Sole che nasci dal ventre del mare ,
la puerpera terra ,
ogni giorno di te si sgrava
in liquida luce rosa.
Poi, mentre sali nell’azzurro
strie dorate si attardano sul mare,
quasi fosse doloroso distacco dalla madre.
Sali, nell’aria tersa del mattino
e, generoso, dispensi fluido vitale.
Ora sei allo zenit , guardi la terra
splendente al tuo abbraccio.
Scendi, il meriggio, all’occaso
e ancora spandi il tuo oro fecondo.
E’ sera
La terra s’apparecchia al tuo sonno regale ,
l’occidente stende trine violacee,
coltri vermiglie e guanciali opalescenti .
Candide nubi e maestosi cirri
fanno da giaciglio
ove tu possa, sole,
dormire fino a domani.
confondono di vita quell’istante.
D’eternità vorrebbero nutrirsi.
Impazienti, pretendono parole
e vanno in cerca di seguaci onesti,
scriventi pronti a divorare lemmi
per far di benvenute vibrazioni
figure a guisa d’immortal respiro.
Poesia, così da noi chiamata,
in soccorso d’anime in disuso.
semplici gioie.
Case vuote
di sogni e allegria.
Cercare la serenità
faticando non poco.
Emozioni scivolano
come seta sul corpo.
Nel tunnel della vita
tuffarsi nella luce,
allontanandosi
dal buio
freddo e ostile.
Vedere le stelle
che da lontano
brillano gratis,
risolve i dubbi
attenua il dolore.
C'è sempre
speranza,
riprende la danza
di vita vissuta
ancora da
disegnare.
Infondo niente si
perde
ne si dimenticano
due occhi da emozione.
Se non ti arrampichi, non puoi cadere.
Ma passare la vita sul muro di quadrelle
un tempo bianche dell’area di servizio
è un’incognita, come nelle carte le pinelle.
E non ti farà aggiungere più vita agli anni.
Specialmente sotto un giornale avvoltolato
se mi infastidisci mentre sono alla toillette
col nottolino chiuso, coleottero scostumato.
come un' arcobaleno
dopo un temporale.
La vita è fatta di sogni
e traguardi.
Lasciamoci guidare,
dalle nostre speranze
e ideali,
come la pace nel mondo,
lontana da guerre e razzismo.
Non è il colore della pelle
a renderci diversi,
perché la vita è fatta
di affetto e amore.
Non dimentichiamoci
di donare un sorriso,
una carezza, un abbraccio.
Cose semplici,
ma piene di significato.
Siamo noi,
a rappresentare questo mondo.
Noi che,
possiamo rendere
una giornata migliore,
allontanando le nubi grigi,
per fare uscire un bel sole!
dalle curve tornite
bruna e memore
di fame e mani rugose.
Voce di donna
orlata dalla fatica
al profumo di lanterne d'olio,iuta e
spighe di grano.
Cirri tiepidi hai sulle gote
seni prosperi di miele
deserti gradini di pietra e
ombre nei vecchi portali.
Ricordi i gessetti polverosi di campane al sole?
Ricordi i giochi di bimbi e urla festose?
Oggi il tempo si posa
sulle mura scrostate
mentre piccole lanterne passano
mute di voce.
Auguri di cuore
Auguri a te
che invano hai cercato
di vivere come sognavi
il tempo di un battito
ammalato, che non sapevi perchè
quando eri lontana da lì
dove hai lasciato il tuo cuore
mentre pioveva il tuo destino
incessante
eri combattuta tra desideri
non sapevi che fare
prendendo una strada
tortuosa e dietro finte ragioni
che avevano deciso
per un'anima sofferta
ove nell'aria sentiva
i temporali allontanandoli
da lei, le zavorre portandosi
Una luna impertinente fa capolino, cerca la sua stella.
Lo sa mai è andata via è solo questione di minuti e si incontreranno...
