A te, Terra dei Tristi*, chiedo
se questo inverno potrà
un giorno finire;
alle mie genti che ti abitano
chiedo di rispettare ogni tua zolla;
ai fiumi e ai ruscelli
che dalle tue viscere
sgorgano e fluiscono
chiedo di esser testimoni
del sudore versato nei campi
dal nonno di mio nonno
affinché possano godere dei tuoi frutti;
al fragore delle tue cascate
domando se ancora sentono
il gemito per la fame
dei bambini della tua terra;
al vento che alita
attraverso le tue montagne
chiedo di portare
una nuova primavera
con tutta la sua fragranza.
Cilento: lì dove affondano le mie radici
senza le quali non posso volare,
a te chiedo:
sei il luogo in cui sono incatenato
o l’essenza della mia identità?
Dimmi tu:
sei carcere o libertà?
se questo inverno potrà
un giorno finire;
alle mie genti che ti abitano
chiedo di rispettare ogni tua zolla;
ai fiumi e ai ruscelli
che dalle tue viscere
sgorgano e fluiscono
chiedo di esser testimoni
del sudore versato nei campi
dal nonno di mio nonno
affinché possano godere dei tuoi frutti;
al fragore delle tue cascate
domando se ancora sentono
il gemito per la fame
dei bambini della tua terra;
al vento che alita
attraverso le tue montagne
chiedo di portare
una nuova primavera
con tutta la sua fragranza.
Cilento: lì dove affondano le mie radici
senza le quali non posso volare,
a te chiedo:
sei il luogo in cui sono incatenato
o l’essenza della mia identità?
Dimmi tu:
sei carcere o libertà?
2 commenti
Me piace che me tieni sotto pelle
a riparà ‘n sogno mai avverato,
come ‘n innamorato sotto ‘e stelle
stò queto e aspetto l’attimo fatato.
Solo pensieri, nun scrosci rumorosi
de voci languide, de tenere promesse,
solo pensieri dolci, silenziosi
come se a mi’ presenza te piacesse.
Ce lo so già che forse morirò
cercanno ‘n bacio co ‘n po’ de nostalgia
ma so sicuro che nun soffrirò,
stò tanto bene tra li pensieri tua !
a riparà ‘n sogno mai avverato,
come ‘n innamorato sotto ‘e stelle
stò queto e aspetto l’attimo fatato.
Solo pensieri, nun scrosci rumorosi
de voci languide, de tenere promesse,
solo pensieri dolci, silenziosi
come se a mi’ presenza te piacesse.
Ce lo so già che forse morirò
cercanno ‘n bacio co ‘n po’ de nostalgia
ma so sicuro che nun soffrirò,
stò tanto bene tra li pensieri tua !

- Vorrei essere un guscio
per proteggerti dalle insidie!
- Vorrei essere un roseto
per regalarti una rosa ogni mattina!
- Vorrei essere il cielo
per donarti una stella prima di dormire!
- Vorrei essere una cappelliera
per proteggere il tuo capo!
- Vorrei essere un guardaroba
per proteggere il tuo corpo!
- Vorrei essere guanti
per proteggere le tue mani!
- Vorrei essere una scarpiera
per proteggere i tuoi piedi!
- Vorrei essere una piovra
per stringerti con tutti i miei tentacoli!
- Vorrei essere stampelle
per sostenere il tuo corpo in vecchiaia!
- Vorrei essere una bara
per chiuderti in me quando Dio lo vorrà!
- Vorrei, vorrei, vorrei essere ma, non sono!
Vorrei essere tante cose ma, sono solo chi ti ama!
C’è una valle che la nostra anima
deve attraversare,
dove sarà sola e indifesa alle insidie,
dei cacciatori di anime,
oscure presenze di esseri informi
senza credo né scrupoli,
pronti a tutto pur di catturarti
e renderti schiavo,
per poi manipolare la tua esistenza,
così che tu non compia mai il tuo viaggio.
La valle delle anime erranti è un passaggio obbligato
per arrivare al portale della luce ed aprirlo
con una chiave speciale per entrarci
e divenire immortale.
deve attraversare,
dove sarà sola e indifesa alle insidie,
dei cacciatori di anime,
oscure presenze di esseri informi
senza credo né scrupoli,
pronti a tutto pur di catturarti
e renderti schiavo,
per poi manipolare la tua esistenza,
così che tu non compia mai il tuo viaggio.
