Adoro i tuoi sorrisi saggi,
da dietro i tuoi occhiali da vista;
le tue frasi di circostanza sempre azzeccate,
mai fuori luogo.
Mi piace come prendi ogni cosa che la vita ti presenta,
non come qualcosa di dovuto, oppure di inaspettato;
ma semplicemente come un dono.
Sorridi in modo gentile e beffardo al mondo che ti circonda,
ma sempre senza rancore;
ed anche quando sei stanca,
resti sempre affamata di vita.
Il tuo aspetto è lo stesso, da sempre;
e la tua intima essenza è cangiante,
ma solo nelle sfumature:
perché piaci al tempo
ed esso ti carezza in modo delicatissimo.
Sei la cosa più vera che somigli ad una leggenda;
qualcosa di arcano e di fatato,
devi venire per forza dal mondo dei sogni,
altrimenti come spiegare tutto ciò?
Sei perfetta come sei:
sei la mia Fata-Strega.
da lupo solitario
lontano dai legami
senza una meta
Lungo il sentiero
intravidi un viso
delicato e soffice,
un zucchero filato
Due occhi vistosi
come il tramonto
mi resero ostaggio
di tale belezza
Ne apprezzai
tutti i lineamenti
come un ape
gusta il suo miele
Che non ti ho detto ?
Dove te ne sei andata
Che non ti vedo ?
Dietro le colline
Il cielo si fa infinito .
Qual è lo scopo della tua partenza
Se gli addii son andate senza ritorni e io mai potrò dirti che ti ho amato tanto ?
E se qualcosa mi accade tu , custode di memorie ,dove sarai
ad attendermi ?
Questi mutamenti che tutto dissolvono cosa avranno da dirci ?
E tu li ascolti ancora ?
Ci provi a veder la verità come io a guardar le stelle ?
Cos'ho da dirti ?
Che t'amo
E in me , il tuo passo,
Lo riconosco
Mentre le foglie cadono ai miei piedi
E i venti marini mi sollevano
Fino a te .
Se scopre il sesso e non mostra metafore?
Ecco, la bella di notte si strofina sui gerani
trasmette peste a stami innocenti
Troppo sapere incombe nelle strade
la conoscenza abita i soliloqui dei terrazzi
Recita l’assalto ai valori- c’è mai stata una scorta efficace?-
L’estate in fondo è un alibi per mostrare la lingua dell’universo
Magma che ribolle in corolle bianche di stramonio
Aspettate che sia novembre per le sue esequie
Adesso però non avvicinatevi ai fumi bianchi
In questo tempo non è necessario nascere
si è canto di gabbiano in un becco d’ usignolo
la luce che trabocca dai tombini
traduce volontà oscure
in bagno d'aria, ove arde triste il pianto
d’ultimo raggio torvo che ti desta
e si nasconde. Sulla mano ranto-
lo estatico di un cenno soffocato.
Pulsano vene al collo perché s'oda
il tremito lontano - un verso lato -
come mozzata s'agita una coda.
Di là s’attende in fremito la terra
e frana che disciolga l’oasi al nulla.
Ma tutto è lento andare e appena un fiato
dichiara a lunga notte la sua guerra
ogni legaccio sradica alla culla
e dà sollievo al sangue del dannato.
Adagiato sul gelido riflesso delle onde
Un uomo di sabbia rideva
Rideva,rideva,rideva
Rideva delle onde
Impegnate a cercare la terra
Ignoranti della loro fine
Rideva del cielo altezzoso e narcisista
Impegnato ad ammirare la sua assenza
Nel suo schiumoso specchio
Rideva delle montagne e dei grattacieli
Impegnati a farsi la gara
A chi raggiunge per primo la nuvole
Per poi annoiarsi del cielo
E scomparire nel vento
Rideva della tecnologia
Che prende l'anima
La comprime
E la condivide
Rideva della luna, dei tuoni,delle stelle
Impegnati a cercare di essere osservati
Infantili bagliori, soli nella notte
In cerca di compassione
Rideva della vita
Simile alle onde
Noiosa e ripetitiva
Rideva della morte
Simile agli scogli
Che rendono poetiche le onde
Rideva dell'uomo
Indeciso e indaffarato
Subdolo e distratto
Inutile e dimenticato
Rideva di se stesso
Metafora giocosa dell'umanità
Manciata di sabbia
Affogando nel mare
Neanche
un pesce corto
in questa lunga notte
per attenuare la mia noia.
