Chi è?
Dolcetto o scherzetto?
oggi è Halloween.
Cerca nella dispensa
qualche dolciume.
Cioccolatini
oppure budini.
Metti tutto in un sacchetto,
io ti aspetto!
Se non mi porti niente,
preparati allo scherzo.
Rane e ragni di gomma,
te li troverai in cucina.
Qualche ragnatela
su qualche mela.
Il bruco uscirà dal buco
e cercherai una banana.
La prenderei dal piatto
e arriverà mano..
con tanti saluti
dalla famiglia Adams!
una bonaccia di periferia
suona dai mantici d’autunno
verdemarcio estuario tutte le foglie
a frotte sul tendone
fradicio sgonfio lamentoso
sulla mollezza degli acrobati
reclusi
dai visi di cristalli opachi
e ancora addosso
cere di luce gialla
strette le spalle al freddo
come il salto nel buio
nell’occhio della tigre
che di scarne speranze vive
e spolpa ossa - mai stata fiera
di ogni merito (di chi?)
Nelle mie mani oggi...
C'era il tramonto e l'alba,
la brezza del mare e la pace del lago,
la pioggia con il suo romantico ritmo ed il sole che ti ruba un sorriso.
C'erano i bambini con le loro coccole e gli anziani teneri che regalano storia.
Ho goduto l'eros e visto l'agape.
Tutto era nelle mie mani come un cristallo,
Un magnifico cristallo creato da te...
Solo tu puoi tanto!
per giorni e giorni uguali,
svogliate e inaffidabili chimere
quando l’unico colore percepito
è un fondo di cravatta da indossare.
Li ho visti
aprirsi insieme in sincronia
coi fuochi dei sorrisi innamorati.
Ricordo ben d’averli anche indicati
a donna amore che mi stava a fianco.
Li ho visti
dall’alto dei vent’anni
vincere le nubi e all’angol relegarle
come educande umiliate e offese
mandate in fretta dietro la lavagna.
Cieli
che, incazzati, chiudono i battenti
e grandi e grossi si fanno metter sotto
dal primo accenno d’ingarbugliata pioggia
o dal malessere di questo loro figlio.
Li ho visti, poi,
rompere ogni plumbeo assillo,
apparecchiare feste sotto il sole
nel cuore d’attimo d’una felicità sublime
ed invitarmi a prender posto al desco.
Cieli
malinconie d’azzurro smascherate
che a farsi belli pelano le stelle
e scippano la luna da dietro le montagne
per obbligarmi alle romantiche manie.
“Ciao pesce rosso, vado con mamma
a fare la spesa; tu resta lì, e aspetta.”
Con mamma andiam dal pescivendolo
e a prender la ciambella con l’uvetta.
“Chi è il pescivendolo?” …mammina
ha preso i pesciolini in una vaschetta.
“Perché quei pesci non si muovono?”
E ha detto che me ne darà una fetta.
A casa andrò subito dal pesciolino
dentro la boccia nella mia cameretta
a vedere se dorme come loro,
o se è sveglio e nuota nell’acquetta.
Le nuvole ,
belante gregge leggero,
rosse, al cielo del tramonto,
di un rosso nuovo, diverso.
Le campane a distesa
di tutte le chiese,
un altro suono,
era un canto di gioia.
Mia madre ballava
sola in cortile.
In strada, la follia,
onde di gioia scomposta.
L’oste mesceva l’ultimo vino
ai ragazzi di neve.
Le montagne intorno, immote
guatavano sorprese ,
esseri minuti festanti
e poi si volgevano al sole
ultimo e nuovo.
Non ho il tempo, ahimè di allenarmi.
Il gallo canta alle cinque in cascina:
prendo una tazzina di caffè e mastico tabacco.
Salgo sul trattore, invio un sms con una faccina
a mia moglie, e a fatica comincio a svegliarmi.
Ma quando è sabato mi dò al mio circo bislacco.
Tisana in tazza grande cercando di non bruciarmi
per il gallo, per me quando ritengo sia mattina
caffè in chicchera col piattino ma poffarbacco…
sei rimasta incatenata al letto mia dolce Rina
per il sonno, anche se hai cercato di accarezzarmi.
E io t’ho baciata prima di andare, battendo il tacco.
Apro il tendone alla giocoleria: senza incrociarmi,
spero, faccio il funambolo su parola sdrucciolina.
E volteggi alternando bacco, piane, tronche e bacco.
Ripeto e replico… ma perdindirindina!
Il gallo è salito sul fienile e non smette di guardarmi.
Si è svegliato… e invece di cantare, mastica tabacco.
Si guardò allo specchio
e vide i suoi pensieri
senza volto
o forse c’era un viso
e mancavano i pensieri.
Inesorabile si chiuse
il portale del ritorno.
Per l’oggi non c’era spazio
né strada che portasse al futuro.
Aveva ancora mani
e frantumò lo specchio.
Non rimase nulla
solo una bolla
che l’aria colorò
d’arcobaleno.
quando la stella che fra tutte ho scelto
quando l’amico sole ritarda l’alba
allora…
strillo amore a più non posso,
rade e raschia pentole in un fracasso
l'occhio di vetro
l'uragano dentro,
il crepaccio da cui un canto dolcissimo
ascende all'empireo,
impossibile vivere attraverso.
Ricattabile al servizio di un demone
il sogno proibito
è lacerare carni , liquore sangue
fra le vene, la bocca si apre.
La schiena di un cane in tackle scivolato
dorme o sogna
la stessa schiena di mia nonna
con un Cristo senza orecchie
al collo ciondolava,
la tenacia di un uomo solo
e il suo bastone contro il lupo.
Spesso mi chiedo
se non ci fosse prigione
sarebbe un regno migliore.
Soffia il vento,
alberi danzano e foglie cantano,
il cielo gioca a fare il pittore con le grigie nuvole,
Solo c'è uno spettatore: io!
Io marinaio che navigo tra la bellezza del creato e i ricordi di una passione infinita,
così tra foglie alberi vento e cielo...pongo te la mia donna.
"naufragar m'è dolce in questo mare" scrisse il poeta
Assaporo quei versi e sorrido...
Finalmente li ho compresi!








