Quel sogno di cui narrai

non si ripresentò.

E un po’ me ne dolgo.

Il tredicesimo giorno

di Gennaio tuttavia,

da una fotografia colgo

lei come marza, con la

delicatezza

che si deve a un nesto

con l’auspicio che attecchisca.

Di spalle a un contesto niveo.

Una borsa eburnea su di un giacchetto

 scuro: Dio, non c’è essere nel creato

che da quello sguardo non s’arricchisca.

E sullo sfondo

del Cristo Redentore

di Maratea,

tra i bellissimi capelli scuri

occhiali acri.

Su di una lunga e fiera scalea.

Se alzo lo sguardo, appena fuori

dall’immagine fotosensibile

posso vedere un aquilone.

In quel suo sguardo sensibile

posso però anche vedere i cercini delle

cicatrici che hanno generato un pollone.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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È passato tanto tempo,

esistenza,

tanti ricordi

scolpiti nel tempo;

infanzia,un soffio

veloce,

un anelito di vita,

felicità perduta,

i banchi di scuola

il grembiule,

la maestra che sapeva tutto;

giovinezza,

che sembra ieri,

e gli anni sono volati

in fretta,

quanto tempo,

che non tornerà mai;

poter ricominciare,

avere un'altra possibilità,

un'altra vita;

esistenza breve.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Oggi in un dove lontano;
in un tempo sconosciuto;
un nuovo cielo apparve.

Anni di ricerca, di vita, di scelte;
anni che come in un fucina hanno forgiato un monile;
anni in cui la felicità sembrava raggiunta.

Poi il cielo trovò la sua stella;
il monile il suo anulare;
il mio corpo il suo piacere;
la mia anima la sua felicità.

Oggi in un dove lontano nacque il mio amore,
grazie Dio per avermelo donato.

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Profilo Autore: a_domani  

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A caccia di luce
nella gola bruna della notte.
Credendo il buio avversario.
Che l'amore ti sia guida e lanterna.

-Erano splendide le piccole ali-

Un volo in cerchio nel cielo nero
e lo smarrirsi in un imbuto vuoto
poi l'apparire della fiamma vivida
E la sua bellezza calda.

- La sorgente l'attirava verso l'alto-

Iniziò la sua danza
e mai si sentì più leggera e libera,
beatitudine in un palpito,
rapita da un'estasi d'oro.

-Ora il fuoco era un dio-

Salì e fu presa da una spirale bruciante,
accecata cadde nel vortice,
in cenere il suo sogno illuminato,
di lei restò un'arsa poesia.

- Quando il drago uccise la falena-.
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Profilo Autore: Sabyr  

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Ninfa mi apparve in sogno.

Fanciulla d’animo, ma virago

in cuor suo e nell'aspetto.

Di spalle a nivea statua.

Un tascapane eburneo

sulla pelle scura del tiglioso,

coriaceo suo corsaletto.

E sullo sfondo di una

mulattiera, tra i bellissimi

capelli scuri lungo il viso fiero

un atro cerchietto.

Disse di non scordare 

agoraio e scarsella,

e mi chiamò Aquilone.

Il sogno mi lasciò dell’agretto.

Non comprendo, non sono altro

che un artiere degli aquiloni e un

rimatore, nella foggia e nel petto.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Le feste sono andate,

finite, disciolte

appartengono già al passato;

sembra ieri che si era alla vigilia,

e poi il natale

è passato in un soffio,

un istante,

un battito di ciglio;

gennaio anno nuovo,

voglia di cambiare,

di non ritornare sui

propri passi,

di vivere,

di credere;

strade di città,

c’è ancora qualche addobbo residuo,

qualche festone,

nostalgia di festa,
andata.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Pianura distesa

ti sono

perché mi scivoli

senza fine a posarti

dov’io l’estremo,

quel canto senza parole.

Un calice d’asola

a fasciarti dall’orlo,

e giù una pervinca 

d’impronte d’acqua

persa, riversa.



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Al tempo che rimane
affido il senso d’una vita vaga,
il sogno mio da scartocciare
tra stille pregne di sudore.

