Sapessi quanto m’addolora

doverti lasciare qui da sola,

in questo mondo

che non ha più radici

e con questo sole

che cancella i tuoi ricordi.

Ho comprato dieci rose rosse,

di quelle artificiali, di quelle

che il tempo non trascolora,

e le ho messe lì in quel vaso,

nell’angolo della stanza

dove per anni ci siamo consolati.

Quando non sarò più niente

per i tuoi stanchi occhi,

il silenzio si sarà addensato

attorno alle mie orme

e il distacco si sarà consumato,

osservale intensamente

e ti parrà inciso, in quei petali,

il mio nome.
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Profilo Autore: Luigi  

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4241859 Golden statuetta di giustizia dea Themis o Nemesi con scale e la spada Archivio Fotografico
Rivestirò per te

colonne

 nel tempio di Poseidone,

Atlantide sarà del pensiero

 eterna dimora.

Uniremo le nostre anime

tra effluvi di conoscenza,

malachite e azzurrite

scacceranno negatività.

Testimonianze d’una perenne fusione

nella profezia del desiderio

riporteranno in superficie

reconditi pensieri,

liberandoci dalla schiavitù delle illusioni

armonizzando la nostra vita

nel sigillo dell’amore e del rispetto.

Abbatteremo dileggio e ipocrisie

esclusivo privilegio degli stolti,

seppellendoli nella cortina dell’indifferenza,

il deserto di Gizha ammanterà cumuli d’idiozie.

Per tutto ciò sarò Nemesi e Sfinge.

Abbracceremo incognite dell’oggi

avvolgendole in dorate foglie d’umiltà 

nella certezza del domani.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Un po’ la segui

poi la precedi

la brezza irrazionale

folgore al viso che s’incurva

tenera taglia il mondo

da un cordolo di assenza

e clorofilla -natura adottami

in folte macchie e orme di trifogli.



Non sento gelo né paure

un solo punto- varco

iridescente chiama

mi ravviva

notturno spegnimento

dove smottare il nero-

tempesta

e mancamenti

come sa fare un albero

una radice

un’ala che si asciuga e canta.


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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Comu è beddu a stu mumentu

Stu pizzuddu.

Ancora i petri sunnu chiddi

Ca li greci si tiraru di picciriddi.

Stu cantari lamintusu di lu ciumi,

mentri u suli u talia quasi incazzusu:

chi ti lamanti ca tia mancu t’abbruciu!

St’anticchia d’acqua ca mi pigghiu

pi l’arsura, attriplicata ti la rennu.

Chi curpa nagghiu io, se ogni vota

ntò to passaggiu, corcadunu

ci va mittennu impigghi.

Accussì ogni ghiornu ti fai

sempri chiù nicuzzu. E mi dispiaci.

Tu diccillu a sta criatura ca

di sti biddizzi si va inghiennu

l’occhi: tanti frati tui già mureru,

e prestu mori tu, ma appuoi

tocca ai frati sui e a idda puru.




Che ti lamenti tu del mio calore, che nemmeno ti brucia? Questa poca acqua che mi prendo per l'arsura, poi te la rendo triplicata con le pioggie. Che colpa ne ho io se nel tuo passaggio ogni volta qualcuno ci mette ostacoli. Così tu diventi sempre più piccolino. Tanti tuoi fratelli per questo motivo sono morti e presto morirai anche tu. Però diglielo a questa creatura che si sta godendo il panorama. Che presto toccherà ai suoi fratelli e pure a lei.


























































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Profilo Autore: Ibla  

Questo autore ha pubblicato 183 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Raccontami una storia
che parla d'amore,
ti prego.
Raccontami di mamme 
che baciano il capo ai figli.
Raccontami di figli 
che carezzando mamme invecchiate.
Oppure di uomini 
che stringono al petto
le loro donne.
Raccontami storie di buoni sentimenti.
Di gente che rispetta
anche chi non conosce.
Parlami di un futuro
per tutti migliore.
Dimmi che tutto tornerà semplice,
che la tecnologia 
non stravolga piú la nostra vita,  
distraendoci e
si torni al piacere
di parlarsi 
guardandosi negli occhi.

