dovrò bastonare il male acquattato

nei miei stupidi giorni ‒ ho un baluginio

nelle mani lungo come il Mediterraneo ‒

terribile come un lepidottero che ruota su sé stesso ‒

ho uno stiletto nelle viscere e

quando cerco di estirparlo ride ‒

continua ‒ scarnifica la mia voglia

di inibire la morte ‒ tenere a bada

i carboni dove la traccia

di noi si scompone





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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Era tutt' una,
con l'asfalto,
al forno,
di un
marciapiede,
sfornato,
lessato,

strappata,
stordita,
percepiva,
debolmente,
il suo cuore,
il suo cuore
di farfalla,
amaranto,

fievole,
lieve,
avvertiva,
la perdita,
del senso,
del tempo,
il ritmo,
la misura,

le proporzioni,
di calzature,
giganteggianti,
che avanzavano,
inesorabili,
posando,
la gravità,
sulle sue ali,
tremolanti,
non più
capaci a,
spalancarsi,
splendenti,
alla visione,
del volo,

Perle,
sature,
a moltitudine,
scendevano,
a rivoli,
a stria,
bavosa,
di terrore.

Sentirsi,
Astronauta,
un utopia,
sfumata,
evaporata,
nella brevità,
di una caduta,
uno schianto,
frantumi,
diretti,
in direzione,
celere,
al cimitero,
delle cristallerie,
a buon mercato.

Sfumata,
Evaporata:

Con la
brina,
e le tentazioni,
ritratte,
dalla notte,
disegnatrice,
di incanti,

cosparse,
su tutta,
l'apertura alare,
del desiderare,
qualcosa di più,
del semplice,
librare,
equilibrare.

Era, decollata,
a razzo,
con tutta
la forza
la tenacia,
la resilienza,
la propulsione,
in un,
microscopico,
corpo,
sanguinolento,
fino a trovare,
la comunione,
senza preghiera,
senza chiesa,
misericordia,
sacramento,

la comunione,
con un
comune,
camminamento,
pedonale,
quotidiano,
giornaliero.

Eri lì,
inerme,
cercavi
ancora di
scorgere,
qualche barlume,
di disegno divino,
tra i bagliori accecanti,
occhi schiusi,
di un giorno,
trafficante,
trafficato.

Eri li,
ti ho trovata,
raccolta,
mentre,
anelavi,
ancora,
l'impossibile,
mentre
scorgevi,
un planetario,
che sfilava,
miraggi,
di mondi,
sospesi,
sulla sabbia,
celeste,
deserta:

Empireo,
a dismisura.
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Profilo Autore: Poetaemotivo  

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Quartine di endecasillabi a maiore con rime alternate.


 

Somatizzare aiuta a completare,
tanto che adesso questo vecchio corpo
in ogni suo apparato sta ad urlare
ed anche nel cervello adesso torpo¹,

ché se lo mantenessi ancora sveglio
anche per lui dolori lancinanti,
per cui stordirlo ancora è certo meglio
per non fargli sentir che c’è davanti.

Son tutto indolenzito ed in affanno,
nulla si salva tra capelli e piedi;
ma dalle tac risulta minor danno…
eppure non mi reggo, non lo vedi?


¹: m’intorpidisco.


14/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Fui tombarolo in riposo
sulla collina del Granarone,
sotto l'ombra di un ulivo,
al dolce profumo di tigli.
Gli occhi chiusi in un profondo ristoro
e al contempo sveglio al sogno.
Donna Agylla,
Signora di Cerveteri,
venisti dal mare
ad abbondare in Etruria.
Capelli biondi come ginestra
e riccioli sulle spalle come lunghi viticci.
La brezza, a scomporti le ciocche e la frangia,
fu a mostrarmi il tuo volto ovale,
impreziosito da dorati gioielli, dai lobi pendenti.
Gli occhi tuoi di forma allungata eran di trucco pittati,
come le labbra rosee e sorridenti.
La veste leggera e sobria,
ricamata al petto e ai fianchi da rosette ed edera,
fu a donarti regalità da dea.
Con un intreccio di corde a farti da sandali,
camminasti come fossi a piedi nudi.
Leggiadra verso di me dormiente
ti facesti per accarezzarmi
e trasalito mi svegliai.
Il dolce profumo dei tigli
ancor più mi pervase nell'anima.
Fui desto senza volerlo,
parvenza ebbi d'una carezza
o d'una foglia caduta sul viso.
Ti cercai, ti sognai e,
ritratta su un bucchero ti trovai.









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Profilo Autore: FlorYana  

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S’oscurava il cielo alla tempesta
di nere nubi cariche di pioggia
tra l’echeggiar di forti tuoni
e di lampeggianti lampi.

L’impetuoso vento
sconvolgeva del mare l’onde,
soffiava e ululava lungo coste
tra pendii di scoscese rocce.

