Che cuore mi è rimasto?
Informe, fa statue di pietà
che di cognome si dicono fango innevato.
Fumi di camini lontani
innescano il sogno di una cena
che esplode nel gelo
dove non importa il suono.
Potessero, quelle statue,
si mangerebbero il naso aranciato
ma ardua è la scelta
fra il mangiare ed il fingere di respirare.
Con quegli occhi,
strappati alla camicia di un povero vecchio,
non si vedono che le immobili braccia
che il bimbo ha usato
scambiandole per il riciclo della morte.
Non lo sa: è nato boia, per donarmi
l'idea razionale del dolore.
Potessi, m'inchinerei col cilindro
ma finirei per provocare una valanga
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Sì, vorrei vederti sorridere
semmai la fantasia ti coglie sveglia
nell’iniquo sonno dei tristi.

I contorni delle dolci colline
sono ora più chiari del tuo tempo.
Il sole, guardalo il sole matto,
per una volta non ti accecherà.
Il mare, quello che dici di amare,
può ancora replicare caroselli.

Adesso non perdere un istante,
scaglia nel tuo angolo remoto
le ansie prigioniere dei vortici
e in beatitudine perditi,
senza di nuovo prender le misure
dagli intatti paradisi indocili!
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Vivi i tuoi sogni
non farti ferire,
non farti scalfire
il dolore rallenterà
non si nasconderà
dentro la roccia, 
non vivrà tutta la vita.
Ti lascerà
si allontanerà
dal corpo
ma non dall'anima.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Attendo che asciughi il bianco.

Intanto stendo l’indaco e annovero

tra le cose da fare

andar in vineria per del Chablis.

Col nero dò solo qualche pennellata

alla natura en passant, e oh là là

resto impressionata vis-à-vis alla tela.

La strada però…comme ci, comme ca.

A domani, sogni d’oro mon ami.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Troppo tempo ti sei fatto aspettare
e ancora tardi ad arrivare,
neanche l'ombra
di te ho mai conosciuto.
Te che avresti dovuto tenermi
nel cuore.
Lo sguardo pòsi altrove
ed invisibile
agli occhi tuoi sarò per sempre.
Muta presenza,
lontano sentore di un impalpabile
mai desiderato amore.

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Mano d’alba talentuosa
dipinse nuovissime luci
su larghe chiome assonnate
di platani assai infreddoliti.

Avevano il respiro quieto
di chi si aspetta l’abbraccio del sole.

Ed era già mattino quando
silenzio e fruscio di brezza
colmarono da subito i vuoti
tra un tronco e l’altro ancora brinosi.

Fu, quella, tenera solitudine
fino al primo grido d’arrotino.

Poi si sentì un gran vocìo
di bimbi o forse loro madri,
il netto profumo di brioche,
il fragore di una saracinesca.

I platani non se ne accorsero,
calde ormai erano le foglie.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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"Ho le braccia a pezzi per aver abbracciato le nuvole " - C. Baudelaire

Nel mio giardino
ho fiori vermigli appena dischiusi.
Hanno un cuore maligno
e il sole li ustiona
come il fuoco dell'inferno.
Hanno il profumo del tempo che fugge.
La decadenza dell'appassire
già segna i petali di velluto bagnato.
Ma in fondo la morte è già dentro al seme,
latente, invadente.
E la mia solitudine vi assomiglia.
Una solitudine che non è l'assenza
dalla strana festa dell'esistere,
ma un parteciparvi ubriaco e distratto.
Assorbendo un veleno che inebria
ed inganna la noia.
Perchè è questo il destino di un uomo,
anelare al sole affogando nelle tenebre.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Gialli filari di pioppi si fan largo 
tra palmi d'acero e nebbia
di pioggia
lenta a continuarsi,
a sciogliere e stemperare un colore che non semina

e le risate in pianti
rossi dentro pieghe d'un fazzoletto 
stanco di sudare anni
come giostre a lanciarti perso al cielo




