Imprimitura d’ocra
graffito di sole,
e schizzo di cielo.
Informale-materico
odore di foglie
il suolo nasconde,
  e si ode piovendo
  calpestìo che non dorme.
  Agli sgoccioli d'ombre
   tra filamenti e grovigli,
    Sgocciolature di forme.

L'immagine può contenere: pianta, fiore e spazio all'aperto
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Profilo Autore: Hera  

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Larve d'insetti
Galleggiano sull'acqua divorano
Così minuscoli crescono dentro.
Tarli nel legno scavano gallerie
Masticando voracemente.
Così la mente echeggia
Dentro a un corpo sordomuto
Senza più forze e reazioni.
Il violino senza l'archetto
È inutile strumento tra le mani
Ma possiede corde e vibrazioni
Ritmi e acute assonanze.
Strappero' ancora nuvole dal cielo
Per sentirlo
Per potermi riparare
E forse un giorno
Ritrovare quel filo di suono
Che eleva ... 
Note acute dentro il petto.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Vuoto antico,
nascosto nel profondo,
innocenza violata.
Vento soffia,
soffia,
su nuovi anni,
ricchi d'amore,
rispetto.
Ma il vuoto antico,
non é colmato.
Sarà sempre vuoto.
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Profilo Autore: Michelina  

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Guerre infrante
di varchi oltrepassati 
chiedono sguardi inginocchiati
nello scongiurare gli Dei
E di desideri lievi
rimane silente 
il mistero
nelle notti
che divorano Lune !


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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Quando attraverso una poesia,
i tuoi occhi perdendosi tra le parole,
si illuminano di felicità,
quando una carezza ti riempie 
di profondo calore,
ecco che un poeta ti entra nell' anima 
e condivide le sue emozioni,
facendole tue.
Condivide le sue gioie,
ma anche le sue tempeste.
Condivide i suoi sorrisi,
ti capisce
e  trasforma la tua tristezza
in un raggio di sole.
Ed è subito affetto,
complicità.
È un abbraccio infinito,
uno sguardo avvolgente. 
È... dolce poesia!
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Profilo Autore: Passione infinita  

Questo autore ha pubblicato 181 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Mamma giaAu dessus de la ville BORDO



Sdraiata sul letto

soffici respiri

di aria e di fumo.



Levità

giusto quell’attimo

per specchiarsi.



Nuda e sporca.

Pensierosa e assorta.

Poltrona e porca.



D’un tratto,

d’omo Icaro alata

tiptappando in viaggio

al di sopra della città.



Di lui, cinta,

il braccio teso

in planabile volo.



Di lei, cinto,

lieve il vento                               

fra i capelli.



In sogno verdeblu.

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Profilo Autore: Marco (poetaccio)  

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Seppur per un istante, guardami.

Guardami e poi vai via, ma ti prego voltati.

Per un ultimo sguardo pieno d’amore e di tristezza.

Non lasciarmi così.

So di non essere una persona egoista, ma quando si tratta di te,

devo esserlo.

So che quando ti volterai, sarà come una lama che trafiggerà il mio cuore

ormai spento, ma pur sempre avido d’amore.

Il tuo.

Quindi ti prego, prima che qualcuno mi svegli,

prima che questo sogno svanisca,

voltati, e guardami come solo tu sai fare,

che a vedermi son capaci tutti.
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Profilo Autore: Chiara di nome  

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Non essere cieco nel credere

agli occhi -perenni bugiardi-

da sempre succubi di organi

interni.

Li ho visti tramare col cuore

e mentire al cervello.

Trasmettere immagini

dipinte a pennello.

Non ti fidare se piangono

di lacrime tue, allo scoprir

dell'inganno.

Perché ancor

ti tradiranno.
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Profilo Autore: Ibla  

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     La poesia è roba mia       
Che non vivo 
per me stessa 
Che rincorro 
la dolcezza 

La poesia è quella Via
che mi porta
ad ogni cuore - assetato 
di parole antiche e nuove  
Di candore Naturale
E
 ricerca esistenziale

Lì - mi hai detto - 
torna sempre a camminare 
Torna i sensi a sfoderare 
E senza compensi 
né reti sicure Dònati Mir
donaci ancora
pensate pitture
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Profilo Autore: Miriam Bruni  

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Il respiro del violino stretto in vita
sublima la magia del flauto.
Preludio a un'opera improvvisa.
Maestosa sonata a quattro mani
con una rosa rossa in bocca 
tra gregoriani e offenbach.

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Profilo Autore: francesco  

Questo autore ha pubblicato 148 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 

Li conti con le dita della mano, sono numeri

a singhiozzo: una, la vita che ti resta,

due, gli assi che hai in mano- non bastano

a vincere la sfida- tre, i lati del destino,

quattro, i cuori in gioco, cinque è l’umano

della gioia e dieci è il confine del tuo tempo.

Somma e sottrai, dividi e poi moltiplica

ciò che è semplice alla vista, non si complica,

se non lo vuoi. I confini aerei del campo

avverso sono più sfumati, ma non è strano

ciò che è umano:se non c’è l’infinito, c’è il cammino

verso il senso. E se trovi sul tragitto del grano

infetto, a droit o a gauche, persino nel giorno di festa,

puoi scegliere d’interpretarlo col linguaggio dei fiori.

 

 

 

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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Soglia
d’autunno
cuore di foglia
in una lenta metafora
Abbandono




 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Cerco te,
  idea nuova da sempre.
  Ti cerco e m’immergo.
Accolgo,
   la tua radice e l’innesto
  con aliti e schianti
gli impatti
  le  mani fluttuanti.
   Gli umori  fecondi
   negli istanti intriganti
   e il tuo gusto infallibile
    come saliva d’oriente.
   Infallibile...
Trovami!
Soffiami,
l’effluvio vincente
sulla linea feconda
come frutto di vigna;
tra le pieghe gelose
è traccia che freme
- vertigine-
che s’apre invitante
 e i suoi petali espande.
L'immagine può contenere: una o più persone
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Profilo Autore: Hera  

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Non per gioco, ma per amore,
sei salita sull'ultimo treno della vita,
dove il cielo si confonde con l'infinito,
per scendere in una stazione senza indirizzo.
Con te porti lettere scritte, mai spedite,
tenute assieme da un nastrino rosa,
una fotografia sbiadita in bianco e nero,
memore della tua passata giovinezza.
Guardi le tue mani stanche
e i lividi ne han segnato il tempo,
cammini seguendo impronte fatte d’orizzonte,
aggrappandoti alla speranza dispensata dai tuoi occhi.
Se la felicità ha un nome, è quello d'un figlio,
seppur spesso te l’abbia rubata con lacrime,
in momenti inaspettati;
il destino ti scombussolava la sorte.
Vedrai nascere un’alba, tra la nebbia
che odorerà di fieno e grano,
aspetterai seduta il realizzarsi d’un sogno
intriso d’eternità e del suo profumo.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Un minuetto a darmi il LA

I bemolli, i minori non v'erano

chè solo i maggiori abitavano la mia casa

la mia vita in centro

la voce in note




Ed era grano, paglia, falce

ciò che udivo e cantavo

e non erano suoni ma voci

urla

quelle dell'IO lontano da labbra

dai pensieri sommessi di donna




Quanto urlava in quel tempo

e quanto

quanto piovevano lacrime di me

ma sconnesse

lapidavano il buio dell'essermi




Ora non volano piume di cuscini

e non gioco più a raccoglierne

mentre dallo spazio d'una tenda alla finestra

entra un raggio

-nero di luna-
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Profilo Autore: Aita Carla  

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