bocche di sale
in un rifugio d’anime.
Siamo un riflesso d’alba,
spremuta di cielo terso,
cristallo di fuoco eterno.
Immaginami, raccontati,
raccogli per me nastri di stelle,
scorze di passi e chimere,
colorami di lune e maree
e grandina sul mio cuore
come fior che sboccia
nel silenzio e nell’oblio
in questo soffio d’amore,
matematica d’immenso e poesia.
che narrano eterna disfatta del male
aggancio il legno d'un crocefisso al muro
-a ricamo d'arcaici mantra
nel viaggiare di millenni e oltre-
Freme la mano sorreggendo Cristo
al narrare di storia che lo inchioda ad assi
ogni giorno
ogni volta che suona fino a tre la sua ora
Il polso che nudo circuisce sguardi
ritaglia ogni batter di nanosecondi
e d'una candela mordo fiamma
se non si ha nulla a cui pensare?
Già mi vedo su quel dondolo in giardino
dondolando, dondolando, fino a intorpidirmi
il cuore.
Sto per lasciarti; e nemmeno lo saprai.
Allorché ti legai di blanda corda
scioccamente intessuta di ameni sogni.
Ora gli Dei -con saette- han mandato
una sentenza: "bandita per sempre
dalla casa di Morfeo".
Poiché mi guardava con occhio fallace.
Io condannata a vivere solo di terreno giorno!
Quanto può essere lungo un giorno
dondolando, dondolando su quel dondolo
in giardino?
“Se inizierò a parlare di amore e stelle, vi prego: abbattetemi”
(Charles Bukowski)
Forse sei proprio tu, mia Tseen She,
l’amica immaginaria di tutta una vita,
la meraviglia del cielo profondissimo,
la stella del mare e delle montagne,
la donna più azzurra che esista.
E chissà se mi hai notato,
chissà se la mia fioca
luce rossastra
è già
riuscita
a macchiare
con un pensiero
di quasi amore
almeno uno
dei tuoi
sogni:
di
quelli
che tieni
in attesa,
sospesi
nella
tua
bottiglia
di vetro blu.
Abbracciami ancora,
ed ancora ed ancora,
poi chiedimelo
che cosa
ne
penso io
del tuo pettirosso ferito,
o di quel dolce stelo e la sua linfa:
che loro non lo sanno, ma io sì,
che molto presto saranno
un paio di rarissimi
fiori rosso-blu.
“Non puoi cogliere un fiore senza disturbare una stella.”
(Francis Thompson)
Continue voci
regalano luci
propongono brani
elevano piani
sintassi di lettere
e strappi di nettare
sorvolano in aria
primula varia di notizie già nate
per poi essere gridate
sensazioni improvvise
per essere condivise
virgole e punti
come riassunti
e rimane poi il silenzio non detto
di chi piu' non ha
cuore nel petto.

D'amore ho vissuto
nella morbida carezza del sogno…
schiava del tuo pensiero
ho sempre pensato
che tu esistessi
anche attraverso la nebbia
che ammantava il tuo cuore.
T'ho aspettato tra la calma dolce
del silenzio,
t'ho sempre pensato,
ho superato i pendii di irte colline,
ho risalito crinali che sgretolavano sabbia
arrossandomi gli occhi
e portandomi affanno.
Fugge il mio tempo
nell'oro dei giorni baciati dal sole
o coperti di nebbia,
nelle notti senza stelle,
nel buio della solitudine
e del mio stanco errare
alla tua vana ricerca.
Ancora la vita mi lascia
con le labbra dischiuse
ad immaginare ciò che non ho.
Ma io con i suoni ed i toni
del mio testardo cuore
continuerò a cercarti…
sorriso gioviale,
scolpito in eterno.
la bellezza profuma
di sguardi intramontabili.
Quell'essere buono
non simula ilarità.
Incapace di frodare
anche gli ingenui.
Acqua torbida si mesce
al fluido puro.
Liquido chiaro traspare
sul fondo di una valle.
del perdòno
cicche filo fumo
dal finestrino,
maschere dalle
bocche sguaiate
a fine credito,
in ritardo sul treno
non dimenticare
pane e latte.
Si confondono volentieri
carezze e netiquette,
offese e paranoia,
metanoia dei vespri
in caduta libera
fino a mezzanotte
la veste è pudica,
poi sacrilega.
E cosa ne pensi di un baratto?
La strega senza denti
ha le spalle nude
ed ossa sporgenti,
offre stelle in riva al mare
per laghetti di cocomero,
semi da sputare
sulla faccia
di chi crede
che rimpiangere sia comodo.
Prigioniera coatta
in questo corpo
o carceriera beffarda?
Dimmi se t'incontrai
per pura sorte
oppure mi cercavi.
Se prima di me
hai avuto altri pensieri.
Dimmi se eri mia
anche quando non c'ero!
Se è vero anima mia
tu fammi leggero
quando ti peso.
la mia vita!
Ha sempre camminato
con me il vento .
Abito
dove soffia
incessantemente .
Zefiro
a confondere ...
Maestrale
a scompigliare...
Tramontana
ad intorpidire...
Capita
che lo scirocco mi fiacca.
E penso ai giorni
di tutti i giorni
quanta aria !
Mescolanza di essenze ,
aeriforme, umida, pura e luminosa,
indispensabile ...
E come lei
un soffio e via...
fatta di tante parole
e di corse con il vento tra i capelli.
Da quando son nato, non mi sono mai fermato.
Ho scritto poesie per gli Angeli in cerca di guai
perché cantassero con me una canzone,
dove le pietre rotolando si tuffano nel mare,
specchio di vanità.
Ho letto una favola dove tu eri la protagonista,
che s’adornava d’oro e d’argento,
ma ora stai buttando le tue lacrime sotto la pioggia
che non fermerai.
L’invidia non nasce mai nel cielo
e nemmeno da chi possiede ali per volare;
il vento le piume sa accarezzare,
poiché in compagnia ama giocare.
Così continuo a correre su questa strada che non finisce mai,
ascoltando il vento... la sua musica,
e rotolando verso il mare,
dove tra i ricordi m’incontrerai.












