Ci sarà un momento
che non penserò a te
tu che ti ammalavi
e speravi di potere uscire
invece di fermarti
distesa su di un letto
a contare i giorni
della tua malattia?
Osservavi il soffitto
e abbassando gli occhi
mi guardavi. Il tuo sguardo
parlava e per un istante
sembrava che volessi parlarmi
del silenzio, di una quiete
che volevi conoscere insieme a me
ma non c'è stato il tempo
troppo poco, per aspettare ancora
solo promesse, andate in fumo
Vedere quella nube bianca
che ti avvolgeva mi ha fatto pensare
a quanto coraggio avessi, quanto desideravi
andartene via, per raggiungere la pace
2 commenti
Oscillazioni velate
sui pori setosi
infondono giochi
infondono giochi
all'altezza degli occhi.
Tra merletti d’India
le valli del seno;
i ricami ondosi
sul ventre ameno.
-Disteso-
-proteso-
-Disteso-
-proteso-
in femminile preghiera;
-propenso-
si fa Abside piena
-propenso-
si fa Abside piena
sul tuo
istante d’immenso.


Ho bisogno di persone che non hanno bisogno di me. Ho bisogno di un io che non ha bisogno di persone.
Sotto la pioggia è inutile frenare
Ripararsi non serve giusto bagnare
I ricordi più nitidi di giorni umidi
Dell’estate che lascia i lividi
Ho progetti DA REALIZZARE e chitarre da suonare
Note da scrivere e parole da tacere
Sotto la pioggia è inutile frenare
Ripararsi non serve giusto bagnare
I ricordi più nitidi di giorni umidi
Dell’estate che lascia i lividi
Ho progetti DA REALIZZARE e chitarre da suonare
Note da scrivere e parole da tacere
Rimirando le nuance ambrate del tramonto
sento la tua presenza volteggiar qui accanto;
fioriscono le ore e taciturni pensieri
si rilassano nell'intenso rossor dei papaveri,
si adagiano nelle fragranze primaverili dei fiori
che sembrano i tuoi occhi nel giardino dei miei desideri.
Il sole irradia la mia voglia di amarti,
sento il tuo calor senza toccarti
ed ecco che sottovento, avverto il vortice silenzioso
del tuo disperato animo ansioso.
Io e te ,così vicini e così lontani,
divisi dal muro della paura
di poter sognare sulle cime ventose di questa altura,
pervasi dall'orrore invadente dei mille scempi
che denigrano i sentimenti
e alimentano i nostri tormenti.
Mia diletta Paky,
d'un tratto mi accascio sull'erba
e immaginandoti al mio fianco,
asciugo dolcemente le lacrime del tuo pianto,
carezzo dolcemente il tuo seno e il tuo viso
per annientare le paure
e cancellar l'inverno dal tuo paradiso.
Respirare i tuoi silenzi, ascoltare i tuoi respiri,
baciarti ad ogni sussurro dei tuoi pensieri
e ancora lambirti lentamente per sentirti ansimar d'amore
e vederti fiorir maestosa sotto i raggi del mio cuore.
Accade che
si disfano le ore e respiro la sera
si disfano le ore e respiro la sera
mentre sfoglio le stelle
che sanno di pane
che sanno di pane
e la rugiada ha già lasciato la sua impronta.
Nel cielo
passi soffici vanno ad origliare i tramonti
per ritrovare cieli più azzurri e
incantare cuori più buoni .
incantare cuori più buoni .
Ed io respiro la sera
amando quel vuoto d'ali nel fiume
zittire il crepuscolo .
Forse verrà un suono ai vetri e
incontrerò la paura
forse vedrò un bagliore di luce
e incontrerò il coraggio .
In punta di piedi t'aspetto anima mia
colora la mia notte
ho troppi cristalli di memoria nel petto
che graffiano questo mio tempo .
Nel tuo sorriso fiorisco
tu...appoggiati a me .
Acre l’odore di tempo che fu,
volato fra fronde di alberi,
abeti e oleandri al sole.
Arroccamento di casupole rivolte al cielo,
bisbigli, suoni e profumi d’amicizia,
parentela, umiltà divider gioie e dolori.
Padre stanco sul gradino a sostar la sera,
narrar vecchie storie e tutti ad ascoltare,
chiacchierio di zii, cugini, amici all’ombra di quei Gelsi.
Serenità da quel Monticchio,
ancor oggi vivo agli occhi e cuore.
La radio a cantar una vecchia canzone
” Erano tre sorelle Cecilia la più bella”
Ricordi ad emerger vivi.
