lasciandomi travolgere
da te,
dal tuo modo di fare le cose
con naturalezza e
quel pizzico di dolcezza.
Mi hai conquistata con uno sguardo,
con un bacio e mille sorrisi
e con quel caldo abbraccio,
che mi ha donato un nuovo tepore.
Mi hai accolta con il tuo amore,
facendomi ricredere a tante cose.
Quei piccoli gesti premurosi,
quel ridere complici
e l' esserci l' uno per l' altro.
Sei diventato il mio sole,
la mia luna,
le mie lenzuola profumate
di passione.
Ti guardo negli occhi
e sento una carezza.
Ti abbraccio e mi perdo
nell' infinito,
disegnando con i nostri baci,
la poesia più bella.
Uniti nel sentimento,
negli sguardi,
nei sorrisi,
siamo profumo
inebriante d' amore!
Non dire così. Di tempo ce n’è stato.
Ricordi quando tua madre
diceva che mancava ancora un’ora
prima di tuffarsi in mare?
E quando tuo padre
” finché stai sotto questo tetto si fa come dico io”?
Era inchiodato al muro quel tempo
e tic-tac tic-tac ma non passava mai.
Dai non piangere ora
è per tutti così.
Ci si sveglia un mattino
e il tempo, boh
dov’è andato?
Pistilli saccheggiati
ad una coreografia lunare,
il cielo è un regista,
menestrello di pioggia
in frac e poesia.
Oh battito di mare,
scrivania di parole,
il silenzio è vena d’eterno,
vela al centro del mio cuore,
sguardo mietuto d’amore
in un cruciverba d’anime sole.
Ti perdi nel vociare dei colombi,
Sotto l'ombra dei palazzi di pizzo,
Dove l'acqua scorre lambendo i fianchi.
Ti ritrovi il peso della storia,
Passata sulle spalle e richiami alla mente
I fantasmi che camminavano
Per quei luoghi.
Sapore di cipria e maschere sui ponti,
Sono il minuetto veneziano a
Riempire l'aria salmastra penetrante.
Fragile equilibrio di una città sospesa,
Che nel tramonto si trasforma,
In magia...
Avvolge cuore e anima..
Gondole all'orizzonte,
Lentamente lasciano la scia.
in questo mare di pesci lungo la città
In mano rimane distrattamente
un volantino del Tafferuglio
qualcuno ha preso casa all'Agorà
Dimmi che ne è di quel tempo
di quando ognuno rimaneva qui
È sparito a cavallo di un lampo
perché al mondo alla fine ha detto Sì
E se ogni sanpietrino
è una botola segreta sotto i nostri piedi
tu rimanimi vicino
sarà questione di dire che ci credi
Le nuvole intanto si formano sopra di noi
e intorno al polline che non ce'ha fatta
Raccontami di un giorno passato che vuoi
ormai son troppi e stringono la cravatta
In quelle barricate
vuoi vedere che siamo sempre rimasti dentro
Una pozzanghera morta e riempita d'estate
e non arrivano più i suoni dal centro
Qualcuno passa ancora
e forse ce l'ha ancora un briciolo di rabbia
Se ci guardate impantanati alla prora
teniamo in mano un sasso d'argilla
che senza motivo si è fatto sabbia
Io libero
nell'essere libero
Pensiero e concordanza
Limiti e arroganza
Se io sono e dell'essere ne sottolineo l'esistenza
non puoi allora tu essere e allo stesso modo fare?
Se ciò non avviene
sarà l'io nella sua egoistica dittatura a governare.
Anima sottende nel pensare
e dal pensare è sottesa scrittura
“Arco e freccia sottesi da mano”
Unico e univoco il gesto
Unico e univoco il pensiero
Simbiosi vi leggo
e simbiosi è
Esprimere tale esperienza vuol dire
esprimere anima propria
Improprio al contrario è cercare di sopprimerla
Io passo con l'essere simbiosi
Domani altri passeranno
Dopodomani altri ancora
e così fino all'infinito termine dell'esistenza
Non si lascia traccia nella fisicità
Né orma sulle sponde
Il corso dell'acqua leviga e uniforma
Troverai traccia in foce
nella confluenza dell'unico tutto
che nella sua connotazione diviene assemblea plenaria di pensiero
Vita allora in questa assemblea
senza giudizio
senza pregiudizio
perché a essere trasportato non sono io
e nemmeno tu
Il fiume siamo noi
Milano di giorno
non ha segreti,
e il sole sulla cava di sale
saprà accompagnare
attraverso
un’insciente Brera
Maria domani
all’altare.
