Calore, dolcezza, infantile baldanza,
diffuso tremore, sudore e fragranza,
umore celato,
pudore, esultanza di sensi.
Amore,
sapore di piacere, candore bruciato,
fine odore pungente,
faro lucente, velato, oscurato,
caro disordine, gusto raro,
galantuomo e baro;
pozione dolce e tisana amara.
Confusione di carne,
amalgama di dolore,
sdegno e rancore.
Dare e avere,
concedere senza avere
o avere senza cedere
Amiamoci di rumore assordante
tanto da non saper cosa farne,
come chi ci ha donato la vita,
come colei che davvero ci amò,
e s’immolò per noi
in questo tunnel senza uscita.
diffuso tremore, sudore e fragranza,
umore celato,
pudore, esultanza di sensi.
Amore,
sapore di piacere, candore bruciato,
fine odore pungente,
faro lucente, velato, oscurato,
caro disordine, gusto raro,
galantuomo e baro;
pozione dolce e tisana amara.
Confusione di carne,
amalgama di dolore,
sdegno e rancore.
Dare e avere,
concedere senza avere
o avere senza cedere
Amiamoci di rumore assordante
tanto da non saper cosa farne,
come chi ci ha donato la vita,
come colei che davvero ci amò,
e s’immolò per noi
in questo tunnel senza uscita.
5 commenti
Amami
sulle alture pietrose
senza alcuna remora
sui deserti senza miraggi
e nei campi inariditi
Amami
nelle vigne innevate
d’aprile, quando i fiori del pesco arrossiscono
E se la morte ancora
si presenta sulle onde del mare
amami, perché del tuo canto soave godrò
sugli eterni soffi dei venti che dolci
ma possenti di spinte
nella linea di fuga del tempo
- l’Amore smerigliano -
sulle alture pietrose
senza alcuna remora
sui deserti senza miraggi
e nei campi inariditi
Amami
nelle vigne innevate
d’aprile, quando i fiori del pesco arrossiscono
E se la morte ancora
si presenta sulle onde del mare
amami, perché del tuo canto soave godrò
sugli eterni soffi dei venti che dolci
ma possenti di spinte
nella linea di fuga del tempo
- l’Amore smerigliano -
Quante volte ci chiediamo
“Chi sono?”
“Chi sono?”
Socrate diceva “Conosci te stesso”
non solo corpo e anima,
ma coscienza viva, l'anima incarnata in noi
prendere consapevolezza di ciò che la vita dà,
proiezione di ciò che in noi succede
e la vita può cambiare
Per ritrovar se stessi inutile è
fare eremitaggio, chiudersi in monasteri
il quì ed ora è il segreto
il passato ed il futuro sono proiezioni
che pur esistendo creanno danno all'animo
La domanda dettata dall'ego
nega le risposte per rinfrancarci
non cercare nuovi luoghi, ma osservare con occhi nuovi
tanto da sopportare anche il dolore più grande
negando la schiavitù della mente
trovare la positività nel profondo di noi
L'Io più grande è uno solo e sempre sarà,
“Dio” onnipotente, conosce ognuno di noi
i nostri pensieri più intimi, i bisogni
come un padre che a dismisura ama i suoi figli,
asciuga le nostre lacrime se cadiamo
gioisce se siamo felici
Affidandoci a Lui sapremo sempre “chi siamo “ ...


Sapessi che per averti
mi perdo nei sogni,
di un desiderio,
con il quale mi catturi, costantemente,
l’anima e il cuore.
Per averti, sai,
spesso mi trovo a bere acqua
dal sapore dello zucchero e del sale,
come sa essere l’agrodolce dell’amore,
talune volte gioia, altre dolore.
Per averti, farei di tutto
andrei persino all’inferno o in paradiso,
forse chiedo troppo al destino,
pur d’avere un tuo sorriso,
che asciughi le mie lacrime dal viso.
Forse sarà follia pensarti
di averti mia,
solo perché ti scrivo una poesia,
se lo facessi alimenterei solo la mia fantasia,
essendomi innamorato di te,
vedendoti su di una fotografia.
mi perdo nei sogni,
di un desiderio,
con il quale mi catturi, costantemente,
l’anima e il cuore.
Per averti, sai,
spesso mi trovo a bere acqua
dal sapore dello zucchero e del sale,
come sa essere l’agrodolce dell’amore,
talune volte gioia, altre dolore.
Per averti, farei di tutto
andrei persino all’inferno o in paradiso,
forse chiedo troppo al destino,
pur d’avere un tuo sorriso,
che asciughi le mie lacrime dal viso.