Niente vento, niente rumore,
solo il cauto frinire del piombo
sul fondale di sabbia
e l'improvvisa
bestemmia
dell'uomo coi baffi.
Lui ci vive qui nel mare,
come l'angoscia nel cuore,
come lo stupore negli occhi;
ed io mi sento un estraneo
in questo quadretto
di vita altrui.
Sono
molto
più imperfetto io
delle mille mosche
che fanno inveire
quel povero
vecchio
si muovono sul nostro corpo esplorandolo,
in attesa di diventare caldo eros.
I nostri occhi pieni di desiderio,
incendiano i nostri passi,
incendiando la sabbia più calda.
I nostri morsi,
sono scintille pronte ad esplodere,
pronte a disegnare
la loro dannazione.
Un bacio intenso
e un altro ancora,
una carezza, un brivido...
i vestiti scendono...
I nostri sospiri
sono sempre più forti!
Come calamite ci attraiamo,
come due oceani selvaggi,
ci guardiamo.
Come dinamite
diventiamo questa estate calda!
Al primo chiarore dell'alba
son di nuovo in partenza
ripartito fra spigoli di rabbia
ed emanazioni d'indifferenza
Sbircio l'immagine inimmaginabile
di me stesso presente in un posto
e nel contempo assente in altro
ricordato o forse dimenticato
Taglio strati di mondi sovrapposti
emergo in un sol corpo e non mi basta
irrompere vorrei in altre erranze
racimolare bocconi di speranza.
sulla lontana riva
il suo sogno retrò
e l'idea chiara di mondo,
(il suo mondo che frana).

Distante..
tra piume di corvo
di nero corvino
e cielo d'azzurro trapunto
rimane il mio pensiero
sospeso..
tra gocce di nuvola si posa
e si fa' trasportare
nemmeno un respiro può ricordare
come dolce era viverti qui
sospirando i tuoi sguardi
e i baci d'amore
impronta sulle mie labbra.
distante..
come sassi lanciati
nello stagno affondo
e rimango a galleggiare
nell'attesa di rivedere la tua anima
di sorriso che arriva
trasportando cuore e mente
forse ..ancora...pieni di me.
una papera
e una tartaruga...
Come possono riscaldare
il muro che, freddo,
si erge tra le finestre
di un meriggio qualsiasi?
Anche le cime degli alberi,
non nascondono abbastanza
quella fetta di cielo.
E le antenne, svettano,
come strali e puntano,
sì... puntano l'infinito!
E se quel cane abbaia,
gli risponde un allarme.
Intanto quell'uomo ubriaco,
non sa... non lo sa
che non deve passare
e le auto sfrecciano!
Ma, un gallo
una papera
e una tartaruga...
cosa centrano e cosa
interessa a loro
se quell'ubriaco
è riuscito a schivare
solo la bicicletta?
non lasciarmi andare via
con le lacrime piene di nostalgia, ...
non ho più forza di farmi trascinare dal destino,
è inutile che io lo faccia,
mi perderei mille volte nella solitudine
di un orizzonte senza sole.
No amore mio,
non rubare dai miei ricordi il tuo profumo,
è tutto quello che io ho di te,
quando rimango da solo, alla notte.
Sai amore, senza di te mi troverei
a dipingere nel cielo solo sogni in bianco e nero,
mentre le ombre verranno a celare,
al mio cuore, il colore dell’amore.
No amore mio,
non lasciarmi portare via dal vento,
quando si ferma in qualunque posto,
lontano da te, mi potrebbe lasciare
e, da quel momento in poi, non ti potrei più trovare.










