Torna a trovarmi

sui miei righi di tanto in tanto.

Dobbiamo tutti qualcosa a qualcuno,

io mi sentivo invitto con te accanto.

Persino il fascino della luna

è schiavo di un riverbero.

Ogni notte ti cerco,

nascosto come un tubero,

su Tristano 2.0@luna o l’altra.

Credevano che la luna calante,

Gli Arturiani secondo Elaine,

come me con te oramai distante

e come l’amore fosse vulnerabile.

Stanotte di falce di luna caracollante.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Così vediamo nascere un inverno
con i gemiti d'ascia sulla luce
il rumore e di colpo quella pioggia
d’ansia di assalto estratta da una tana.

Il nero omozigote di gemelle
ali contrite in lividi fruscii
senza groppo delle ossa si richiude
fedele all’occhio cieco su nel varco.

In sintesi di graffi dai recinti
l’aria di lutto a velo che mortifica
lo sguardo tra le polveri -un’iperbole
silente e fragile, autarchia del bello.



 

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Si chiama fragile
questo piccolo ricordo d’inverno
che ha le mani ruvide
e gli occhi sono
mosaici sfrangiati di cielo .

Si chiama vento
il soffio gelido tra i portali
dove risuonano le voci
e il profumo di zeppole fritte volteggia
in spirali di fumo
olezzando le vie.

Sui sentieri di geloso silenzio
i fiori di ulivi tra danze e litanie
vestite di bianco.

L’aria che vi attraversa
odora di pane
di grembo materno

e piccoli noi
accolti ad ascoltare
un braciere ardente
di saggezza
quando l’inverno
era carezza.

Tempo ostinato nel cuore
deciso sulle gote
nutrito di buoni sentimenti
di belle parole.

Un bianco e nero
che più non torna
un susseguirsi
di minuti
giorni
stagioni .

Poi tendi la mano
raccogli i ricordi
li stringi in un pugno
e ti abbandoni.

Eppure
presto verranno
le rose...




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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Mi zittisce un fringuello.
Perché lo scirocco non è figlio di nobili,
perché se ci avesse avuto a cuore
il suo sarebbe stato di ghiaccio.
Così piove fango.
Così, neanche oggi, succede niente.
Un cigno grigio, la pecora nera,
morso dal padre perché non trova il volo.
Ora si erge come una torre:
per ricadere, per paura.
Non tornerà più
-Speriamo porti con sé del rancore- Dico.
Il kimono di Chiyo, col suo strascico,
brama un vento che deve lasciar andare.
Si ricopre di rose sul manto buio:
ma il coraggio è solo un vile atto
nel giorno in cui piove fango.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Intanto che mi saturo di pioggia
e l’acqua a terra si trasforma in gelo,
nei cieli di gennaio cerco luce.

Il burbero, così chiamo il tempo,
avanza a passo lento, sembra zoppo
e schiude l’ora della resistenza.

Precoce l’adescare primavere,
d’amaranto m’infagotto il collo.
Ancora nudo il nido sul faggio.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Felicità,

non la vedi solo dagli occhi,
ma senti che ti avvolge.
Come  una carezza,
ti scioglie con il suo affetto.
Ti senti di nuovo bambino
e corri spensierato nei prati,
raccogliendo margherite.
Il sole esce  magicamente,
fino a che il buio della notte,
diventa quella stella che luccica,
assieme ai tuoi pensieri
infiniti d'amore.
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Profilo Autore: Passione infinita  

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Risultati immagini per vecchio con bastone fra la nebbia

Portento, bastardo pezzo di avanzo,

pattume da concime vecchio afflitto e stanco,

con le braghe lunghe sotto i piedi calpestate,

pipa in bocca a far l'ultimo tiro di fumo..

Vai..non voltarti sali sul treno per arrivar alla fine del mondo,

mai più sorriderai, piangerai in eterno nel dimenticatoio e

 sarai ciabatta gettata fra vecchi rifiuti..

Tempo balordo da cancellare calendario da strappare,

dimenticanza da dimenticare.

Stralciato cencioso più volte rammendato con filo e ago ..

Via..Vecchio non ho di te rimpianti sei vecchio e bacucco,

bastardo legno marcio..

Corroso e tarlato..fra intemperie e catastrofi,

oscene disgrazie, e guerre maledette..

M'hai lasciata straziata con l'amaro in bocca,

stritolandomi il cuore in vari pezzetti

l'hai schiacciato dal dolore e

nel sangue hai versato secchi e secchi di dispiacere,

delle lacrime hai riempito barili ..

Vai..non voltarti sfuma verso la foschia

come fumo sui camini

come meteorite sbriciolata sulla terra.

Ecco è mezzanotte sei morto anno codardo,

 avvilita e addolorata spero in te 2019,

che tu sia superiore..

