Nemmeno un granello di sabbia
Sa dove lo porta il vento
Così sono io...
Senza meta e parole
Su tappeti di pensieri
Avanzo cercando equilibrio
Soffocata da profumo selvatico
E appassiti fiori.
Avanzo senza spiragli né appigli
Con gli occhi fasciati
Da sciarpe di seta
Nel mio incedere nel nulla.
Sorretta solo da edera e germogli
Troppo poco
Troppo vuoto, troppo niente
Solo fumo all'orizzonte.
Sa dove lo porta il vento
Così sono io...
Senza meta e parole
Su tappeti di pensieri
Avanzo cercando equilibrio
Soffocata da profumo selvatico
E appassiti fiori.
Avanzo senza spiragli né appigli
Con gli occhi fasciati
Da sciarpe di seta
Nel mio incedere nel nulla.
Sorretta solo da edera e germogli
Troppo poco
Troppo vuoto, troppo niente
Solo fumo all'orizzonte.
Che ci liberino dai congiuntivi
niente condizionale per i processati
i fissati per le regole della grammatica
condannati ai lavori forzati all’istante.
Per gli scrittori un buono pasto
in prigione, ai poeti l’estrema unzione
gratis nel prossimo decreto legge.
Col movimento degli analfabeti al potere
ci sarà da scialare, la stirpe dei comici
al completo già se la ride, le cornici
già pronte, c’è solo da dipingere
le tele della storia dei fuorilegge.
E magari cantare la canzone
dell’ecatombe, al solo costo
di uno scatto, c’è già il cantante
dall’ugola di carta vetrata, la pratica
è in via di definizione dai magistrati
e la sentenza liberalizzerà anche gli aggettivi.
La prima pioggia
Avanza in questo inizio
D'autunno che ha ancora
Ricordi d'estate .
E mi immergo
In questo sapore di umido
Per aver freddo
E potermi riscaldare nella tua forza
Dove non c'è tempo
Ne' caducità
E Dove le fioriture sono infinite
E noi diveniamo un fiume montano .
Avanza in questo inizio
D'autunno che ha ancora
Ricordi d'estate .
E mi immergo
In questo sapore di umido
Per aver freddo
E potermi riscaldare nella tua forza
Dove non c'è tempo
Ne' caducità
E Dove le fioriture sono infinite
E noi diveniamo un fiume montano .
Un rivolo di speranza fluttua tra i ricordi,
giovin sogni nascono alle prime luci di una nuova alba,
tenendo la vita connessa al pensiero, ...
il più delle volte della materia prigioniero.
Il desio all'ardor appare fanciullesco,
all’alpe di un’epica antica battaglia.
Non so qual fosse il tempo del cammino,
nascosto nelle silenziose preghiere,
consumate davanti a statue di sale.
Brucia la cera, affumicando di nero la pala di un altare,
l’egida, suonando, esala il respiro dell’anima,
vestendola di un candido lindore.
Inedia accumulata nel perpetuare delle gesta,
i morsi delle fame non parlano,
ma dalle viscere s’impongono,
richiamando a obbedire l’effimero servo
che deve alimentar il corpo per far vivere l’intelletto.
giovin sogni nascono alle prime luci di una nuova alba,
tenendo la vita connessa al pensiero, ...
il più delle volte della materia prigioniero.
Il desio all'ardor appare fanciullesco,
all’alpe di un’epica antica battaglia.
Non so qual fosse il tempo del cammino,
nascosto nelle silenziose preghiere,
consumate davanti a statue di sale.
Brucia la cera, affumicando di nero la pala di un altare,
l’egida, suonando, esala il respiro dell’anima,
vestendola di un candido lindore.
Inedia accumulata nel perpetuare delle gesta,
i morsi delle fame non parlano,
ma dalle viscere s’impongono,
richiamando a obbedire l’effimero servo
che deve alimentar il corpo per far vivere l’intelletto.
Di quando ti ho incontrata in uno specchio
e tu ammiccante mi hai strizzato l’occhio,
è ora hai detto
e io non ho capito.