Agitato sempre più quel mare,
mirava a chetarsi all’imbrunire
mentre scomparse le funeste nubi
lasciavano occhieggiar tremule stelle.

Cedeva il passo or la notte al giorno
fino a trovare calmo il mare
volto ad un sussurrare lieve stava,
al chiaro di una luna piena.

Chetano anche i rumori
a quel riverbero di bianca luna
che si specchia sull’azzurro mare
e come scia si anima sull’acque.

Quando all’orizzonte s’alza il sole,
di rosa si tinge il beato cielo
tra magici colori ameni
facendo battere forte il cuore.
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Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

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La giornata è limpida
Come uno specchio d'acqua
Dentro il quale si riversano
Tutte le ore del tempo
Ricolmo di speranza
Scruto il cielo e vedo
Docili creature intrecciarsi
Tra le fronde d'autunno
Senza anima
Il mondo sta consumando
Il suo pasto nudo
Mentre esseri impassibili
Aleggiano intorno 
A un'indefinibile natura
I pochi sorrisi rimasti
Scompaiono all’unisono
Nel riverbero di dolci lacrime
Non c'è pietà per i sentimenti
Perduti nell'oasi del vento
Lassù si infrange il silenzio
I miei passi rimbombano
Tra le finestre di molteplici stelle
E nel mio cuore si fa strada
Il dolore di un desiderio infinito
Sono così lontani i giorni 
Dei gesti arditi che nutrivano
Gli sguardi di bellissimi sogni.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Ho annusato, il gusto,
perverso, delle maree.
Sentito, i pesci,
sopravvivere, al destino.
L'erosione,del vento,
nelle asperità della vita.

Una chiatta, dondolare,
sulle spalle liquide
di Nettuno.

Sul fardella sera,
accompagnato, da una
domenica, con le infradito,
dell'estate.
Rincasando, ti ritrovavo,
con, un anemone, variopinto,
sbocciato, nella tua chioma fluente.

E, di imbarcazioni,
ti raccontavo, geometrie,
piegate, dai sussurri,
del tempo, come, i tuoi,
abbracci, ora miraggi,
dispersi,
da aquiloni, in
lacrimosa, cerimonia.
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Profilo Autore: Poetaemotivo  

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Strofa di quinari rimati in schema ABABCC, sfociato da una riflessione sentendo parlare di me. Ma non sono colto o erudito,  è solo che tra i ciechi un orbo sembra un dio.


 

Io erudito?
Sì,  quanto un mulo
che fu ferito
da un dito in culo.
Stupido, onesto…
fuori contesto.


13/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 816 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

 

 

 

 

SU DI UN PARALLELO
HO TRASCORSO IL TEMPO
A RICORDARE LUCCIOLE E LANTERNE
GIRANDO I POLLICI
NIENTE E' PARSO URGENTE
UNA COLTRE NASCONDIGLIO MI HA DISTRATTO DAI FATTI
DA QUEL MUOVERSI INCONCLUDENTE
SONO ANCORA SU QUEL PARALLELO
IL TEMPO STA TIRANDO LE SOMME
EPPURE SON DEL MESTIERE
NON AMO I RISULTATI
NON C'E' FRETTA PER IL FASTIDIO
PRENDE PIEDE E RISUONA UNA VOCE
DALLE PAROLE DI CONFORTO
A QUELLE IN FONDO AL POZZO FINO AD UN PUNTO MORTO
ANCORA SEDUTO OMAGGIO LA SERA
DOPO IL GIORNO GIROVAGO E VUOTO
DI FRONTE TUTTO E' PASSATO LASCIANDO SEGNI E RUGHE
MI SON DATO DA FARE
NEI SUBBUGLI RICORDO DI ESSER SOPRAVISSUTO
NEI SOBBORGHI DEL CUORE I MIEI BATTITI HAN TANTO AMATO
NEL SOTTOSUOLO SOTTO I PIEDI TANTO HO PERSO
NELL' ABISSO DELL'ANIMA
HO COLTIVATO MOTIVI RARI
HO SCALDATO INFINITI PENSIERI
NELL'ISTANTE MI RAMMARICO PER QUANTO NON POTRO'.
I MIEI AUGURI SINCERI
 
 
 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Senza di te le cose non funzionano.

Non è che non vadano bene.

Funzionano male!

Come la fiamma di una candela che si spegne

senza che ci soffi sopra

senza che una lacrima di vento la accarezzi

senza che un soffio d’acqua la cerchi.

 

Senza di te le cose non mi soddisfano pienamente.

Non è che non mi piacciano.

Non mi appagano pienamente!

È come un sorso di vino che scivola in bocca

Come il tramonto senza i colori del sole

Come un’onda del mare che si infrange senza rumore.