 

 

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Che sia irrefutabile

che la felicità

non esiste?

Eppure ti desti un giorno

e quel che ti resta

è la sua sottoveste,

e scorgi che se ne è andata.

Resti come un bimbo

che si succhia

il dito:  ha saliva, non latte.

Non resta traccia

della sua crocchia,

e una lacrima bagna il lembo

del cuscino, indelebile

come goccia di vernice.

Non rimane che rinascere

dalla polvere dei giorni,

e sembrare felice.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Se ti fermi sulle onde vedrai solo tempesta,
senza un passo indietro di Van Gogh scorgerai le macchie,
sentendo le note perderai l'armonia.

Il bello ha sempre una cornice in cui esplodere e gridare al mondo ciò che è.

Senza te non avrei scoperto la maestosità dell'amore,
senza me saresti una splendida donna ma non la più bella del creato.

Aiutiamoci a vedere il mare oltre le onde.

Sosteniamoci a scorgere la notte stellata e non le macchie.

Stringiamoci e sentiamo la musica del nostro piacere.

Amiamoci semplicemente e ritroveremo noi.

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Profilo Autore: a_domani  

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Il bosco d'inverno,
foglie cadute,
alberi grandi
con rami spezzati.
I segni della stagione
sono evidenti.
Cammino veloce
guardandomi intorno,
la vista sul lago
sorprende ogni volta,
l'acqua liscia
emana tranquillità.
Mi cammini accanto,
sono felice.
Ci piace camminare,
una passione
che mi fa sentire
ancora più vicina a te.
Incrociamo un uomo
che cammina da solo.
Sono fortunata
ad avere te.
Penso a chi è solo,
chi non si sente amato,
chi anche in mezzo
a tanta gente
si sente sperduto.
Io ho te,
anche se cammino
veloce e tu
sei più indietro,
mi giro, ti vedo
infreddolito
con le mani in tasca.
Ma sei dietro di me
che segui i miei passi.
Mi sento fortunata,
la strada del bosco
è la nostra vita,
mi sei sempre accanto
ed anche se affretto
il passo,
sei li vicino a me.
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Profilo Autore: Michelina  

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Oggi rimando al mittente

ogni pena

Rimando, mi tuffo

nel liquido amniotico,

prima culla del poeta

Poesia, lontana stella

ardua conquista sognata.

Sognando, cammino

per dure strade d'enigmi irrisolti.

Risolvo di cedere al tempo,

gravoso fardello di albe infeconde.

Troverò terre materne

accoglienti galassie

cosmiche primavere.

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Profilo Autore: Vittorio  

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Maledetta morte
maledici
mantenendo mali.
Malefiche misture miri
mare morto mostri
mistifichi morali
mentre mondi
minuziosamente muoiono

"Tautogramma"

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

Questo autore ha pubblicato 202 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Quando vedrai la luna

circondata da un alone

ricorda che da qualche

parte con il suo aquilone

Di fronte a righi di nuvole

incede con passo garbato

un uomo, in quel chiarore.

Solo, col capo abbassato.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Meglio lontano, meglio non sapere
meglio non vedere
anche se non puoi chiudere
gli occhi della mente
anche se non puoi scegliere i sogni.

Meglio lontano, meglio saperla
da altri amata .
Meglio, di questo amaro interrogativo.

Cercherò di non vederla
di non pensarla, cercherò cercherò.

Penserò alla vita trascorsa
penserò ad altri amori,
a mia madre che riposa
di grigia terra vestita.

Penserò, cercherò...
Com’è difficile spegnere un pensiero!

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Profilo Autore: Vittorio  

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Come Apache che silenzioso aspetta
segnali di fumo dalla collina alta,
immobile sulla distante duna
davvero il fiero non si riconosce.
Le nostalgie cede all'orizzonte,
al quasi uguale azzurro con il quale
parlava per sputare confidenze
al nascere dei sogni più urgenti.

Ma ora altro non fa, più non si muove,
nel ghiaccio dell’età è cristallizzato.

E pensare che tanto tempo fa
se ne scappava dalla vecchia tenda,
sassi e paure a pie’ nudi schiacciava,
polvere alzava giù per il sentiero.

E mentre la sua tribù spariva,
il cuore in oro bussola mutava,
tracce di sale sempre più seguiva
per inchiodare mare come freccia.
Quindi, seduto tra onda e rena,
dentro i riflessi l’anima specchiava
e ,unghie ad intaccar sabbia e miraggi,
capace era di trovar tesori immensi.

Sulla distante duna oggi è cambiato
assieme a luce ch’ombre non rischiara.
Il fiero è stanco, meglio non distrarlo.
Avrà vissuto forse troppo in fretta.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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