Il sussurro carezzevole che giunge dall’azzurra distesa
smuove i fluidi sanguigni che evaporano in echi d’aria pura
placando affanni ed ire
in quiete e in tempesta
rendendo sinuoso il tuo momentaneo esistere
e donandoti preziosi secondi d’immortalità.
2 commenti
Colpisce forte la pioggia
allo scemar della sera
mentre, una stilla chimera
audace, nella mente viaggia.
Lucignolo si logora
all’ardor di fioca fiamma,
che, a luminar sta
il trainar di frivoli pensieri.
Ci nutre di veleno, il sole
rigirando ogni sorriso
egli saggio e di tempo intriso
s’adagia tra le mensole.
Ti sento.
Ti vedo.
So dove tu sei in ogni istante della tua misera vita.
Ti vedo con gli occhi dei demoni
sull'acque dai legni di vela,
chiuso nei tini colmi del mar.
Ascolto le tue tempeste,
di te mi giunge il fetido alito di carogna.
T'osservo volare su ali sciolte
mentre la tua rabbia consuma finte piume.
T'osservo nei tramonti delle storie,
nelle lagune degli avi
nelle virtuosità del male.
Uomo inetto
che del putrido sei signore.
Mille e mille fiammelle ti trafiggeranno.
Seguirò il tuo respiro sino ai roghi dell'aldilà
godrò del bruciare tuo sul fuoco della perdizione.
Brinderò.
Oh sì brinderò quando morrai
e spargerò le tue ceneri sugli oceani
che esse tornino a casa,
fra gli abissi perduti.
Sarò vento e uragano che il nome tuo cancellerà dal ricordo.
Oh infausto Uomo.
Ti vedo.
So dove tu sei in ogni istante della tua misera vita.
Ti vedo con gli occhi dei demoni
sull'acque dai legni di vela,
chiuso nei tini colmi del mar.
Ascolto le tue tempeste,
di te mi giunge il fetido alito di carogna.
T'osservo volare su ali sciolte
mentre la tua rabbia consuma finte piume.
T'osservo nei tramonti delle storie,
nelle lagune degli avi
nelle virtuosità del male.
Uomo inetto
che del putrido sei signore.
Mille e mille fiammelle ti trafiggeranno.
Seguirò il tuo respiro sino ai roghi dell'aldilà
godrò del bruciare tuo sul fuoco della perdizione.
Brinderò.
Oh sì brinderò quando morrai
e spargerò le tue ceneri sugli oceani
che esse tornino a casa,
fra gli abissi perduti.
Sarò vento e uragano che il nome tuo cancellerà dal ricordo.
Oh infausto Uomo.
Mi riappacifico
accanto ad un filo d’erba
dove solo il vento accarezza
i battiti .
Mi riappacifico
accanto ad un filo d'erba
dove quel poco che vola
respira poesia .
Un canto d'ali !
All'unisono equinozi
arcobaleni e
rossi di foglie.

Foto Web
accanto ad un filo d’erba
dove solo il vento accarezza
i battiti .
Mi riappacifico
accanto ad un filo d'erba
dove quel poco che vola
respira poesia .
Un canto d'ali !
All'unisono equinozi
arcobaleni e
rossi di foglie.

Foto Web
E mi chiedo
Se ho pianto abbastanza
Se ho capito che tu non tornerai .
E questo vento d'autunno
E le foglie che cadono
Sono il messaggio di resa
Che ,con naturale bellezza ,
A terra si schierano
Per divenire letti
In cui i pensieri dell'inverno
Diverranno .
E il cielo si rischiara
E irrompe in me
Quell'acqua che ti costudisce
Così che ,fertile ,
Il mio cuore
Nel gelo diverrà .
Se ho pianto abbastanza
Se ho capito che tu non tornerai .
E questo vento d'autunno
E le foglie che cadono
Sono il messaggio di resa
Che ,con naturale bellezza ,
A terra si schierano
Per divenire letti
In cui i pensieri dell'inverno
Diverranno .