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Profilo Autore: Aita Carla  

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Una gru
che si è eretta sopra gli uomini
si affaccia dall'angolo del polo.
Dimmelo ora se sia solarità o timidezza.
Spia i salici rassegnati.
E spia il canto sdentato del muratore.
E la malinconia di pietre
che si gramolano nel tempo imperfetto.
Le nubi rigonfie son gatti che si strusciano.
Una, due, tre fusa infrante di interruzioni
ed uno schiocco di dita minuscole:
E' giorno, non dormire ancora.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Il mare e lo stagno,
un lume ed una stella,
un prato e l'erba sintetica,
le colline e le dolomiti....
Quattro risate e la felicità.

La felicità non ha un perchè ha un volto,
la felicità non lascia spazi riempie l'anima,
la felicità la conosco grazie a te.

La luce del noi illumina la differenza tra il mare e lo stagno.
Ritorna in noi e forse capirai
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Profilo Autore: a_domani  

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Luce sulla pelle

migrazione

la tua orma, la mia ombra



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Zarathustra così parlo

“Uomo”, rivolgendosi a Nietzsche

“Che veneri un Dio per lo più cerebrale

Che morì per la sua compassione,

Hai davvero superato, Oltreuomo,

I comuni limiti umani esenti da morale?

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Questi primati,

gravati dal pensiero

prigionieri della consapevolezza,

cercano rifugio nella speranza

di un Dio commiserevole

che li sollevi dal peso della vita.

Credono negli antichi testi

credono nei suoi ministri

anche se i testi sono apocrifi

anche se i ministri

hanno versato sangue umano nei secoli

anche se questo

è un Dio lontano e silenzioso.

Questi primati,

eccelsi artisti,

grandi menti pensanti,

distratti dal loro orgoglio,

non vedono l’abisso

che li riporterà alle origini,

la scimmia.

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Profilo Autore: Vittorio  

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Tra tante luci a ricamare cielo
ho visto una stella quasi spenta
Ho voluto immaginarla viva
nell'estremo tentativo di poter
risplendere ancora per un po'.

Vorrei vederla sempre più chiara
così che possa ritrovare la bellezza di un tempo
senza nascondersi dietro alla sua ombra, 
pensando a com'era quando

non si vergognava di sé,
dando fiducia a se stessa
e con il cuore in mano apparendo
come una piccola rarità meravigliosa

Lei, in un abito lindo e generoso:
semplici cose che la rendevano gioiosa
curando ferite e dedicandosi a loro
con tutto l'amore infinito
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Profilo Autore: poesie profonde  

Questo autore ha pubblicato 734 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

'O sole 'e matina, quanno è 'na bbella jurnata, 

se mette fucuso mmiezo 'e mmuntagne affacciato.

Lloro nun' dicene niente, 'o fanno stà appujato
isso se n'apprufitta, s'allarga e fa 'o scrianzato.

Cu llentezza pecchè 'nun tene pressa, nasce ll'aurora. 
'O sole 'a va pittanno cu 'nu pucurillo 'e chiarore.

Po' quanno saglie 'ncoppa 'o carro e s'assetta adderete, 
se fa trainà a ciento cavalle e va appiccianno 'o pianeta.

Parla 'na lengua muta cu arbere, aucielle e pine.
So' chiacchiere fatte 'e segne cu animale e farfalline.

È 'nu linguaggio facile, ca 'nun s'ha dda 'mparà. 
È 'nu munno fatto 'e geste, addò 'e mute ponno parlà.

Po' 'nu lenzuolo giallo, schiarisce lentamente 'o prato. 
So ciure ca se movene lente pecchè mo' mo' se sò scetate.

Se fanno quacche chiacchiera leggiera e mattutina;
'ntanto ca bevene latte 'nzuccurato 'e bbrina.

Chesto succede tutte 'e juorne quanno se sceta 'o sole:
isso ascarfa...e 'a natura pe rispetto spanne addore... 

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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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