Che mai sarà
questo ottobre di sole.
Colori d'estate
vestono ancora il cielo al mattino.
L'alba d'arancio
tutt'intorno decora,
e il cielo d'incanto par dissipare
ogni piccola nube.
Spennellano netti i contrasti,
in controluce nutrono gli occhi,
e nitido è il giorno al suo risveglio.
Pur al declino
le ombre si colorano di ocra,
la luna, indaffarata e romantica
cosparge coi raggi petali dorati
sulla tiepida e invitante acqua.
Ed il mare ancor silente e calmo,
riaccende limpidi i ricordi.


5 commenti
Il verde che s'affaccia ed entra alla finestra
è solo stanco nido a impietosire ali
Non sa che io lo guardo e penso ad ogni diesis
delle mie note tronche
come le parole
mentre bicarbonato sbianca notti
e doglie a partorire un mai
-dove
come
quando-
M'afferrano arterie nel sedurmi un “si”
cercando il seme -asfalto-
giacendomi serra di talea e abbracci
La tomba del destino non trova in me una cruna
ad infilare rafia cucendo miei segreti
<e che, son io la voglia?>
e d'urto il volo
tace
è solo stanco nido a impietosire ali
Non sa che io lo guardo e penso ad ogni diesis
delle mie note tronche
come le parole
mentre bicarbonato sbianca notti
e doglie a partorire un mai
-dove
come
quando-
M'afferrano arterie nel sedurmi un “si”
cercando il seme -asfalto-
giacendomi serra di talea e abbracci
La tomba del destino non trova in me una cruna
ad infilare rafia cucendo miei segreti
<e che, son io la voglia?>
e d'urto il volo
tace
Un prato di foglie
la mia collina.
Maestrale che sollevi la corrente
per divenire un rivolo
che sazia le sponde
le sue infinite orchestre
le sue linfe
sotto una luna curiosa
che ha il sentore della bruma
che ha il sentore della bruma
e sugella baci nel cortile .
Emozione muta
rimescoli l' Estate
e alla sera
con uno scialle
la ricopri.
la ricopri.
Sembra solo ieri
quando sei nata nei miei pensieri
e t’immaginavo com’eri....
Sapevo che t’avrei incontrata
mia amante sconosciuta
e che per il resto della vita
con me saresti restata.
Io ci credo sai
che con me per sempre resterai,
perché io ti amo
e la nostra storia insieme sarà vissuta.
Cosa chieder di più potrei
che da quando tu ci sei
riempi d’amore tutti i giorni miei,
perché insieme,
io ti amo e tu mi amerai.
Insieme questa nostra storia infinita,
per il resto della nostra vita.
quando sei nata nei miei pensieri
e t’immaginavo com’eri....
Sapevo che t’avrei incontrata
mia amante sconosciuta
e che per il resto della vita
con me saresti restata.
Io ci credo sai
che con me per sempre resterai,
perché io ti amo
e la nostra storia insieme sarà vissuta.
Cosa chieder di più potrei
che da quando tu ci sei
riempi d’amore tutti i giorni miei,
perché insieme,
io ti amo e tu mi amerai.
Insieme questa nostra storia infinita,
per il resto della nostra vita.
Nel nostro moto ingenuo,
La nostra pura e drammatica vitalità
Che ci salva!
-Che si oppone alla cattiveria dell’età
al lontano dei nostri vent’anni
- alla radice stessa dell’amore.
Siamo ora:
-Paradiso tremulo delle nostri carni
D’esempio sacro al cuore
Siamo Amore
-Che estrapola l’istinto
E ci restituisce d’astuzia
Al nostro ingegno.
Al nostro ingegno.
-Legati noi,
-Mescolati noi;
Sognanti e sognati
-Da te e da me.
Presenti e implacabili
Presenti e implacabili
Come i pensieri delle fiabe
Siamo...
Eroe e principessa!
Eroe e principessa!