Forse sarà follia pensarti
di averti mia,
solo perché ti scrivo una poesia,
se lo facessi alimenterei solo la mia fantasia,
essendomi innamorato di te,
vedendoti su di una fotografia.
Ero una sera
col mio pensare
sulla spiaggia quieta
di un grande mare.
Mi destò un bambino
con la sua mano
chiusa e levata
verso il mio pensiero.
Celava una conchiglia
piccola e comune.
Mi disse: - ascolta
c'è dentro il mare.
Se vuoi te la regalo! -
Conservo ancora
quel dono del bambino.
Forse potrò anch'io
un giorno ascoltare
da una conchiglia il mare.
col mio pensare
sulla spiaggia quieta
di un grande mare.
Mi destò un bambino
con la sua mano
chiusa e levata
verso il mio pensiero.
Celava una conchiglia
piccola e comune.
Mi disse: - ascolta
c'è dentro il mare.
Se vuoi te la regalo! -
Conservo ancora
quel dono del bambino.
Forse potrò anch'io
un giorno ascoltare
da una conchiglia il mare.
Fra il montante
e la portiera semiaperta
fila luce il pentagramma
del ragno
dall'alto del leccio,
in questo spiazzo deserto
quasi a impedirmi
di andare.
La solitudine
delle sue ore in attesa
con gli occhi sottovento
alla Bud Spencer
ma adesso: dove si è nascosto?
fa il timido?
Muoiono piantaggini
nei buchi
del vecchio marciapiede
e, qui accanto,
la scarpa di un bambino
sarà il loro placebo,
un pallone volante
oltre un cancello
di periferia.
e la portiera semiaperta
fila luce il pentagramma
del ragno
dall'alto del leccio,
in questo spiazzo deserto
quasi a impedirmi
di andare.
La solitudine
delle sue ore in attesa
con gli occhi sottovento
alla Bud Spencer
ma adesso: dove si è nascosto?
fa il timido?
Muoiono piantaggini
nei buchi
del vecchio marciapiede
e, qui accanto,
la scarpa di un bambino
sarà il loro placebo,
un pallone volante
oltre un cancello
di periferia.

Sugli scogli del passato,
sospeso nel vuoto di quei brevi discorsi,
osservo le onde dei ricordi, dei rimorsi...
Sbiaditi dal tempo inesorabile,
li osservo danzare, seri, muti, senza parlare.
Li penso e li cerco, li vedo e li odio;
la mia mente li accoglie sotto mentite spoglie.
Mi siedo al centro in segno di arresa,
guardo nell'acqua la mia immagine riflessa
e senza alcuna difesa,
la mia anima si fonde tra solitudine e pretesa...
Rapito dall'amarezza d'un ieri ch'è perduto
in piena assenza di ciò che è accaduto
tra volti e voci che non vedo e sento più,
tra scene ed emozioni che non rivivrò mai più.
ed il pino mugo disse
-via di qua
che non sono al tuo gregge-
Che dolore il distacco dagli arcaici deliri
Ed è un pino
ora un sasso
che mi scagliano in veste un passato
quello cieco
coi ventri accesi
le mani quasi stanche ad aderire al tuo
Serpeggiano voci -ora beffe-
sfilano il corpo mani -di lince-
e la greppia d'amanti disciolti ai numeri
è culla d'ossa vissute
strette
specchio a fatiche in odor di zagara
-via di qua
che non sono al tuo gregge-
Che dolore il distacco dagli arcaici deliri
Ed è un pino
ora un sasso
che mi scagliano in veste un passato
quello cieco
coi ventri accesi
le mani quasi stanche ad aderire al tuo
Serpeggiano voci -ora beffe-
sfilano il corpo mani -di lince-
e la greppia d'amanti disciolti ai numeri
è culla d'ossa vissute
strette
specchio a fatiche in odor di zagara
I vent'anni son morsi dati al vento,
sono una lite senza poste in gioco;
Vent'anni e su una mano poggia il mento:
forse un cielo per gli occhi è troppo poco.
I vent'anni son valigie semivuote
e son viaggi che non badano ai grigiori.
I vent'anni sono il rosso delle gote:
assorte in labirinti di ghirigori.
I vent'anni son soltanto una nave
che salpa i porti delle notti incerte.
Ti sia concesso d'aver perso la chiave:
tutte le porte, tanto, sono ancora aperte.
sono una lite senza poste in gioco;
Vent'anni e su una mano poggia il mento:
forse un cielo per gli occhi è troppo poco.
