Eccola in scena la soubrette irriguardosa
labbra umide, canali irrigati al profumo di rosa
la luce rossa della stanza, accenno erotico
la lingua lavora sul velluto della carne
senza panico, l’amico già riposa
si è stancato della sposa coraggiosa
ascolta il valzer delle falene, col carico
di pensieri molesti. Lei ribelle
ancora lo tenta, sciocche domande
un giro di bocche di fuoco, salive
massive e fiumi di caramello
il cervello col pensiero fisso, le ogive
già caricate pronte per lo sparo, il faro
degli occhi a chiedere una fiammata
di legni pregiati, le estati in arrivo
le colline invece del mare, simmetriche
quasi sorelle, ma opposte nel porsi.
Di morsi ferite, sfinite dai polpastrelli
i castelli incantati non li trovi ovunque
dunque che siano protetti
dalle intemperie, dagli insetti in ferie
dalle serie tv col finale scontato
dalle fiamme nel tetto, dalle carie
dei silenzi al buio, dalle storie veloci
in cortocircuito, dal coito interrotto
dal tatto senza tatto, dalle lingue di fuoco
al tempo del raffreddore. È sfrontata
la commedia, la danza intorno alla sedia
i baci sul collo, poi la ruota delle figure
la scure che non c’è, c’è l’odore di sudore
nello sforzo dell’orgasmo, l’assenza di dolore
l’altare delle preghiere al piacere
mosso dal cuore, le sere che corrono
veloci, se spinte dal vento di libertà
l’età non importa, è un dettaglio
senza rilievo, le lancette dell’orologio
che abbassano il sipario, è il calendario
a imporlo, niente rappresentazioni
nei giorni in cui c’è da recitare il rosario.
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Suonarono tre campane all'unisono
corsero tre vecchiette alla messa.
Una s'inginocchiò, l'altra pregò,
la terza si fece il segno della croce.
Una ruota girò lenta
tintinnando melodia.
Risuonarono all'unisono tre campane,
corsero alle case le tre vecchiette.
La ruota toccò il punto di ogni partenza
e malinconico si richiuse il carillon.
corsero tre vecchiette alla messa.
Una s'inginocchiò, l'altra pregò,
la terza si fece il segno della croce.
Una ruota girò lenta
tintinnando melodia.
Risuonarono all'unisono tre campane,
corsero alle case le tre vecchiette.
La ruota toccò il punto di ogni partenza
e malinconico si richiuse il carillon.
Il giorno lentamente scompare,
inghiottito dal crudele fungo.
Si slancia alto nel cielo,
con posa abnorme e tronfia,
a spodestar persino
il trono di Dio.
Il fungo fagocita la vita
con insaziabile voluttà.
Tra ruderi di case abbandonate,
in mezzo agli umani scheletri
che non conoscono sepoltura,
l'immane fragore di una superpotenza
immortala d'infamia
la storia di una civiltà.
inghiottito dal crudele fungo.
Si slancia alto nel cielo,
con posa abnorme e tronfia,
a spodestar persino
il trono di Dio.
Il fungo fagocita la vita
con insaziabile voluttà.
Tra ruderi di case abbandonate,
in mezzo agli umani scheletri
che non conoscono sepoltura,
l'immane fragore di una superpotenza
immortala d'infamia
la storia di una civiltà.
L'oleandro rosa
dalle foglie amare
copre per intero
la facciata bianca
di una vecchia casa.
Un refolo gentile
gioca in un cortile
con un panno streso
e con il mare dei pensieri
del vecchio pescatore
che lento avanza
e si stempera nel sole.
Più tardi saranno
le piccole lune appese
a illuminare tutte le case.
dalle foglie amare
copre per intero
la facciata bianca
di una vecchia casa.
Un refolo gentile
gioca in un cortile
con un panno streso
e con il mare dei pensieri
del vecchio pescatore
che lento avanza
e si stempera nel sole.
Più tardi saranno
le piccole lune appese
a illuminare tutte le case.
Strani volatili
nell'angelico circolo astrale
li ho visti sorridenti,
a volteggiare intenti
estasiati
del loro gareggiare
più che tra fratelli,
o ... lo erano?
Appena nuovo involucro
veniva pronto:
partenza, via,
tutti a gettarsi nella mischia
felici e contenti,
tentando
d'aver privilegio
ignari ...
di quel ch'è in loro attesa.
