Ho ritrovato nella mia vecchia

cartella di cuoio rattoppata

color mandorla e frumento

tutta impolverata

la tua catenina ormai orfana

de I colori dell’argento

per opera del tempo.

Ma custodita con quel momento

in un fazzoletto con ancora le tue

lacrime nascoste per noi aurighi

che optammo per lasciar l’agone.

Dopo anni seduta sui miei righi

vorrei sognare un finale diverso.

Ma io e Luciano, scesi dalla biga,

pensando non fossi solo un ludo

ad opera del vento, in punta di caliga

sospingemmo i nostri cuori orfani

di te alle labbra della notte.

Sorrido ripensando a noi tre insieme

a rimpinzarci di ciclopiche pagnotte...

Serrando la cartella, ora che sta per

morire quell’ostinato vecchio stanco

son consapevole che due palafreni non

possono star legati ad egual battifianco.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Nel caldo spazio che mi accoglie
- vele sul muro in paziente attesa -
non conosco quasi più un agosto.
Ora che il sole sembra stanco
e le primule giocano a nascondersi,
vorrei sentire il rumore della neve.
Qui nella mia città ghiacciata
tutti a guardare il bianco del cielo
per trovare un azzurro squarcio,
una risposta che arrivi da lontano,
un sorriso sulla bocca del futuro,
il rumore della neve come segno.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Vorrei un anno per
poter realizzare tutti i miei sogni,
amare ma dimenticare le sofferenze.
Vorrei al posto dei silenzi
ascoltare il canto degli uccelli
le risate dei bambini.
Vorrei non conoscere
l’indifferenza del mondo intero.
Vorrei soprattutto che le persone
fossero più coerenti,
con una vita migliore,
costruita in un mondo migliore.
Vorrei vedere i bambini
di notte nei campi arati
rincorrere le stelle
ascoltando la sinfonia della luna canterina.
Vorrei proteggere le ombre dai sentimenti.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Rimani 
tra le pareti 
ma  rimani .

Ho di te
 una nuvola  che evapora

 una goccia umida di poesia
 ho di te
 il sorriso che non dice 

tace
non  torna
e lascia  al vento
 i mille volti  di  una foglia
e sei  luce dell'autunno
  lo sguardo dell'inverno
 nell'aria greve
il volto sfumato di un sogno

 una sillaba della notte
 che unisce la luna .

Ci ritroveremo .

I miei versi
sono il ponte

che unisce i  nostri pensieri
tutte le  carezze 
che non ti ho dato.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Tra il chiasso, i botti,
tra le luci sfavillanti dei fuochi d'artificio,
di un anno che muore e uno neonato,
ci sono io...
Persa tra il silenzio e il vuoto,
persa tra le mura di un mondo non mio,
ci sono io... anima azzurra senza parole,
dove il muto regno fa male,
dove nuvole di aspro melanconico,
portano fulmini a bucare il cuore,
e mi perdo tra la solitudine senza voce,
tra anime fantasma che mi sfiorano
senza darmi calore.
S'accende il cielo di rosso amaranto,
e gia il mattino si avvicina.
Restano bagliori ad illuminare la scena.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Quando l’anno muore
si porta seco gli affanni,
le gioie, gli amori.
Inconsapevole del grande fardello,
si spegne tra suoni e mendaci stelle.

Ecco, nasce il nuovo
in una culla di promesse
vestito di buoni propositi.

Anche l’anno bambino
vedrà il sole a occidente,
il vento freddo del nord
e stenti arcobaleni.

Ma non la pace.

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Profilo Autore: Vittorio  

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Accosto all'orecchio la conchiglia
immagino lo sciabordio del mare
accarezzare la mia pelle
e riconosco nelle onde lunghe e leggere
il tuo profilo amato… sempre presente.
Mi tuffo nell'acqua salata e fresca
per raggiungerti, per amarti,
scivolano le mani mie su di te
i tuoi capelli bagnati
sono tutto un ricciolo, neri come la pece.
Mi aggrappo ad essi mentre le tue mani
seguono le vie del corpo mio
dove il piacere mi prende…
l'amore è uno tsunami di emozioni
in cui paura di morire non ho.
Morirei mille e mille volte con te
per poi rinascere e morire ancora,
declina il sole dietro l'orizzonte
e la notte ci coglie ancora nudi
distesi sulla sabbia tiepida.
Ed ecco alta nel cielo
Sirio in tutto il suo splendore
poi pian piano tutte le sue sorelle
a testimoniare il nostro amore
nel silenzio magico della una notte


innamorati.jpg


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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Immergo gli occhi
in sogni distratti.
Sorrisi forzati
dissolti, svaniti
passeggio su strade
lunghe sconosciute.
Una lacrima scende
per sempre si perde.
Le mani son chiuse
sono stanche,
sono illuse.
Intorno il freddo
che gela le foglie
le spezza, le coglie
buttandole via.
È un gioco crudele
la nebbia nel sole.
Una luce fioca
risveglia la vita.
Un incubo strano,
riporta al perdono.
Ricordi sbiaditi
mai dimenticati.
L'aurora mi avvolge
leggera, frizzante.
Rinasce speranza
resiste alla noia.
È un giorno
perfetto con
grande fiducia
mi alzo dal letto.
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Profilo Autore: Michelina  

