Donna,
sei amore, bellezza, allegria.
I tuoi occhi
non dovrebbero piangere mai,
ma sorridere per l' amore
che meriti
ora e sempre.
Uomo,
tocca a te
prenderti cura di lei.
Non dimenticarti
di darle attenzioni e carezze.
È la tua rosa,
in un giardino meraviglioso,
senza erbacce
e foglie appassite.
Accompagnala sempre
con il sorriso al mattino
e nelle notti
protetta tra le tue
braccia calde.
Non mancarle mai
di rispetto!
Una pazza rivincita,
panno verde, sei buche, quindici palle.
Una rivincita? Mi hai già battuto vestita di nero e un sorriso che ha il sapore della felicità.
E così in un luogo folle ci troviamo abbracciati,
Sponde, punti, risate ed un pranzo consumato in piedi.
E... Ho vinto io che ho conquistato la donna più bella del mondo,
E... Abbiamo vinto noi ad aver messo nella buca dei sorrisi questo magnifico pomeriggio.
“Per essere migliore basta poco!
Ti prego sposta questa nube nera,
accendi qualche indolente stella,
prova a sfogliar la notte come fiaba,
inspira l’aria del migliore agosto,
cuci un tappeto per salirci sopra
e vola, sul mare tuo di sempre, vola.
Da lì prova a guardarmi fino all’alba,
ti accorgerai di quanto sono bella.
E non addormentarti, non lo fare
se non soltanto e solo per sognare.”
“E tutto questo tu lo chiami poco?
Dai l’impressione d’essere ubriaca.”
“Tu hai la luce della fantasia
ed è qualcosa che a me manca.
Son solitudine di sabbia e roccia,
perennemente al sol subordinata
perché mi illuda di brillare un po’.
Non lo scordare, tu hai la fantasia
ma è da tempo che è opacizzata.”
Grato alla terra
culla del viaggio
d'andata e ritorno
grato anche al mare
al suo respirare
un abbraccio sincero
e grato alle cime
riserve di vita, saggezza
in alto loco riposta
alla luna grato
aperti o chiusi non importa gli occhi
sempre in un sogno ti trasporta
grato anche al sole,
alla sua luce e al suo calore
recano tanto buonumore
al buono e al cattivo grato
attingo da entrambi, anche da chi
non può dare di più
grato ... a te
che sei parte di me
indissolubile presenza
e grato anche a te
che non sai nulla di me
ma pensi ... e può darsi.
Tutta energia vitale
propellente sostanziale
... voluti da Dio
a cui sono
oltremodo grato.
che sfiori parole
nel sorriso
di un Dio dai passi convulsi
Mi inginocchio
per fuggire da ogni luce
nel travaglio di una quiete
che serenamente
implode di sogni
Nella perfidia
di questo paradiso
sarai l'assenza
in una dolce melodia
Tu il mio fragile sentiero
sarai in questo Dicembre
che libera il foglio
di graffi e di freddo
nel suono distorto
di rinunce e perdoni !
cercano spazio
dietro sorrisi smorzati dal pianto,
scorre velocemente la vita
senza guarire le ferite,
lasciando strascichi e ricordi,
appigli incandescenti
feriscono le giornate fredde e buie,
lame di luce
cercano spazio
fra pianti e sorrisi.
A chissisia di voi
in niuno sito e in veruno lasso
sarà possibile udirmi labbreggiare con
il capo su di un primevo salaccaio crasso,
sostrato ad un pancaccio
a modo di un infante in zana.
Nel mentre che l’alcol diviene
la variante liquida di Pixlr e malsana,
nel rusticarmi dentro a un passeraio
mi pervade un sol pensiero per il prossimo
pasto; necessiterei di tre cose: un cane, una costoletta
e una bottiglia di vino… la costoletta per il cane opimo.
Il vecchio porto
fatto di casette conosciute
colorato anche di me
sarà difficile lasciarlo
abbandonando la compagnia
di barche sempre vicine
salirà il profumo
di quanto è stato
sostentamento per questi anni
quasi a bussare
ed anche ricordare
gli anni spesi insieme
dalla nuova acqua
cercherò ancora un bacio
una semplice carezza
di quel mondo
che sembrava finito
navigherò verso il lontano
chiudendo a volte gli occhi
per inspirare e respirare
il nuovo vento
che stropiccia lo sguardo
seguendo le stelle
disegnando nuove rotte
che dalla mente
portano diritte
fino al cuore
e non sarò solo
voi compagni di viaggio
alzerete vele colorate
per raggiungere
il giusto vento
sarà dolce navigare
accarezzando nuovi sorrisi della luna
cavalcando onde amiche
senza aver paura del profondo
verso il nuovo.
Nei segmenti paralleli d'una strada in foglie
ancora ti scorgo curva del mio tempo.
Di quello che non fu che faccio di zaino in spalla
con accenti brevi -grevi- di passo scalzo e svelto.
La tirannia onirica mi preme al suo guardare
e non ho acqua per palpebre caduche e battenti
quasi a schiarire l'ultimo secchio d'acqua
Una sinuosa linea
la percorro e sogno.
Quella strada è mia,
quei panorami mi appartengano,
me ne hai fatto dono,
ti sei fatta dono.
Ed il possesso, l'amore,
non sono sogni o illusioni,
sono vite,
le nostre, intrecciate così come pensate dall'inizio.
Una sinuosa linea,
la strada più bella del mondo... la tua schiena.
La percorro, la sogno, la posseggo.
È mia!
Una poesia è quando
Una poesia è quando la scala scricchiola
Una poesia è quando la pioggia









