Sopra i rovi della vita
Brillano stille rosse
Sono dolore che non si lava
Rubino sangue.
Ma nonostante le tue ferite
Ci sono nuvole
Che possono guarire.
Cavalcano il cielo dei sogni
E ti portano via.
Trattengono lacrime
E vibrano intense,
Le spinge il vento del nuovo,
Le gonfia, le strappa, le sfilaccia
E come piuma innalza
Il tuo cuore di bambagia
Ti offre possibilità.
Nettare di cielo, t'imbeve
E la terra è così lontana.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Cospargo il mio tempo

di attimi e di momenti




frenesia d'istanti

che nel nulla perdonsi




lasciando traccia lieve

sulla candida neve
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Nei posti dove non arriva la luce,
fa freddo
un freddo interno,
profondo.
Nel buio non si vede
la strada,
solo una distesa informe
senza riferimento alcuno.
La speranza
di uscire
dal nulla assoluto
non é contemplata.
Ristagna l'inerzia
nella rassegnazione
di una condizione falsamente
subita,
non c'é interesse
nel cambiare prospettiva.
Dall'esterno sollecitazioni
a reagire da questa
condizione di chiusura alla vita.
Appelli caduti nel grande pozzo nero,
che assorbe energie e capacità di ragionare.
Bloccando esistenze
votate al disagio 
che nasce dentro loro stessi.
Ritrovare la luce
é un faticoso viaggio
interiore,
che deve essere intrapreso
sforzando la propria volontà assopita
 ad aggrapparsi
ad una mano tesa
da coloro
che hanno la capacità
di far riemergere dalle tenebre.
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Profilo Autore: Michelina  

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Questa notte ho gridato t’amo al cielo,
ed il vento se l’è portato via con se,
allorché son qui che prego,
perché lo porti a te.
Per amore un piccolo piacere gli chiedo
che ti faccia pervenire due piccole parole,
ma dal profondo significato per il mio cuore.
L’amore non ha barriere né confini,
quindi in questo confido
che il messaggio t’arrivi.
Perché lo sai, la lontananza fa molto male,
alimenta la solitudine,
così ti cerco per non soffrire,
tu mio alimento non farmi morire.
Quindi questa notte non lasciarmi gridare ti amo al vento,
torna da me e mi renderai
l’uomo di più felice di questo tempo.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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C'era il capomastro con il vigile
e un signore con la cravatta rossa
e un loden verde vicino a ++++++
per terra morto.
Era disteso a braccia aperte
con la faccia verso l'alto
come un cristo sulla croce.
Dagli ampi gesti che faceva
il capomastro con le mani 
pareva che ++++++
fosse piovuto giù dal cielo
e non dal quinto piano
della palazzina in costruzione.
Mezz'ora dopo un'auto nera
se l'è preso e a passo d'uomo
lo ha portato all'obitorio.
Poi, siccome era mattina
il capomastro con il vigile
e il signore incravattato
hanno fatto colazione
al bar tabacchi lì vicino:
tre cappuccini con la schiuma
tre brioches e un saluto
con un arrivederci in tribunale.
Io di quel giorno mi ricordo
il freddo cane e il cielo
incredibilmente azzurro e terso
con una fastidiosa lampadina dentro.
E il cantiere chiuso e sigillato
che con la brina e il sole
mi pareva un cimitero illuminato.
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Profilo Autore: francesco  

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Prima del sorgere del sole, l’oscurità

a proteggere l’intima assonanza

di baci a perdere. E quel nodo

alla gola che si è sciolto nell’abbraccio,

poi la danza delle mani e bocche

come vulcani al risveglio dopo la quiete.

E la sete che rimane - magnete

dell’attrazione-, vedo le ciocche

viola dei tuoi capelli e il laccio

che mi collega al tuo cuore- snodo

dell’aorta- poi ancora la stanza

che non c’è e… quell’isola che verrà.


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Profilo Autore: mybackpages  

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Piume bianche
sullo specchio di un lago di neve
i sogni piegati come colli flessuosi

piume nere
cadute da un'orgia di nubi
gli incubi come becchi avidi

ed io nel mezzo
tra voli di corvi e danze di cigni
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Profilo Autore: Sabyr  

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Impassibile mi rassegno
all'esodo
determinato dal desiderio,
desiderio di sopravvivere
un giorno ancora
nella terra libera
che mi asseconda malauguratamente.
Spalanca il mare
le fauci d'un pozzo
senza fondo,
l'orizzonte accoglie il mio destino
clandestino nella terra
di nessuno,
ambasciatore di sofferenza
stringo nel cuore
il mio rancore,
aggrappato alla speranza
vivo la vita che mi resta.
Sognatore senza memoria
calpestato
dalla dignita' di chi si indigna
ingiustamente,
giustamente
prendo il largo
con altri cento
disperati assalitori
del diritto a vivere.
Se sopravvivro' vivro'felice.
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Profilo Autore: Lo Verso Manuel  

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Il Poema

Canto il poema dell'amor e dell'essenza caduca.

