Larve d'insetti
Galleggiano sull'acqua divorano
Così minuscoli crescono dentro.
Tarli nel legno scavano gallerie
Masticando voracemente.
Così la mente echeggia
Dentro a un corpo sordomuto
Senza più forze e reazioni.
Il violino senza l'archetto
È inutile strumento tra le mani
Ma possiede corde e vibrazioni
Ritmi e acute assonanze.
Strappero' ancora nuvole dal cielo
Per sentirlo
Per potermi riparare
E forse un giorno
Ritrovare quel filo di suono
Che eleva ...
Note acute dentro il petto.
Galleggiano sull'acqua divorano
Così minuscoli crescono dentro.
Tarli nel legno scavano gallerie
Masticando voracemente.
Così la mente echeggia
Dentro a un corpo sordomuto
Senza più forze e reazioni.
Il violino senza l'archetto
È inutile strumento tra le mani
Ma possiede corde e vibrazioni
Ritmi e acute assonanze.
Strappero' ancora nuvole dal cielo
Per sentirlo
Per potermi riparare
E forse un giorno
Ritrovare quel filo di suono
Che eleva ...
Note acute dentro il petto.
Quando attraverso una poesia,
i tuoi occhi perdendosi tra le parole,
si illuminano di felicità,
quando una carezza ti riempie
di profondo calore,
ecco che un poeta ti entra nell' anima
e condivide le sue emozioni,
facendole tue.
Condivide le sue gioie,
ma anche le sue tempeste.
Condivide i suoi sorrisi,
ti capisce
e trasforma la tua tristezza
in un raggio di sole.
Ed è subito affetto,
complicità.
È un abbraccio infinito,
uno sguardo avvolgente.
È... dolce poesia!
i tuoi occhi perdendosi tra le parole,
si illuminano di felicità,
quando una carezza ti riempie
di profondo calore,
ecco che un poeta ti entra nell' anima
e condivide le sue emozioni,
facendole tue.
Condivide le sue gioie,
ma anche le sue tempeste.
Condivide i suoi sorrisi,
ti capisce
e trasforma la tua tristezza
in un raggio di sole.
Ed è subito affetto,
complicità.
È un abbraccio infinito,
uno sguardo avvolgente.
È... dolce poesia!

Sdraiata sul letto
soffici respiri
di aria e di fumo.
Levità
giusto quell’attimo
per specchiarsi.
Nuda e sporca.
Pensierosa e assorta.
Poltrona e porca.
D’un tratto,
d’omo Icaro alata
tiptappando in viaggio
al di sopra della città.
Di lui, cinta,
il braccio teso
in planabile volo.
Di lei, cinto,
lieve il vento
fra i capelli.
In sogno verdeblu.
Seppur per un istante, guardami.
Guardami e poi vai via, ma ti prego voltati.
Per un ultimo sguardo pieno d’amore e di tristezza.
Non lasciarmi così.
So di non essere una persona egoista, ma quando si tratta di te,
devo esserlo.
So che quando ti volterai, sarà come una lama che trafiggerà il mio cuore
ormai spento, ma pur sempre avido d’amore.
Il tuo.
Quindi ti prego, prima che qualcuno mi svegli,
prima che questo sogno svanisca,
voltati, e guardami come solo tu sai fare,
che a vedermi son capaci tutti.
Guardami e poi vai via, ma ti prego voltati.
Per un ultimo sguardo pieno d’amore e di tristezza.
Non lasciarmi così.
So di non essere una persona egoista, ma quando si tratta di te,
devo esserlo.
So che quando ti volterai, sarà come una lama che trafiggerà il mio cuore
ormai spento, ma pur sempre avido d’amore.
Il tuo.
Quindi ti prego, prima che qualcuno mi svegli,
prima che questo sogno svanisca,
voltati, e guardami come solo tu sai fare,
che a vedermi son capaci tutti.
Non essere cieco nel credere
agli occhi -perenni bugiardi-
da sempre succubi di organi
interni.
Li ho visti tramare col cuore
e mentire al cervello.
Trasmettere immagini
dipinte a pennello.
Non ti fidare se piangono
di lacrime tue, allo scoprir
dell'inganno.
Perché ancor
ti tradiranno.
agli occhi -perenni bugiardi-
da sempre succubi di organi
interni.
Li ho visti tramare col cuore
e mentire al cervello.
Trasmettere immagini
dipinte a pennello.
Non ti fidare se piangono
di lacrime tue, allo scoprir
dell'inganno.
Perché ancor
ti tradiranno.
