Le luci scaraventano bellezza:
è coda d'alba regalata agli occhi.

Riesce a distrarci solo il brusio
di valenti pescatori su un gozzo
il cui color, celato nella notte,
adesso si distingue ed è rosso.

Le stelle han salutato piano piano:
un'altro giorno ci aspetta.

Dietro quelle nuvole svogliate
si nasconde il segreto rinnovato
di tanti sogni del tutto mai sopiti
e riemersi con le prime luci.

Seduti sulla sabbia che ora scalda
il tempo avanza in compagnia del sole:

non v’è stanchezza in tale dimensione
e tra il passaggio di una nave e vele
con onde mosse dai respiri nostri
la mattinata ha fine ed è meriggio.

Ed è li fra l'odore della sabbia bagnata
che i nostri occhi si posano.

Ed è li che osserviamo il pescatore
cucire le sue reti, fra scogli e barche
ormeggiate, attendere paziente
che la luna illumini la spiaggia.

Ė la quiete del meriggio che invita
a raccogliere l'energia del cuore,

a scrutare l’orizzonte oltre il mare
aspettando sereni il calar del sole.
Come ogni tramonto vissuto,
anche questo sarà nuovo.

Il sole a malincuor s'abbassa,
inventa colori a confondersi con l'acqua.

Superata la rassegnazione, la speranza
di costruire un’intensa storia, la nostra,
è nel grembo della notte che sta alle porte
superando il confine del giardino della vita.

Messaggera di prepotenti bagliori,
l'alba bussa dolcemente.

I nostri cuori rinnovano dolcezza
per dare un senso alla continuità.
Il mare riesplode nei suoi azzurri
ed è pioggia di luci che ci bagna.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Trascinai l'eremo delle tue labbra
nel recinto della mia follia.
Soggiogando l'effluvio delle pulsazioni,
spogliai il tuo corpo un petalo per volta
soffermando le mani sui turgidi sorrisi del piacere.
Ero tempo d'intervallo interposto nei tuoi dirupi.
E scrosci di temporali
E valli inondate di gemiti
E grondaie gocciolanti
E tutto nell'attimo
che nell'attimo è tutto.
E quello che vissi non so.
Se spazi potessero racchiudersi nel palmo di mano
potrei ancora sorreggere le tue voglie.
Ora che son solo vecchio scritto
mi diletto nel polveroso sonno
che questo baule mi concede.
Mi crogiolo nell'abbandono d'una notte senza notte
dove anche una poesia
può essere letta al buio.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Quarantanove, ottantadue

nei cieli della vanità che danneggia

la sintonia con il proprio

senso di spiritualità si destreggia.

Sorvolavo il mare padano

nell’Astigiano dove si stendono le

colline del vino, morbido come la seta

con una macchina da volo

con le sue ali in ossa di balena e

la copertura in finissima cartamoneta.

Quarantasei, ottanta, trentadue

ogni giorno l’eccesso di fatica dileggia

i progetti per il futuro, ma ogni nuova

prova di coraggio alla presta li corteggia.

Lì per lì non ho subito inteso

che il martin pescatore desse la caccia

a una badiale azzurra balena

che inaspettatamente, saltando fuori

da un’onda, investe una  barca di turisti.

E nuota distante dall’ora di cena.

Settantaquattro e ottantotto sulla ruota

d’acqua, ma l’inquietudine che arpeggia

lascia quel senso che il sogno

i dissensi familiari non pareggia. 

Verosimilmente desto,

arenata sulla spiaggia

le siedo mesto accanto.

La balena canta anche parole

antiche e l’uomo non le ode

perché sordo ormai al canto.

 

 

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Alberga assenza

casa a finestre chiuse,

cuore lo sente.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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E quando poi ti arrivan le parole
così belle, ancor neutre, da sgrezzare
quando un tema nella mente si trastulla
già da giorni, comincia il tuo lavoro.

Nell’ora che si sporge sul tramonto
la penna corre e verga segni neri
e così, senza pensare scrivi tutto
quel che il sinistro emisfero ti reclama.

Dopo, con calma, tagli, limi, cuci
ogni singolo verso, ogni lemma,
usi sinonimi per non appesantire
e non ripeter concetti uguali a prima.

