Mia moglie è un angelo: nonostante tre figli
e il lavoro part-time non si sente mai Ercole
al bivio, e quand’anche fosse male in arnese
non rinuncia ad esser come i rasoi dei barbieri.
Anche quando si trova sul letto di Procuste, ne
viene sempre fuori agilmente come ber un uovo:
la sua pazienza è come la tela di Penelope, e lei
è la ninfa Egeria onnipresente nei miei pensieri.
Poi c’è il maggiore dei miei tre figli, Symeon, una
vera anguilla imburrata e costantemente nero come
un calabrone perché pensa d’esser fortunato quanto
cani in chiesa; io credo solo sia come l’Araba Fenice.
Samu’el è il mio secondo genito, un bambino
che non riesce ad essere della parrocchia per via
del suo carattere: per lui aut Caesar aut nihil.
E’ un furbo di tre cotte con la fisima per le camicie.
E infine il piccolo Nicolae, con i suoi fratelli
come i ladri di Pisa; e con Lucas, della stessa lana.
Lucas è il suo compare d’asilo, cuciti a filo doppio per
via delle famiglie che da tempo son a uscio e bottega.
Siamo gente semplice che entra papa in conclave
ed esce cardinale, che durante la settimana
lavora e la domenica va in chiesa.
Gente che per arrivare a fine mese lavora e prega.
Quelle orme sulla neve,
come invocazioni, ci guidano
al corpo disteso, esanime.
Un fiore vermiglio si spande
sul bianco candore,
negl’occhi immoti
ancora la vampa
e il volto truce
di chi gli negò il ritorno.
Un altro ragazzo di neve
paga il riscatto dalla tirannia,
il vento, tra i rami algidi degli abeti,
sembra dire:” coraggio, verrà l’aprile”.
Sottrazioni d’immenso
e scarabocchi di rugiada
piovono sull’anima mia
come violino di stelle
abbandonato agli spartiti
di un tramonto anonimo.
E come foglia caduta
dal cuor dell’inverno,
riscrivi i miei battiti ciechi,
l’aratro del deserto
cancella i miei desideri,
la segreteria del mio petto
più non risponde al tuo nome,
son raggio di luna caduto
sul dolore del mio ieri.
E’ come vedere un ruscello secco
Oppure il corpo d’una campana
Poeta sofferente allor mi appaio
Sfavillano corolle di foglie andate ai rami
con menti a colori -gel su capelli-
Ottanta metri sopra il cielo e milleduecento sotto terra
Il tempo vaga come i brividi che avvolgono lo scialle
ove solo il vibrar di suono adunco s'ode
Anima di crociate perse
riverberi si riflettono sotto stille di pioggia,
respiro d'asfalto penetra le narici
e tutto si ferma.
Moltitudine acquea su di te,
danzi sotto al suo ritmo incalzante
e ti scopri più libera e più vera.
Sopra i tetti schiocchi leggeri
algoria di nuvole corre nel cielo plumbeo.
Sei nutrimento, sacra abluzione,
sopra ai tuoi abiti maceri.
Ma il sorriso dell'anima spinge
Se potessi arginare con immaginarie paratie il propagarsi di fanghi e detriti trascinati da impetuosi uragani.
Se fosse sufficiente dire basta per porre fine alla violenza.
Se con un punto potessi mettere l'ultima pietra sulle sofferenze.
Se un punto bastasse a dissolvere i semi della discordia, a spegnere il dolore.
Se si potessero sostituire le pagine tristi di un libro con parole e immagini colme di allegria. Se fosse sufficiente l'acqua per irrigare i cuori aridi.
Se potessi schiacciare con un piede il verme della cattiveria e con una mano asciugare tutte le lacrime dei bimbi.
Se i pesi si alleggerissero col tocco di una mano.
Se potessi trasformare il ferro in piume d'angelo.
Se potessi fare il solletico a chi piange...solo per il gusto di vederlo sorridere.
Se con un punto riuscissi a cucire gli strappi procurati da graffianti virgole...direi basta.
