on vidi ca da cuntentezza rilucia puru a via!
Puru u chiaru e luna e supa i ceramidi
cu chida fhaccia tunda e l'occhji randi
scinda ogni sira 'ntra li vinedi
e queta queta annaca tutti i fatticedi .
A fhiumara e sutta i mura 'ndava nostalgia
si ricorda puru ida
chida cumpagnia e vesti culurati chi scindianu i senteri
cu a sporta chjina e panni supa a testa.
Si porrissaru parrara chidi petri!
Fhimmana d'ajieri
eri u profumu e ogni cocipana
chida addura e pumadoro chi gugghjìa
chida tavula acconzata
ca ogni Dominica paria na festa cumandata.
Eri nà poesia!
Oja ai i labbra russi e i tacchi ati
aricchji e mani ' ndorati
sempa beda e chjina e allegria
u dissa puru u Papa ca supa a terra senza e tia
on c'è armonia .
Pe fortuna i tempi cangiaru
ma tu on cangiasti u dira toi
duna senza u pretendi
pecchì si fhimmana chi senti ,
capisci e cumprendi ,
sini casa recojia , accogghji e voi bena,
sini Fhimmana e sempa 'on sulo e ojia e d'ajieri.
Ma è cosa ca ancora amu cumbatti
pecchi 'ndavva 'ntro mundo pregiudizi
e omani chi azanu li mani ,
chi penzanu ca tu 'on bali nenta
on capisciru ca tu sini aria frisca
e senza e tia
on fhiuffa nenta!
Sotto la luna stanca,
E pervade solo il mormorio
Di una voce bianca.
Gondole navigano sul mare scuro
Incapaci di portare alla meta.
Solo maschere a celare la vita.
Mali e strani dolori minano
I fianchi indifesi,
Sotto scoppi di fuochi accesi.
Come un anno che lento finisce
Anche l'anima senza amore regredisce.
Note plumbee sull'acqua
Che canta leggera
Sa di clamori antichi e
Inutili rose tea.
Avvolta dal colore, il suo mantello è un mosaico
dischiuso all’oro e il suo bacio sa di passione,
ci saranno giorni felici e altri meno, magari
sfiorirà il suo seno e le rughe saranno come lune
dipinte sul volto. Pittura e poesia sono icone,
donne affacciate alla finestra, forse comari
del bello, ma in questo budello di stazione
il treno è arrivato, il mondo ora è più amico.
Questo cielo stellato è una frazione dell’immenso,
è dove lo sguardo può spingersi e il suono
immergersi, ma se l’indirizzo di Dio è sconosciuto
dove finiranno le preghiere? Ci fermeremo prima:
il tempo proseguirà, non fa soste e non trema
dinanzi alle nostre minacce. L’uomo che ha tradito
è pentito, la sua donna è fuggita con un nano
del secolo scorso a dispetto del suo dissenso.
Le associazioni della mente sono infinite, è questa
la libertà, creare e distruggere nel nome del nulla
a ritroso tra la fine e la culla, è andare sul rogo
per un nome sbagliato, un refuso sfuggito
al pennello o alla penna. Se senti un ruggito
è del coniglio, il leone invece veste da mago
e ha movenze d’anguilla. La vedi la folla
in lontananza? Ancora tace in questa foresta.

Che strano! E’ passato!
C’è il sole, la gioia, un sorriso, la vita!
Sono l’uomo, son forte, ma piango e mi chiudo,
soffro e sto zitto, penso e dispero!
Le nubi, la pioggia, la noia, il dolore!
C’è lei nel cuore! Mi guarda, si accorge,
c’è lei che mi aiuta! Mi alza, mi vuole,
mi stringe e sorride, suvvia cos’hai?
Niente le dico, ormai è passato! Ritorno alla vita.
Ma allora, non è l’uomo quello più forte!
E’ la donna e il suo amore? Dio mio che dico!
E’ lei il sostegno, la gioia infinita?
Cos’è una macchina senza motore?
Cos’è un albero senza radici?
L’uomo è forza, lavoro e denaro!
La donna è amore, conforto e dà figli!
Questa è famiglia! Forza, lavoro e denaro,
amore, conforto, gioia e figli!
Nessuno è più forte! Né uomo, né donna,
ma insieme per sempre, loro fanno famiglia.