Il [poeta] lavora con il cuore?
Può darsi: io ci metto anche il cervello.
Scrivo con l’anima, cesello con la mano:
in fondo sono solo un paroliere artigiano.
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Profilo Autore: Andrea Guidi  

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La spiaggia è stanca di sabbia e basta,
di aspettare che qualcuno la raggiunga,
che la calpesti fino al limite dell’onda
e la rimuova dentro un cerchio d’orme.

La stessa cosa, il mare.
In questo inverno uguale agli altri,
sbadiglia a nuvole indecenti
e si raccoglie a miglior fortuna.

Adesso chiamo primavera
e le dirò che arrivi esagerata,
scortata dalle rondini migliori,
bagnata d’acqua di colonia antica.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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"Rimpiangendo il passato e sperando nel futuro senza mai essere soddisfatto del presente: così ho trascorso la mia vita.”
(Pyotr Ilyich Tchaikovsky)

Non
piangere
per me,
povera
Italia,
ed io
non
piangerò
mai più per te;
che intanto, oramai,
non ti sdegni neppure
di fronte all’oltraggio
dell’ingiustizia.
Che
è
da tempo
immemore
(purtroppo)
che non
credi
più
alle
lotte
fiere,
alle cause
che terminano
col legno di una croce.
Io resto il mio stanco stesso,
con gli amici descamisados,
fermo in un passato
dove la storia
deriva
solo
dal
racconto
del futuro.
E dove
l’amore
è bello
anche se è
una forza inutile
incapace di esprimere
niente altro che se stessa.

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Profilo Autore: Charlie  

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Come farò, eri come un faro

Navigherò in questo mare amaro

Affogherò ogni tuo ricordo caro

Ed ogni giorno sarà un nuovo varo

Come farò, eri come un faro

Ti cercherò e se non ti riconoscerò , sparo

Ad ogni amore in cui cercherò riparo

Ad ogni vizio che comprerò con il denaro

Come farò, eri come un faro

Custodirò il tuo sguardo, diamante raro

Ti ricorderò  nel mio viaggio solitario

Non ti lascerò ma sarò d’amore avaro

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Profilo Autore: tempo di poesia  

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In ogni nostro bacio,
si sprigiona l' amore.
Come uno spettacolo
di neve che cade
disegnando
un tappeto colorato,
le nostre lacrime di gioia
ci sfiorano
come una carezza,
facendoci sospirare.
Sorpresi da questo
intenso sentimento,
aspettiamo la notte
per raccontare alle stelle
ciò che proviamo,
distesi su una coperta
di sogni.
Siamo mano nella mano
e percorriamo la strada
di un castello.
Tu, sei quel principe
dagli occhi verdi,
che ha incantato il mio cuore.
La penna indelebile
delle mie emozioni.
La strada che percorrerei
ad occhi chiusi,
per perdermi
in un tuo bacio intenso!
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Profilo Autore: Passione infinita  

Questo autore ha pubblicato 181 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Smanie di rivoltare il mondo,
di aggrapparsi a spigoli di luna,
di essere dei belli il più bello
mandando a quel paese la sciagura.

Voglie, di bagno in cioccolato caldo,
al fianco dame ricoperte di velluto,
il seno che appena appena sporge
al suono antico d’inatteso cembalo.

Brame di conquistar le terre linde,
di agguantare in un sol colpo il mare,
rinchiuderlo nel prepotente pugno
ed aspettar che ridistenda l’acque.

Sarà, la vita, un nuovo tipo d’aquilone?
Di qua e di là non obbedisce al vento,
di brezze a volte reinventa il senso
e va, sconsiderata va, ad evitare morte.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho visto lupo cambiare manto
e del proprio vizio farsene vanto
e suo fratello, il coccodrillo
reiterar nel piagnisteo, sciacallo
tornar senza ritegno
sul luogo del delitto
e apparenti attive scimmie
farsi onere dell'onore;


immaginato
personalismi da fantascienza
malati immaginari
e presenze da fantasmi;


sentito, che l'uso della clava
fa a botte con la mente, palesemente
e che della fretta, da tempo si sappia
della sua natura di consigliera cattiva:


vorrei solo un perché, tutti
li lasciamo permanere oltre la giunta!

