Perdonate figli di Gaza
la fragilità dei nostri sguardi,
la flebile luce dei nostri ideali.
Perdonate l' insipida rabbia
che sgorga dalle nostre parole.
Poi in fondo siete così lontani
che quasi non pare affare nostro...
Ma si dai, domani forse sciopero,
solo che ho il mutuo da pagare...
facciamo che ci penso.
E comunque vi penso!
Splendeva una luce
tra le rocce di un vulcano
come un grido vorace
di un amore lontano.
Un grido, un rumore
la sua mano ti porgeva,
con gli occhi di un fiore
il suo odore giungeva.
Splendeva una luce,
forse il sole o una stella
che il mio cuore traduce
come l’anima più bella.
Risveglia il poeta
con la sua aura divina,
che segna la meta
di una salvezza vicina.
DA COME OGGI E'
SE TUTTI FOSSIMO UGUALI
NESSUNO SI PORREBBE CONTRO L'ALTRO
TUTTO SAREBBE SEMPLICE
MA AL CONTRARIO E' DIFFICILE
TUTTI SONO CONTRO TUTTI
E PER ME E' DIFFICILE
VIVERE IL GIORNO
LA CAUSALITA DELLA REALTA'
DENTRO ME E' MOTIVO
DI CONFLITTO PERENNE
CON LA MIA LIBERTA'
Là nessuno vede
Nel silenzio nascosto tra i pensieri
nasce un filo di luce,
si intreccia con l’ombra,
diventa parola.
Scrivere è varcare un confine invisibile,
è abitare un giardino che non ha porte,
dove ogni respiro diventa canto
e il tempo si scioglie come neve al sole.
Là nessuno arriva,
là nessuno vede.
Eppure io vivo,
pieno, intero,
nella casa segreta della poesia.
Terzine di endecasillabi canonici a maiore in rime incatenate ABA BCB CDC DED FGFG.
Urtano addosso le onde senza sosta
e quel che resta spingono agli scogli
in un litigio tra relitto e costa
il cui fragore sordo al buio cogli.
Di qualche metro a volte s'allontana
ora che pare solo legni spogli
quando prevale della tramontana
l'alito fresco che va verso il largo,
ma resta dopo qualche settimana
sempre qua sotto; forse un tempo cargo
o più probabilmente un bel veliero,
ora relitto immerso in un letargo
ha perso il suo aspetto antico e fiero.
Fradicio è troppo, neanche per il fuoco
può più servire, inutile davvero;
guardo lo specchio… gli somiglio un poco.
30/09/2025
sul prato attendi una bava di vento,
quando arriva, in sue ali ti culla:
sei già lontana in un solo momento!
Ogni tuo seme ha un paracadute
vola distante dagli altri fratelli,
come farfalle dal cielo piovute
copron la terra coi loro granelli.
Del Tarassaco l'eteteo Soffione
trova 'l sistema di sparger la vita
seguendo l'alta e Suprema Visiome:
presto la terra sarà rifiorita!
A SOLE GIA' LEVATO
COMMINO PER LA STRADA
DESERTA ED ABBANDONATA
NESSUNO PER LE VIE
INABITATO E' RIMASTO
IL MIO PAESE
QUANTI RUMORI
NON CI SONO PIU'
SOLO MACCHINE CHE
CORRONO GIU' SENZA
SALUTARE E VANNO VIA
NESSUNO CHE GIOCHI
PER LE VIE E NELLE PIAZZE
I FICHI D INDIA CRESCONO
RIGOGLIOSI E QUALCHE
TURISTA LI OSSERVA
TUTTO E' FERMO ANCHE
LE CAMPANE NON SUONANO PIU'
PER SCANDIRE LE ORE
Mordi e fuggi, un krapfen nei rifugi,
tornelli nei parchi, un selfie nel bosco,
torelli sui prati, un drone nel cielo,
yak sul sentiero tra mountain bike
tra cime rocciose la gente tracima,
Tre Cime in navetta con sigaretta,
triste Trieste sommersa dai turisti,
Castello di Miramare da ammirare
montagne di click spengono emozioni,
la montagna in un click illumina il cuore,
tra selfie, resort e ristoranti stellati,
nel cielo le stelle brillano, autentiche.
Mi vedo allo specchio silenziosa,
A tratti paio esser pensierosa,
Vedo un segno che non c' era,
Cambia ad un tratto l'atmosfera.
Il fondotinta messo stamattina,
Non pare far effetto come prima,
Del rossetto che arricchiva la faccia,
Non v' è ormai più alcuna traccia.
Con il tempo divento più matura,
Il prezzo è una ruga unita ad una smagliatura,
Me le porto addosso con fierezza,
La vita si sa non è una carezza.
Allora lascio lo specchio sul suo muro,
E metto il mio animo al sicuro,
Ad essere Imperfetta son destinata dalla natura,
Ma intanto scopo ancora come una cangura.
Navigante dei cieli della vita,
quanti anni passati,
come un libero uccello migratore,
a ferire le nuvole
precipitando in certi vuoti d’aria
e quante volte hai ripreso quota,
tra i battiti del cuore
e il rombo dei motori.
Ora sai che il difficile
è tenere la rotta nella vita,
tra lampi e tuoni, elettriche risate,
in mezzo alle tempeste,
e il riprendere quota,
nei vuoti d’aria dell’età che avanza,
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Ma una cosa hai capito! Da lassù
come è piccolo il mondo e cos’è l’uomo
che passa gli anni a inseguire il vento.
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- Elefante
Ore 12,42
Martedì 30 settembre 2025