Ancora a mezza sera mi hai cercata,
mentre distratta appena ti ho sfiorata,
dallo specchio in fine sei sbucata
a render vera e dura la partita.
Io ti ricordo,
sempre con me sei stata.
Silente ,spesso distante
e adesso sei arrivata,
ma rotto è lo specchio
e la strada sbarrata,
finita è la battaglia
e ancora sei stata schiacciata.
Magro il bottino che ti porti indietro
Il tempo non è ancora di partire
Giochiamo ancora ai dadi la partita
ti sento al fianco mio sempre seduta
mi guardi dallo specchio
lo sguardo mio nel vuoto dei tuoi occhi.
Giochiamo ancora al gioco dei tarocchi
la notte è lunga,
scandita è l’ora
da mille e più rintocchi,
ti guardo nello specchio
l’alba rosseggia e tu mai più mi tocchi.
e tu ammiccante mi hai strizzato l’occhio,
è ora hai detto
e io non ho capito.
Ancora a mezza sera mi hai cercata,
mentre distratta appena ti ho sfiorata,
dallo specchio in fine sei sbucata
a render vera e dura la partita.
Io ti ricordo,
sempre con me sei stata.
Silente ,spesso distante
e adesso sei arrivata,
ma rotto è lo specchio
e la strada sbarrata,
finita è la battaglia
e ancora sei stata schiacciata.
Magro il bottino che ti porti indietro
Il tempo non è ancora di partire
Giochiamo ancora ai dadi la partita
ti sento al fianco mio sempre seduta
mi guardi dallo specchio
lo sguardo mio nel vuoto dei tuoi occhi.
Giochiamo ancora al gioco dei tarocchi
la notte è lunga,
scandita è l’ora
da mille e più rintocchi,
ti guardo nello specchio
l’alba rosseggia e tu mai più mi tocchi.
Nessuno lo sente!
Questo sbattere lento
d'imposta nella stanza.
Il rumore del mondo
non riesce a zittirne il silenzio.
Ci prova il vento
tessendo spirali
e urlando nomi
di antichi fantasmi.
Ne rincorre le ombre, devoto.
Ma sono già spettri
degli spettri di ieri.
Nessuno mai
risponderà da qui!
Gli uragani non fanno paura.
Al cader delle mura non si muovono pianti.
Una sfinge osserva da lontano
mentre aspetta la sabbia a coprirle il sonno.
Una volta era un cuore questo spazio,
ora dimora di foglie avvizzite.
E sbatte meccanica una finestra
Or che anche il vento tace
nell'urlo del tempo.
Questo sbattere lento
d'imposta nella stanza.
Il rumore del mondo
non riesce a zittirne il silenzio.
Ci prova il vento
tessendo spirali
e urlando nomi
di antichi fantasmi.
Ne rincorre le ombre, devoto.
Ma sono già spettri
degli spettri di ieri.
Nessuno mai
risponderà da qui!
Gli uragani non fanno paura.
Al cader delle mura non si muovono pianti.
Una sfinge osserva da lontano
mentre aspetta la sabbia a coprirle il sonno.
Una volta era un cuore questo spazio,
ora dimora di foglie avvizzite.
E sbatte meccanica una finestra
Or che anche il vento tace
nell'urlo del tempo.
La passione vibra dentro me,
insieme ai miei gemiti,
sul percorso del tuo corpo.
Istanti di follia e sottomissione,
istanti di dominazione.
Il mio sguardo diventa
la porta d’ ingresso dell’ ardore.
La mia bocca ti attraversa,
ti cerca, ti desidera,
insieme ai miei morsi.
La tua pelle è il mio sentiero preferito,
grande desiderio carnale.
Le tue mani legate su questo letto,
aspettano impazienti
che io mi conceda a te.
Tu segui il mio sguardo,
mentre il mio fuoco si sprigiona.
Sono la lava bruciante di un cuore
pieno di pulsazioni.
Sono l’eros che stavi aspettando da tanto.
Sommergiti di me,
bagnati delle mie emozioni.
Sono la tua fonte impulsiva.
sono la carezza pura d’ amore!
insieme ai miei gemiti,
sul percorso del tuo corpo.