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Profilo Autore: ING BOWLING  

Questo autore ha pubblicato 452 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Milos visse nella sua isola, lontano dai tempi,
vicino a ciò che amò.
Inseguendo i giardini dell'amore.
Ancora oggi il suo canto d'amore accompagna l'aria della sera
e il vento lo trasporta dove dormono gli amori.
Ancor oggi il mare parla di lui,
nelle tempeste e nelle bianche onde che si infrangono sugli scogli.
Questo fu Milos poeta.
E questo il suo canto di lacrime...

Pianse

Pianse il sentire,
nel cambiante suono di solitari passi,
esuli dall'essere,
presenti nell'assenza,
assenti nel presente.
E nella solitudine del poeta tutto comincia a morire...

Morì

Morì la sensazione della sete,
perché da tempo non avevo più sete.
Morì la sensazione del caldo,
perché da tempo non avevo più caldo.
Morì la sensazione del freddo,
perché da tempo non avevo più freddo.
Quando non ebbi più tempo per le sensazioni,
nacque il tempo delle insoddisfazioni...
Perché tutto è relativo a esse.
La relativa percezione mutò nell'analisi interiore del tempo,
del proprio tempo vissuto...
«Quando il non tempo restituì al tempo me stesso e la porta dell'oscuro tornò a misurare l'umano agire.
Passarono istanti o splendenti Soli in cui
l'agire avvenne senza avvenire...
In un reale che non fu reale.
Allora apparvero terre lontane e fuochi in quel che rimaneva
dello scibile del pensare.»

Il nulla

Terre vidi,
rosse come il fuoco.
Terre vidi ed esse furono incendiate da scrosci d'acqua.
Scrissi versi per te,
ti chiamai amore.
Nomi urlai al vento,
nulla servì a placare l'ira delle anfore di creta,
no, nulla servì.
Servì il nulla a dar tormento.

Il nulla tramutò l'essenza che, piegandosi alle ragioni riscoprì il perso equilibrio...

Bilico

Bilico tu sei per me,
pozzo senza fine.
Mare d'un tempo passato.
Bosco di stoppie.
Pane scialbo.
Bilico sei per me,
o dissipata tristezza
d'uno stupore ritirato.

Apparve chiaro il legame con le terre e con l'amore che esse aveva irrigato,
Mentre il tempo scompariva dal reale...

Bianchi Gelsi

Bianchi gelsi
d'adorne terre e cadenti foglie.
Nella casa dell'edera trovo voi,
da rincorsi sogni nell'anima flessi.
Vissi nel tempo del fu.
Fui tempo nel palmo di mano.
D'uno spento falò sfiorai lo scritto,
lasciando al tepore storie d'accesi deserti.
Vedo i petali che ricoprivano i tuoi seni
sussultare nell'infinito scritto,
dall'impudico ghibli trasportati.
Or leggo il dorato profumo di Babilonia
tra pensili giardini e sussurri d'acque.
Ecco che l'amore inondò le terre dello spirito e fiumi di esperienze
dettero linfa nuova all'amore vissuto...

Tempo

Tempo fu languida mia ricerca sul corpo tuo di giada,
immerso in rubini, fra cascate di smeraldi,
fontane d'ametiste e diamanti.
Sfregai lampade d'argento.
Divenni mito per assaporare i tuoi baci,
viaggiando sulle scie dei millenni.
Sì, fu tempo e ora che tempo non è più,
per te cucirò principeschi abiti con i versi delle fiabe.
Per te scriverò l'infinito libro dell'amore.
Per te imprigionerò l'essenza degli astri
e nell'estasi degli occhi tuoi,
finalmente vedrò le mille e una notte.
“Bianchi gelsi d'adorne terre,
son qui sdraiato a guardar di voi perdute guerre”

E dall'amore passò l'anima a volteggiare nel tempo in cui il tempo era tempo
senza tempo, tempo in cui contava la qualità del vissuto...