Bimba a correr nei prati e raccoglier margherite,
fossati a bagnar piedi,
ed ascoltar il gracidar delle ranocchie,
giocare a campana su strada e,
a bottoni nei vecchi vicoli.
Odo la voce di mia madre a chiamar per la cena.
Nonno il cappello, seduto al sole.
Lumini accesi nelle sere di giugno,
lucciole ad illuminar sogni,
cicale a cantare nel grano,
fiordalisi, papaveri che festa !
Ascensione una candela accesa nella notte
ad augurar un buon raccolto.
Vocii oltre le fronde delle acacie,
giochi e correre per boschi,
ciclamini,viole a deporli a Nostro Signore.
Or tace la silente vita,
sol ricordi ad allietar mente,
pensiero suono d’armonica,
musica estesa nello spazio,
ombre e luci in fantasmi e trasparenze
nel cuor vivranno:sempre!
Sono spariti al di là degli orizzonti
quei pensieri gai che cullarono la fanciullezza.
Rassegnati, ora, gli occhi si posano
al di qua dei sogni.
Mai più si colorerà d'ingenuo un sorriso.
Lo sguardo, severo, peserà ogni passo
prima che sia deciso.
Mi chiedo se serve ancora
appartenere a qualcosa, a qualcuno
se non si appartiene più alla gioia.
quei pensieri gai che cullarono la fanciullezza.
Rassegnati, ora, gli occhi si posano
al di qua dei sogni.
Mai più si colorerà d'ingenuo un sorriso.
Lo sguardo, severo, peserà ogni passo
prima che sia deciso.
Mi chiedo se serve ancora
appartenere a qualcosa, a qualcuno
se non si appartiene più alla gioia.
Ho chiuso nel passato le porte dei ricordi,
non mi sono girato indietro a guardarle mentre le chiudevo,
le ho lasciata andare senza rammrico,
ritenendo più importante guardare quelle che si aprivano
di fronte a me sul futuro.
Donami il tuo sogno, fammi partecipe della tua vita,
insegnandomi a sognare insieme,
non lasciarmi rapire dai mostri delle mie fantasie,
altrimenti daranno corpo alle ombre
che si possono insinuare nella mia mente.
non mi sono girato indietro a guardarle mentre le chiudevo,
le ho lasciata andare senza rammrico,
ritenendo più importante guardare quelle che si aprivano
di fronte a me sul futuro.
Donami il tuo sogno, fammi partecipe della tua vita,
insegnandomi a sognare insieme,
non lasciarmi rapire dai mostri delle mie fantasie,
altrimenti daranno corpo alle ombre
che si possono insinuare nella mia mente.
Ho visto un piccione
morire frantumato
tra un basso marciapiede
e la ruota di un auto
senza un volo improvviso
o altro per evitare
il barbaro massacro.
Anzi, mi parve quasi cercato.
Nessun grido d'orrore
per il suo grande dolore.
Solo un breve rumore
come un crepitar di vigna secca
messa ad ardere sul fuoco.
E adesso questo mio pensiero.
E adesso questo mio pensiero.
Racchiuso
nel vano dei sogni
un viso si assenta.
Non mi vedi? Sono la notte
che ristagna nei pugni del silenzio.
Chi mi accompagna? chi mi lascia
tra questi frammenti di gioia?
Messa a nudo nei giorni di dialoghi incendiati.
Scesa sul fondo dove scava
un’iperbole
il suo letto di terra.
Non ti coltiveranno l’anima
Prenderanno tutte le precauzioni necessarie
per bloccarne ogni fuoriuscita.
Ti applicheranno guarnizioni e parabrezza
e sarai definitivamente anti-vento.
L’unico modo che potresti avere per resistere,
è sorridere in clandestinità,
quando nessuno vede,
lontano dal ricevitore.
Intanto però riconoscili
i fragili,i dubbiosi,gli inadatti
pensa bene prima di giudicare.
Tieni a freno la lingua quando serve
e se proprio ti va un consiglio
cercatelo altrove.
Prenderanno tutte le precauzioni necessarie
per bloccarne ogni fuoriuscita.
Ti applicheranno guarnizioni e parabrezza
e sarai definitivamente anti-vento.
L’unico modo che potresti avere per resistere,
è sorridere in clandestinità,
quando nessuno vede,
lontano dal ricevitore.
Intanto però riconoscili
i fragili,i dubbiosi,gli inadatti
pensa bene prima di giudicare.
Tieni a freno la lingua quando serve
e se proprio ti va un consiglio
cercatelo altrove.