Dell'essere che nel vagar dell'animo suo

segue il moto degli astri celesti,

a non tradir mai l'infinita forza che tutto muove.




REMINESCENZA.

Guardiano delle stelle

conduci l'anima mia per mano

tra quello che fu e il tempo che sarà.




VISIONI

Venne un caldo torrido

ed esso regalò alle notti

visionarie danze di lucenti astri.

Venne ad ascoltare i lamenti

di statue di ghiaccio che

si sciolsero al sorgere del sole.

Venne a incontrare giovani passioni

e ingenui sogni nel nascere del sentimento.

Bussò alla porta d'un immaginario

amore.

Dormì al canto delle lucciole,

si spense in un solo giorno lasciando

in pegno una scia incantata di ricordi.







SOGNI

“Sognai ancora orchidee nere

racchiuse in anfore d'argento.

Osservai mille altre volte

svanir le tentazioni

che i tuoi occhi suscitarono in me.

Sognai nella solitaria notte,

sognai d'una stirpe d' eroi.

Sognai il nome d'una mano

che scagliò nelle viscere dei vasi

di terracotta i resti di filamentose ragnatele.

Sognai il calore d'una carezza,

sprigionato da parvenze imprigionate in esili burattini.

Nell'etere ricoperto di aghi spezzati

trovai un pozza d' acqua riempita da menzogne.

Vissi un giorno,

perso per sempre in un diario blu.

Vissi e mi persi in un anfiteatro dove

rappresentavano la vita.

Sognai ancora,

in un lungo attimo della pioggia che calpestò

le briciole del tuo cuore.

Sognai luoghi incendiati dal fuoco,

sprigionato da matite impolverate.

Sognai immagini,

inventate dalla tragedia

di maschere dipinte dal sangue,

imbrattate dagli stolti.

Sognai un'irreale esistenza,

dove il tuo amore oscillava

appeso ai rami della speranza”




ASTRI

Tutto si concesse al vuoto andare

del moto degli astri.

Il buio d'una stanza racchiuse i ricordi,

mentre le note d'un assurdo dolore

trafissero quel poco di vita che rimaneva.

Un piccolo fiore visse dentro un sogno,

l'azzurro d'una rosa attraversò il fiume rosso

delle lacrime e si fermò ad ascoltare stralci di poesie.

Se le rocce avessero il colore dei sentimenti

si bagnerebbero di fine pazzia.

Le onde dei mari che mille volte bagnarono i volti

si sciolsero al cospetto di versi perduti per sempre.

Vidi l'acqua d'un ruscello tornare indietro.

Vidi i sassi sorridere alla tristezza che

il tempo disegnò sui cuori.

Vidi pensieri manovrare i nostri fili a piacimento.

Vidi gli occhi gettati in terra come pezzi di carta.

Infinite arcane orchidee dal misterioso senso

volarono nello spirito,

concessero la forza per rompere le statue scolpite dall'ipocrisia,

di chi si divertì a sfregiare i sentimenti,

di chi forgiò con la cera inutili

monumenti all'idiozia quotidiana.







RICORDI

“Quando il velluto che ricoprì

bambole di latta perse il colore,

quando tutto questo rimase solo

un lontano ricordo.

Quando, sepolte negli spenti sguardi delle conchiglie,

ascoltai le lacrime delle lucciole che

dormivano sui fondali della morte,

nell'eterna perdizione dei tuoi occhi,

trovai il coraggio di rincorrere ancora una volta

i giardini delle nostre paure...”




VERITA'

E in essi mi persi nuovamente a cercar la verità dell'essere.

A cercar ragione nuova che l'animo inducesse in migliori

pensieri.

Volsi di nuovo lo sguardo indietro come un uomo

che al contrario va nell'inseguire l'anima sua.







SGUARDI

“Strano,

cosa?

Si perse nel tempo lo sguardo.

Furono ricordi.

Anni trascorsi in un attimo.

In un attimo trascorsero tutti gli anni vissuti.

Passò l'esistenza, visse non sapendo di vivere.

Bussai alle porte dell'universo.

Alcun fato mi rispose.

Una voce poi sussurrò che quello non era il mio posto.

Strano fu il sentimento,

strana la vita.

Fiumi di passioni m'osservarono immobili

senza ch'io mai me ne rendessi conto.

Eppure loro erano li da sempre.

Percorsi strade,

viottoli.

Percorsi il tuo sorriso,

rubai il tuo volto

e nelle vicende mie furono ricordi imbevuti

dalle lacrime tue.

Granelli di sabbia soffiati via dal vento.

Aspettai appoggiato a un muro.

Aspettai cosa, non so.

Aspettai che tornassero a me quegli occhi

di cristallo che amavo tanto”




DIAMANTI

Cuor mio, che alzasti gli occhi sul futuro,

socchiudendoli sul tempo lontano,

cantami la parodia della vita.

Se pur una ne esiste ancora.

Or che gli eroi son morti,

or che conservar il ricordo

più non lenisce le pene.

