e ci sei autunno

fra le purpuree vigne

di braccia al cielo tese

-semi di gioie erranti-




e splenda in te l'oblio

un manto a farti veste

e gioia nel pigiar di te l'immenso ed oltre




e l'otre in me risacca

rosee labbra in chiusa

e voli

e venti

graffi

soffitti di te e di rose




Raccontami la vita di chicchi dolci e austeri

e chetami le onde che fan dell'alma un'alga

-che già son canto in foglia-
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Game over, gioco terminato

finito, passato così come il tempo

del nostro amore.

Se mai ci sia stato un tempo

Il tempo di un nostro possibile amore.

Game over, love over ,

giorni svaniti, sbiaditi,

in una nullità di parole, MAI dette.

Gioco di frasi scontate

La spesa da fare, la cena, il lavoro.

Scene da un video games obsoleto

di una vita vissuta in un tempo sbagliato.

Game over, è tempo di decidere ,

clicca su arresta, seleziona chiudi,

sei offline.

E’ tempo di vivere.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Stretti i rimorsi
l'angoscia colma il vuoto,
profumo di vita
inonda l'inconscio
inconsapevole del pericolo,
vengo in pace,
vengo a voi fratelli,
fuggo dall'amara consolazione
di lasciare una guerra,
di trovare accoglienza.

L'assordante silenzio
nella notte scura,
viaggio nell'ombra
scomoda
d'un angusto pertugio
nascosto a gli occhi
di chi non vuol vedere.
Predico silenzioso
la mia verita',
foglia morta,
debole,
straziato dalla fame,
mi aggrappo alla preghiera
insieme a i miei fratelli,
simili e diversi
ma come me, come te,
come voi
esseri umani.
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Profilo Autore: Lo Verso Manuel  

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Pagliuzze di baci,

aquiloni sul mar del ricordo,

terrazza è il mio petto

di nuvole e dardi,

ala d’un tramonto

che fu grano del respiro,

meridiano d’anima,

sinossi del mattino.

 

Come apostrofo di sale

m’addiziono ai tuoi occhi

in un cieco maestrale d’astri

e stringo questo cielo senza nome,

carezzo un temporale di margherite

in questa assonanza di vento e dolore.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Che palle! La terra gira sempre allo stesso modo

e le stagioni si inseguono senza tregua

Il tempo non mi regala un attimo

e io devo inseguirlo sempre con il fiato corto



Che palle! E tutto grigio e non mi posso tuffate

in un dipinto  e diventare arcobaleno

C’è solo rumore ed io non posso

ascoltare il silenzio della musica



Che palle! Qua è già tutto scritto ed io

non posso attraversare l’infinito

Devo stare tutto il giorno sull’attenti

quando vorrei danzare sulle ali del vento



Non posso bere dalle tue parole

Non posso mangiare dalle tue labbra



Entro in un bagno pubblico e leggo sul muro: “scemo chi legge”

E’ vero, forse sono solo una scema!
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Profilo Autore: Barbara  

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Notte bianca, di terrore disperso tra le vie
Con negli occhi il fumo delle sigarette
Fumate e bevute dall’ultimo demone di turno.
Fra le mani un cencio di parole stanche
E ombre di smorfie alle spalle. Nell’intimo
Di una rondine ferita, tu eri la mia gota
Fiorita da mille dei tuoi baci. E parole
Non dette nel timore di troppo dire,
Soffocavano i nostri stessi pensieri.
Ed erano i tuoi occhi di lutto, blu
Nel mimetico del viso, a incoraggiare
A vivere sul selciato come un galoppo
Di emozioni e lamenti. Se spenti
Fossero quei lumi mi perderei nel pozzo
Della luce dei fanali diafani, a rincorrere
Un ricordo di materia al sapore
Delle labbra tue di rosa. Spine, verdi
E rigide, si conficcano nel cuore
Ogni volta che mi guardi e non parli.
Nell’attimo, in cui un ponte di nubi
Oscurava i nostri stessi cammini, la tua mano
Apparve più bianca e un sapore di miele
Frusciò tra le labbra, puro desiderio.
E io non cantavo più, contavo ancora
Le margherite spente dal lutto della primavera.
Ed era un sospingersi al di là del monte niveo-
Nube in espansione- ad accalorare il viaggio
Verso le ceneri del mare in tempesta.
Sirene dai lunghi capelli avvinghiavano
Le nostre membra e i loro canti
Canti di antichi nomadi.
Nel sogno, correndo sul fil di ferro
Della passione, colpì lo zoccolo duro
Del mio essere animale, e un goccio
Tondo come di vetro scheggiò
Le mie mani arse da febbre. Oltre
Il baratro della finestra un gufo, nero
Scuro nell’intimo, gracchiò una frase scarna
E brividi di gelso fiorirono nella carne.
Sentendo me stesso perdersi tra viole di parto,
Mi attaccai a un violino e ne percossi una corda,
Un sol diesis colpì il mio occhio e l’oscurità della notte
Rapì i miei pensieri.
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Profilo Autore: Gianluca Martalò  