Metto le cose in chiaro: ho voglia di autunno
quanto di topi che invadono la cucina
Al diavolo dunque ogni elogio a regole di dissolvimento
alberi che si spogliano
nuvole che rincorrono rondini fino a riempirne lo spazio
e costringerle a scappare
Se c’è qualcosa da evidenziare col rosso è questa forza che spinge
me in una corrida senza conoscerne i rudimenti
Io dico angoscia che si rapprende in gesti banali
Come poggiare le mani sul volante
E follia di aspettarsi un saluto dal passero del semaforo
Finisce ancora la vita, questo sì,
come se morire fosse una scadenza del bollo auto
o una rata dell’acqua potabile
un obbligo che non fa amare un giorno più di un altro
un fiore più di una formica su un bigattino
Poi sopraggiungono le differenze
i volti esagerati dall’odio contro questo o quel governo
Il contraccolpo di quelli che amano il suo sesso
la cronaca di vessazioni, stupri, successi strabilianti
il riciclo nella testa di voci e personaggi che credevo fuori gioco
Sì perché di voci che sfuggono dai tombini ce ne sono a migliaia
E da lì reclamano
Il diritto alla riapertura dei processi primaverili
qualche prova che non s’è voluto mettere agli atti della vecchia fioritura
Come se una specie di cassazione avesse le chiavi dell’ eterno ritorno
ed il passato fosse solo una merda sul lucido dello stivale
quanto di topi che invadono la cucina
Al diavolo dunque ogni elogio a regole di dissolvimento
alberi che si spogliano
nuvole che rincorrono rondini fino a riempirne lo spazio
e costringerle a scappare
Se c’è qualcosa da evidenziare col rosso è questa forza che spinge
me in una corrida senza conoscerne i rudimenti
Io dico angoscia che si rapprende in gesti banali
Come poggiare le mani sul volante
E follia di aspettarsi un saluto dal passero del semaforo
Finisce ancora la vita, questo sì,
come se morire fosse una scadenza del bollo auto
o una rata dell’acqua potabile
un obbligo che non fa amare un giorno più di un altro
un fiore più di una formica su un bigattino
Poi sopraggiungono le differenze
i volti esagerati dall’odio contro questo o quel governo
Il contraccolpo di quelli che amano il suo sesso
la cronaca di vessazioni, stupri, successi strabilianti
il riciclo nella testa di voci e personaggi che credevo fuori gioco
Sì perché di voci che sfuggono dai tombini ce ne sono a migliaia
E da lì reclamano
Il diritto alla riapertura dei processi primaverili
qualche prova che non s’è voluto mettere agli atti della vecchia fioritura
Come se una specie di cassazione avesse le chiavi dell’ eterno ritorno
ed il passato fosse solo una merda sul lucido dello stivale
Ho soffocato la mia rabbia nel dolore,
incamminandomi lungo sentieri tortuosi,
costeggiati da siepi di spine,
che trafiggevano la mia anima.
Ho lacerato a morte il mio cuore,
solo per una parola, chiamata amore.
Mi sono lasciato andare, inseguendo chimere,
che si consumavano come le sigarette,
restando solo, cenere e fumo,
che si disperdeva, con il vento
e mozziconi conficcati nelle piaghe, dei tradimenti subiti.
Ho lottato contro me stesso e la mia vita,
per qualche giorno d’amore,
morto puntualmente al calar del sole,
lasciandomi, impietosamente,
la notte senza dormire.
Randagia così è la mia vita,
al solo scopo di guarire da una ferita,
che solo l’eterno amore, l’anima mia, può far, guarire.
incamminandomi lungo sentieri tortuosi,
costeggiati da siepi di spine,
che trafiggevano la mia anima.
Ho lacerato a morte il mio cuore,
solo per una parola, chiamata amore.
Mi sono lasciato andare, inseguendo chimere,
che si consumavano come le sigarette,
restando solo, cenere e fumo,
che si disperdeva, con il vento
e mozziconi conficcati nelle piaghe, dei tradimenti subiti.
Ho lottato contro me stesso e la mia vita,
per qualche giorno d’amore,
morto puntualmente al calar del sole,
lasciandomi, impietosamente,
la notte senza dormire.
Randagia così è la mia vita,
al solo scopo di guarire da una ferita,
che solo l’eterno amore, l’anima mia, può far, guarire.
Non importa che s'agitino
o si convertano al soffio
è tempo che salpino navi di colorato approdo
Ed io mi cingo di quella brezza in cromo
bracciandone toni
da mogano all'ocra
da corallo al porpora
tutti in un sol destino su pampini scritto
e sei tu che vorrei
coi colori a mezz'aria
le guance in ciliegia
il sapore in castagno
e ci sono stagioni a tradire colori
a inzupparti di miele
quando un guanto di gatto
ti striscia lune amaranto