E il cielo si rischiara
E irrompe in me
Quell'acqua che ti costudisce
Così che ,fertile ,
Il mio cuore
Nel gelo diverrà .
Nemmeno un fiore sa il suo destino
Anche se né ha la percezione
Che lenta verrà la sua fine.
Ma del presente vive la bellezza, la perfezione.
Così io vivo, circondata da ali
Che mi solleticano il sorriso
Mi vibrano alla pace.
Non sono più capace
a reclinare il capo .
In me aspiro sole, in me risiede
Mi completa
E sotto questo cielo d'autunno
Che vuole scolorire
Io rifulgo di luce.
Ascolto la tua voce
E mi riempie come cibo che sazia.
Emano calore..
Circondata da profumo d'amore
Che quasi posso toccare.
Tra le dita farlo restare.
Come fiore delicato e non ancora sbocciato.
Anche se né ha la percezione
Che lenta verrà la sua fine.
Ma del presente vive la bellezza, la perfezione.
Così io vivo, circondata da ali
Che mi solleticano il sorriso
Mi vibrano alla pace.
Non sono più capace
a reclinare il capo .
In me aspiro sole, in me risiede
Mi completa
E sotto questo cielo d'autunno
Che vuole scolorire
Io rifulgo di luce.
Ascolto la tua voce
E mi riempie come cibo che sazia.
Emano calore..
Circondata da profumo d'amore
Che quasi posso toccare.
Tra le dita farlo restare.
Come fiore delicato e non ancora sbocciato.
La spettrale maestosità
della cattedrale di San Gallo.
Un prato fiorito
d'estate in baviera.
Un Natale a Lubecca.
Il cielo d'Irlanda
di Giugno un mattino.
Una malga in Trentino.
Due giorni a pescare
sul Baltico in mare.
Per Sant'Agata
il cinque Febbraio
a Catania col saio...
Io in quei posti
ogni tanto ci torno.
Peccato che il viaggio
tra andata e ritorno
adesso duri solo
qualche secondo.
della cattedrale di San Gallo.
Un prato fiorito
d'estate in baviera.
Un Natale a Lubecca.
Il cielo d'Irlanda
di Giugno un mattino.
Una malga in Trentino.
Due giorni a pescare
sul Baltico in mare.
Per Sant'Agata
il cinque Febbraio
a Catania col saio...
Io in quei posti
ogni tanto ci torno.
Peccato che il viaggio
tra andata e ritorno
adesso duri solo
qualche secondo.

Troppe volte mi ritrovo nel caos della folla,
nell'inquietudine della gente,
e lì, imprudente,
gioco con i fantasmi della mente.
Scruto i volti di chi parla e ride
per cercare te, mia adorata Paky,
per scorgere la tua presenza,
tu che hai rapito la mia anima, la mia essenza.
Sembra tutto un gioco irreale,
beffardo e immorale;
un balletto lento a ritmo di intuizione
che rasenta un'eterna illusione.
Mi tuffo incosciente in visioni di pura follia,
di abbandono e incomprensioni,
di vaghe rimembranze, di lunghe peregrinazioni.
Il tuo ricordo ritorna prepotente,
la tua immagine è qui in un istante,
forse non sei così assente...
Mi sento un naufrago sognatore
che si avvinghia invano alla speranza
di poterti incontrare.
Eppur sembra di averti accanto,
così vicina da poterti respirare,
troppo lontana per poterti toccare.
Presente è il tuo bagliore, ne percepisco il calore;
sento il tuo respiro come un tiepido vento
che alimenta ogni mio sentimento,
accarezza le mie incertezze,
avvolge la mia anima e si insinua nella mente.
Mia adorata Paky, so che ci sei...
Il tuo profumo mi fa strada
come un raggio di sole in piena notte;
la tua onirica presenza
disseta la mia voglia con una pioggia di speranza.
Ti sento,ti sento,ti sento...
Sento questa meravigliosa sensazione,
questa travolgente e calorosa emozione.
E' il tuo sentire,
è qui che mi attraversa
e mi fa trasalire.
