Con questo cuore che non mi appartiene,
al tamburellare appena palpabile
della pioggerellina leggera nelle notti
d’estate, i nostri giochi sotto le lenzuola
succede che siano fantasmi della mia mente.
I fantasmi di un cuore che non m’appartiene
nelle sere d’inverno al crepitio del camino
a scaldarci al soffio delle nostre anime,
succede che continuino ad abitare
le mie stanze più segrete abusivamente.
Poi succede che questo cuore che oramai
non mi appartiene ti creda forte, volitiva,
caparbia, aggressiva… succede che ti chieda
col fiato corto il perché di un tuo abbandono.
In un’altra vita forse sarei più presente.
Magari in un’altra vita… ma in questa
nessuno sa, nessuno che ti sappia ascoltare…
Ci accompagnano domande insolute,
viaggiano con noi, restano nell'aria, nel cuore.
Se avessimo le risposte, sarebbe sufficiente!?
Sorso che d'amor profuma
miscuglio in agrodolce,
gesto loquace ad osservar natura..
Macro a sbocciar come un cuore
protratto al sensor d'amore..
Petalo su petalo di color ambrato fra mani accarezzato.
Trama di tessuto antica a ricamar l'ordito
essenza d'erba in calco verde.
oh t'amo gentil fiore ti sfioro ma
non ti sfoglio il tempo vien maturo e
sfogliandoti petalo su petalo
la terra colori!

travolge ogni dolore.
La sofferenza scava
tunnel dolorosi
nel corpo e
nella mente.
Un peso sull'anima,
schiaccia ogni certezza.
Paura nel domani,
speranza nel domani
avvinghiati
come il DNA
dei nostri pensieri.
Speranza,
la speranza
è la parola chiave.
domani è meglio
di ieri,
ieri è lontano.
Giorno dopo giorno,
un tassello dopo l'altro
si costruisce la forza
interiore.
Il corpo pian piano
guarisce.
Dando vita ai sogni
sopiti per paura,
che sbocciano come
fiori variopinti.
Cosi i loro colori
sovrastano
il buio dell'inquietudine.
Creando nuove
opportunità
In un orizzonte
finalmente
favorevole.
della città le luci
non arrivano le voci
e nemmeno le illusioni.
Solo piante con i rami
contro il vento
e di notte la paura
di una terra senza Dio.
Ho scavato la mia fossa
appena sotto a quel pendio.
Chissà se avranno tempo
di custodire le mie ossa.
Il mio mondo sta fuggendo
verso un futuro di mani a conca.
Io non mollo, qui ci resto.
Aspetto il creatore
o comunque la sua bomba.
Le due Frida solcate
da un solco solo,
la regina in tehuama
in unione carnale
con la creatura del dolore.
Lei che raccoglie
la vertebra strappata al cuore,
luna strappata al sole.
È lei a scostare l’unghia
d’acciaio che torna rossa
fessura e goccia
dall’occhio in lacrime
da cicatrice altera
dall’arte
di cacciar via lo scheletro
quell’ombra lunga
di cielo, che pure ha sognato.Quando morirò,
non vorrò le croci,
nè lapidi silenti.
Vorrò il fuoco
per estinguere i miei peccati,
mi nutrirò di cenere
e sarò cenere.
Quando morirò,
non il marmo,
il pianto e i fiori
Quando morirò
morirò nel vento,
la mia stele sarà la montagna
i miei fiori, i fiori della terra .
Il ricordo, sarà preghiera,
il rimpianto, l’attesa di ritrovarsi.
ordinavano gli uomini a destra dalle donne e
sovrastando i campi .
fumavano il cielo di Auschwitz
soprassedeva quei giorni
lungo le sponde

Scenderò queste scale
con l’ansia che sale
perché non vedo la fine
e non so cosa dire
cercherò nel buio lì sotto
lo sguardo di un dotto
ferisce il nero dell’anima
isolata, stanca, fradicia
troverò la risposta
raggio di luce che le tenebre scosta
asciuga le delusioni ed i pensieri
penso al domani e dimentico ieri.
Le coste frastagliate sotto i tuoi
piedi scalzi, bagnati dalle piscine
naturali scavate nel tufo chiaro dal
vento e dal mare, fanno da stelo ai
tuoi rami di ginestra sottile e delicata.
Adagiata nelle acque, le calette lungo
i tuoi fianchi fanno sì che i miei sensi
come le sporgenze muoiano nel mare.
Nelle grotte tue più intime siede la
poetessa sulla riva di fondali sabbiosi.
Riposi, e riverberi un caleidoscopio di
luci e colori su anime di roccia friabile.
Emozioni, parole che urtiamo nel corso
della vita: a volte compare qualcuno
nei nostri pensieri, e intanto il tempo…
si fanno musica,
si fanno pace interiore.
Vibra l'aria e disegna note
segnate dal diapason,
rintocchi di attimi e minuti di nuvole,
solleticano l'anima in viaggio
tra colline nodose e brulle di sole.
Un sorriso nasce sul cuore e
s'illumina il cielo, brilla piu' dell'astro,
sa di ciliegie mature e profuma di verbena,
che lenta muove le sue foglie sfumate.
Ti circonda una folata di vento mattutino,
che promette sogni nuovi e antiche poesie.
Delle parole recitate su fogli ingialliti
ti farai scudo, e saranno
fiori in boccio sulle labbra dischiuse.
vestirsi di speranza
per un futuro senza sconfitte.
Senza tempo per piangere
ma con il tempo per sorridere.
Un giorno ricorderai il domani
che si trasformerà in un sorriso.
Il tempo trascorso
ti racconta
le emozioni.
Un filo lega l'immenso
inventando regole
da scrivere, da trasmettere
passo dopo passo.
Vivo camminando con amore,
con pazienza e sorrido
per l'immensità dei sogni.
sei un albume
attorno al nocciolo della questione.
Esiti troppo a vomitare.
Intanto ti prendono in giro
il buon costume e la ribalta.
Tesse ancora la tela della mia mente,
ormai in rovina,
un ragno che alla fine del capolavoro
additeranno come al parassita
che ne rovina l'estetica.
Fossi io l'uovo, fossi io l'uovo...
Saprei come friggere.
Ma il mio buon nome è immateriale.
Decida questo cielo:
mi passera comunque attraverso.
Attenti al tempo
stona di tanto in tanto
qualcuno muore
e gli si da un perché
per altri ancora
ci si chiede ... perché;
in questo mondo
è strano lo spazio
ad ognuno assegnato
e da quel gabelliere
intransigente
contrassegnato.
C'è chi tenta un baratto
e chi non è contento
... mai
ne resta tanto
con un perché
a suo tempo
svelato ...