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D'anno in anno

variate tratte



prezzo calante

sbiaditi colori

ragioni estinte



e ricordi

quasi rimossi



ora...

per quattro soldi

schiavi dei tempi



arenati sul niente



inesauribile fonte

... d'omissis.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Guardo spesso

Il tuo bel viso ovale,

così sodo,

così paffuto,

con le tue gote grandi,che

ti danno un faccione fotogenico,

il tuo nasino pronunciato,

alla cleopatra,

il tuo mento,

e gli occhi,

vivi e ridenti,

un po’ fuggitivi

un po’ tristi,

a volte accigliati,

a volte furenti,

o calmi e radiosi,

a seconda del tuo umore del

momento;

il tuo viso,

che mi dà serenità,

che mi piace scrutare,

che mi porto nella mente,

quando non ci sei,

il volto dell’amore.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Dovete sapere che al civico

cinque di via delle Cascine

all’ombra dell’Olmetto

il telecomando del televisore

è un’estensione del braccio

di mio figlio che prima o poi

abbisognerà di un brevetto.

E’ l’elemento mancante

quando sotto la doccia

canticchi quel motivetto.

Il telecomando del televisore

è una creatura balorda che

si annida con fare insolente

tra i cuscini del divano.

E’ il cerimoniale che al

bisogno gioca a rimpiattino

col povero ciambellano.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Cantando
Auguri
Tante
Emozioni
Rivivono
Indelebili
Narrando
Auguri
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Dall’angolo del mio esistere
guardai il profilo del tempo.

Linea di gota frastagliata
come disagevole scogliera,
nessun accenno di un sorriso
e nera palpebra increspata.

Ebbi paura e chinando gli occhi
scansai d’intorno ruvidi cuscini
per andare di corsa ad aprire
il cassetto della mera salvezza.

Giocai con la locomotiva di legno
e passai i trentasei colori
sulla vergine tela ammuffita.
Alzando lo sguardo vidi tracce di sole.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Quella che si è appena conclusa

è stata una settimana complicata

per via del lavoro che, nonostante

un’infezione sistemica, mi ha portato

fuori casa e, al freddo, questa brutta

influenza è divenuta assai debilitante.

Questa mattina di domenica, che Dio

un giorno l’abbia in gloria, mia moglie

prima di portare i bambini alla messa

si è premurata di rammentarmi

che un bagno caldo è un toccasana.

Col suo distintivo tono da badessa,

uscendo ha aggiunto che qualche

goccia di eucalipto ne è la panacea.

Un po’ restio ad uscire dalle pantofole,

ma sedotto dagli effluvi degli oli

essenziali affondo nell’acqua bollente.

Dopo una rigenerante nonchè piacevole

mezz’ora di relax fuoriesco egro dalla

vasca e, intirizzito e gocciolante, apro

il cassetto degli asciugamani: lamette.

Detergente, cotton fioc; più di mia

moglie che sposta le cose senza dirmelo,

mi dà noia solo avere le scarpe strette.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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La casa in cima al mondo

sempre ho davanti agli occhi,

la tua casa in cima al bricco,

sopra il paese,

nella vetta,

dove c’è il centro storico,

con la vecchia chiesa,

il castello medioevale,

e il selciato di ciottoli,

tutto lastricato;

lassù ci sei tu,

nella casa piccola,

che tanto ti somiglia,

con vecchie bici abbandonate,

antiche sedie un po’ sdrollate,

dei giocattoli abbandonati,

sacchetti e roba varia;

questa e la tua casa,

dove vengo volentieri;

con la sala cucina,

la stufetta a bombola,

la tua credenzina,

i peluche,

la tavola con sopra roba,e dolci,

piccolo mondo,

il tuo mondo,

che riflette quello che sei;

due cuori e una capanna,

e ci salgo volentieri,

anche se fa freddo,

per stare con te,

per parlarti,

vederti;

e quando me ne vado,

ti perdo un po’,

e mi sento triste,

e non vedo l’ora di rivederti,

di tornare.

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Profilo Autore: stefano medel  

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