiare.
Un lasso che potrà
trasfigurare in un'emozione rosea
o degenerare in cupo abbattimento.
Crepuscolo:tonalità cromatica
di occhio illuso di turchese:
preludio di una notte turbolenta,
animata da angoscianti sogni.
Prefazione di un'anima pia
che lascia un corpo piagato
che ora tace,
per librarsi
verso una sempiterna pace.
Cosa precede il ruggito è metafisica del far male
e nel poeta prima che scriva?
Un suono nel petto
equivale alla gravità di una pagliuzza
Come vorresti sopravvivere nella savana?
Declamando al re leone?
Calcola dunque
Quanto vale uno sprazzo di energia
Nemmeno il peso è generoso
Sbattere qua e là
è il suo modo di considerarti niente
La legge è per quelli che cadono accelerando il passo
Senza tentare di aggrapparsi al cielo
Cupi i pensieri
che mi
accompagnano
in questi giorni.
L'angoscia
mi assale.
Lenta, prende
lo stomaco.
Pervade l'animo
e tutto il corpo
fa vacillare.
Cammino a stento
tra piccole mani
infangate...
Tra braccia tese
che chiedono
aiuto...
Bocche lacerate
dal dolore,
gridano...
inascoltate.
Avanzo tra massi
d'indifferenza
e sabbie liquefatte.
Qua e là, affiorano
teneri boccioli,
presto trangugiati
e dimenticati.
Mentre sale
violenta l'onda
sul mare dell'odio.
E il grido
di un bambino
si perde tristemente
tra i lamenti
di un mondo
agonizzante.
Guardo tutto questo
e lentamente
la mia anima
spicca il volo...
lontano da qui!
Nell'ombra mi perdo
sotto aloni e tra piccole trame
di una mente che non riposa
e alacre lavora senza posa.
so' di non aver molto da dare
solitaria anima grigia
sporcata da sentimenti
che non sanno dare frutto
invoco a volte aiuto dal cielo
ma e' muto pure Dio
mi guarda e chissà cosa pensa di me
di questa donna strappata dentro
che in superficie e' piena di luce
che riflessa su gli altri dona pace
ma per lei, non né e' capace
cosi mi perdo tra soffi e parole
bruciandomi con il mio stesso sole.