Toccare un cielo sereno,
comprimerlo tra queste mie mani
e sentire l’odore che fa.
Soltanto ciò, non oso di più…
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Come siete complicati
più vi guardo
e più respiro male
un'aria pesante
sento, taglia la gola
e solo una nota
mi fa rilassare
Cammino
in questo viaggio
poco lucente
con le ore
che strimpellano
dinanzi a me
quanto ancora
ci vorrà
perché tutto finirà
nel tempo che verrà
Tanto è lontano
quel che vorrei
Giorni che non si vivono
giorni che non sembrano
fra le palpebre socchiuse
di mete lontane
nell'acqua calda
e un pochino gelata
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Il mio cammino
mi tiene desto
camuffa per me

le rive
i bordi
si volta al respiro altrui
incendia la strada
scaldando la pioggia
Al muro m'induce
allo sguardo attento
a quel che passa
a quel che cambia
Il mio cammino
aspetta il mio mezzo
rimasto lento
dal bastone bianco
quasi cieco
sa che la meta
rimarrà improbabile
di fumo imprevista
di passi instabile
Lui aspetta
paziente
sussurra direzioni
nei suo balzelli
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Caro amico remoto,
rimasto in un tempo passato,
sai, a volte ti ricordo,
simile all'ombra che passa
e potresti assomigliare
a un fruscio  di vento
o a una parola mormorata.
So che sarai cambiato,
e lo sono anche io,
o forse non così tanto...
E rivedo il tuo volto
solo appena sfiorito,
la stessa sorte del mio
nello specchio sincero.
Non so perché, ti sorrido
e mi sorrido, con dolce clemenza
ai nostri errori.
Le parole vibrate come archi
e ogni accusa una freccia.
La ferita è così vecchia
da aver acquisito una strana saggezza.
Ora posso perdonarti.
E così perdono anche me
per non avere saputo mai perdonare.


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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Prima che la prossima ora rintocchi

intendo farmi trovare pronto per partire:

recluterò quante più matite, ciascheduna

ben temperata, così da non avere intoppi.

Come ogni viandante della mia specie,

indossate le ciantelle e calzata

la veste da camera, saprò cercarti

fra  i miei righi seguendo le bricie.

Giorni addietro mi fece visita Rovaio,

che dopo essersi preso premura

di scarmigliarmi la foggia di barba con

le vesti trite per aver i servigi dell’agoraio,

mi instillò l’idea peregrina ma spontanea

di andar ramingo, sospeso ad uno dei mie

aquiloni, tra quei pochi anelati fotogrammi.

Pellegrinaggio il mio nella tua istantanea.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Facile il dominio
dal veleno incolore

fin dove il cerchio
di un sigillo  riaffiora  
nello stagno
che avanza 

e d'una sfinge
che affonda 

E di "decime e inviti "
si declama l'embrione 
nelle facce distinte
in ogni imbrunire 
si appresta 
un inchino 

a mostrarsi fedele 
tra gli applausi eleganti
per ciò che muore
e non vive.


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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Quanto preme bellezza
e quanto incombe
Come fugge veloce
sul fiume rapido dei giorni tuoi.

Quante gioie ti conduce
e quante pene
Poiché bellezza è dono
che paghi a caro prezzo.

Perché, bellezza è dea feroce,
fatta d’essenze fugaci,
d’immagini riflesse
da specchi crudeli

Poiché, bellezza è la tua dolce condanna,
dalla culla, agli ultimi lampi
dei tuoi occhi di cielo.

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Profilo Autore: Vittorio  

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Eh sì,
con quelle
due note diverse
contemporaneamente,
il mio non è un richiamo,
è un canto.
E allora
anche
se
tu
sei
cifra
intera
ed io una
piccolissima
frazione di te,
e anche se tu
sei manifesta
ed io appena
un fondo
di caffè
da decifrare,
devi ascoltare
lo stesso.
Che
questo mio
pliò-ble-zipè-ziò
oggi riecheggerà
fra le fronde
più alte
solo
per
te.

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Profilo Autore: Charlie  

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