La poesia è roba mia
Che non vivo
per me stessa
Che rincorro
la dolcezza
La poesia è quella Via
La poesia è quella Via
che mi porta
ad ogni cuore - assetato
ad ogni cuore - assetato
di parole antiche e nuove
Di candore Naturale
E ricerca esistenziale
E ricerca esistenziale
Lì - mi hai detto -
torna sempre a camminare
Torna i sensi a sfoderare
E senza compensi
né reti sicure Dònati Mir
donaci ancora
pensate pitture
pensate pitture
Li conti con le dita della mano, sono numeri
a singhiozzo: una, la vita che ti resta,
due, gli assi che hai in mano- non bastano
a vincere la sfida- tre, i lati del destino,
quattro, i cuori in gioco, cinque è l’umano
della gioia e dieci è il confine del tuo tempo.
Somma e sottrai, dividi e poi moltiplica
ciò che è semplice alla vista, non si complica,
se non lo vuoi. I confini aerei del campo
avverso sono più sfumati, ma non è strano
ciò che è umano:se non c’è l’infinito, c’è il cammino
verso il senso. E se trovi sul tragitto del grano
infetto, a droit o a gauche, persino nel giorno di festa,
puoi scegliere d’interpretarlo col linguaggio dei fiori.
Cerco te,
idea nuova da sempre.
Ti cerco e m’immergo.
Accolgo,
la tua radice e l’innesto
con aliti e schianti
gli impatti
gli impatti
le mani fluttuanti.
Gli umori fecondi
negli istanti intriganti
e il tuo gusto infallibile
come saliva d’oriente.
Infallibile...
Trovami!
Soffiami,
l’effluvio vincente
sulla linea feconda
come frutto di vigna;
tra le pieghe gelose
è traccia che freme
- vertigine-
che s’apre invitante
e i suoi petali espande.


Non per gioco, ma per amore,
sei salita sull'ultimo treno della vita,
dove il cielo si confonde con l'infinito,
per scendere in una stazione senza indirizzo.
Con te porti lettere scritte, mai spedite,
tenute assieme da un nastrino rosa,
una fotografia sbiadita in bianco e nero,
memore della tua passata giovinezza.
Guardi le tue mani stanche
e i lividi ne han segnato il tempo,
cammini seguendo impronte fatte d’orizzonte,
aggrappandoti alla speranza dispensata dai tuoi occhi.
Se la felicità ha un nome, è quello d'un figlio,
seppur spesso te l’abbia rubata con lacrime,
in momenti inaspettati;
il destino ti scombussolava la sorte.
Vedrai nascere un’alba, tra la nebbia
che odorerà di fieno e grano,
aspetterai seduta il realizzarsi d’un sogno
intriso d’eternità e del suo profumo.
sei salita sull'ultimo treno della vita,
dove il cielo si confonde con l'infinito,
per scendere in una stazione senza indirizzo.
Con te porti lettere scritte, mai spedite,
tenute assieme da un nastrino rosa,
una fotografia sbiadita in bianco e nero,
memore della tua passata giovinezza.
Guardi le tue mani stanche
e i lividi ne han segnato il tempo,
cammini seguendo impronte fatte d’orizzonte,
aggrappandoti alla speranza dispensata dai tuoi occhi.
Se la felicità ha un nome, è quello d'un figlio,
seppur spesso te l’abbia rubata con lacrime,
in momenti inaspettati;
il destino ti scombussolava la sorte.
Vedrai nascere un’alba, tra la nebbia
che odorerà di fieno e grano,
aspetterai seduta il realizzarsi d’un sogno
intriso d’eternità e del suo profumo.
Un minuetto a darmi il LA
I bemolli, i minori non v'erano
chè solo i maggiori abitavano la mia casa
la mia vita in centro
la voce in note
Ed era grano, paglia, falce
ciò che udivo e cantavo
e non erano suoni ma voci
urla
quelle dell'IO lontano da labbra
dai pensieri sommessi di donna
Quanto urlava in quel tempo
e quanto
quanto piovevano lacrime di me
ma sconnesse
lapidavano il buio dell'essermi
Ora non volano piume di cuscini
e non gioco più a raccoglierne
mentre dallo spazio d'una tenda alla finestra
entra un raggio
-nero di luna-
I bemolli, i minori non v'erano
chè solo i maggiori abitavano la mia casa
la mia vita in centro
la voce in note
Ed era grano, paglia, falce
ciò che udivo e cantavo
e non erano suoni ma voci
urla
quelle dell'IO lontano da labbra
dai pensieri sommessi di donna
Quanto urlava in quel tempo
e quanto
quanto piovevano lacrime di me
ma sconnesse
lapidavano il buio dell'essermi
Ora non volano piume di cuscini
e non gioco più a raccoglierne
mentre dallo spazio d'una tenda alla finestra
entra un raggio
-nero di luna-