 

Non è colpa loro, è che tu non ci sei mentre accadono.

È come un film senza attori

Come del cibo che ti sazia ma al quale hanno tolto il sapore

È come zucchero filato che non appiccica.

Senza di te esisto, ma svanisce qualcosa nell’anima

 

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Profilo Autore: Elvezio  

Questo autore ha pubblicato 64 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Scrivere ci tocca
come nostro destino,
come nostro mestiere.
Liberi come splendide fiere,
Feroci come la vita delle farfalle,
Narratori di giorno
Poeti di notte.
Scrivere ci tocca
senza aprire bocca.
Ubriachi d'inchiostro
e con i calici di parole ricolmi.
Scrivere ci tocca,
d'altro non abbiam bisogno,
se non di parole nuove
libere più del sogno!
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Profilo Autore: FlorYana  

Questo autore ha pubblicato 52 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Delicato è il suo volto
Come l'acqua che scorre
Dolcemente sulle forme
Della nostra esistenza 
Lei è la magica luna
Del cielo che ammanta
Il mio piccolo universo 
Senza di lei
Mi sentirei perso
Soave è la luce
Del suo sguardo celeste 
Senza di esso
Non esisterebbe 
L'emozione di un amore
Lontano e diverso come 
Una stella e la sua terra.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 641 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Una borsa,
col sorriso,
largo,
e le guance,
accattivanti,
per circostanza,
per convenienza,

per celare,
il lutto,
in granuli
di sale,
lasciati
andare,
ceduti,
via, via,

in cambio,
le rimostranze,
con etti di
sopravvivenza,
mangime nutriente,
per la parte magra,
opalescente luna,
appesa tre quarti,
con lo stomaco,
smagrito,
e i pensieri
all'ingrosso,
gravidi.

La parte grassa,
invece,
enorme,
tondeggiante,
cola a picco,
sperperando,
i lauti,
guadagni,
su veicoli,
appariscenti,
col rombo,
di una tigre,
feroce,
affamata,
a sfrecciare,
nella savana,
per la caccia,
grossa,

a riempire,
sempre più,
un castello,
vanesio,
egocentrico.

Granuli di sabbia,
formanti una
spiaggia da ufficio,
ombrelloni compresi,
sotto l'azzurro
mattiniero,
scie volanti, innevate,
perpendicolari,
ai riflessi,
dorati, dell'intelletto,

al di sotto,
molto, al di sotto,
documenti,
pratiche varie,
nel raggio,
miraggio,
di un estate
rediviva,

carne da brodo,
ricucita,
ormai morente,
nel brodo primordiale,
dove tutto,
ritorna a cuocere,
a fuoco poco lento,

fino a ombreggiare,
fino a sparire, nella,
trasparenza,
traccia fantasma,
nei solchi analogici,
dispersi dall'era digitale,

alla fine della cottura,
alla fine della salivazione,
nervosa, riflessa, riflessiva;

Povero,
con una nuova,
caffettiera,
da esportazione,
ambulante,
in pochi centimetri,
da cucina,
caffettiera,
sbrilluccicante,
fiammeggiante,
moka, espresso,
sui binari del
mille novecento trentatré,
sui binari del
duemila e venticinque;

Fronteggiare, così,
la giornata,
coi propri,
sforzi alla
caffeina,
e l'aroma,
resiliente,
alla candeggina;

Su in su, per le
narici, fino,
al midollo,,
fino alla difficoltà,
respiratoria,
fino alla stanchezza,
polmonare,

fino a ombreggiare,
fino a sparire, nella,
trasparenza,
traccia fantasma,
nei solchi analogici,
dispersi dall'era digitale......

alla fine della cottura,
alla fine della salivazione,
nervosa, riflessa, riflessiva.....

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Profilo Autore: Poetaemotivo  

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Fumogeni e sorrisi

arrancano legnosi 

nei giorni che precisi

carezzano pomposi.

Unguenti convenienti, 

lumini difettosi, 

orpelli per le menti. 

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Profilo Autore: MArTe  

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Un passaggio al telegiornale, una frase di una donna in cammino con un sacco e due bambini piccoli, in mezzo a centomila storie uguali in direzione inferno. Terzine a rime incatenate di endecasillabi a minore.


 

«Io torno a casa con i miei bambini…
io torno a casa… mio marito è morto»…
Ma… quale casa? Dentro quei confini

non c’è più nulla, solo lo sconforto
figlio di bombe ch’han distrutto tutto
e per rifare vi verrà anche estorto

ogni futuro da chi diede il lutto
e con le banche strozzerà le gole
per portar via pure l’ultimo frutto

di chi scampò da bombe e da tagliole.
«Io torno a casa…»: son solo macerie
arroventate dal nemico sole
… e presto i porci ci verranno in ferie.


11/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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