al nascere del sole
si spoglia del suo velo,
ed il mio sguardo cadendo
nel suo corpo riflesso,
guarda quello specchio
che ne nasconde l'abisso
rivelare invece la sua natura
in perfette simmetrie...
Ed è la dolce melodia
del fiume
che permea l'universo,
e trascina Tutto nella medesima
direzione,
dove infinitamente grande
e infinitamente piccolo
nascono gemelli,
noi nasciamo stelle e muoriamo uomini.
Inaspettatamente lei si voltò verso di lui e disse:
- Ti va? di smetterla di fare domande e passare al dunque;
invece di stare lì a tavolino e dialogare con un foglio di carta???
Ti va? d’innamorarti per davvero
e non del senso scritto
o del suono dato al verso
che di traverso prende l’atto
come fosse un avance di troppo?
Ti va? di metterti gli occhiali
e vedere che sto qua da giorni
ad illudermi che anche una talpa
la finisca d’improvvisarsi poeta?
Ti va? se per stasera offrissi io
e magari dopo la birretta
ce ne andassimo al vecchio molo
a contare quante onde ha il mare
che mai si stanca di lisciare l’acqua?
Ti va? se per almeno qualche secondo
mi abbracciassi, dimenticando di fare domande
che senza di me non avrebbero risposte?
Mia moglie era un’immagine di bella donna,
incorniciata e fermata nel tempo.
Sempre diversa… una donna che ricorda, una
donna che non si dimentica; senza tempo.
Donna di carne e di sangue, con cui si
convive e, se hai fortuna, anche si invecchia.
Si mette in posa fra due cieli, fra due luci.
Quegli occhi in cui inevitabilmente ci si specchia.
Di mille emozioni… mia moglie va fotografata,
come sono fotografati nella mente i ricordi.
Iniquamente non spetterà a me guardarla dormire
e accompagnarla negli anni, come da accordi
che Dio non ha voluto sottoscrivere: chiedevo
di accarezzarle i capelli fino a che fossero bianchi.
Mia moglie va solo amata… chiedevo di starle vicino
fino a che i nostri passi non fossero stanchi.
profuma di te,
come i vestiti che indossi.
Parlano di noi, le tue mani,
che mi toccano e mi abbracciano
stringendomi forte a te.
Il tuo respiro, intriso di passione,
attrae le mie labbra alle tue come una calamita,
per perderci nei baci dell'insaziabile amore
che stiamo vivendo.
Sublime sensazione è il nostro sfiorarci,
in un seducente gioco di passione,
la nostra pelle, mio meraviglioso fiore,
petalo di un delicato e inebriante amore.
Meravigliosa sei tu, magica emozione,
che, con il tuo profumo, rapisci i miei sensi,
donandomi il tuo amore.
Tu, profumo di quest'aria che respiro,
tu profumi d'amore la mia vita.
di quelle parole
che ti entravano
dritte nel cuore.
Non ti scordar di me
che ogni secondo
ti chiamavo amore
scavalcando mille problemi
facendo finta che tutto andava bene.
Non dimenticare
che ancora esiste l’amore
anche se sta nascosto
chissà dove.
Non ti scordar di me
anche quando vorresti odiarmi
e tutto il mondo
per te si fa nebbia.
Non diventare
come una nuvola
che si dissolve
con l’arrivo del vento...
eppur si muove…
ciò che par fermo…
ogni cosa ha il suo moto
magnetico, organico o vibrazionale che sia…
nulla è perso infondo…
microscopici o macroscopici che siano dettagli o eventi
tutto permane esiste, vive…
eppur si muove…
in un apparente istante avvengono miriadi di cose
tutto succede, semplicemente avviene…
farci caso o non dipende solo da noi…
per essere presente non occorre essere cosciente…
e molti nell’ora si perdono ogni cosa…
i sensi se non addestrati fan quasi da loro…
allenamento costante questo serve…
infine per noi dovremmo guidare noi almeno a me pare logico…
quindi restiam desti e ricettivi
pronti a cogliere l’istante…
eppur si muove.
un'anima leggera,
anni passano veloci
ma lo stupore,
la gioia di un regalo,
la voglia di scoprire,
rende il peso dei
problemi,
più tollerabile.
La voglia di essere sorpresi
fa vivere la vita
con più entusiasmo.
Voglio sognare ancora,
voglio sempre pensieri nuovi.
Fare progetti,
usare la fantasia per
inventare storie fantastiche.
