Sensazioni, soltanto sensazioni,
paure partorite premature
dal grembo d’un futuro non perfetto.

Benedetti, gli specchi dentro casa
colorano ogni mia perplessità
allorquando in essi mi rifletto.

Se fossi almeno bravo ad evitare
di fissare questi occhi così insulsi,
non mi sentirei del tutto solo.

Andando a scovar l’amica luna
frantumo il respiro della notte
ma è fatica l’approccio al cielo.

Ancor di più detesto le nuvole,
macigni informi infilati ad arte
tra me e la bellezza da stanare.

Irrequieto, me ne sto in cucina,
i gomiti sul tavolo antracite,
provando a scarabocchiare un po’.

E cielo è il cielo che volevo.
E stelle d’agosto la penna regala!
Sì, erano soltanto sensazioni.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Occhi…

per vederci chiaro

bocca dedicata al verbo

olfatto per sapere di cosa si tratta

udito, per comprendere l’altro

tatto, poterti sfiorare…..

siamo come fiocchi di neve

la nostra vita, lo spazio di una caduta

tocchiamo il suolo

evaporiamo per tornare in cielo

forse più saggi e con meno vertigini

certo è…  che è bello volare…

una lacrima

fusione di più stati d’animo condensati

essenza femminile

cuore palpitante

fuoco…

ti cerco fuori di me…

tranello…

vado oltre il guado illusorio

trasportato dal flusso non trovo la strada…

divento salmone per tornare alla fonte

come un fiocco di neve appena nato

ma senza le vertigini.

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Profilo Autore: luposolitario  

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Resizer 15442777977120Festosa atmosfera sulle fredde pendici,
sui borghi silenti cangiante coltre invernale,
vestito di caligine sussurra infreddolito,
un alito di vento in mille pensieri
sotto l'albero di quiete arricchito,
ad ogni ramoscello qualche rosea bacca
di quercino sparpagliata,
la nota di un violino in la minore nella mente intonata,
inerte entusiasmo sopra il cielo del camino danza,
il velo di un sorriso fugge-speme in bilico esile pensa,
cometa:dice la leggenda, traspare nella notte fonda,
colui che in un lasso di tempo,
l'amore dell'Oriente giorno dopo giorno
anche se è Natale, un velo di tristezza mi circonda.
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Profilo Autore: valeria viva*   Sostenitrice del Club Poetico dal 03-01-2024

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Che meraviglia la sensazione

che dà l’aria sulla faccia!

Quante volte l’ho lasciata

sdrucita in un angolo…

dicendole  aspetta, aspetta.

Chiudendo gli occhi riesco a sentire

la leggerezza di un palloncino... tolgo il

piede dal davanzale e allargo le braccia.

Stamattina non resta lì la vita.

Ha una tale fretta…

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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La colpa risiede sempre
nell'acculturato intelligente:
lui delimita i confini
gli obiettivi previsti
acclama lecito e illecito
sano e profano, sviluppa
dal visto e previsto
e le sue guide sono linee,
scendendo e trainando.


Traccia da pari a pari
- solo Dio nell'oltre -
e nel dispari insegna
usa nell'arte del farlo
il dialetto, in uso di sotto
ché al pian terreno
non esistono chiavi
in congruo numero
per farci salire insieme.





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Profilo Autore: ING BOWLING  

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l'acqua che scorre su piume battenti
d'ali
su piaghe del rintoccarmi amore

quando stagna sulle rive il sole interno.
Le fiabe di nonni -avi perduti-
su battenti di persiane arcaiche.

Su ceneri d'albe e scuro persi
guardinghi
a sperare luminarie di strade a festa

Cigni
Bianchi







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Profilo Autore: Aita Carla  

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Ricordo Laura dei giorni lieti

quando correva nel sole

quando, la notte,

rubava luce di stelle

per farsi vestiti preziosi.

In lei viveva Poesia

che s’affacciava dai suoi occhi

e guidava la mia penna.

Scrivevo di lei cose mai scritte

parlavo di lei con gli alberi

coi fiori, col grande mare.

Poi, venne il vento

e portò via il mare

venne l’inverno

e uccise i fiori

venne la morte

e si portò via il tempo.

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Profilo Autore: Vittorio  

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Si ergono strutture destinate all’oblio

la visione del mondo attraverso un oblò, come polli in gabbie appena più confortevoli

si vive oppressi entro un labirinto buio, dove si avanza brancolando a tentoni

senza un lume c’altro non è se non un archetipo del fuoco interiore

non si arriverà mai a petere il centro anch’esso archetipo della verità…

eppure in queste finte gabbie che come sabbie mobili ci risucchiano piano piano

c’è chi vi sta bene o crede di stare bene, ovvio questa apparente comodità deve pur garantire qualcosa

il fatto è: che pretende in cambio molto di più di quello che offre/vende a caro prezzo

ma alle masse dormienti pare vada bene e se non va bene comunque si sforzano di digerire il rospo

inevitabilmente più grande dei loro gargarozzi oppressi da colletti convenzionalmente indossati…

tutto questo ha un senso e sta per volgere alla fine

questo vaso di pandora a breve esploderà  facendo scaturire tutto ciò che si ha cercato di velare in passato

e ora verrà bruscamente a galla, chi non sarà pronto a reggere il colpo

nel vedere come i muri innalzati dall’ignoranza che ha usato come protezione fin ora

si sgretoleranno ala luce del vero e imperituro momento che verrà

crollerà anche egli seppellito con le sue stesse mani…         ma anche questo fa parte del gioco.

il consiglio che posso dare è:   apri gli occhi chiunque tu sia

il mondo è pieno di meraviglie ed è un luogo fantastico per vivere

esci da questo loop appiccicaticcio che ti tiene invischiato a se

ascolta la voce del tuo essere, del tuo cuore, inizia ad amarti e di conseguenza ad amare

alla fine il buio è tale solo perché in assenza di luce, ma la luce è ovunque e basta solo lasciarla entrare…

DIVENTA LUCE.

