Io che ancora non posso morire
Ne ho ancora di primavere da disfare
E poi tu, con con quel trucco immaginato
Hai corso così tanto
da dimenticarti del tuo fiato
Le bancarelle di un pezzo infelice di continente
Chissà chi sei e perché compri
Compri distrattamente quelle cesoie e corpi
d'armata per i nipotini
che non sanno cosa sia una guerra
Chissà se son fatte di plastica o giubbotti troppo fini
o di carnevali finché si scherza
Io che ancora non ti so dire
Quanto si possa mascherare la mia faccia
Una doccia e poi va via, finire per ridere
di una scarpa che si era finta scalza
Quei tuoi capelli argento che poi
di quale pentimento sapranno mai?
E quei tuoi modi strani di non sentirti al centro
Balla ché, ormai, non eravamo noi
Io ancora non saprei finire
questa storia né questa morale
Come se la sabbia, pensa che assurdo,
per tutto il tempo avesse camminato
travestita da mare
Io che ora so da dove ripartire
Da un vuoto troppo pieno di dettagli
Dal bianco di una carta lì per arrugginire
e la geometria personale degli scogli
E tu...
Tu che sei solo in giro per la fiera
Non dirmi nient'altro:
che vuoi che faccia a una maschera un coriandolo
e a un decennio un'altra sera?
Io che ancora non so come morire
lungo tutti i cammini truccati da Santiago
Ormai ci sono in mezzo,
una cicala che s'illude di frinire
ho visto così tante magie da non vedere un mago
E tu...
Tu che sei solo in giro per la sera
Quando è tardi ma ancora troppo presto
La pista di una sagra o una balera
Me lo bevo liscio
il ballare di un torsolo spogliato della mela
Torno a casa libero
Le due di notte le hanno messe in galera