I vent'anni son valigie semivuote
e son viaggi che non badano ai grigiori.
I vent'anni sono il rosso delle gote:
assorte in labirinti di ghirigori.
I vent'anni son soltanto una nave
che salpa i porti delle notti incerte.
Ti sia concesso d'aver perso la chiave:
tutte le porte, tanto, sono ancora aperte.
Questa notte sapresti indicarmi
la via per l’infinito,
dove l’anima vive il tempo di una lacrima,
o di un sorriso.
Tenebre che avvolgete tutto il cosmo,
lasciando risplendere iridescenti stelle,
che come lucciole,
illuminano minuscole porzioni di cielo,
nelle notti buie.
Anima astrale e immortale,
che ai fili dell’ignoto destino sei collegata
e a noi ignari mortali, nulla vuoi insegnare,
lasciando a noi acquisire l’esperienza,
per maturare il nostro cuore terreno.
Da questa vita non porteremo via niente,
solo l’esperienza ci è data da immagazzinare,
per accrescere un cuore che impari ad amare
e nell’anima poi, si vada a riversare.
la via per l’infinito,
dove l’anima vive il tempo di una lacrima,
o di un sorriso.
Tenebre che avvolgete tutto il cosmo,
lasciando risplendere iridescenti stelle,
che come lucciole,
illuminano minuscole porzioni di cielo,
nelle notti buie.
Anima astrale e immortale,
che ai fili dell’ignoto destino sei collegata
e a noi ignari mortali, nulla vuoi insegnare,
lasciando a noi acquisire l’esperienza,
per maturare il nostro cuore terreno.
Da questa vita non porteremo via niente,
solo l’esperienza ci è data da immagazzinare,
per accrescere un cuore che impari ad amare
e nell’anima poi, si vada a riversare.
Nell'amaro dei giorni
sopravvive una certezza
e spicca il volo quel pensiero!
A raggiungere azzurrate strade.
Liberandosi dal buio
che con strisce tali a corde
incatenanti anime al silenzio
ognor governa i paurosi di ogni dove.
Dall'alto, ora tutto è chiaro.
Spazia lo sguardo nell'infinito
e non scorge giacigli
dove possa riposare un Dio.
sopravvive una certezza
e spicca il volo quel pensiero!
A raggiungere azzurrate strade.
Liberandosi dal buio
che con strisce tali a corde
incatenanti anime al silenzio
ognor governa i paurosi di ogni dove.
Dall'alto, ora tutto è chiaro.
Spazia lo sguardo nell'infinito
e non scorge giacigli
dove possa riposare un Dio.
Quante parole e fiato, si sprecano per insultare o per umiliare.
Il linguaggio è nato per lodare e amare, usiamolo correttamente.
Ecco , io vorrei catturare l' intero alfabeto per tramutare la rabbia in calma.
L' odio in amore, l' offesa in gentilezza, non sono l' unica a pensare queste cose.
Tutti noi, dobbiamo impegnarci a lavorare, su noi stessi , sicuramente si vive meglio.
Cari amici, questo è il mio modesto pensiero per usare l' alfabeto in un effetto più bello .
Io ci provo, funziona mi fermo a pensare prima di parlare.

E un giorno volerò via
da una terra insanguinata
dal sapore crudo di morte
baratterò l'ultimo sogno
con piume di luce
lasciando un corpo freddo
e mani di pietra
si apriranno spiragli azzurri
tra le nubi scure all'orizzonte
e nelle fessure illuminate
la carezza di dita sottili di sole,
mi scioglierò in essenza di farfalla
sulle ali eteriche del vento
perdendomi in un divino sorriso
da una terra insanguinata
dal sapore crudo di morte
baratterò l'ultimo sogno
con piume di luce
lasciando un corpo freddo
e mani di pietra
si apriranno spiragli azzurri
tra le nubi scure all'orizzonte
e nelle fessure illuminate
la carezza di dita sottili di sole,
mi scioglierò in essenza di farfalla
sulle ali eteriche del vento
perdendomi in un divino sorriso
Occhi o collo oro situati alti
le zampe ardesia che poi vanno
fino al nero nella gallina
come dire il tardo pomeriggio e
poi la vita,
poi la sera -
poi la sera -
scrivimi di betulle adorate
nel loro colore naturale
quando sono senza più le loro cappe
e senza quelle dei matti
a girare attorno al piolo -
scrivimi, write, love,
dimmi che il mondo è ancora silenzio d'ombra
e la maceria le fasce del granturco.