Kairos

Nel tormento dell'incerto assoluto comparve l'estasi del dolore
che trafisse l'anima con  lunghe spine.
Rese viva l'esistenza, le concesse la forza  del pensiero.
Indusse ogni singola emozione verso i “sentieri dell'anima” che
portavano alla quiete dello spirito dopo un vagare triste e  incerto.
In una notte, notte senza tempo, si materializzarono ancestrali vicissitudini.
Tra lampi e tuoni tremò l'intelletto e il verbo divenne amore.
Se dovessi  rincorre la solitudine d'una luce accesa,
spegnerei quella clessidra di vetro,
da troppo tempo logorata dalla polvere d'una stella cadente.
Se avessi la forza di graffiare le infinite trame tessute
dalla tristezza scolpirei sulla sabbia  i tuoi occhi di cristallo.
Se la malinconia d'un vascello in fuga verso l'orizzonte,
ascoltasse i nostri lamenti, costruirei una piramide per racchiuderli dentro.
Se gli interminabili se che camminano insieme a noi,
rimanessero solo dei se, troverei il coraggio di sussurrare il tuo nome al vento.
Se un raggio di sole riflettesse nel tuo sguardo il labirinto che ci imprigiona,
vagherei per l'eternità alla ricerca del tuo amore.
Se ancora una volta potessi sfiorare con le mani il tuo viso,
resterei lì fermo a osservarti per ore nel silenzio d'una tempesta.
Se negli stralci di queste frasi potessi cancellare le incertezze,
forse mi ritroverei accanto a te.
Se d'un tratto scomparissero i vampiri che volano nelle stellate notti,
mi siederei ancora con te su quella panchina triste e fredda.
Nel calore d'un acceso fuoco annegherei il mio amore e con
infinita dolcezza cullerei i tuoi meravigliosi occhi di cristallo.
Gocce di rugiada lentamente scesero giù dalle foglie,
sguardi lontani s'intrecciarono, s'osservarono.
Piccole ombre nascosero il volto.
Lontano un bagliore scoprì gli occhi.
Immagini sbiadite, lassù vissero ancora.
Burattini come equilibristi corsero lungo il filo della vita.
Risero, piansero, poi in silenzio morirono.
Grida nel silenzio, qualcuno ascoltò.
Nell'oscurità occhi di cristallo brillarono, sorrisero.
Ancora una notte trascorse, una notte senza tempo...
Continuò la tempesta s'aprirono porte e finestre, si chiuse l'anima
in se stessa a cercar riparo dalle folgori. Il tempo si tramutò e nel passato annegò mentre fuori tutto era scuro. La notte urlò, il cuore sanguinò,
Ti cercai nei crepuscoli estivi, ti cercai sulle spiagge deserte.
Il vento spazzò via i tramonti lunari, piegò in due evanescenti realtà,
soffiò sul tuo viso di rugiada, dove eri?
E dove erano i tuoi occhi di cristallo?
Dirupi immensi intorno a me, scogliere di ghiaccio si sciolsero,
sussurrarono il tuo nome. Eternità latenti dipinsero paesaggi lontani,
sprazzi d'azzurro cancellarono i solchi della vita, piccoli ramoscelli s'intrecciarono.
Tenere foglie sorrisero alla terra.
Sensazioni fuggevoli piansero.
Echi dispersi nelle nebbie di tempeste stellari
ricordi velati da rigagnoli di sabbia,
fiumi di papaveri imbevuti di rosse emozioni ti invocarono.
Ti cercai sulle rocce dei sentieri, sulle ali delle statue,
ti cercai nelle maree scolorite della sera, ma invano gridai,
mi disperai. Invano mi chiesi dove eri.
Fruscii d'un tempo immaginario soffiarono lontano.
Sprazzi d'azzurro scomparvero all'orizzonte.
Ricordi persi nelle notturne tenebre, ricordi sospesi, immagini stampate
sulle onde dei mari.
Pensieri... Solo delusioni dimenticate in un angolo
Guardai lontano nel tempo, rividi un volto, ricordai.
Poi chiusi gli occhi e sognai.

Il sogno trasportò, ma quando la qualità lasciò tempo reale l'anima si chiuse e tutto divenne cupo vivere nello scorrere del tempo, un tempo vissuto...

