Un’ora, l’ultima:
quella del prete,
della sigaretta;
non vedo più vicini
i cigni dello stagno
e son fuggiti
anche i pettirossi,
inorriditi
da tanta crudeltà.
Sento un lamento
dietro le siepie
nel boschetto,
fra i pioppi infreddoliti
nell’attesa:
forse è un cuculo
a lamentarsi
e tremo anch’io.
Sono pronto, adesso
la benda è nera:
e il suono del diapason
non ripeterà
più di una volta
il "la".
Una scintilla
Virus sociali mettono ali
diffusi su spazi digitali,
vignette in post virali
scrollate senza ideali
c’era una volta lo yo-yo
oggi arrivano i meme,
tra allegoria e metafora
portano beffarda allegria
in una campagna di hashtag
diffusi da infinite imitazioni,
ubiqui talvolta ambigui
geni dell’etere di internet.
La collina di pietre
sotto a nudi piedi
scorre lenta ai miei passi,
fino alla croce.
Qui
tintinnano rosari
sbattuti dal vento
sul grembo della statua
e tutto intorno
silenzi e pianti,
sorrisi e preghiere
e sguardi velati.
Il vuoto dell’anima mia
ruvida di peccatore
si riempie adesso
di grande speranza
e mi scopro già,
in lacrime,
un uomo migliore.
affamato di verità.
Dove tutto era iniziato
dimenticando tutto quello che era vita,
erano emozioni, sensazioni.
Accetto di restare sospesa
senza cambiare idea.
Accetterò di perderti
accetterò il cambiamento del mondo
e resterò ancorata alla verita.
Lascerò andare tutto
nel disperato bisogno
di riaverti qui con me.
guardate 'o mare ncantate.
Vucate 'a ll'onne, ve cuccate,
vucate 'a ll'onne ve scetate.
Casarelle mprufummate,
'int'ô mare ve specchiate.
"Oi musichie', sona 'a nonna nonna"
a 'sta nenna, falle fa' belli suonne."
Duorme, nennella, senza paura:
'a luna ride, 'int'a notta scura.
'O mare ntona na sinfunia doce
e 'o canto d'‘a nonna, l’accorda c'’a voce.
giunto è al Sistema della nostra Stella
e va l'orbita di Giove a sfiorare
la sua presenza toglie la favella!
Durante il breve e intenso suo passaggio,
consentirà di scrivere la storia
per i terrestri recherà il messaggio
del tempo siderale la memoria:
se anche altrove si possano trovare
quegli stessi mattoni della Vita.
La coda il Sole farà evaporare
e la Scienza si gioca la partita!
Livorno, di sera,
quando sul porto
sirene solitarie
trascinano scintillanti
luci sul mare
all’infinito.
Livorno, di sera,
quando d’estate
rivive brulicanti
angoli sconosciuti
nell’antica Venezia
dai ricordi sopiti.
Livorno, di sera,
quando sul lungomare
morbide curve
ostenta
e caldi abbracci
porge ai sognatori.
Livorno, di sera,
quando mi inebrio
di leggero salmastro
e scopro il desiderio
di vivere sempre
fra le sue braccia.
Se apostrofassi il cielo
in gomitoli di rondini
incrinati d’addio,
settembre, scorza di mela rossa
come casa di un tramonto,
si aggrazierà ad una finestra
a giocar con le foglie stanche.
I fichi lividi di un buon profumo
morderanno polvere di terra
color d’ambra e nocciola
e nelle tasche del grembiule
di un piccolo scolaro,
settembre sarà dolce poesia
e di un vecchio contadino
strofa d’autunno a vendemmiare.
Bianco
è il tuo capo,
madre interdetta
dimenticata dai figli
che hanno amato un'altra donna.
Rossi
i tuoi occhi,
dal troppo piangere
per chi non ha versato
per te una sola lacrima.
Nera
la tua veste,
nel lutto più profondo
di chi ha perso
tutto ciò che dà vita.
Gialle
le tue mani,
senza più carezze
per chi le invocava
nei più tristi momenti.
Verdi
quei prati,
dove stai andando
a riposare da sola
sotto un crisantemo.