Se dire basta bastasse...ci metterei un punto. Un punto per suturare una ferita sanguinante, un punto per orlare uno strappo,
un punto per fermare l'inarrestabile.
Se con un punto potessi dire basta...
metterei un punto e direi basta...
Giganti di pietra attirano i tuoi occhi,
stanze, anfratti, ombre e magnifiche luci.
Inventi storie e sorridi perdendoti nella felicità dei bambini.
Non voglio compaia tristezza per ciò che non hai, piano allunga la mano e ridi...
Trovi la mia.
Io e te siamo oltre lo spazio ed il tempo,
io e te atomi della stessa molecola.
Loro sono insieme anche se nessuno lo vede.
Qui nella Vallèe la vita scorre tranquilla:
la mattina mi sveglio con le note del Duke,
faccio colazione sbellicandomi con Lucky
Luke e vado in palestra a lezione di bo.
A pranzo mi sento un boss quando addento
il mio solito hot dog, e il pomeriggio è una
continua sfida con Daisy a Super Mario Land.
Poi ascolto Jesse James e Billy Kid per un po’.
Quando arriva la sera alla pay-per-view non mi
perdo mai una partita dei Blues: adoro guardare
le magie sotto porta di Hazard sorseggiando
la mia Rosco artigianale con la pizza Da Giò.
Grande amore,
lo senti proprio
da come a stargli vicino
ti batte il cuore.
Lo senti con un bacio,
che ti fa vivere sulla pelle
una favola.
Lo vedi con uno sguardo,
che ti dà quella certezza,
che un domani ci sarà.
Ti terrà per mano,
anche nelle difficoltà.
Ti donerà sempre
quella carezza di tepore,
scaldandoti dolcemente
dentro questo meraviglioso amore.
Posato sul ramo più alto
dell’albero spoglio,
un passero infreddolito
ci osserva.
Che buffe creature senz’ali
e quanto si affannano
nelle loro scatole ruotate,
quanto fumo dai loro nidi!
Quando il sole sarà di nuovo caldo
cercherò un albero più alto,
più alto della nube nera
che copre la città degl’implumi.
Volerò alla grande montagna
e chiederò al mio Lama
un cielo pulito.
appena il giorno mi si concederà,
di buona lena svestirò il futuro
e piano, senza arrecargli danno,
gli sottrarrò ventiquattrore solo.
Domani,
quando alla notte mi riconsegnerò,
nella capiente e trasparente coppa
con cura verserò quanto accaduto
e agiterò la soluzione del passato.
In controluce,
osserverò effervescenze e posa,
sospiri che tentano la via di fuga,
errori sedimentati in via definitiva
e, dell’amore, molecole impazzite.
Mi addormenterò
al ciao di due tre stelle amiche,
ne asseconderò amnesie e scintille
e al sorgere della mia alba muta
mi immetterò sulla scia del tempo.
che soffia sul viso e
scompiglia i capelli
strappando un sorriso.
Che ne pensi del sole
che riscalda il tuo corpo e
ti stringe in un abbraccio
facendoti dimenticare
un giorno storto.
Del mare che ti culla
i pensieri
con le sue onde ipnotiche,
trascinando la mente
rendendoli più leggeri.
Senza dimenticare
il verde dei prati
che rilassa gli occhi
regalando un senso
di pace e fiducia
per i giorni non ancora arrivati.
Immagini scontate
solo apparentemente
ma ricche di significato,
nella vita un ruolo importane.
La natura è quello che siamo
che vogliamo conquistare,
non dimentichiamo
che è un luogo
meraviglioso dove abitare.
Un dispetto a sé stessi
buttare cicche e rifiuti
nei luoghi più disparati.
A tutti piace una casa pulita,
fuori dalla finestra
c'è tutta la nostra vita.
Riprendiamoci
il mondo proteggendolo
con grande rispetto.
Guardare un tramonto
ci fa chiudere una giornata
in modo perfetto.