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Profilo Autore: Michelina  

Questo autore ha pubblicato 209 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vili pensieri tu scrivesti sopra un foglio bianco,
asservendoti d'una penna usata
sol per scrivere i tuoi sogni e desideri.
Malevoli eran le tue parole intrise d'odio,
invocavan vendetta per un tradimento
d'un pover amor vissuto,
consumato da lei in tutta fretta.
Pien di fuoco apparivan i tuoi occhi,
cercavan di dar sfogo all’ira funesta.
Un’arma, la tua mano brandiva al cielo
che, all’improvviso, era divenuto nero.
Brillava d'un luccichio la lama d'un freddo coltello
che, di rosso sangue, a divenir s’apprestava.
Un pianto di morte accolse la giovane amante,
non ancor donna e non più bambina,
ma sol ragazzina.
Parole farneticanti scrisse la tua mano
che aveva perso il suo ardore
e, tremula, scriveva di dolore,
mentre tu, come un pazzo,
guardavi impallidir gradatamente
il corpo del tuo giovane amore
e vestirsi del colore della luna. 
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Sei come la frangia dei miei stivali.

Parole e wurstel di pollo grigliati all'obitorio.

Sei come il barattolo di grasso,

unto della lingua di bue.

Sei come sei

senza l'elastico dei boxer malati di rabbia.

Usi la tua colt

con pallottole mie,

spari spiedini alle feste dei boy scout.

Mezzogiorno col fuoco delle trattorie,

chianina al sangue.

Sei come sei

quando ti muovi nel seguirmi.

Oggi non ti vedo più,

come ieri

come mai

come un carro disarmato trainato da cinghie usate.

Sei pezza straccia

nel fondo della borraccia.

Chips and chops

alla fermata del jet.

Un pieno di cherosene

mentre fumi il tuo labbro

mentre batti come un fabbro.

Sei come sei

nell'incudine di marsh mellow.

Sei come Clark Gable

senza vento.

Via da me

rimani solo con te.

Sei come la frangia dei miei stivali

prendi pezzi di pelle insieme ai tuoi finti compari.

Sei come sei.

Io sono come sono,

sopra di te

a una spanna dal cielo

sopra la tua faccia di marcio melo.

"Sono un ribelle dentro e sempre lo sarò,
cammino solo nelle valli,
parlo ai morti,
gioco con i vivi.
Sono quello che sono ribelle sotto la pelle"
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

Questo autore ha pubblicato 202 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Adesso lascio
le margherite al prato.
Il dilemma svelato
profuma di muschio
bagnato e nascosto.
Non tollero più
lingue strappate
tubolosi spogliati
gialli indecenti
peduncoli buttati.
Amo il blu dei Bluebells
con i rossi del bosco.

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Profilo Autore: francesco  

Questo autore ha pubblicato 148 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Morde la paura
il senno spezzato,
perduta e' ormai
la ragione,
trascorrono giorni
eterni
come vite maledette
nel putrido
fetore dei miei resti.
Sono uomo
divenuto bestia
nell'intima
vergogna violata,
nell'eccesso
di speranza
noi cento
periremo
vittime di un Dio minore,
colpevoli viaggiatori
senza nome, senza volto.
Piangono i disperati
assediati dal panico,
le lacrime
gonfiamo il mare
si sgretola
lentamente la bagnarola
destinata all'abisso
scuro,
il silenzio assordante,
le luci
nel riflesso delle stelle,
voci, motori e uomini
come noi.
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Profilo Autore: Lo Verso Manuel  

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Sfoglio foglie
tramontate,
nel letargo intirizzite.
Nude,
 nel traguardo dirompente
  del pigmento rosseggiante.
  E’ una vaga insensatezza,
   quasi una lentezza malaticcia
che le moltiplica per mille,
poi le getta.
Si prostrano …
non è un inchino
   sulla terra calva e già in declino;
 le sfoglio,
 foglie sfumate
come chi ha perso tutto,
   anche le verità tanto sognate.
 Le Sfoglio,
 foglie d’amaranto,
 e in giro i loro grigi e i loro neri
 senza sforzo, creano incanto,
fino alla solitudine e i suoi umori,
fino ad accasciarsi tra i tremori.
  Fino allo sbadiglio delle nuvole
a disciogliersi...
a disseccarsi!

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Profilo Autore: Hera  

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Nella nebbiosa coltre di fumo

intravidi un volto di ragazzo

alterato e allucinato  che danzava.