Kronos

L'alba della vita
porta in sé scritto il mesto tratto della morte.
Come in un viaggio inesistente scorrono immagini
vissute in altre vite.
Immagini spente
forse mai esistite.
Un evanescente fumo di candela accompagna
l'osservare stanco e vecchio della notte.
Un filtro magico che ridà esistenza
a cartoline sbiadite del passato
che bussano alla porta dell'anima
affrancandosi dal trascorso tempo
cercando un conto mai pagato alla nera falce dell'assurdo vivere.
Sfiorano spazi vuoti saturi di tristezze latenti i momenti
che tali non sono più.
Ti rivedo immersa nella nebbia,
tra righe tracciate e corde di canapa tese.
Rivedo percorsi mai vissuti,
assurdamente vivi che grondano sangue da dorate coppe,
irrigando strazianti ferite insonni.
Dormi accanto a me,
mentre le tempeste risuonano sulle rosse terre.
Dormi nel silenzio di questa scura ora,
ora che non conta
contando d'essere ora scandita dal tragico ballonzolare
d'una tremola luce.
Rendo indietro l'anima
correndo fra lontane grida e risa
che lente affiorano dal buio.
Rendo discorsi non fatti
appendo parole su panchine vuote,
appendo una goccia di rugiada
a un arrugginito lampione.
Come morsa che stringe il pensare
costringendolo in una lugubre prigione,
cosi il pensare attanaglia il vedere mesto d'un giorno di pioggia.
Dissi d'esser vento impetuoso
che dal mare dell'orgoglio venne.
Dissi d'esser polvere trasportata dalle mattutine brezze
nell'eden delle immortali passioni.
Dissi d'esser tutto non immaginando d'esser nulla.
Se il nulla fu nulla,
allora l'abbracciai in una vita non mia.
Se le nenie suonate da legni intrisi d'odio
bussarono alle porte del tempio dell'oblio.
Se tutto questo ebbe la sua ragione,
allora vissi morendo ogni piccolo istante,
senza aver mai compreso d'esser vivo.
Addio mio dolce sentire,
ti lascio solo in questa notte illuminata da una fioca luce.
Addio io torno ad addormentarmi nel sonno del non ritorno.

«Dormi poeta nel tuo sonno senza sonno, dormi nel tuo non tempo, l'unico che ti fece vivere nel tempo.»
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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La balena può vivere anche

fino a centodieci anni.

Coperto di cenci

e vestito d’affanni

un uomo longevo, provato

da una vertiginosa caduta interiore

sega, lima e mette chiodi

a un’assetta, l’avvita e dà il colore.

La balena può arrivare

a pesare

quattro tonnellate.

Nella vita di quell’uomo ci sono stati

svariati pinocchio

a riempirgli sporadicamente le giornate.

Ma la presenza nella sua vita

di innumerevoli burattini

non ha alleggerito

il vuoto che sente

per quel figlio

che non ha mai avuto.

La balena è custode della memoria,

funge da ponte tra la profondità

dell’inconscio e i ricordi del passato

dei quali quest’uomo farebbe a meno.

Venne inghiottito anni orsono ritirandosi

dal mondo, per non venir poi più vomitato.

Ora il dubbio è quale sia

per l’assetta il giusto colore.

Ora che comprende che la sua caduta

non ha avuto conseguente risalita interiore.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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È in quello sguardo vuoto
e cosi privo del benché minimo interesse
che l ultimo fremito del mio cuore
ha perso la forza del suo battito.
E ti ho visto diventare cosi piccolo
e insignificante,
cosi inesistente
che finalmente libera
ho guardato me
ed ho imparato ad amarmi.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Dei fiori
che hai portato
non sento
il profumo di un tempo
ma ascolto il racconto
dei ricordi
guardo sopire
pietre scolpite
ascolto sussurrare
nelle notti
il vento di neve
la tua aria mi ripara
allontana il nemico
che dentro
questo spazio angusto
scava stanze cieche
cunicoli senza uscite
dove osservo
sparire come lampo
come acqua da lavandino
l'umana voglia
d'esser qui
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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