Canzoni che cantavo al mare al vento,
canzoni della bella gioventù,
con un filo di voce oggi vi canto
a onta dei miei capelli bianchi
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delle mie rughe e dei miei occhi stanchi.
Vi canto in solitudine
e bevo qualche lacrima ribelle
con questa luna, eterna sentinella
alle porte dei cieli.
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Canzoni che montate
con la prima marea anche stasera,
il cuore batte come sbatte l’onda
sulla nuda scogliera.
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Ore 10,47
Domenica 21 settembre 2025
Sonetto classico in endecasillabi canonici a maiore, quartine a rima incrociata e terzine a rima alternata ABBA ABBA CDC DCD.
Adesso invidio il pazzo della piazza:
saluta tutti, tutti riconosce,
per tutti di parole versa strosce,
nulla scalfisce più la sua corazza.
Invece io ramingo con la stazza
di tonnellate putride d’angosce
sui miei talloni poggio le mie cosce
perché per terra il cuore mi stramazza
restando chiuso in tutto il mio silenzio
ai lati d’una folla sconosciuta,
misuro la mia vita e non presenzio;
mi servirebbe bere la cicuta
o quantomeno un po’ di forte assenzio
per addolcir mia vita non vissuta.
21/09/2025
studiato e fatto apposta per l'astrale
onde scrutare il mondo delle stelle
sfavillanti nel ciel sovrane e belle.
Sull'anteriore è posto l'obbiettivo
che la veduta coglie nel visivo;
sul posteriore è posto l'oculare
che fa il lontano pure avvicinare.
L'usa l'astronomo per professione:
pur il guardone anch'esso quando spia
le alcove dell'osceno alla follia!
Usarlo sa chi ha fama di ladrone
per dirti il suo passato -una bugia-
allontanando il mal con l'altra via!
Terzine a rime incatenate di endecasillabi canonici a minore di settima.
Il desiderio di stringerti al petto
e sussurrarti parole incuoranti
non m'abbandona tuttora, lo ammetto.
Pur se ci sono problemi importanti
saremo in due a tentar d'affrontarli
derminati ad andar forti avanti.
Però lontana mi stai e non parli,
non mi consenti d'udirti il respiro,
non mi confidi il motivo dei tarli.
Del resto chi posso prendere in giro?
Non so risolvere i miei di problemi
ed anzi ancora di nuovi ne attiro!
Difatti in barca ho tirato i miei remi,
non so aiutare nemmeno me stesso
ricco soltanto di vani lessemi…
Io ti saluto al telefono adesso
dicendo che devi avere fiducia
e i tuoi timori gettare nel cesso
ma intanto il cuore silente mi brucia
e corro a chiudermi nella mia stanza
prima che il volto nel pianto si scucia.
L'avrò già scritto, però n’ho abbastanza
dell'esser vivo ma senza più mezzi
ballando zoppo la macabra danza
con mente e cuore ridotti già a pezzi.
20/09/2025
è anche inquinare
siano benvenuti i colpevoli
in questa falla dell'esistenza
che ci permettono di giudicare
di accusare
di benedire leggi nate
dalla regolarità di corpo
la chiacchiera rompe l'assedio
e lubrifica i sodalizi
anche quelli che ci fanno
arretrare
tranne il fatturato
perché l'odio è il miglior cliente
e schiavo degli ascolti
anche il crimine si fa spettacolo
merce per inserzioni e politica
"non so se è mio nemico
ma lo percepisco come tale"
tanto basta,per individui
che si realizzano attraverso
l'illecito
auguriamoci,allora
una felice scossa
se Cristo abbia mai riso di gusto
data la spietata bontà che lo guidava
da quel cinismo biblico
di un credo autoritario
in cui emergeva
per volontà di un padre sempre altrove
certo,non è semplice aver
a che fare con chi ti veste di attese
e ti ripaga col disgusto
quando ti va bene.
la sua breve estate si è immolata
attraversando non indenne
le proprie convinzioni
subendo l'onta dei miracoli,per interessante miopia.
ha tentato di replicare le cascate
dando confidenza ad uno
sbadiglio,l'uomo.
quante parole gli hanno messo
in bocca
mandandolo in avanscoperta
a beccarsi colpi
in forma di preghiera?
Figlia di un foglio bianco
attratta da soave candore,
nel tratto liberi il tuo canto
a tratti illumini uno scritto
voli leggera tra le pagine
nasci dal corpo di una lettera,
esprimi calligrafia, nostalgia
asta flessibile, la testa nel testo
penne d'oca su pelle d’oca,
penne cadute durante la muta,
in una penna il gioco dell’oca
l’eco nel segno di una nota.







