Ci sarà un momento
che non penserò a te
tu che ti ammalavi
e speravi di potere uscire
invece di fermarti
distesa su di un letto
a contare i giorni
della tua malattia?
Osservavi il soffitto
e abbassando gli occhi
mi guardavi. Il tuo sguardo
parlava e per un istante
sembrava che volessi parlarmi
del silenzio, di una quiete
che volevi conoscere insieme a me
ma non c'è stato il tempo
troppo poco, per aspettare ancora
solo promesse, andate in fumo 
Vedere quella nube bianca
che ti avvolgeva mi ha fatto pensare
a quanto coraggio avessi, quanto desideravi
andartene via, per raggiungere la pace
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Profilo Autore: poesie profonde  

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 Oscillazioni velate
sui pori setosi
infondono giochi
 all'altezza degli occhi.
Tra merletti d’India
le valli del seno;
 i ricami ondosi
sul ventre ameno.
-Disteso-
-proteso-
in femminile preghiera;
-propenso-
   si fa Abside piena  
sul tuo
 istante d’immenso.

L'immagine può contenere: una o più persone

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Profilo Autore: Hera  

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Ho bisogno di persone che non hanno bisogno di me. Ho bisogno di un io che non ha bisogno di persone.

Sotto la pioggia è inutile frenare

Ripararsi non serve giusto bagnare

I ricordi più nitidi di giorni umidi

Dell’estate che lascia i lividi

Ho  progetti  DA REALIZZARE e chitarre da suonare

Note da scrivere e parole da tacere
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Profilo Autore: fgl  

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Rimirando le nuance ambrate del tramonto
sento la tua presenza volteggiar qui accanto;
fioriscono le ore e taciturni pensieri 
si rilassano nell'intenso rossor dei papaveri,
si adagiano nelle fragranze primaverili dei fiori
che sembrano i tuoi occhi nel giardino dei miei desideri.
Il sole irradia la mia voglia di amarti,
sento il tuo calor senza toccarti 
ed ecco che sottovento, avverto il vortice silenzioso
del tuo disperato animo ansioso.
Io e te ,così vicini e così lontani,
divisi dal muro della paura
di poter sognare sulle cime ventose di questa altura,
pervasi dall'orrore invadente dei mille scempi
che denigrano i sentimenti
e alimentano i nostri tormenti.
Mia diletta Paky,
d'un tratto mi accascio sull'erba
e immaginandoti al mio fianco,
asciugo dolcemente le lacrime del tuo pianto,
carezzo dolcemente il tuo seno e il tuo viso
per annientare le paure
e cancellar l'inverno dal tuo paradiso.
Respirare i tuoi silenzi, ascoltare i tuoi respiri,
baciarti ad ogni sussurro dei tuoi pensieri
e ancora lambirti lentamente per sentirti ansimar d'amore
e vederti fiorir maestosa sotto i raggi del mio cuore.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Accade che
si disfano le ore 
e respiro la sera
mentre sfoglio le stelle
che sanno di pane
e la rugiada ha già lasciato la sua impronta.

Nel cielo
passi soffici 
vanno ad origliare i tramonti
per ritrovare cieli più azzurri e
incantare cuori più buoni .

Ed io respiro la sera
amando quel vuoto d'ali nel fiume
zittire il crepuscolo .

Forse verrà un suono ai vetri e
incontrerò la paura
forse vedrò un bagliore di luce
e incontrerò il coraggio .

In punta di piedi t'aspetto anima mia
colora la mia notte

ho troppi cristalli di memoria nel petto
che graffiano questo mio tempo .

Nel tuo sorriso fiorisco
tu...appoggiati a me .
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Acre l’odore di tempo che fu,
volato fra fronde di alberi,
abeti e oleandri al sole.
Arroccamento di casupole rivolte al cielo,
bisbigli, suoni e profumi d’amicizia,
parentela, umiltà divider gioie e dolori.
Padre stanco sul gradino a sostar la sera,
narrar vecchie storie e tutti ad ascoltare,
chiacchierio di zii, cugini, amici all’ombra di quei Gelsi.
Serenità da quel Monticchio,
ancor oggi vivo agli occhi e cuore.
La radio a cantar una vecchia canzone
” Erano tre sorelle Cecilia la più bella”
Ricordi ad emerger vivi.
Bimba a correr nei prati e raccoglier margherite,
fossati a bagnar piedi,
ed ascoltar il gracidar delle ranocchie,
giocare a campana su strada e,
a bottoni nei vecchi vicoli.
Odo la voce di mia madre a chiamar per la cena.
Nonno il cappello, seduto al sole.
Lumini accesi nelle sere di giugno,
lucciole ad illuminar sogni,
cicale a cantare nel grano,
fiordalisi, papaveri che festa !
Ascensione una candela accesa nella notte
ad augurar un buon raccolto.
Vocii oltre le fronde delle acacie,
giochi e correre per boschi,
ciclamini,viole a deporli a Nostro Signore.
Or tace la silente vita,
sol ricordi ad allietar mente,
pensiero suono d’armonica,
musica estesa nello spazio,
ombre e luci in fantasmi e trasparenze
nel cuor vivranno:sempre!
 
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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Sono spariti al di là degli orizzonti

quei pensieri gai che cullarono la fanciullezza.

Rassegnati, ora, gli occhi si posano

al di qua dei sogni.