-Ora -
Che si è aperto il varco
Che si è aperto il varco
- Fammi stare faccia a faccia
Con le tua voce che parla
-Che mi prende tutti i pori...
- Tutta l’area del mio spirito.
-Ora -
Che s’apre il varco
Che s’apre il varco
-Entrami - d’amore-
Per tutte le notti...
-AMORE!

Per tutte le notti...
-AMORE!

Foglie secche accartocciate
Sotto i passi si frantumando
Come nostalgie,
Mille pezzi volan via,
E rimane un vuoto intorno,
Manchi tu..
A questo giorno pieno
Di certezze ormai svuotate,
Di presenze già remote.
Manchi alle mie mani in tasca
Prive del tuo calore,
Che come fuoco spento,
È cenere e dolore.
Il mio sole si è nascosto
Sotto foschia densa,
Sotto spasmi e malinconie.
Un autunno fuori e dentro al petto
Dove non vi è colore.
Né rossi risalti amari
Né oro e ocra come broccato,
Solo teli e veli scuri
Cingeranno il mio capo chino,
Sotto il peso del tuo destino.
Nel mio mondo muto
La tua voce ora è grido.
Sotto i passi si frantumando
Come nostalgie,
Mille pezzi volan via,
E rimane un vuoto intorno,
Manchi tu..
A questo giorno pieno
Di certezze ormai svuotate,
Di presenze già remote.
Manchi alle mie mani in tasca
Prive del tuo calore,
Che come fuoco spento,
È cenere e dolore.
Il mio sole si è nascosto
Sotto foschia densa,
Sotto spasmi e malinconie.
Un autunno fuori e dentro al petto
Dove non vi è colore.
Né rossi risalti amari
Né oro e ocra come broccato,
Solo teli e veli scuri
Cingeranno il mio capo chino,
Sotto il peso del tuo destino.
Nel mio mondo muto
La tua voce ora è grido.
Del mercato io sono super
oserei quasi galattico, ma lo riservo,
giungendo, per mega direttore.
Parto scaffalista
ma di breve passo e col mio acume
straccio i livelli e sono già quasi scafista,
di comoda barca in uso; esisterà nesso
tra prodotto sbarcato e 'l mio guadagno
o tutto del comodo dante causa si tratta?
Dipendente tenace, mi paga ...
solo il padrone conosco, il prossimo
un cliente di un passato già trascorso
e la coscienza ho nascosto
lo riconosco, ma mille dopo me son pronti,
anche al peggio decisi, ne sono sicuro;
l'anima mia scuso del lavaggio
che le abbisogna per lasciarmi, sì senza gusto
ma della notte almeno il senso.
E impunito continuo a marcare
biechi spunti e sotterfugi ingannevoli, solo
per tenere ben stretto quel posto ... credo,
ché oggigiorno ben si sa, mi valga
ben oltre la differenza del tuo prezzo convinto
... da quello effettivo
e anche del tuo, tuo, tuo, tuo ... e del tuo.
Tornano
all'imbrunir del giorno
a brevi intervalli
come gregge sparso
torna all'ovile
al porto le barche.
Tornano
spinte dalla tepida mano
del vento e dai remi
che rompono l'acqua
senza fare rumore
e tutto ha il colore
che il sole sa dare
a quest'ora alle cose.
Da riva qualcuno
le chiama per nome.
C'è una donna sul molo
col bimbo che aspetta
che pare quasi un dipinto.
Intorno c'è il quieto
brusio che conviene.
Tra poco col buio
sarà tutto fermo.
Anche l'acqua del mare.
all'imbrunir del giorno
a brevi intervalli
come gregge sparso
torna all'ovile
al porto le barche.
Tornano
spinte dalla tepida mano
del vento e dai remi
che rompono l'acqua
senza fare rumore
e tutto ha il colore
che il sole sa dare
a quest'ora alle cose.
Da riva qualcuno
le chiama per nome.
C'è una donna sul molo
col bimbo che aspetta
che pare quasi un dipinto.
