PROLOGO
La più ambita ho sposato delle donne
ch’ai bei tempi calcavan la mia scena.
un’armonia di Venere e d’Atena
che oggi è la suprema tra le nonne,
ma sento qual sirenica malia
quell’eterno richiamo del mistero
che inseguo nel mio cuor avventuriero,
l’eterno femminin ovunque sia.
Conoscere vorrei donne cortesi
a ber l’essenza lor di compostezza
quell’aroma d’affabil segretezza,
quel declinar che affine sempre intesi,
e all’amore invitar donne solinghe
a ber l’essenza della loro forza,
sapore di sdegnosa e dura scorza ,
difficile a scalfir con le lusinghe,
e conoscere donne inappagate
essenza a ber del lor muto desio
e inebriarle in me fino all’oblio
fino ad averle infin gratificate.
Poi consolare donne maltrattate
essenza a ber del lor ultimo pianto,
farle sorrider stando loro accanto
a vita di carezze consegnate,
e raccogliere donne abbandonate
a ber l’essenza della lor doglianza,
offrir loro una nuova comunanza,
e così farle sentir desiderate.
Patria darei a donne d’altre terre
essenza a ber di lor nuovi ottimismi
dopo vita di drammi e cataclismi
e offrirne un’altra senza fame e guerre.
Vorrei amare donne sognatrici
a lor essenza ber delle illusioni
e immemore di tante delusioni
sostener di speranza i loro auspici,
e pur giacer con donne traditrici
a essenza ber di lor ambigue vite,
rivivere passioni un dì smarrite,
riaprir d’amore antiche cicatrici.
Più ancor vorrei di donne di cultura
l’essenza ber d’un sapido pensiero,
seduzion d’intelletto e magistero
che affascina la mente e la cattura.
Infin di tante vagheggiate donne
berrei di tante essenze insiem l’infuso
finché l’eterno femminin dischiuso
nei cieli attirerà il mio sogno insonne. (*)
(*) Das Ewig-Weibliche zieht uns hinan. (L'eterno femminin ci trae in alto). Goethe: Faust, Atto V
La più ambita ho sposato delle donne
ch’ai bei tempi calcavan la mia scena.
un’armonia di Venere e d’Atena
che oggi è la suprema tra le nonne,
ma sento qual sirenica malia
quell’eterno richiamo del mistero
che inseguo nel mio cuor avventuriero,
l’eterno femminin ovunque sia.
Conoscere vorrei donne cortesi
a ber l’essenza lor di compostezza
quell’aroma d’affabil segretezza,
quel declinar che affine sempre intesi,
e all’amore invitar donne solinghe
a ber l’essenza della loro forza,
sapore di sdegnosa e dura scorza ,
difficile a scalfir con le lusinghe,
e conoscere donne inappagate
essenza a ber del lor muto desio
e inebriarle in me fino all’oblio
fino ad averle infin gratificate.
Poi consolare donne maltrattate
essenza a ber del lor ultimo pianto,
farle sorrider stando loro accanto
a vita di carezze consegnate,
e raccogliere donne abbandonate
a ber l’essenza della lor doglianza,
offrir loro una nuova comunanza,
e così farle sentir desiderate.
Patria darei a donne d’altre terre
essenza a ber di lor nuovi ottimismi
dopo vita di drammi e cataclismi
e offrirne un’altra senza fame e guerre.
Vorrei amare donne sognatrici
a lor essenza ber delle illusioni
e immemore di tante delusioni
sostener di speranza i loro auspici,
e pur giacer con donne traditrici
a essenza ber di lor ambigue vite,
rivivere passioni un dì smarrite,
riaprir d’amore antiche cicatrici.
Più ancor vorrei di donne di cultura
l’essenza ber d’un sapido pensiero,
seduzion d’intelletto e magistero
che affascina la mente e la cattura.
Infin di tante vagheggiate donne
berrei di tante essenze insiem l’infuso
finché l’eterno femminin dischiuso
nei cieli attirerà il mio sogno insonne. (*)
(*) Das Ewig-Weibliche zieht uns hinan. (L'eterno femminin ci trae in alto). Goethe: Faust, Atto V

Commenti
Bella.
Ovviamente la mia è solo una volgarizzazione strumentale, che non esito a definire "indegna", di un concetto trascendentale rielaborato da Goethe, ma che ha radici culturali molto profonde e lontane nel tempo.