Godere ogni giorno
del mondo che mi circonda.
Amare, amare sempre,
senza avere rancore
cercando di perdonare,
non è facile, ma perdonare.
Avere più tempo per annoiarmi.
Migliorare sempre,
correggere gli errori.
Ascoltare di più,
parlare di meno.
Sognare,
non voglio smettere di sognare.
Come quando ero bambina,
che passavo il tempo
a sognare una
splendida vita.
E' nebbia.
Continuo a sanguinare,
mi trascino via.
Sono nel sentiero degli occhi di cristallo.
Arranco ma riesco a percorrerlo.
Le porte del giardino delle orchidee nere s'aprono al loro padrone.
Osservo e il sangue corre ancora.
I burattini della notte,
guardiani fedeli, m'aiutano.
Il quarto di luna appare
e con esso le vestigia del mio castello dei sogni perduti.
Ora sono a casa.
Ordino ai pupazzi di latta di predisporre le difese,
entro nella stanza del tempo inesistente e siedo sul trono dei pensieri.
Le anfore dei sette venti vengono aperte.
Le libellule nere volano con il libero grecale e
tutto vive nuovamente.
Il sacerdote Acepsut cura le ferite.
Lascio le stanze superiori e mi ritiro nelle grotte dei giganti,
nel profondo dei miei sogni.
Un silenzio rispettoso m'accoglie e il sentiero dell'amore
si forma a ogni mio passo.
Acque pure e fonti incontaminate sgorgano
e felci d'intorno allagano il cammino.
Lontano s'ode ancora il silenzio.
Il silenzio delle ninfee.
Dal lago dell'eterno desiderio la mia ninfa Akenafis mi spalanca le braccia.
Il tempio di Sefor emerge dal fondo,
la morte compie il suo sesto giro sull'orizzonte.
Questo è il mio segreto regno
e solo la mia fedele spada ne conosce la vera ubicazione.
Ho sempre vissuto nel mio regno.
Il regno di Sefor
e io sono Sefor.
... e tutto questo silenzio
ancora mi sorprende
non importa se un battito di ali
abbraccia il cielo
o le nuvole attraversano
i miei chiaroscuri .
Io sono il mio silenzio
nel fruscio dei pioppi tremuli
nello scorrere pacato di un rivolo a valle .
Lungo il viaggio di uno specchio d'acqua
che si riempie di passi
e di sassi
mentre frantumo le parole
e mi riprendo
le mie robinie in fiore
a grappi bianchi e profumate di miele
dissolvo l'attesa .
E’ l’ultima sera dell’anno.
Un piede segue l’altro con affanno
sul tragitto
verso l’ospedale.
Mi sto recando a visitare i nuovi
arrivati del reparto neonatale.
L’ultimo di sinistra
farà il ladro,
quello in fondo il pedofilo.
Mi appare nitido il quadro.
A destra un omicida seriale e questo nel
mezzo avrà un’accusa pendente per dolo.
Il primo davanti che dorme
mi fa paura… è già solo.
E’ notte, e la strada è ormai invasa…
un piede accompagna l’altro verso casa.
Svuotate,
vuote di luce
solo acri guizzi
parche le ampiezze
le tue pupille di mota
nelle mie notti
interrotte, sentieri disastrati
ai tuoi avvicinamenti.
Di freddi sussulti
si trema al fianco
del tuo spirito
appeso a una gruccia.
Rimetto alla memoria
i margini dell’essere,
nessun fiore odoroso
al di là della porta.
E dormo su ossa di alabastro,
è una buca il declino
ma basta il nero che prevale
a raschiare te dalla pelle.
Nero colmo di sale.
Tu non parli più,
t’ho mandato un ronzio
di farfalla nella testa.
È piccola la salvezza, volevo ringraziarti
per aver acuito la figura del sole,
domani.
non mi viene
in mente nulla
potrei scrivere il vuoto
ma non sarebbe vera poesia
sarebbe un semplice monologo
che leggerei soltanto io
Lo so che tanto, se continuiamo
a parlare del freddo vedremo
sempre e solo i tramonti e i versi
continuerebbero a sbiadire
in me quando vorrei esprimere
quello che dal cuore non esce
impossessato da un desiderio
desiderio infinito
Ti lascerò riposare forse un giorno
ti ritroverò nello stesso posto
dove nell'aria ti ho lasciato
sospesa appesa ad un filo
che slegherò e spero presto
passione mia