Anche se non mi piace, non odio chi alza la voce per imporsi.
Amo chi mi parla a voce bassa.
Amo chi mi sussurra dolcemente: "ti amo..."
Amo chi mi sorride e mi parla con gli occhi.
Amo chi mi colma d'amore, fino a farmi dire: "basta!"
Amo chi mi mordicchia e non mi addenta.
Amo chi mi scuote senza farmi male.
Amo chi mi spinge senza farmi cadere.
Amo chi mi fa piangere quando mi emoziona.
Amo chi mi ama e non mi dice mai: "ancora?"
Amo chi mi possiede, ma non mi soffoca.
Amo chi mi spoglia, ma poi mi riscalda.
Cosa posso farci?
Io non so odiare:
io amo...

Parole colme di fede e speranza,

Beate voi donne, che li sfoggiate per camminare e per lasciare un' impronta di seduzione.
Quello a spillo, a stiletto o anche il tacco a rocchetto passeggiate con un andamento perfetto.
I vostri piedi in tutta la loro eleganza, rendono le vostre gambe affusolate e non passano inosservate.
Io indosso scarpe comode, non amo uno stile appariscente , mi piace di più distinguermi per la mia simpatia e follia.
I tacchi sono il simbolo, della femminilità rendono gli abiti importanti.
Completano la classe, il garbo che non ti puoi inventare, ogni donna ama intrigare.
Arricchiamo la nostra personalità, ma l' accessorio più bello è il sorriso , che splende su ogni viso.
Un volto sorridente, è la miglior arma in ogni occasione e situazione.
con qualche gadget inutile dal sexy shop
per far ridere maliziosamente quelle 4 diciottenni
inutili
sarebbe stato meglio prendere in anticipo la patente
ed evitare la scommessa con Ale
che se uno di noi avesse perso
che se uno di noi quella sera si beccava il palo
quel sabato
ci saremmo tuffati nel bidone pieno d'immondizia
non era goliardia
era disperazione da scoppio
erano gli 1 in matematica
erano i pianti trattenuti da anni
era il sussidiario dei baustelle in purezza
prima d'ascoltarli
era il pianto in pubblico rivolto
a tutti i perdenti derisi e spaventati dell'umanità
era la resa dell'eroe
prima di Watchmen, prima del Cavaliere Oscuro
che urla singhiozzante e sputando sangue
NON SEGUITEMI
VI SCONGIURO
TORNATE INDIETRO!!!
ero così mentre scendevo dalla piazza delirante
a ogni metro vomitavo una metafora
che ci avrebbe accompagnati in eterno
manichini vestiti da principesse
che ci innamorano tanto quanto
è il prezzo di ciò che le vestiamo
ero così
quando mi calai nel bidone
e gettai quel fermaglietto per capelli verde
che dovevo regalarle
tra le buste sparse sotto di me
di fianco in cerchia
i miei amici di una vita
in un silenzio talmente surreale
da ricreare un quadro
di qualche rito sacrificale pagano
rimasi lì qualche minuto
a fissare le stelle
che non brillarono, lo giuro
mai così tanto
mai così tanto cambiò la vita dei presenti
come quella scena
finché Kain incazzato
mi tirò fuori di lì di peso
forza, sentivo in mente, giusto una ripulita
forza, asciuga quest'ultima vecchia lacrima piccolo mio
e cambiamo il mondo

D’energia senza nome
occulta potenza d’amore
sfavillò in iridi accesi.
Fremette pensiero.
Su spoglie rive aleggiarono sospiri
rivestendo brividi intensi
tra sussurri estasiati e baci salati.
Compresi il vuoto della vita senza te
amor mio.
Ti cercai nella riva dei ricordi,
urlai il tuo nome,
tornasti per farmi compagnia.
Sorridemmo alle stelle
abbracciandoci come naufraghi sulla spiaggia
mentre la marea cancellava orme.
dove son finite tutte le parole,
le premesse di un discorso,
scordate insieme a un ricordo.
Dove sei memoria dimora d’un tempo,
persa nel lezioso passato,
vocaboli, voci, linee guida,
d’un canto conclamato.
A volte son solo pensieri confusi
ed esasperati all’infinito,
trappole per le certezze e fautrici di dubbi
che si perdono nel silenzio.
le soste frettolose
cannibali pensieri
nelle reti colme di terra
fredda d'azoto
gradi ascendenti
flutti boreali
simbiotici
lanci di fuoco
luci contrastanti
di un grande gioco
Sbriciolano
amori
mal riposti
ingannati dai colori
da parole
spesso fuori posto