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Profilo Autore: luposolitario  

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Tutto quanto fa rima con cuore

Lo penso mentre guido il mio trattore
con l’orecchio attento a quel rumore
che proviene dal suo carburatore
Oppure mentre come un grande attore
dichiaro tutto quanto il mio amore
da grande e pure falso adulatore
Ogni poeta poi è un fingitore
e pure quando dorme dieci ore
sogna sempre un benevolo editore
Perfino delle tasse l’esattore
in fondo prova un senso di dolore
consegnando ingiunzione all’evasore
Ed il prete umilissimo pastore
mostra un sentimento di pudore
venendo nominato monsignore.

Tutto quanto fa rima con cuore
Lo dice pure questo albergatore
che affitta le sue stanze per due ore.


(e si potrebbe continuare ad libitum)
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Profilo Autore: Andrea Guidi  

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Sfrecciavano come sfocati arbusti,
visti dal vetro d’un bolide qualunque,
i biondi capelli e quelli neri e quelli bianchi.
E con essi le teste ovali, quadre e tonde.

Mi fermai soltanto per guardare
l'ultima vetrina del giocattolaio,
il naso nero d'una locomotiva
e la malinconia di un Pierrot.

Poi, ripresi subito a correre.
A malapena scansai le stagioni,
a forza montai in groppa al futuro
e intanto mi domandai cosa facevo.

Cosa facevo lungo quella strada?
Avanti e indietro, indietro e avanti
per ritrovarmi infine esattamente
sul muschio al sasso della mia partenza.

L'unica foglia di un girasole finto
si mise maledettamente in mezzo,
in mezzo tra me e l'oceano d'Ulisse.
Cercavo fiori e trovai polimeri.

Ai bei palazzi della città orrenda,
ai tormentati marciapiedi tristi,
alle ventiquattrore in mano alle saette
io chiesi tregua d’un secondo almeno.

Agli ebbri trilli di scintillanti aggeggi,
agli alti tacchi di certi nuovi maschi,
alla bocca rifatta di chi prima era bella,
io chiesi solo di sognare.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Infinito rosso
malinconico volto
impresso nell'anima

sentimenti si spengono
con il fuggire del giorno
tuo viso comparirà altrove

siamo frammenti di sensi
per breve tempo posati sulla vita
poi svaniamo nello spazio del mondo

eterni rimangono sospesi i sogni
rossi di luci, lucenti di speranza
i tuoi occhi incatenati ad un orizzonte

infinito rosso
malinconico volto
impresso nell'anima

mille tramonto attraversano luna vita. 

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Per questo ho pensato di

parlare a tutti i bimbi del mondo.

Un abbraccio forte, Babbo Natale.

Riavvolgimento veloce.

Non mi è dato sapere il motivo di tale

sconforto, ma Rudolph sta molto male.

Non preoccupatevi però

troppo bambini e bambine,

qui in Lapponia siamo tutti sicuri

che la cura saranno le vostre letterine.

Se cesserà di esser una disputa tra credenti che onorano

il compleanno di Gesù e atei che celebrano l’anniversario

della nascita di Sir Isaac Newton il Natale,

se non sarà solo come un giorno in ufficio dove fai tutto

il lavoro e il tipo grasso con la tuta si prende i meriti,

forse ci servirete anche voi qui nel nostro ufficio postale.

 

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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È giorno
sull'isola dei conigli.
Tiro la lenza,
mentre la marea dorme ancora.
Il sole mi spia,
solca la piccola onda
e si siede accanto
a farmi compagnia.
Son fuori dal tempo,
poso le emozioni in un secchiello di conchiglie
e per la battigia,
tra un passo e l'altro nella stantia acqua,
porto a spasso la mia vecchia radiolina
e intanto Neil Youg suona ancora...

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Fermo l’istante per osservarlo meglio

per svelare il segreto del tempo…

non ha segreti, sono io che con i miei mortali sensi

fatico ad attingere all’immortalità

eppure oltre il guscio che mi compone

io sono immortale…

mi adeguerò a vivere come posso

e quando un giorno l’eterno mi fermerà

per osservarmi  meglio

forse anche egli troverà se stesso.

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Profilo Autore: luposolitario  

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L’anziano uomo, come oramai

fa da quasi due decenni, ogni

mattina si reca nell’orto

e con la consuetudinaria procedura

controlla che la zucca non sia vuota.

E il cavolfiore non sia morto.

Pari a tutti quelli che erano i suoi affetti.

Alieno da ogni ricordo saluta sfiorandoli i porri

e si assicura che abbiano al vento forte

resistito ramati i pomodori, che siano

in buono stato i pisellini e il sedano

non abbia patito le gelate della notte.

Osserva le cipolle rosse

e le zucchine bianche, assuefatto alla solitudine

delle interminabili ore vuote.

Qualche passo tra i fagioli borlotti,

e gli sfugge un sorriso amaro

destinato forse alle carote.

Amaro come il sapore

che lasciano le cose

irrimediabilmente andate.

Prima di rientrare con il canestrino

pieno per il minestrone per cena

si accerta che godano di buona salute le patate.

Gli pare di udire un graffio alla porta

ora che sminuzza le verdure

nel suo angusto e freddo cucinino.

La sorpresa non starà nell’aprire, ma nel

sentir un po’ meno il graffio al cuore nel divider

la minestra con l’inatteso tremante bastardino.
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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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