Mi sta a cuore
Il succo del mondo
IL dialogo sentimentale con la terra
Il suo corpo d’efebo
Eccitante.
La sua linfa- i suoi volumi
Lo sfarzo delle linee
L’eclettismo delle forme.
La sua sovrabbondanza
I suoi tamburi-le sue cetre
I nulla cosmici.
Cos'altro mai vogliamo:
Oltre la vita ci ridà ancora la vita!
Bisogna solo abitarla madre terra
- perdersi
I suoi tamburi-le sue cetre
I nulla cosmici.
Cos'altro mai vogliamo:
Oltre la vita ci ridà ancora la vita!
Bisogna solo abitarla madre terra
- perdersi
Dentro la sua pelle
- Le sue ossa- i suoi intestini.
La sua orchestra d’etere
Le sue infinite scale;
Il suo cordone ombelicale.
Il suo cordone ombelicale.
Tutto questo- davvero-
Mi sta follemente
Mi sta follemente
-Fanaticamente a cuore!

Non cercare più l’impaurito
cappuccetto rosso
nei boschi della vita, ...
già da tempo aveva scambiato il suo fiore
per un telefonino alla moda,
con il lupo cattivo,
bramoso di comprare la sua giovane virtù.
Nemmeno la nonna non cercare,
nella casetta in mezzo il bosco,
non c’è più che la sta ad aspettare,
il lupo l’ha sfrattata
e il cacciatore che la proteggeva lo ha licenziato
e la casa ora l’ha trasformata in discoteca,
dove potersi sollazzare.
La madre da anni la lasciava sola,
non aveva tempo per cucinare focacce,
la ingozzava nei fast food e di merendine,
perché doveva rincorrere una mera chimera,
diventando a sua volta un lupa affamata,
di vite da rubare alle persone che la circonda,
perdendo tutto quello che aveva,
per un sogno di diventare una manager in carriera.
cappuccetto rosso
nei boschi della vita, ...
già da tempo aveva scambiato il suo fiore
per un telefonino alla moda,
con il lupo cattivo,
bramoso di comprare la sua giovane virtù.
Nemmeno la nonna non cercare,
nella casetta in mezzo il bosco,
non c’è più che la sta ad aspettare,
il lupo l’ha sfrattata
e il cacciatore che la proteggeva lo ha licenziato
e la casa ora l’ha trasformata in discoteca,
dove potersi sollazzare.
La madre da anni la lasciava sola,
non aveva tempo per cucinare focacce,
la ingozzava nei fast food e di merendine,
perché doveva rincorrere una mera chimera,
diventando a sua volta un lupa affamata,
di vite da rubare alle persone che la circonda,
perdendo tutto quello che aveva,
per un sogno di diventare una manager in carriera.
C’è un potere che stilla
dal verde scialbo. Prima una
e due, e tre foglie:
lo sciame è un esodo di senza terra
disperata leggerezza
al gioco estremo del fortunale
un polso grigio
che sospende il giudizio -feltro
ogni desiderio si espande in viscere,
strabilia ossari di farfalle.
Con pazienza ti ho aspettato
ma tu sempre tardi sei arrivato
Per un po’ ti ho pensato
ma tu te ne sei fregato
L’amore per me era importante
per te era una cosa distante
Ho provato con discorsi soavi
ma tu la partita guardavi
Solo la notte eri diverso
e capivi il mio universo
Un giorno ho molto pensato
e la valigia ho preparato
Sono arrivata al mare in una notte stellata
per un po’ mi sono riposata
Poi in compagnia di tanto splendore
ho cantato un inno all’amore
ma tu sempre tardi sei arrivato
Per un po’ ti ho pensato
ma tu te ne sei fregato
L’amore per me era importante
per te era una cosa distante
Ho provato con discorsi soavi
ma tu la partita guardavi
Solo la notte eri diverso
e capivi il mio universo
Un giorno ho molto pensato
e la valigia ho preparato
Sono arrivata al mare in una notte stellata
per un po’ mi sono riposata
Poi in compagnia di tanto splendore
ho cantato un inno all’amore