Milano di notte
ha più segreti di un guantaio
che muore, che per lei
sarebbe disposto a restare.
Che lo ha visto
sul letto di morte
debole,
ma forte a poetare.
E che domani
lo avrà saputo,
vanerella,
dimenticare
ancor prima che il sole
passi
dalla cava di sale
a Maria dell’altare.
tu sei la notte e il giorno,
tu sei il faro che mi sa guidare,
nel sicuro porto di mare,
tu sei la mia onda e io, come il mare,
non ti lascio andare.
Tu sei il sole che scalda
e l’aria che rinfresca,
l'ombra d’estate e il caldo focolare
nelle giornate innevate.
A te donna della mia vita,
questo pensiero voglio dedicare,
perché tutto questo
non ci debba mai abbandonare.
spiegami questo tempo,
Tu che leggi,
raccontami
il suo scorrere lento.
Dimmi del cielo,
urlami di albe
e tramonti,
ma taci! della notte
e del suo velo.
Passi veloci
e sguardo basso,
ombre allungate
e polvere sotto i piedi.
Voglio il mare
prati verdi
monti da scalare
e spazi infiniti
per volare.
Se di queste cose sai,
raccontami!Tu che leggi.
Mi sussurravi le parole
che un padre dice a un figlio
mentre percorrevi stanco
quell’ultimo miglio.
Non so se il tuo sia stato
scappare o partire,
non credo ci sia un modo
giusto per morire.
Mentre guardo i miei bambini
ridere, e fare improbabili capriole
con la brezza sul viso
mi pare di sentire quelle parole.
Se vuoi replicare alle stelle
Ti va di salire su un'altalena
Se vuoi ridurre il tuo corpo a un magnete
Ti va di essere due bicchieri di vino
e recupera di marzo il crescere mimosa”.
Dio che incipit! Di gufo che sfida una mosca
su piste del molo a Sud Est.
Starò più attento: sarò radente indossando una gazza
Che spari su fiori e gerani o zampilli lavanda.
Qui c’è qualcuno che fa sul serio,
a nessuno importa se chela molliche e non l’oro o l’argento,
ma è qui di nervo possente che osserva che studia una via
che giunga al più presto alla larva caduta dal giglio.
E si lecca degusta il leopardo la vena del collo.
aspettando il momento, ma non è questo il migliore
che già uno spirito giace di donna
e profuma più dolce (nel biancospino). Ed io gusto,
degusto il buon cuore m’inchino al suo spirito,
al cielo che chiude in un bianco un amore profuso
che insegue farfalle le strazia nel gusto.
sarebbe del ciglio una chiara visione.-
E ci sono le malve perdinci! stia attento ai suoi ritmi,
si faccia una trippa del cuore che batte assai meglio
se scorre pulsando di iodio in un tratto di luna.
vi aspetta una dolce signora, affacciatevi su!
un tentacolo alla volta che sgombro uno scoglio
di pizza, piumaggi e battaglie notturne di amanti.
e un cormorano nel mezzo del porto seduto
a disagio che scuote le ali per dirla in silenzio
la monta del cuore che sballa la mente.
Sentori di luce
nel sogno a occhi aperti
un cielo fatto di stelle passate
cala il sipario.
Esso ti mostra gli anni addietro
che come fotografie
scorrono
uno dopo l’altro
non celando nulla.
Ogni minimo dettaglio
è apoteosi
vedendo che il tempo, là
non si è fermato.
D’intensi profumi e piacevole tatto
è fatto il ricordo
e un pizzico di magia
tiene aperta quella porta del cielo
dove veglia il passato
e ti promette
che non dimenticherai mai.