Nessun diavolo, nessuno spettro,
solo più d'un fratello ...
quello che ha preso il tuo posto
tuo o mio...
il turno successivo.
Avrò il coraggio di amare
per tutto il tempo della vita
per quanto terribile un dolore
questo mondo libera bellezza
costruisce ponti che uniscono
la terra e il cielo.
E se farò del male ai tanti sogni
so già che esiste
un perdono ad ogni colpa.
per tutto il tempo della vita
per quanto terribile un dolore
questo mondo libera bellezza
costruisce ponti che uniscono
la terra e il cielo.
E se farò del male ai tanti sogni
so già che esiste
un perdono ad ogni colpa.
La stanza era spoglia e squallida
E mi divideva dal sole del mezzogiorno
Che sembrava
Voler lacerare
Anche la pietra
La stanza era un gulag
La stanza era inesistente
La stanza era fuori
Dal tempo e dallo spazio
La stanza non era nulla
Non l'ultima Thule
Non l'ultima Thule
Né lo Shangrila
Né un Nuovo Mondo
Forse
La stanza era
Un bastione denso e doloroso
Che mi ero creato
Soltanto
Per
Vivere
Illogica allegria pervade i tessuti dell’essere,
spingendo via con forza le eventuali lacrime
da orbite vuote e scure come vecchi pozzi artesiani.
Pervase da languida euforia
le mani si muovono con movimenti pigri e continui
carezzando tutto ciò che le circonda.
In tutto questo potrei essere pervaso dalla gioia,
ma non lo sono;
dietro la maschera del mio sorriso
si annidano troppe ombre,
che possono correre sul mio viso,
solo nella beata sicurezza dell’oscurità,
che la solitudine di questa stanza mi offre.
Se un dubbio ancora
non fosse spento
su com’è fatto
l’inferno che ci è imposto
oggi s’è sciolto:
è tutto asciutto
non puoi più bere.
Nell’ardere d’agosto
ormai è dissolto
il liquido tormento
di non sapere:
è giunta l’ora
e questo è tutto.
Ti resta un osso
per rilassarti
staccare il freno
perché nessuno
può più salvarti
da questo lutto
né da te stesso
che più non teme
davanti a un fosso.
Con luce mesta
hai appreso come
si può bruciare
e respirare
in quel dolore
ancora pena.
non fosse spento
su com’è fatto
l’inferno che ci è imposto
oggi s’è sciolto:
è tutto asciutto
non puoi più bere.
Nell’ardere d’agosto
ormai è dissolto
il liquido tormento
di non sapere:
è giunta l’ora
e questo è tutto.
Ti resta un osso
per rilassarti
staccare il freno
perché nessuno
può più salvarti
da questo lutto
né da te stesso
che più non teme
davanti a un fosso.
Con luce mesta
hai appreso come
si può bruciare
e respirare
in quel dolore
ancora pena.
La sottoscritta B.B.
chiede
di esaminare la possibilità
di poter essere assunta
presso la Vostra azienda
La sottoscritta
dichiara inoltre
di avere le seguenti
esperienze lavorative:
-osservatrice di tramonti
-ascolto di persone
bisognose di comprensione
-accarezzatrice di gatti randagi
-lettrice ad alta voce di romanzi dell' '800
-colei che abbraccia gli alberi
-asciugatrice di lacrime di bambini
-dispensatrice di amore incondizionato
Sicura in un buon accoglimento
della proposta
porge distinti saluti.
B.B.
chiede
di esaminare la possibilità
di poter essere assunta
presso la Vostra azienda
La sottoscritta
dichiara inoltre
di avere le seguenti
esperienze lavorative:
-osservatrice di tramonti
-ascolto di persone
bisognose di comprensione
-accarezzatrice di gatti randagi
-lettrice ad alta voce di romanzi dell' '800
-colei che abbraccia gli alberi
-asciugatrice di lacrime di bambini
-dispensatrice di amore incondizionato
Sicura in un buon accoglimento
della proposta
porge distinti saluti.
B.B.
Polvere accesa
e sabbia di clessidra,
gocce di miele
e lievito d’amore
cospargono stanotte
il cielo d’agosto.
Bottoni di diamante
cuciti tra le nuvole,
le stelle spezzano il filo.
Discendono a ritmo libero
e si spengono in volo
lasciando in dono
fantasiosi sogni a metà.
