La chiamano odissea, le sirene che vedi dal barcone
sono i lustrini di un reality o le vetrine di un negozio
di Armani. C’è il mare che sembra un tavolo di biliardo
e lo scirocco che ti porti da casa, nascosto nelle tasche
dei calzoni strappati. L’approdo è nell’isola degli aranci,
Nettuno sta sorseggiando il caffè, per gli slanci
di Venere devi aspettare un tempo di burrasche
e stelle cadenti. Il vuoto che senti è in fondo
allo stomaco, il cuore è presente, il dazio
da pagare ne sei cosciente, è una nuova prigione.
Circe già la conosci, l’hai vista all’opera ogni giorno
della tua vita nella terra del sole infuocato
l’incantesimo non è rotto e non lo sarà nemmeno
dopo lo sbarco nella terra dei vulcani dolenti.
Eppure questa specie imperfetta di animali
col dono della parola, pur in vite da squali
conosce il profumo di libertà degli amanti
felici. C’è il riscatto da inseguire, dal treno
il salto in corsa è rischioso, forse sarà perdonato
ai coraggiosi, ma già bruciano le fiamme dell’inferno.
Non cerco nessuna figura
nè occhi e nè parole
ammaliata dal mare
rimango qui
tra le ombre giocose del sole
ad osservare il tempo che passa distratto e
reclama un cenno di vita .
Rammento il cielo
increspato di luci
il tocco placido dei gabbiani
inondare la sera.
Inevitabile il vento scompiglia
il mio foulard carta da zucchero
e mi confonde un pot- pourri di essenze
di gigli di campo.
Respiro e trattengo
una piccola folata
di pace .
mentre aliti di vento solleticandoci,
ci regalano piacevoli fremiti.
Ridono i tuoi occhi quando si specchiano nei miei
e batte il mio cuore quando incontra il tuo...
...e io che t'amo e tu che mi ami.
Al culmine, entrambi atterriamo in un'oasi di pace,
che accoglie festosa il felice divenire dei nostri sensi...
...e tu continui a chiamarmi amore...
di ciò che accade dietro le quinte
Davanti, facce false
fesse, che trascinano enormi bagagli
pesanti, roboanti antitesi di felicità
Ma cos’è la felicità
dietro queste vite
stereotipate, monotone, illuse…
Eliche compassionevoli
smuovono destini, sospinti
in fremiti confusi
- sapere di non essere cadaveri
nel giorno in cui decidiamo di vivere -

noi apriamo
e doniamo il nostro cuore
a persone che dicono di amarci,
ritenendoci una persona unica
e lo sarà per sempre.
Ma alla prima incomprensione
e nel momento in cui
tu hai abbassato le difese
diventando vulnerabile,
perché credi nell'amore,
ti ritrovi con il cuore calpestato
e gettato nella polvere,
per cui non ti resta altro da fare,
che di trovare la forza di raccoglierlo
e lavarlo dai mali, curarne le ferite,
che si tramuteranno in cicatrici indelebili,
che non andranno mai più via.
Continuare a credere nell'amore,
non è mai una perdita, come invece lo è
per chi ti ha fatto questo.
Ha perso la sua grande un'occasione,
quella di essere, da te amata.

Mozzalo, taglialo, cavalo, nascondilo,
cos’è che non ti piace del mio corpo?
Un dito, il naso, un occhio, il petto?
Cos’è che non gradisce più la tua vista?
Io lo distruggo, lo trasformo, lo cambio,
sono forse i capelli, l’aspetto, il fisico?
Il tempo usurpa i nostri corpi e ci cambia
ma io di te non disprezzo niente!
Tutto di te mi va sempre bene,
tutto di te è bello quanto prima!
Ogni nostra ruga è sofferenza,
di un tempo ch’è ormai passato!
Ma non rimpiango niente, non dispero,
io posso darti più di questo corpo stanco,
qualcosa che il tempo non può mai cambiare,
tutto l’amore, l’anima e lo spirito!


E ora mi trovo qui ad osservare immobile questa notte. Come un poeta alle prime armi tento di svelare e di accogliere questo mondo ma nessuno mi ha detto che il massimo ritorno e nella perdizione più buia e indicibile.
Ho lasciato parlare il silenzio ed è esso ha reso noto il suono divino, ma nessuno è preparato a questo punto di non ritorno.
È qui che si lascia ogni cosa per immergersi nelle profondità dell'esistenza, è qui che l'eternità continua a prolungarsi e ad estendersi..
Ho perso tutto ma il tutto non mi appartiene e mai mi apparterrà... siedo sul terreno e ascolto, sentendomi parte preziosa dell'universo, tutto quello che ho perso è ora parte di me.