Danzava, cantava e sghignazzava

brandendo qualcosa che baluginava.

Osservai incuriosito e spaventato

quel giovane saltellante e quell’arma

che sempre più al mio volto s’avvicinava.

Mi chiesi cosa ci facessi in quel luogo.

Compresi che il destino m’aveva preso per mano

Affinché la porgessi a quel giovane strano.

Mi ripresi in un baleno e

in quel trambusto lo osservai serio.

Afferrai la sua mano e l’avvicinai al cuore.

“Se hai coraggio prendi pure il mio

ma… Qua dentro c’è tanto amore

potrei versarne un poco nel tuo

sarebbe sprecato infierire cotanto dolore.”

Avvenne qualcosa d’inaspettato:

gettò l’arma e singhiozzando m’ abbracciò.

Da quel giorno il ragazzo mai più fumò.

Quella roba stava rovinando il suo destino

pietosa era  giunta la mano del Divino.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Immersa in un vociare di suoni
Voci...
Sollevata da piccole parole
Vivo..
In un mondo affollato e perso,
Perso in gesti senza cuore
Frenetico andante, senza amare.
Falsi poveri, venditori di sogni
Alla Corte del sultano,
Ladri e furfanti fatevi avanti.
In cerca, ma non convinti 
Di saper dove andare.
Sono strane le vostre gesta.
Baraccone di commercianti
Sotto falso nome.
Formiche prodighe
Ma senza costrutto, vendo tutto
I miei averi..
Voglio solo tornare a ieri.
Dove l'anima era pura
Sotto un cielo che scolora.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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E t'amo

Nel ruscello dall'acque chete

nei sorrisi d'ore liete.

T'amo nelle labbra stese al vento

che d'amor ancor sento.

Lascia le tue orme stese

abbracciami nelle frolle distese.

Oh amor che alla luce brilli

e fiera il riflesso mostri...

Oh... ohhhhhh!

Lascia quell'ascia che brandi tosta

non vorrai mica tranciarmi a bella posta.

Io scherzavo, no che fai...

la mano mi serve no dai.

Ahhhhhhhhhhhhh!

T'amai con una man sola

che l'altra in terra or vola

ma t'amai come non mai.

No ti prego sii pietosa

su dai l'attrezzo in terra posa.

Noooooo, l'altra mano nooooooo!

Ahhhhhhhhhhhhhhh!

T'amai monco

ma t'amai con tutto il tronco.

No per favore abbi pietà

lasciami stare quel piede là.

Ahhhhhhhhhhhhh!

T'amai senza pria arto destro, poi sinistro e monco.

T'amai tosto uomo tronco e senza piede

ma t'amai come un uomo che in terra siede.

No, no cosa fai amore mio

lascia il piede destro

non posso camminar così maldestro.

Ahhhhhhhhhhhhhh!

Monco, tronco e dei piedi amputato

t'amai in cor immacolato.

Ti prego ora,

non ho più scampo

no, non tirar giù la cerniera lampo,

noooooooooooooo!

Ahhhhhhhhhhhhh!

T'amai monco, tronco e amputato,

e pur di colpo evirato.

“Mo dimme amor mio ora co che cazzo te amo?”
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Fu il tappeto rialzato

nel foyer del teatro

a farci cadere.

Restammo scomposti

per qualche secondo

e fu lì che rividi quel lampo

che avevi negli occhi

quando ragazzi cademmo

tra il mare e la sabbia

braccati dalle  teste di morto.

Ma dove non mi sovvenne.

Fosti tu a sussurrarmi

un poco prima che i cigni

del lago prendessero il volo:

- a Forte dei Marmi... -

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Profilo Autore: francesco  

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Per lunghe ore seguo
ghirigori degli occhi
fluidi pensanti
girano pagine, vagheggiano
di mappe antiche e nuove.
Sovviene lo scorrere di un treno
il bel fischio sull’erba.

Dov’è che andate
mentre sembrate a parlottare
ognuno questa lingua?

Prima che si voltassero
l’ho visto
avido e tenero il cipiglio
su porte audaci
“vorrei provare a dire e a fare
a sciogliermi dall’ordine”.

E poi, anche le foglie
avvolte al vento
fuori dai dedali a conoscere
l’altra metà del viaggio.


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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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