Istanti di follia e sottomissione,
istanti di dominazione.
Il mio sguardo diventa
la porta d’ ingresso dell’ ardore.
La mia bocca ti attraversa,
ti cerca, ti desidera,
insieme ai miei morsi.
La tua pelle è il mio sentiero preferito,
grande desiderio carnale.
Le tue mani legate su questo letto,
aspettano impazienti
che io mi conceda a te.
Tu segui il mio sguardo,
mentre il mio fuoco si sprigiona.
Sono la lava bruciante di un cuore
pieno di pulsazioni.
Sono l’eros che stavi aspettando da tanto.
Sommergiti di me,
bagnati delle mie emozioni.
Sono la tua fonte impulsiva.
sono la carezza pura d’ amore!
La sensibilità, penso stia diventando un pregio abbastanza raro
sono sempre meno le persone sensibili.
E le riconosci
Le riconosci perché si offendono,per una cosa detta male
Ma non credono ad un complimento fatto a cuore aperto
Riescono a vedere tutto ciò che c'è da vedere
All'interno di un quadro
In una persona
In una frase
Anche nel cielo,
Riescono a vedere la stella più piccola, quella che arriva subito, che ad occhio nudo è difficile da notare.
La sensibilità penso che sia uno di quei pregi che
O ce l'hai sin da subito,
O non potrai mai avere il privilegio di possederla.
sono sempre meno le persone sensibili.
E le riconosci
Le riconosci perché si offendono,per una cosa detta male
Ma non credono ad un complimento fatto a cuore aperto
Riescono a vedere tutto ciò che c'è da vedere
All'interno di un quadro
In una persona
In una frase
Anche nel cielo,
Riescono a vedere la stella più piccola, quella che arriva subito, che ad occhio nudo è difficile da notare.
La sensibilità penso che sia uno di quei pregi che
O ce l'hai sin da subito,
O non potrai mai avere il privilegio di possederla.
Nessuna pietà
Per chi ha ferito
Nessuna clemenza
Sotto il profilo di occhi solo ombre.
Orde di uomini senza diritti
S'arrogano il loro
Su di noi.
Donne stanche di camminare
Senza rispetto
Fantocci da possedere e buttare.
La nostra vita non vale di me
È molto di più.
Per infantili paure
Veniamo strappate e violate
Come candida neve da sciogliere.
Per chi ha ferito
Nessuna clemenza
Sotto il profilo di occhi solo ombre.
Orde di uomini senza diritti
S'arrogano il loro
Su di noi.
Donne stanche di camminare
Senza rispetto
Fantocci da possedere e buttare.
La nostra vita non vale di me
È molto di più.
Per infantili paure
Veniamo strappate e violate
Come candida neve da sciogliere.
In fondo l’amore è un luogo stretto
in cui le sponde
delle nostre labbra diventano un solo movimento
della parola amore
man man che lo spazio
viene occupato dalla parte superiore
con tutti i suoi figli e i suoi amanti.
E tutto corre in questo spazio d’amore
da noi abitato:
il freddo che implora il caldo dei nostri corpi;
Il mare che si fa arido di sale
per dissetare le nostre labbra;
o il vento irrequieto
addomesticato dal caldo sole
che implora rifugio nei nostri respiri.
In fondo l’amore è in luogo stretto,
così stretto,
che smettiamo di contare
i passi che ci separano;
e le parole che vorremo dirci fanno appena
un balzo dalle mie alle labbra tue.
E questo stare ad un passo da noi
di noi due
ha reso l’intero universo
un semplice punto
in cui le nostre labbra si sono incontrate.
in cui le sponde
delle nostre labbra diventano un solo movimento
della parola amore
man man che lo spazio
viene occupato dalla parte superiore
con tutti i suoi figli e i suoi amanti.
E tutto corre in questo spazio d’amore
da noi abitato:
il freddo che implora il caldo dei nostri corpi;
Il mare che si fa arido di sale
per dissetare le nostre labbra;
o il vento irrequieto
addomesticato dal caldo sole
che implora rifugio nei nostri respiri.