Intorno c'è il quieto
brusio che conviene.
Tra poco col buio
sarà tutto fermo.
Anche l'acqua del mare.
Quel profumo
a me molto caro,
mi avvolge,
mi coccola.
Emozioni
e sensazioni
che non
dimentico.
dimentico.
Quell'odore
di salsedine
un vortice
arriva a me.
Le parole si
disperdono
nell'aria
restano in attesa.
restano in attesa.
Il silenzio racconta
ricordi
ancora vivi
ancora vivi
e presenti.
I tramonto é vicino,
la spiaggia arricchita
dalla musica
di una chitarra.
di una chitarra.
Anche lei è li a ripensare
al passato
con un sorriso
che riempie l'anima.
Voglio giocare con te
anche se non ti conosco
e non so chi sei.
Voglio averti e tenerti per mano
in imperfetti momenti qualsiasi
nel mezzo del tutto,
fino a far sciamare completamente
lo stupore di tutti,
sparendo nel nulla e lasciandoti sola.
Ricomparirei di notte
ed usando il silenzio come musica
canterei di te, di noi
e dell'amore che non c'è
alla quarta parte della Luna,
che subdola sbadiglierebbe ai miei discorsi,
mentre inizierebbe a tramare contro di me.
E se alla fine ti concedessi a me,
io rifiuterei.
Che me ne faccio di una musa
che posso raggiungere così facilmente?
Nei giorni
dove la pioggia non cede
nei limiti di logiche
di future visioni
si implorano spazi
nei confini di noi
ora dove le lacrime
non hanno colore
Cadono foglie di Ottobre
tra oro e clamori
il tuo sogno
di un tempo disperso
era l'incanto di raggi nel viola !
dove la pioggia non cede
nei limiti di logiche
di future visioni
si implorano spazi
nei confini di noi
ora dove le lacrime
non hanno colore
Cadono foglie di Ottobre
tra oro e clamori
il tuo sogno
di un tempo disperso
era l'incanto di raggi nel viola !

Tutto rientra
come MonotoNoia
- schema preincollato al fato -
finché avremo piedi
poggiati sulla Terra
Solo dopo, lo scontato apparirà
come il Miracolo dei miracoli
Per stasera mi uccido
replicando
nei giorni a venire
- VoglioRiempirmiGliOcchiDiQ
Son qui
nel suono silente
d'una tromba
tonante,
straziato dal sonno
forzato
si amplificano i ricordi,
una promessa
ai miei figli
valorizza ogni
sogno
giustificando le mie
sofferenze.
Rimangono
le cicatrici
segnate dalla fatica,
rivendicano cio' che ero
per migliorare quel che saro',
non ho pregiudizio
alcuno,
son disposto
a d'ogni cosa,
vivido in me
l'affetto dei miei cari
che accompagnano
il mio arrivo a voi.
E' ormai giorno,
caldo il sole
mitiga il tremore
d'una sera
gelida,
non ho coraggio
a rimurginare,
in cento anime
partimmo dalle coste
insanguinate della nostra
terra, povera,
dodici sopravvissuti
piangeranno oggi
nella vostra
terra, ricca,
i nostri fratelli
caduti in mare.
nel suono silente
d'una tromba
tonante,
straziato dal sonno
forzato
si amplificano i ricordi,
una promessa
ai miei figli
valorizza ogni
sogno
giustificando le mie
sofferenze.
Rimangono
le cicatrici
segnate dalla fatica,
rivendicano cio' che ero
per migliorare quel che saro',
non ho pregiudizio
alcuno,
son disposto
a d'ogni cosa,
vivido in me
l'affetto dei miei cari
che accompagnano
il mio arrivo a voi.
E' ormai giorno,
caldo il sole
mitiga il tremore
d'una sera
gelida,
non ho coraggio
a rimurginare,
in cento anime
partimmo dalle coste
insanguinate della nostra
terra, povera,
dodici sopravvissuti
piangeranno oggi
nella vostra
terra, ricca,
i nostri fratelli
caduti in mare.