La valle delle anime erranti è un passaggio obbligato
per arrivare al portale della luce ed aprirlo
con una chiave speciale per entrarci
e divenire immortale.
Un debole raggio di sole
impigliato tra la quercia ingiallita,
gioca sull’uscio,
abbaglia occhi assonnati,
accarezza le gote,
deterge una rosa,
dalla rugiada notturna.
S’incanta tra le tende
irradiandone ricami alla parete,
dolcemente s’adagia sul comò,
bacia una foto,
e al cuore sussurra certezze.
Tiepido raggio di sole
germoglia la primula,
i campi dipinge di giallo trifoglio,
e la vita ritempra.
Franco aveva diciassette anni
e stava sulla sedia a rotelle
con la sua distrofia muscolare
e giocava a ping pong nella cantina giù da me
io ne avevo quattordici
ero un talento in quello sport
e per cercare di fargliela prendere
la tiravo più lenta e centrale
e precisa possibile
ma quasi tutte le volte la mancava
e la palla cadeva a terra
dietro di lui
e Franco si scusava ogni volta
che andavo dalla sua parte a raccogliere le palline
quando a un tratto mi disse
"lo so che ti scocci di giocare con me"
"ma no, figurati"
mentii con tutte le mie forze
e pensavo
"continua, non cedere il sorriso di un attimo
continua, fino a quando non sarà lui a
dire di fermarsi"
come posso farvi capire
che non gioco coi deboli e i morti
se vi dico
che era un ragazzo dolce e stupendo come pochi?
il padre una sera ci propose una sfida a braccio di ferro
"vedi che Franco è forte"
nel suo braccio diciassettenne scorreva
tutto il male che lo stava cancellando
sentivo appena il peso del suo braccio sul mio
che bastò a piegarmi
ogni atomo del corpo
e mentre ero io a tirargli giù il braccio
sentivo che stavamo sprofondando
verso qualcosa
che ricordava un abbandono
"non cedere il sorriso manco un attimo
modula lo sforzo sul viso, sii credibile
fino a quando lascerà la presa"
"visto che è forte Franco" esultava il padre
ma quando il suo braccio si trovò sul mio
lui mi guardò
e mi sorrise malinconico
mi lasciò lentamente la mano
fu l'ultima sera che lo vidi
e stava sulla sedia a rotelle
con la sua distrofia muscolare
e giocava a ping pong nella cantina giù da me
io ne avevo quattordici
ero un talento in quello sport
e per cercare di fargliela prendere
la tiravo più lenta e centrale
e precisa possibile
ma quasi tutte le volte la mancava
e la palla cadeva a terra
dietro di lui
e Franco si scusava ogni volta
che andavo dalla sua parte a raccogliere le palline
quando a un tratto mi disse
"lo so che ti scocci di giocare con me"
"ma no, figurati"
mentii con tutte le mie forze
e pensavo
"continua, non cedere il sorriso di un attimo
continua, fino a quando non sarà lui a
dire di fermarsi"
come posso farvi capire
che non gioco coi deboli e i morti
se vi dico
che era un ragazzo dolce e stupendo come pochi?
il padre una sera ci propose una sfida a braccio di ferro
"vedi che Franco è forte"
nel suo braccio diciassettenne scorreva
tutto il male che lo stava cancellando
sentivo appena il peso del suo braccio sul mio
che bastò a piegarmi
ogni atomo del corpo
e mentre ero io a tirargli giù il braccio
sentivo che stavamo sprofondando
verso qualcosa
che ricordava un abbandono
"non cedere il sorriso manco un attimo
modula lo sforzo sul viso, sii credibile
fino a quando lascerà la presa"
"visto che è forte Franco" esultava il padre
ma quando il suo braccio si trovò sul mio
lui mi guardò
e mi sorrise malinconico
mi lasciò lentamente la mano
fu l'ultima sera che lo vidi
Sei la cura peccaminosa che strugge il cervello
la metodica faccia che indica i miei sbagli
la noncuranza umana che si occupa di me
la marea oscura che mi lacera il cuore
il duello eterno che mi cava gli occhi
l’ultima battaglia prima della fine e della rinascita.
la metodica faccia che indica i miei sbagli
la noncuranza umana che si occupa di me
la marea oscura che mi lacera il cuore
il duello eterno che mi cava gli occhi
l’ultima battaglia prima della fine e della rinascita.