In fondo l’amore è in luogo stretto,
così stretto,
che smettiamo di contare
i passi che ci separano;
e le parole che vorremo dirci fanno appena
un balzo dalle mie alle labbra tue.
E questo stare ad un passo da noi
di noi due
ha reso l’intero universo
un semplice punto
in cui le nostre labbra si sono incontrate.
M’hai deluso !
Com’hai potuto fare sto sopruso
a carico de n’omo che t’amava
e che da te proprio nun se l’aspettava.
T’amavo tanto, da aspettà er momento
d’essere soli pe esse contento.
Nun feci caso, nun me guardai indietro
si m’ammiccavi pur co l’occhio de vetro.
Te volevo portà a Caracalla
puro se S. Giuseppe t’avea passato a pialla.
Ma a parte a gamba e legno eri ‘bijoux
che cosa mai desiderar di più !
E poi siccome di tanto in tanto io pecco
t’arzai la gonna trovannoce ‘n fico….secco !
Ma io t’amavo e ognor te sospiravo
che le sciocchezze manco calcolavo,
Ma il tradimento nun l’avevo calcolato
così crudelmente perpetrato.
Mentre io magnavo sopratutto
m’hai fatto amatriciana…cor prosciutto !
E ce l’avevi, nun t’eri fatta male,
mannaggia a me, amatriciana va fatta cor guanciale !
Com’hai potuto fare sto sopruso
a carico de n’omo che t’amava
e che da te proprio nun se l’aspettava.
T’amavo tanto, da aspettà er momento
d’essere soli pe esse contento.
Nun feci caso, nun me guardai indietro
si m’ammiccavi pur co l’occhio de vetro.
Te volevo portà a Caracalla
puro se S. Giuseppe t’avea passato a pialla.
Ma a parte a gamba e legno eri ‘bijoux
che cosa mai desiderar di più !
E poi siccome di tanto in tanto io pecco
t’arzai la gonna trovannoce ‘n fico….secco !
Ma io t’amavo e ognor te sospiravo
che le sciocchezze manco calcolavo,
Ma il tradimento nun l’avevo calcolato
così crudelmente perpetrato.
Mentre io magnavo sopratutto
m’hai fatto amatriciana…cor prosciutto !
E ce l’avevi, nun t’eri fatta male,
mannaggia a me, amatriciana va fatta cor guanciale !
Nella magica sfera ho visto:
desideri umanamente distorti
che con la purezza fanno a cazzotti
ché in ambizioni noi siamo maestri
e finemente
i mezzi tutti giustifichiamo
sotto bandiera di libertà.
Verso il peggio sempre diretti,
maestri di guerra che quelli di pace
scopriamo negli animali,
- il nostro cane o gatto ... che tace -
per poi nel nulla regnare sovrani
e cercare, nascoste, nuove avventure
per un'andrenalina che sale
se scende un'andreina
non è colpa nostra
- andreina era lei -
io sono solo tipo tosto
- con niente al suo posto -
ed ora ...
forse ... nascosta,
mi rode la voglia
del grande mostro ...
e senza esser mago!
L'autunno è arrivato
e ha steso sul prato
un tappeto incantato
di morbide foglie
ramate e intrecciate
con aghi di pino dorati.
Vedo piccoli funghi
or ora arrivati
da mondi fatati
e freschi arabeschi
tessuti nell'aria
che fan d'altalena
a tenere vite
appena sbocciate.
C'è una gatta pelosa
che lenta i snoda
su strade di muschio
di fresco tracciate
che par di velluto.
Io guardo e sorrido;
so che l'inverno geloso
tra poco verrà
e vorrà far di meglio.
e ha steso sul prato
un tappeto incantato
di morbide foglie
ramate e intrecciate
con aghi di pino dorati.
Vedo piccoli funghi
or ora arrivati
da mondi fatati
e freschi arabeschi
tessuti nell'aria
che fan d'altalena
a tenere vite
appena sbocciate.
C'è una gatta pelosa
che lenta i snoda
su strade di muschio
di fresco tracciate
che par di velluto.
Io guardo e sorrido;
so che l'inverno geloso
tra poco verrà
e vorrà far di meglio.











