sulla pelle
etichette a strappo
il velcro,
sangue nero
riempie cilindri
e manifesti;
non si parla
con il nastro sulla bocca
è educazione.
Catarifrangenze,
colpo in canna
lo spinone buca i rovi
per guardarti il muso
giro l'aria sotto tiro
spalle al fiume,
l'arroganza si paga
a sale dentro l'occhio
senza lume
dal momento
in cui si benda.
nel grigio microfono in empatia alla giacca
ma il sole palpitava nel suo rigo ai crescendo
lasciando -dell'alba- il naso
Le staffe a sostenere il sentire in gola
fra l'abbracio a culla di corde tese
violino
ugola
glottide
Cade una sincope in tratteggi d'alba
quando gli occhi
amerebbero ancora
il mondo semplice dei sogni.
Ma non esita, non un ripensamento
è pronto ora,
a darsi ad ogni passo del giorno!
… E sorride, l’amore,
dimentica e sciacqua la fatica
in due occhi innocenti,
limpidi e sorridenti,
che rubano un altro abbraccio
e ancora una parola, un bacio
alla forza pigra, perché stanca.
… Ma è un amore
che non è mai stanco,
brilla dall’aurora al tramonto
e a sera, quando tutto tace,
s’abbandona
alla pace del cuore
traboccante di gioia data e avuta…
Circondate da umido vapore,
Sospiro di superficie
E vello di foglie.
Sei mantello e protezione
Al mio aereo spirito.
Vigilo sul cuore, e ti porto in me,
A mietere i miei dubbi.
Sulle mani ricamano le nuvole
Come canneti sospinti dal vento.
E nulla può togliere
La pace che lasci dentro.
Il moto delle onde si fa canto,
S'immerge la mente
Nel quieto fruscio e rimani
Sospesa, tra le acque
E il solido terreno.
Attenzione c' è il virus letale il bullismo che nasce nel reale e prosegue nel virtuale, ragazzi donne che vengono calpestati e su internet commentati.
Questo non è il modo per usare la tecnologia, ti trascina e rovina.
Quando ho aperto il mio profilo è stato per la poesia, guardo leggo e ci sto poco , al massimo uso fb per un gioco.
A piccole dosi riesco a tenervi compagnia, poetessa per diletto e lettrice abituale di amici che ho nel mondo virtuale.
Vite che si mescolano a dovere se usato bene internet è un piacere, mi fate emozionare e piangere e condivido ogni emozione .
Ogni link che commento anche solo con un adesivo, diventa un gesto esclusivo.
La tastiera è lo strumento per esprimere quello che sento, un mezzo che a voi mi avvicina, con estrema fantasia e tanta simpatia.
trasfusione di nuvole spente,
iride di marzo trattiene
gioiosi portafogli di bucaneve,
lacrime d’eco ghiacciate
ad una colazione solare.
Cameriere distratto è il vento,
matematica d’aurora sgranocchia
specchi di speranze e rugiade,
danzo felice nell’aria,
son bolla di sapone
ad una colazione solare.
Per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci
(Amico fragile. F. De Andrè)
Litri di benzina per accendere il niente
come se bruciando potessero risorgere dall’oceano
milioni di migranti al giorno
La gioia del ricominciare un nuovo regno prende i costruttori della denuncia
come se ci fosse un verso acuto da far brillare nelle barricate
contro un legno smussato dal tedio
corrotto dall’ancient regime
I Trump delle parole
quelli che acquistano caseggiati di cardellini
e rivendono grattacieli di pappagalli guadagnando sui nidi
hanno il culo in cima agli abeti
punte stella di Natale
il prezzemolo della nostalgia
con il senso della vendetta tra le labbra
un qualsiasi coglione venuto a mostrare che la putrescina
è più rivoluzionaria del silenzio
soffia aria nelle fornerie dei polmoni
dichiarando guerra ai fornitori di acquasantiera
che qui non ci sia Dio in discussione
nemmeno un santo per melo o banca
soltanto litri di benzina per bruciare il niente
sul tavolo della commozione
adattarla ai culi
e farli sognare

Prima dell'ultimo respiro,
non venire sul mio letto
a piangere ed a scusarti.
Diventeresti un ipocrita,
un falso ed un bugiardo!
Non venire sulla mia tomba
a portare un fiore o a pregare,
tanto meno ad implorar perdono.
Meglio se continui a sostenere
le tue convinzioni, le tue idee
e se ti accorgerai di aver sbagliato,
almeno sarai stato coerente con te stesso.
Il perdono dovrai chiederlo alla tua coscienza!

ed interrompe
la quiete, amministra
un sole e lo gira
per ottenere più luce
in modo tale da togliersi
i furbi. Da chi la legge dentro
prende le distanze cercando
di allontanare indossando
i panni di un ottimo artista
così che possa sembrare
agli occhi di ingenui e fragili
una mente innocua
Quando sente di essere in pericolo
sfodera le sue armi migliori ed inizia
la battaglia, dove si salva
il più astuto, ma dev'esserlo tanto
se vuole salvarsi per rimanere vivo
per non morire prima di lei

Si strugge il cuore
pensando all’amore
l’amore lontano
e piange.
Un pianto straziato
vola col vento,
cavalca le nubi
diviene lamento,
si confonde nel tempo.
Vorresti lenirlo,
placarlo con l’eco
ma, l’eco non torna,
rimane sospeso,
sospeso nel tempo,
come l’amore
perduto nel vento.
aspetto che il sole venga a bussarmi
mentre la notte
scioglie, intanto, i suoi lacci.
Curiosa, io, del giorno
che già batte le ali.
… Se ti dico che ancora c’è fuoco
che queste primavere son sempre verdi
e le passioni cercano legna da ardere.
… E se, ancora, ti dico che
la mia stessa fragilità è il pasto che
alimenta la forza, è il bacio alle mie paure.
Che, nonostante, so stupirmi e
sono viva in questo cerchio infernale.
Perché la vita fa male
se e quando è lei a stringere
ma poi passa…
Cosi, a sera, torno indietro
tendo una mano, apro le braccia
e la bimba accovacciata in me
attende che il sole
venga a bussare ai suoi occhi
per sgranarli sulle meraviglie.
… Se ti dico…
… Se ti dico stai ad ascoltare, vero?
Se ti dico, mi credi?...
ai rivi, sugli scoli e in sottobosco.
Amano il puntinismo delle ombre,
l'umidore dell'acqua che ristagna.
Io -come loro- ho i miei raggi in controluce
e un filo di rugiada che disseta
l'esistere ai piedi delle querce
lungo i sentieri dove il bosco e la pineta
dissipano fogliame, passi, spore,
le felci sono aria in dentellature,
gli archegoni archetipi di vento.
Non è forse la stasi uguale al movimento?
Non è forse l'andare
paragonabile al meditare?
Io conosco le pene delle felci,
solo delle mie un poco più dolci.
Al cospetto delle felci io m'acquieto,
tra le mani un libro di poesie.
sorseggio telegrammi solari
in un cocktail di vento e silenzio
e questa anima di cemento
plana come naufrago disperso
su un cuore di piume alate d’immenso.
Metafora d’inverno m’abbraccia,
sfoca incendio di ninfee celesti
e manchi a questo intreccio di vita,
sbuccio occasioni di cielo,
sorseggio telegrammi solari
in un cocktail di vento e silenzio.