Un sole stanco segna un giormo che sta per finire ed io felice attendo.
È questione di ore... lo so mai sei andata via ma domani il mondo tornerà ad essere a colori.
Ci sono sciami pazzi per la via, appollaiati sugli alberi
Su tutti i piani fino al centesimo di un grattacielo
I soldi seguono i padroni anche quando sono morti
Li fanno guadagnare in crisantemi e loculi
così soltanto diventa vivibile il traguardo finale
Nell’inferno si è qualcuno se si hanno le tasche imbottite di buoni dollari
Sterline o euro o yen fa lo stesso
Nessuno che conosca si è mai tirato indietro da una mazzetta
Anche se chi li distribuiva aveva gli occhi scavati dalla tubercolosi
O contagiava d’Ebola
e non era proprio uno spettacolo guardarli in faccia
I diavoli, dietro le maschere dipinte di ferocia, sanno commuoversi
Al racconto della vita umana fatta di lotte per portarle giù
I più infatti muoiono sopraffatti dalla passione
Senza riuscire
Però nessuno che conosca ama avere i perdenti tra i piedi per sempre
Presentarsi a Lucifero per un adulteriuccio e senza un soldo in tasca
È il peggio che si possa immaginare
Ci sono vasche e vasche dove il meglio della gioventù diabolica
Si esercita per imparare il mestiere dei grandi
E non è che qualcuno guidi
Così ci si diverte a prenderli in giro versandogli addosso ogni tipo
Di schifezza verbale, musica sconcia associata con sesso da far ribrezzo
e insulti che a nominare la natura umana poi si resta in dubbio se sia mai esistita
E chiaramente tutto è permesso, proprio tutto
tanto nessuno muore
E nessuno può sentirsi così in forma da riprendere fiato e riflettere anche un momento
E su cosa riflettere? La dannazione non ha a che fare con l’etica
Come vorresti rigirarla questa parola se non ha alcun significato?
L'etica ha a che fare con il denaro che insudicia le strade, i rami dei pini?
Bisognerebbe tirare fuori l’intestino di ogni cartamoneta
E cercare di capire com’è che si accoppia col DNA della cellulosa
Come ad un certo punto se n’è persa traccia
e si è fatto dominante Il più forte tra i suoi geni
con i denti acuminati di leopardo pronto a saltare addosso
al Creatore, povero Cristo di cerbiatto che gli passa a tiro
finalmente libera sono,
ora tento un nuovo destino
seduta su di una panchina,
mentre vedo passare la mia vita,
e ricamo fiori sulla pelle
Non venderò più il mio tempo
a chi lo vuole mangiare con
bocche false e amare.
Sorvolo piano i tetti delle case lontane
e i miei passi si perdono
dentro ad un flamenco
ornato di luci e stelle,
rimangono ancora tante cose
da dire e da fare.
Rincorriamo garze e bende
per privilegio di pochi
ma risarciti ... leccandoci ferite.
Non calpestando cadaveri
e riempiendo corsie, si giunge
alla serenità con pace dei sensi
ci si riempie solo la pancia
poi ... serve digerire
- pancia tronfia di vincenti
creatori di svuotamenti -
Le mani toccato il cuore
si staccano, escono e gridano
al dramma, per l'adeguato fare
in prevenzione che tanto manca
non del facile cartello ...
"non varcare" che si fa scordare
in men che non si dica,
ma del semplice indelebile tatuaggio
rispetto
fissato nel cuore e nella mente.
I morti sulla strada e sul lavoro
quelli dell'aria e d'aria, del facile
guadagno, d'odio e del diverso
dei ponti, del locale sul litorale,
di montagna, di terremoti
di fianco a quel torrente,
al cui nome si è solo aggiunto:
fratello escandescente
di un gravido cratere,
lo chiedono a gran voce!
Contraltare il bel cartello
"in attesa della prossima strage"
... a chi tocca?