Notte silente
immagini e profumi
d'un tempo senza tempo.
Vibrazioni nell’anima
intensità d'un diapason
in armonia col corpo.
S'espande desiderio di te,
del pensiero diviene padrone
materializzandolo.
Ambrate ciglia
flettono stupite
nella percezione d’energia.
Trasposizione
d’estasi o follia
danzano tra frange di luna.
Gote ciliegio
e sorridenti stelle
alleggeriranno il peso della notte.

Un cielo grigio cupo e minaccioso,
incombe nella mia anima già in tempesta,
vorrei dal letto non mi fossi alzato,
m’attende una giornata triste e ingrata.
Sarà lo strascico di pena d’ier sera,
fors’è l’inizio di altri e nuovi guai,
quest’anima che ormai non si quieta,
ancor dovrà soffrire prima di morire.


Giro giro tondogiro dei bimbi di tutto il mondo
giro del mondo nell’universo,
gira un bambino nel tempo perso
ciò che era dritto adesso è verso.
La pioggia sale di sotto in su
e quel che c’era or non c’e più.
Corre un bambino verso la vita
anche se poi sarà tutta salita,
gira la terra intorno al sole
piovono nuvole di parole
che volano in alto più del sole.
A come Amore
C come Cuore
son tutti petali di un grande fiore.
Giocano i bimbi in ogni dove
sotto le bombe
e la paura nel cuore.
Cosi gira il mondo in un tempo perso,
ciò che era dritto adesso è verso,
e l'uomo ignaro ci passa attraverso
senza domande ,senza perché
come se il mondo cambiasse da se.
Grida un bambino ,”BASTA LA GUERRA”
o tutti quanti si cade per terra.
Cosi gira il mondo e sembra una stella,
A come Amore
C come Cuore
dateci il sogno di un mondo d’amore.
vestiti di cenci,
visi solcati da rughe,
pelle avvizzita bruciata dal sole.
Occhi stanchi senza luce,
labbra senza più un sorriso.
Mani callose e stanche
sorrette da un bastone,
dopo una vita
vissuta di duro lavoro.
Sogni rubati,
finiti come scarpe consumate
e buttate via.
Memorie scordate,
vecchi da dimenticare.
-Note ferine di giovinezza.
Batteva forte il cuore -senza ritegno
- E idealità intatte.
Perse...
... E' un mal d'autunno
In quest'ora d'inverno!
- Lacerti di un poema sgualcito
Perse-effusioni liriche dei nostri sogni.
un' emozione scivola lentamente,
come un fiocco di neve,
che colora magicamente
il paesaggio.
Ti ammiro con occhi intensi,
mentre ti fai scoprire dolcemente,
come un raggio di sole
che mi scalda e mi avvolge
con tepore.
Chiudo gli occhi
e sento le tue labbra
belle come una tempesta
sfiorarmi ed avvolgermi,
donandomi purezza e sentimento
e quel brivido folle,
che percorre la mia schiena
e va oltre tutto,
oltre ogni mia ragione.
Avvicino la mia mano alla tua,
e ti accarezzo,
ascoltando il tuo battito
che si emoziona sempre più.
Dentro un sorriso,
il nostro sorriso,
i nostri occhi si guardano
e si circondano di stelle infinite.
Danzeremo sotto la pioggia
scrosciante della passione,
schiavi dei nostri sensi,
di quei baci impetuosi,
come un' onda che ci avvolge
e ci sorprende,
mentre i nostri occhi
si guardano complici,
bacio dopo bacio,
sospiro dopo sospiro,
brivido dopo brivido,
facendo l' amore!
nel prato d'anemoni,
nutrendosi di nude membra.
Vento tu sei,
per me solo.
Il restante colto pensiero
oramai lontano appare.
S'ode del mare il frastuono.
Fumi di sabbia vicino,
striano il viso d'improvvisa vecchiezza.
Lascio il bastone sul viale,
sfioro il colore delle labbra.
I capelli si chinano sulle mani.
Tace il silente tiglio.
Parla il ridente giglio.
Amo d'amor infuso,
di castagno scuro miele
di bellezza perduto fiele.
Appari spoglia
da bianche vesti avvolta.
Di te assaporo quello che non c'è.
Concedi l'umido tuo pulsare
al mio crescente ansimare.
Lascia impronta
tu che nella brughiera svanisci,
come l'orizzonte ghermisce
l'ultimo gabbiano
prima della tempesta.