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Vaghi nel nulla
nel tremore della gente
tra i passanti vivi
guardandoti senza esser
rumorosa. Tu, protagonista
di colei che ami
doni serenità a chi condivide 
con te questa quiete che assorbe
l'essenziale della vita
senza mai esporsi tanto
Si copre del necessario
e si ciba di aria pulita
che non inquina, mentre
contempla la natura
dalle sue forme sgargianti
ove si nascondono autentiche risorse
naturali animate dalle belle stagioni
che restano impresse per il loro stupendo
significato, in quelle anime bisognose
di sentir, un soffio leggero
rinfrescato dalla neve
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Profilo Autore: poesie profonde  

Questo autore ha pubblicato 734 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


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Osservo l’assenza del tuo sguardo

smarrito in orizzonti sconosciuti

e ti parlo.

Non smetto di parlarti

cercando di spezzare la corazza

che m’impedisce di giungere a te,

nel tuo mondo

popolato  di vuoto e di mistero.

Vorrei sondarlo tenendoti per mano,

nel tremore del tuo corpo

riuscire a comprenderlo

per donarti giusto conforto.

Escogiterei giusti piaceri

per riaccendere la luce del tuo volto

riportando equilibrio e speranza

perdute  in una vita  non vissuta

sfuggita e insoddisfatta

nell’incanto d’un pensiero

 intrappolato

nel gorgo del letargo.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Ricerco il leggiadro nell'incognito
del presente dal color bipolare,
nero come tenebre dell'inferno
e rosso come la fiamma speranza.

Le voci altrui provo a non udire
nel mio animo perlustro il coraggio
per il cammin dai sentieri anonimi,
un bivio di mete incerte o traguardi.
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Profilo Autore: Vincenzo98  

Questo autore ha pubblicato 49 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Oggi nel cielo c'è una nuvola nuova soffice eterea, tutta rosa.

Un angelo che decora , regala la sua protezione.

Oggi il cielo di amore si è riempito ,
l' azzurro ammira stupito.

Questa nuvola nuova che dona al paesaggio .

Un nuovo messaggio un nuovo inizio.

Nel cielo e nella sua unicità ritroviamo, ammiriamo.

Questo dono speciale ed originale.

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Profilo Autore: Anna  

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Una carezza mi sfiora
e di colpo un ricordo mi invade.

Mi rivedo su una spiaggia
il buio
e le stelle
hanno una luce speciale.

In questa notte di magia
le parole muoiono in gola,
neppure un suono.

Mi appare un angelo...
un fascio di luce avvolge tutto,
una voce chiama...
Sono il custode dei tuoi ricordi.

Non aver paura
vieni...
danza con me
e la tua vita
cambierà.

Sono la tua guida,
sono felice insieme a lui
il tempo mi sfugge.

Appare un orologio,
il vento soffia ,
mi ritrovo nel presente.