… E non saprei, si,
non saprei dire
cosa fossero i miei occhi
prima di specchiarsi nei vostri.
Un niente, una stasi,
un mare piatto,
quel moto ondoso calmo
in assenza di risacca….
Al contrario c’è vissuto,
c’è vita in ogni cosa,
per occhi vivi, recettivi
e curiosamente furbi….
Scorre il fiume e i suoi ciottoli
che sembra facciano a gomitate
per arrivare primi
come sogni che hanno fretta
a disegnare il futuro…
Io, cerco di acchiappare il mio
me lo tengo stretto
sciolgo i miei sogni e lascio che corrano…
Ho osato, ho spiegato le ali,
ho imparato a volare…
non saprei dire
cosa fossero i miei occhi
prima di specchiarsi nei vostri.
Un niente, una stasi,
un mare piatto,
quel moto ondoso calmo
in assenza di risacca….
Al contrario c’è vissuto,
c’è vita in ogni cosa,
per occhi vivi, recettivi
e curiosamente furbi….
Scorre il fiume e i suoi ciottoli
che sembra facciano a gomitate
per arrivare primi
come sogni che hanno fretta
a disegnare il futuro…
Io, cerco di acchiappare il mio
me lo tengo stretto
sciolgo i miei sogni e lascio che corrano…
Ho osato, ho spiegato le ali,
ho imparato a volare…
Nomade sono nel mio cammino,
dove mi porta il mio destino,
a piedi nudi su questa terra,
so viaggiare e una nuova meta davanti a me,
ogni mattino fissare,
per partire e alla sera arrivare.
Non ho fissa dimora, una tenda sola,
quella mi fa da tetto nella notte scura,
dove parlo con le stelle e la luna.
Da solo, so dormire nel mio sacco a pelo,
guardando il cielo quando non ho sonno
e, al mattino, ripartire da vagabondo,
padrone del mio destino .
dove mi porta il mio destino,
a piedi nudi su questa terra,
so viaggiare e una nuova meta davanti a me,
ogni mattino fissare,
per partire e alla sera arrivare.
Non ho fissa dimora, una tenda sola,
quella mi fa da tetto nella notte scura,
dove parlo con le stelle e la luna.
Da solo, so dormire nel mio sacco a pelo,
guardando il cielo quando non ho sonno
e, al mattino, ripartire da vagabondo,
padrone del mio destino .

Voglio farti un regalo ma,
non luccicante e prezioso!
Un regalo di poco valore,
da non custodire nello scrigno ma,
soltanto dentro al cuore!
Un regalo…non da mostrare,
senza valore, facile da procurare,
un regalo che sia un ricordo,
per gli altri piccolo, di poco conto,
ma per noi grande, quanto il mondo!
Un bottone ma, non uno qualunque,
questo bottone! Questo staccato
dalla mia camicia appena stirata,
appena indossata ed inamidata,
mentre ballavamo al tuo compleanno.
Ti sei offerta di ricucirlo ma, tremavi!
Il filo non trovava la cruna dell’ago,
ti sei anche punto il pollice sinistro
per tenere il bottone e trovare il primo foro!
Io ti guardavo ma la tua mano continuava a tremare!
Cucivi imperterrita, non vedevi il momento di finire,
di finire di cucire il bottone, questo bottone ma,
non ti eri accorta che stavi cucendo i nostri cuori!
I nostri cuori che, anche dopo mezzo secolo,
continuano a rimanere cuciti, speriamo per sempre!

Senti l'eco dell'Ovest lontano
-Non più col tintinnio delle galassie-
La strega fa intanto un incantesimo
e i silfidi in cerca di morte
danzano rassegnati
e colmi d'esistenza
nella bocca della rafflesia
Che palato liscio!
Come se un vino rarefatto
l'avesse asciugata al termine di una cena millenaria
Senti l'eco dell'Ovest lontano
e la rugiada delle donne di Surat
mentre s'imbarcano i viaggiatori
Per un'intera notte la strega
è rimasta pietrificata;
piovono adesso nevi gialle sui silfidi raggelati
Qualche dio prodigioso
morso da un serpente dei cento passi
racconta di averne fatti molti di più
e non mi dispiace crederlo
Ruvida e assetata è ora la bocca della strega,
l'incantesimo non era delle stelle:
le elitre ingannate spargono la polvere di fata
ed ella, finalmente, ride
e ride la foresta.