Vorrei conservar frasi come uno splendente

diamante, ma la consuetudine della

vicinanza sua offuscherebbe l'esistenza stessa.

Cantami allora di ciò che sarà,

dimmi sincero guardiano delle mie stelle

dov'è il giardino delle orchidee nere

ch'io ancor cerco.




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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Se pur mi nascondessi

sulla montagna più alta della terra

o nel più profondo mare

non potrei mai non pensarti

mi raggiungerebbe ovunque

il pensiero di te che sei parte di me

il nostro destino deciso da sempre

Se pur mi trasformassi in statua di sale

disubbideresti anche Dio ... resteresti con me

Impossibile lasciarsi alle spalle

anche in frammento grande come un granello di sabbbia

ciò che tu eri per me perchè eri tutto acnhe di più

Quanto forte ti voglio ….

nelle notti buie quando il silenzio si fa eterno

quando chiamo il tuo nome

non vi è risposta ma sento la tua presenza

Non mi basta, non ancora … non più

Vorrei maledire questa vita che ha rubato l'anima tua

lasciando tra le mie braccia il tuo corpo esanime

ed una miriade di ricordi quanto sono le stelle in cielo

Quante parole rimaste nel vento

nei tuoi ultimi mesi di vita

ci amavamo con gli occhi, con un sorriso

forse avrei poturo fare ancora di più per te

per questo fortissimamente ti vorrei ancora

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Uomo, rispetta la tua donna, la donna degli altri 
e tutte le donne che incontri, perchè da una donna sei nato. 
Una meravigliosa mamma ti ha dato nutrimento 
prima ancora che tu nascessi, spartendo con te il suo cibo. 
Una donna, per un lungo periodo di tempo ha avuto dentro di se 
due cuori e un pezzetto lo ha consegnato a te, affinchè tu lo facessi crescere colmo di gioia e non di odio.
Una donna ti ha dato i suoi amorevoli occhi per permetterti di guardarti intorno e di capire e aiutare chi ha bisogno di te: non fingere di non vedere.
Una donna ti ha disegnato la bocca per farti baciare, ridere, scherzare: non usare le tue labbra per mordere.
Una donna ti ha fornito di mani per farti accarezzare: non adoperarle per colpire.
Una donna ti ha dato i piedi per permetterti di arrivare in cima ai tuoi
ambiziosi progetti: non adoperarli per calpestare.
Una donna ti ha dato le orecchie per farti ascoltare i pianti e le urla di chi ha bisogno del tuo aiuto: non assecondare chi urla e ti impreca contro.
Uomo rispetta la tua donna e accetta i suoi i preziosi regali: perchè se lei non ti avesse dato i suoi occhi, il suo cuore, i suoi piedi, tu non guarderesti, non ameresti, non andresti da nessuna parte e non saresti mai nato...
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Amori consumati contro i muri,
tra l’indifferenza della gente,
versan lacrime
che diventano schiave della mente,...
le catturano con le mani,
per poi gettarle tristemente
in fronte al domani.
Una vita con poco vissuto,
un conflitto mai sconfitto
di tante cose mai dette,
ma soffocate nella grida di dolore,
segreti nascosti per paura
di soffrire per un no
che non vorresti mai sentirti dire,
il nostro amore sta per finire.
Sogni cancellati su di un cielo
che sembra diventare sempre più nero,
un errore infinito
quello di non credere in te stesso
perché sulle labbra resti solo
il sapore del sesso.
Un amore però sa sempre crescere,
anche tra le ansie e il batticuore,
fatto di stupide gelosie
che alimentano scontri,
dove urli un’infinità di bugie.
Ma alla fine incontrerai quell’amore
che ti mette con le spalle al muro
e ti bacerai tra l’indifferenza della gente,
vivendo la tua vita con l’amore
maturato dentro il cuore
e non quello perseverato dalla mente.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Riflessi sul muro di un raggio di sole
Strappa giochi di luce
Nel mattino solitario
Mi ritrovo da sola.
Quasi immersa nel nulla
Di una via senza sbocchi, senza tocchi
A decidere della vita da respirare
Circondata da moltitudini di persone
Affrettate nel passo
Perse dietro ad un suono, io chi sono?
Solo un anima piccola
Ma che ha tanto da dire
Sollevata da un sorriso
Che s'accende come riso.
Vaga il mio sguardo e si riempie di sole
Vaga...
Sa' che ancora c'è amore.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Piccoli semi

Nacondono in loro

Grandi verità
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Profilo Autore: StrayCat  

Questo autore ha pubblicato 63 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Avevo da bambino
un grande amico.
Abitava in un castello
dentro lo specchio 
di un armadio vecchio
con Capitan Uncino
Paperino e Nembo Kid.
Un giorno mi fu detto
da qualcuno per dispetto
che l'amico nello specchio
ero io stesso riflesso.
Di allora ricordo ancora
lo stupore immenso
il dispiacere muto
e l'amico nello specchio
che con me da quel momento
non fu più lo stesso.
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Profilo Autore: francesco  

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