L'angelo non c' è più ,
fisso il cielo
ed ora sono felice
i ricordi tornano sereni
quell'angelo mi ha ridato
la serenità.
L'immagine può contenere: nuvola, cielo e spazio all'aperto
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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E poi stringersi,
stringersi un'altra volta
in un giorno lontano,
lontano nel tempo,
quando saremo vecchi,
vecchi e ancora noi.
Riconoscersi
nel suono della propria voce,
più roca e bassa
per via degli anni.
Riconoscersi
in un gesto solo.
Tu coi capelli ancora biondi.
Negli occhi, vivi,
luci di candele
danzanti.
Io, sempre io.
Chissà come saremo,
chissà...
Chissà se queste mani
avranno ancora 
l'audacia di abbracciarsi forte.
O di lasciarsi andare per sempre.
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Profilo Autore: Emanuele Borsati  

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Prima del giro del mondo del sole.
Ancor prima del rumoreggiare
del fulmine che lascia traccia
nel tessuto della notte,
per le vie,
per le linee,
lungo le siepi,
affinché la mia casa sia piena
e possa assaggiare il mio cibo,
io voglio gridarlo
che t’amo.
E voglio gridarlo
sgambettando in avanti.
agitando le gambe,
stando sdraiato,
seduto, appeso ai fiori…
come se fossi matto o un folle
che crede d’aver colorato il cielo.
E voglio gridarlo buttando fuori tutto il fiato
nel correre con il vento
a chi arriva primo a strappare
il profumo dal tuo petto.
E voglio gridarlo cadendo più giù
della pioggia sui tuoi capelli,
lungo il tuo viso scendendo
sul tuo seno…voglio gridarlo
fino nei fondali  e agli abissi
e gridarlo a coralli
e stelle marine
e gridare che oltre
il cielo di sale del mare,
oltre, vi sono altre stelle
che s’infiammano
a cui gridare che t’amo.
E voglio gridarlo che t’amo
alle superficie sbilenche,
alle pareti scolorite,
alle strade fuori squadra,
ai percorsi inclinati,
ai passaggi,
ai varchi pendenti,
io chiedo di valicare
per poterlo gridarlo che t’amo.
Perché voglio gridarlo che t’amo
alle finestre allargate ove filtra il sole;
alle porte spalancate della luna
ai muri non più muri del cielo
ai ponti allungati oltre il margine…
ciò che separa il mio petto dalla tua anima
io chiedo di passare
d’attraversare
per poter
un giorno ancora
e un altro ancora
gridarlo anche a Dio
che t’amo dolce amore mio.
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Profilo Autore: Vincenzo liguori  

Questo autore ha pubblicato 36 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
-Prima di schiantarsi
-Molto prima di prostrarsi
E prima della vertigine -a sfinirsi-
Prima di tutto
  - E prima ancora dell'ultima caduta
 - Nell'assenza di ogni gravità
  Vorrei sperare
  La malizia di non essere reale
 - Con accanita bellezza
  E radiosa giovinezza;
    -Io sola     
Per la mia sorte
-Tifosa incallita 
e forte!
E prima ancora
 - Prima di tutto…
...Un giuramento estenuante:
- Che sia  
-La mia Deità possente!
 Di fascino che non si estingue
-E nella prova decisiva
La mia corsa furente.
- Con preghiera che si scaglia
  In ogni fibra della terra 
-Senza prudenza alcuna
       -Essere sovrana-al timone della vita.   
 
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Profilo Autore: Hera  

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Me piacciono li dorci, so goloso

de fanne ‘na magnata so bramoso.

Ne magnerbbe tanti, a più non posso

contro ‘a depressione c’ho addosso.

Dovunque vada cerco d’assaggià

quelle che sono ‘e specialità.

I bussolai a Venezia,

er panpepato in Umbria,

baci de dama a Biella

ne magno ‘na scodella.

‘A Lombardia briccona

me sforna ‘a brisolona,

Sicula è la cassata

nun l’ho dimenticata.

Poi vengo giù da te

pe prendemme er caffè

c’a Napoli sanno fa,

vojo dimenticà !

‘Nte trovo c’arrimini

sei ova pe ‘mpastà

a base der babà ?

A te lo posso dì

si t’amo devi capì

che devo fare diete

per corpa der diabete.

Pure se io rinuncio

‘o zucchero me piace

 quello che me dai tu

addorcisce morto più.

Sei tu er mio babà

te vojo assaporà.
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Profilo Autore: Bronson  

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