Alla notte sia concesso qualche gioco di morte:
solo così si scopre che si tratta di Vita.
Che è sempre stato così.
-Non più col tintinnio delle galassie-
La strega fa intanto un incantesimo
e i silfidi in cerca di morte
danzano rassegnati
e colmi d'esistenza
nella bocca della rafflesia
Che palato liscio!
Come se un vino rarefatto
l'avesse asciugata al termine di una cena millenaria
Senti l'eco dell'Ovest lontano
e la rugiada delle donne di Surat
mentre s'imbarcano i viaggiatori
Per un'intera notte la strega
è rimasta pietrificata;
piovono adesso nevi gialle sui silfidi raggelati
Qualche dio prodigioso
morso da un serpente dei cento passi
racconta di averne fatti molti di più
e non mi dispiace crederlo
Ruvida e assetata è ora la bocca della strega,
l'incantesimo non era delle stelle:
le elitre ingannate spargono la polvere di fata
ed ella, finalmente, ride
e ride la foresta.
Alla notte sia concesso qualche gioco di morte:
solo così si scopre che si tratta di Vita.
Che è sempre stato così.
Penso alla vita,
a cosa ti dà...
A cosa
ti toglie...
A quanto
ti faccia sentire sola.
A quanto ti faccia sentire l'amore
delle persone care,
degli amici.
Penso...
A cosa
sia la vita...
Quando non c'è più.
A quanto ti faccia sentire sola
anche se sei in compagnia del mondo intero.
Poi...Guardo il tramonto
è penso a quanto il destino
poteva essere feroce,
poteva essere feroce,
ed è li che trovo la serenità.
Non soffermarti giovane donna
nel pudore della tua innocenza:
il cammino dell’uomo è un abisso
di rinunce.
Segui il sentiero vero dell’amore
e afferra la sua bellezza
senza il pianto delle paure.
Si aprono le passioni,
si rompono i desideri,
si rincorre la vita
nei risvolti di fiaba;
il giorno esplode di luce,
la notte chiude le palpebre nei sogni
dove si confina il canto del futuro.
Godi la tua età di fuoco
come fiamma che arde
e scalda il cuore della vita.
Domani le tue ossa saranno
giunchi piegati,il tuo respiro
flebile come l’angoscia,
le tue speranze prive di memoria.
Allora sentirai la grande forza dell’amore,
la via che hai tracciato in un cuore di pace,
il sorriso di luce in volti fanciulli:
la melodia del vento che carezza la natura
ti farà essere,anche nel fondo della notte,
una goccia di luce che non muore.
nel pudore della tua innocenza:
il cammino dell’uomo è un abisso
di rinunce.
Segui il sentiero vero dell’amore
e afferra la sua bellezza
senza il pianto delle paure.
Si aprono le passioni,
si rompono i desideri,
si rincorre la vita
nei risvolti di fiaba;
il giorno esplode di luce,
la notte chiude le palpebre nei sogni
dove si confina il canto del futuro.
Godi la tua età di fuoco
come fiamma che arde
e scalda il cuore della vita.
Domani le tue ossa saranno
giunchi piegati,il tuo respiro
flebile come l’angoscia,
le tue speranze prive di memoria.
Allora sentirai la grande forza dell’amore,
la via che hai tracciato in un cuore di pace,
il sorriso di luce in volti fanciulli:
la melodia del vento che carezza la natura
ti farà essere,anche nel fondo della notte,
una goccia di luce che non muore.
Per una rima
due metri di farina
nel verso
verace pomodoro
e mozzarella fresca
a strofe, ma
tra dialefe
e diavola
non mi so decidere
allora vo' di fantasia,
due foglie
d'assonanza
a far la parte sua
e tutto si tramuta
in un pezzo
di pizza ... poesia
due metri di farina
nel verso
verace pomodoro
e mozzarella fresca
a strofe, ma
tra dialefe
e diavola
non mi so decidere
allora vo' di fantasia,
due foglie
d'assonanza
a far la parte sua
e tutto si tramuta
in un pezzo
di pizza ... poesia








