Così vediamo nascere un inverno
con i gemiti d'ascia sulla luce
il rumore e di colpo quella pioggia
d’ansia di assalto estratta da una tana.

Il nero omozigote di gemelle
ali contrite in lividi fruscii
senza groppo delle ossa si richiude
fedele all’occhio cieco su nel varco.

In sintesi di graffi dai recinti
l’aria di lutto a velo che mortifica
lo sguardo tra le polveri -un’iperbole
silente e fragile, autarchia del bello.



 

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Henry Lee*
+1 # Henry Lee* 11-01-2019 07:52
Sarà pur inverno, ma con questa tua poesia mi hai scaldato il cuore, grazie per avermi emozionato ancora una volta Rita. Un abbraccio. HL.
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 11-01-2019 17:31
Grazie per le tue letture, Henry Lee. Un abbraccio
Rita

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.