Tra il buio e il bagliore,
notte d’agosto,
tra gocce di stelle
e lacrime d’un santo.
Occhi che mirando il cielo,
irrorano le gote di ricordi,
e, sfogliando le pagine dei giorni,
aprono ad attimi di speranza
e al desiderio di camminare
e osare ancora.
La città illuminata
vista da lontano dalla nave dei desideri.
Luci sfumate riflettono sull'acqua,
accompagnano questa notte incantata.
Occhi brillano
nei calici di cristallo.
Il tramonto incornicia le nuvole,
illuminando la fantasia.
Navigando nel mare immenso,
la magia esplode negli occhi della lince.
Occhi brillano
nei calici di cristallo.
Il tramonto incornicia le nuvole,
illuminando la fantasia.
Navigando nel mare immenso,
la magia esplode negli occhi della lince.
Restare
scrutarsi
tra muri che ci assorbono
è goccia luce
sul battito di ciglia,
un susseguirsi di antefatti
in direzione opposta a cose arrese.
Sembianze prese dagli spigoli,
in gesti rallentati
le spore
che gridano al domani:
mi scava e riempie
il respiro che sillabi ad incanto di fuga
-esaudisco assonanze-
lo porto in segni d’ombra
fissandolo in riparo,
cerchio di presenza.
tra muri che ci assorbono
è goccia luce
sul battito di ciglia,
un susseguirsi di antefatti
in direzione opposta a cose arrese.
Sembianze prese dagli spigoli,
in gesti rallentati
le spore
che gridano al domani:
mi scava e riempie
il respiro che sillabi ad incanto di fuga
-esaudisco assonanze-
lo porto in segni d’ombra
fissandolo in riparo,
cerchio di presenza.
Baciami, baciami ora,
Baciami e fammi sentire
quel fuoco sulla pelle
e sulle vene.
Rendimi con morsi,
dannata dal piacere.
Voglio sentire
l' esplosione dei nostri sensi.
Voglio cullarmi tra le tue braccia
e bere assieme a te
l' eros più travolgente e piccante.
I miei occhi ti guardano
e si accendono come scintille.
La mia bocca ti cerca avida.
Le mie mani sono scosse
pronte a tormentarti.
Naviga con me in questa tempesta!
Avvolgiamoci in un turbine,
abbandoniamo i nostri sospiri
all' orizzonte.
Sorridiamo complici.
Sorridiamo alla passione,
alle sue scintille,
ai suoi brividi,
al nostro fuoco!
Baciami e fammi sentire
quel fuoco sulla pelle
e sulle vene.
Rendimi con morsi,
dannata dal piacere.
Voglio sentire
l' esplosione dei nostri sensi.
Voglio cullarmi tra le tue braccia
e bere assieme a te
l' eros più travolgente e piccante.
I miei occhi ti guardano
e si accendono come scintille.
La mia bocca ti cerca avida.
Le mie mani sono scosse
pronte a tormentarti.
Naviga con me in questa tempesta!
Avvolgiamoci in un turbine,
abbandoniamo i nostri sospiri
all' orizzonte.
Sorridiamo complici.
Sorridiamo alla passione,
alle sue scintille,
ai suoi brividi,
al nostro fuoco!
Cadono le stelle,
come lacrime scintillanti.
Un desiderio,
un proposito.
Come da bambini,
il naso all'insú.
Sogni volanti,
sogni lontani.
Sdraiata sul prato con grilli canterini.
Vorrei,vorrei.
Il blu della notte,
stelle filanti scendono,
pian piano.
Vorrei,vorrei.
Guardo indietro,
desideri realizzati,
forse non tutti,
i piú importanti si.
Guardo ancora il blu del cielo.
Stelle cadono ancora.
Vorrei, vorrei.
Amore, sempre e solo amore,
vorrei.
come lacrime scintillanti.
Un desiderio,
un proposito.
Come da bambini,
il naso all'insú.
Sogni volanti,
sogni lontani.
Sdraiata sul prato con grilli canterini.
Vorrei,vorrei.
Il blu della notte,
stelle filanti scendono,
pian piano.
Vorrei,vorrei.
Guardo indietro,
desideri realizzati,
forse non tutti,
i piú importanti si.
Guardo ancora il blu del cielo.
Stelle cadono ancora.
Vorrei, vorrei.
Amore, sempre e solo amore,
vorrei.