Mai più si colorerà d'ingenuo un sorriso.

Lo sguardo, severo, peserà ogni passo

prima che sia deciso.

Mi chiedo se serve ancora

appartenere a qualcosa, a qualcuno

se non si appartiene più alla gioia.
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Profilo Autore: Ibla  

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Ho chiuso nel passato le porte dei ricordi,
non mi sono girato indietro a guardarle mentre le chiudevo,
le ho lasciata andare senza rammrico,
ritenendo più importante guardare quelle che si aprivano
di fronte a me sul futuro.
Donami il tuo sogno, fammi partecipe della tua vita,
insegnandomi a sognare insieme,
non lasciarmi rapire dai mostri delle mie fantasie,
altrimenti daranno corpo alle ombre
che si possono insinuare nella mia mente.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Ho visto un piccione
morire frantumato
tra un basso marciapiede
e la ruota di un auto
senza un volo improvviso
o altro per evitare
il barbaro massacro.
Anzi, mi parve quasi cercato.
Nessun grido d'orrore
per il suo grande dolore.
Solo un breve rumore
come un crepitar di vigna secca
messa ad ardere sul fuoco.
E adesso questo mio pensiero.




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Profilo Autore: francesco  

Questo autore ha pubblicato 148 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Racchiuso
nel vano dei sogni
un viso si assenta.
Non mi vedi? Sono la notte
che ristagna nei pugni del silenzio.


Chi mi accompagna? chi mi lascia
tra questi frammenti di gioia?


Messa a nudo nei giorni di dialoghi incendiati.
Scesa sul fondo dove scava
un’iperbole
il suo letto di terra.








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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Non ti coltiveranno l’anima

Prenderanno tutte le precauzioni necessarie

per bloccarne ogni fuoriuscita.

Ti applicheranno guarnizioni e parabrezza

e sarai definitivamente anti-vento.

L’unico modo che potresti avere per resistere,

è sorridere in clandestinità,

quando nessuno vede,

lontano dal ricevitore.

Intanto però riconoscili

i fragili,i dubbiosi,gli inadatti

pensa bene prima di giudicare.

Tieni a freno la lingua quando serve

e se proprio ti va un consiglio

cercatelo altrove.
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Profilo Autore: Lozero  

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Metto le cose in chiaro: ho voglia di autunno

quanto di topi che invadono la cucina



Al diavolo dunque ogni elogio a regole di dissolvimento

alberi che si spogliano

nuvole che rincorrono rondini fino a riempirne lo spazio

e  costringerle a scappare



Se c’è qualcosa da evidenziare col rosso è questa forza che spinge

me in una corrida senza conoscerne i rudimenti

Io dico angoscia che si rapprende in gesti banali

Come poggiare le mani sul volante

E follia di aspettarsi un saluto dal passero del semaforo



Finisce ancora la vita, questo sì,

come se morire fosse una scadenza del bollo auto

o una rata dell’acqua potabile

un obbligo che non fa amare un giorno più di un altro

un fiore più di una formica su un bigattino



Poi sopraggiungono le differenze

i volti esagerati dall’odio contro questo o quel governo

Il contraccolpo di quelli che amano il suo sesso

la cronaca di vessazioni, stupri, successi strabilianti

il riciclo nella testa di voci e personaggi che credevo fuori gioco  



Sì perché di voci che sfuggono dai tombini ce ne sono a migliaia

E da lì reclamano

Il diritto alla riapertura dei processi primaverili

qualche prova che non s’è voluto mettere agli atti della vecchia fioritura



Come se una specie di cassazione avesse le chiavi dell’ eterno ritorno

ed il passato fosse solo una merda sul lucido dello stivale
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Profilo Autore: fintipa2  

Questo autore ha pubblicato 118 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho soffocato la mia rabbia nel dolore,
incamminandomi lungo sentieri tortuosi,
costeggiati da siepi di spine,
che trafiggevano la mia anima.
Ho lacerato a morte il mio cuore,
solo per una parola, chiamata amore.
Mi sono lasciato andare, inseguendo chimere,
che si consumavano come le sigarette,
restando solo, cenere e fumo,
che si disperdeva, con il vento
e mozziconi conficcati nelle piaghe, dei tradimenti subiti.
Ho lottato contro me stesso e la mia vita,
per qualche giorno d’amore,
morto puntualmente al calar del sole,
lasciandomi, impietosamente,
la notte senza dormire.
Randagia così è la mia vita,
al solo scopo di guarire da una ferita,
che solo l’eterno amore, l’anima mia, può far, guarire.
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Profilo Autore: Horion Enky  

Questo autore ha pubblicato 369 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Che cosa importa
al salice piangente
spoglio di tutto

dei ciliegi fioriti,
del fato degli uomini?
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Profilo Autore: Antonio Sacco  

Questo autore ha pubblicato 17 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Non importa che s'agitino

o si convertano al soffio

è tempo che salpino navi di colorato approdo

Ed io mi cingo di quella brezza in cromo

bracciandone toni

da mogano all'ocra

da corallo al porpora

tutti in un sol destino su pampini scritto




e sei tu che vorrei

coi colori a mezz'aria

le guance in ciliegia

il sapore in castagno




e ci sono stagioni a tradire colori

a inzupparti di miele

quando un guanto di gatto

ti striscia lune amaranto
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Profilo Autore: Aita Carla  

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