
come un pennello
su la tela di un pittore.
Esalta ora il blu cobalto
e in alto, più in alto
ricci di schiuma danzano.
Vola l'attimo e il blu cobalto
è verde smeraldo.
Sull'onda alta la schiuma
rotola sul mare
e in basso si consuma.
Così tutto continua
diversamente in mare.
E un giorno avverti lo strappo
delle radici, ora solo cornici della tela
del viaggio. Il villaggio alle porte
della città sul mare ha le ali chiuse,
il vento al profumo di sale nella notte
di pioggia si sente appena e i sussurri
segnano il tempo dimezzato. Le torri
non le vedi, al lato opposto delle grotte,
giocano in proprio la partita delle muse,
dall’alto è tutto in discesa, le rotte
sono aperte a ogni scia. Questa vela,
docile sulle acque, ora è il mio drappo.
Saperti felice
mentre l'edera cresce
ed il nostro giardino
fiorisce ancora.
Ma noi ormai
non ci siamo più
ed altri occupano
le nostre giornate.
Vorrei vedere
se sorridi ancora
distrattamente
mentre leggi Pavese.
Oppure se provi ancora
a finire quel quadro
che avresti voluto
donarmi a Natale.
Sarai ancora
la bella persona
che viveva
di semplicità?
Oppure come tutti
avrai barattato
l'anima tua grande
per un pezzetto di normalità.
Io resto ancora qui
accanto alla mia
docile follia
sperando che tu scenda.
E che distrattamente tu
prima di chiudere
il portone di casa
mi rivolga uno sguardo ancora.
roteo il mestolo e scandaglio
alla ricerca delle impurità
i tranci dismessi di una vita
ancora pezzettoni
di cose non sciolte
tenute forse dalla rabbia
dalle insoddisfazioni
Ho paura dei rimpianti
Le cose cominciate e mai finite
gettate nel filtro e ributtate giù
senza la loro integrità
ormai prosciugate
a galleggiare nel succo
Molli e infelici
Rimescolo la speranza
di ritrovarle un giorno fuse
in tutto quello che va bene,
niente da togliere non ce n'è ragione
C'è chi sta accanto a dire che è sbagliato
e su a mostrare il cristallino
pronta a riporvi un coperchio di lustrini
a nascondere quei pezzi secchi
nel fondo, tra le pezze
pronta sempre a dire che va tutto bene
truccata di beltà
mi ci sarò nascosta sotto
ben bene mascherata
mescolata a qualche verità.
con sguardo di lacrime senza sosta,
dei leggiadri pensieri nel silenzio
evocano remota nostalgia.
Nella solitudine che or ti regna,
di giovani cuori rimani madre,
di infiniti ricordi sei custode
e di una lontana infanzia sei alba
cambio colori
Quelli d'estasi a baci assetati
lune nascoste
agli amori mancati
e mi sovviene il penar di quelli persi
al ciondolar di foglie
nel silvano evolversi di rito arcano
nel celar mistero dei tuoi pallori
dei tuoi occhi al sole
senza lacrime nè pianti
in assenza ancora di rimanermi Io
queste son le parole di una nenia
che una donna ripeteva ...
al grembo d’amore
della sua terra lontana.
Affonda le radici
negli odori di un suolo
polveroso e arso dal sole,
o anima della savana.
Le memorie camminano senza scarpe dentro il cuore
imprimendosi nei piedi
perché le si possa portare sempre con sé,
quando costretto
parti per paesi lontani.
Un sogno confidato alla luna,
nostalgicamente nella notta la sfiora,
rischiarando una lacrima,
canta” quanto mi manchi mamma”.

C'era un tempo in cui
Strappa istanti che tramandano segreti
Stilla paure inconfessate,
Veglia, scorri e trascina
Le menti più leggere
Senza futuro ..circondate da presente.
Da esse cresce la pace
Si allarga nel cuore, si fa spazio
E rimane a custodire i tuoi pensieri
Di creta, che con mani animose
Sanno creare forme.
Unisciti a questo mare d'amore
E rimani immerso nel suo calice.
Saprà espiare i tuoi corvi neri
E riportare bianche colombe
Esse galleggeranno come voce.
si accoccola sulla mia pancia.
Sembra un trattore in moto,
ama le coccole
ma ciuccia le coperte,
viziato.
Ha il suo posto sul divano,
entra,esce come vuole.
Impazzisce per le scatolette,
va fuori di testa.
Sembra un cane ,
ti segue,
ti cerca,
ti osserva.
Si addormenta in pose improbabili,
da contorsionista.
Lo chiamo"gattaccio nero vieni qui."
Lui apre gli occhi,
sonnecchiando.
Ti rivolge attenzione
solo quando vuole .
É lui il padrone di casa.

Vorrei venissi a me
mostrandomi del tuo sentimento la forza
nella delicatezza dei momenti
con la passione che avanza.
Ti chiederei di non ingaggiar battaglia
non vi saranno lotte
il pensiero mio per te si eguaglia.
Ordunque giungi a me
pretendimi un abbraccio
sarò lieta d'offrirtelo
non sarà freddo ghiaccio.
T'accoglierà il calore d'un sorriso
armato di pazienza, scevro d'arroganza
sarò pronta per mostrarti la speranza
del pretendere solo ciò che si offre con eleganza.
raggomitolo i confini del cielo
nell’intima calligrafia dell’inverno
ed un carillon di conchiglie
s’arrende allo sfratto del tempo
nel quieto ritratto rubato dal vento.
Baratto il nudo polline del silenzio,
un nastro di stelle vizia il paesaggio
arredando la mia ombra di cristallo
e fioccan nell’aria concerti di luce,
tenere danze di vita celesti
sull’uscio socchiuso dei pensieri più veri.
sono stagioni di vento e pioggia
folgorate all'improvviso dalla luce,
un sole bruciante che secca le labbra
sono poi le stesse, il ritorno della neve
quel gelo che penetra gli abiti pesanti,
che arriva alle ossa come fossero nude,
ed io sento il dolore cui avete dato verbo
il male sottile, la malinconia dei vostri giorni,
il sacro fuoco sciolto nell'inchiostro,
il dono e la condanna del troppo sentire,
gli eccessi dell'amore e dell'odio
perchè io vi assomiglio in qualcosa,
certo più nella maledizione che nella poesia
o , è questo il dubbio, forse le due cose
hanno una radice comune?
Non è forse dannato il cuore di chi,
perennemente esposto alle intemperie,
è bagnato dalle tempeste continue della vita
e deve farne alfabeto su un foglio per resistervi?
L'eco dei vostri nomi sigilla una chiusa,
l'eco del mio, il completo nulla....