Nella campagna echi di martello pneumatico
polifonia di gazze e fruscio di ulivi
il rullio sulla statale 16 con rotaia:
Sia ben chiaro non vedo alcun motivo
per preferire la degustazione di un bicchiere di vino
ad un cimitero restaurato per giapponesi
C’è della morbosità nel muovere le ciglia
e succhiare bellezza dalle cose inarrivabili
Qual è il nome della Muraglia e chi ha disegnato l’ira di Achille
nella scritta contro il governo?
Ci sono zone oscure ai cinesi sulle panchine di piazza Umberto?
Come è fatta la curiosità di due occhi a mandorla?
Il fiore sul canale non ha risposte
solo che si vede guardato come una vecchia sgualdrina fuori posto
qualcosa da togliere di mezzo
non bastasse la pioggia, il calpestio, il rumore delle scarpe, la motosega
perché prendersela con una piantina che non è primula
né rosa né acuta d’ingegno da poter stare in alto tra le orchi-dee?
Quanto vale il giallo di un nano trifoglio per essere disprezzato dal turista germanico?
-Lo stesso della Gioconda, pensa il sottoscritto per spirito di vendetta
che trapassa l’incomprensione, la superbia, il potere dei soldi-
Una nave lancia una risposta esagerata per un piccolo porto nell'Adriatico
o forse esagerato è il gelso ad accogliere con pazienza
una passeggiata di bruchi sui rami secchi
Si pranza, è l’ora di tornare
-Si riempia la pancia, si svuoti di signore che impastano orecchiette
L’ailanto ride, millanta:
Qui spezie occidentali a voi, zenzero e pepe, la parola!
Servirà a dire "bellissima" e a fare il selfie, una blatta che corre da una ruga all’altra di Bari vecchia
polifonia di gazze e fruscio di ulivi
il rullio sulla statale 16 con rotaia:
Sia ben chiaro non vedo alcun motivo
per preferire la degustazione di un bicchiere di vino
ad un cimitero restaurato per giapponesi
C’è della morbosità nel muovere le ciglia
e succhiare bellezza dalle cose inarrivabili
Qual è il nome della Muraglia e chi ha disegnato l’ira di Achille
nella scritta contro il governo?
Ci sono zone oscure ai cinesi sulle panchine di piazza Umberto?
Come è fatta la curiosità di due occhi a mandorla?
Il fiore sul canale non ha risposte
solo che si vede guardato come una vecchia sgualdrina fuori posto
qualcosa da togliere di mezzo
non bastasse la pioggia, il calpestio, il rumore delle scarpe, la motosega
perché prendersela con una piantina che non è primula
né rosa né acuta d’ingegno da poter stare in alto tra le orchi-dee?
Quanto vale il giallo di un nano trifoglio per essere disprezzato dal turista germanico?
-Lo stesso della Gioconda, pensa il sottoscritto per spirito di vendetta
che trapassa l’incomprensione, la superbia, il potere dei soldi-
Una nave lancia una risposta esagerata per un piccolo porto nell'Adriatico
o forse esagerato è il gelso ad accogliere con pazienza
una passeggiata di bruchi sui rami secchi
Si pranza, è l’ora di tornare
-Si riempia la pancia, si svuoti di signore che impastano orecchiette
L’ailanto ride, millanta:
Qui spezie occidentali a voi, zenzero e pepe, la parola!
Servirà a dire "bellissima" e a fare il selfie, una blatta che corre da una ruga all’altra di Bari vecchia
Nostalgia di una stagione
abiti il cuore .
Un vuoto strano qui
eppure conto le stelle
due passi e più nulla ,
silenzio attorno .
Rapita mi sento
nel ricordo del grano.
Ombrose le foglie d'acero
animano il mio cammino
e umida di rugiada
la notte distende .











